<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0"><channel><title>Da vedere...</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/Contents/Item/Display/10221</link><description>Da vedere...</description><item><title>Luserna San Giovanni</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/luserna-san-giovanni</link><description>&lt;p&gt;Luserna San Giovanni, attraversata da due fiumi, il Pellice e il Luserna, &amp;egrave; il paese pi&amp;ugrave; popoloso della valle (circa 8000 abitanti). Comprende &lt;b&gt;la collina di San Giovanni&lt;/b&gt; (con il vecchio nucleo abitativo), la pianura del fondo valle (dove sorgono gli &lt;strong&gt;Airali&lt;/strong&gt;, capoluogo del Comune e centro residenziale di recente costruzione) e &lt;b&gt;Luserna&lt;/b&gt; (l&amp;rsquo;antico borgo medievale costruito alla confluenza tra il Pellice e il Luserna, ai piedi della boscosa collina del &amp;ldquo;Castello&amp;rdquo;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La vicenda storica di questo paese &amp;egrave; singolare, poich&amp;eacute; il Comune &amp;egrave; nato dalla fusione di due entit&amp;agrave; distinte, Luserna e San Giovanni, nel 1871. Il palazzo del Municipio, risalente al 1872, &amp;egrave; costruito a ridosso di Piazza Partigiani, nel centro di Airali.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;La storia&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Come gran parte del Piemonte centro-occidentale, la storia del territorio inizi&amp;ograve; con piccoli insediamenti territoriali di &lt;b&gt;Taurini-celtoliguri&lt;/b&gt; provenienti dalla Gallia Transalpina, scalzati poi dagli antichi romani &lt;b&gt;Cozii&lt;/b&gt; del II secolo a.C., che vi instaurarono il piccolo agglomerato agricolo-rurale, gli &lt;b&gt;Airali&lt;/b&gt;, un antico nome ancor oggi mantenuto, che indicava un &lt;i&gt;"luogo di corte dove si batteva il grano"&lt;/i&gt; (dal latino &lt;i&gt;ajra&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;aia&lt;/i&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le prime notizie storiche risalgono a un atto del 1186, nel quale &lt;b&gt;si parla della torre di Lucerna&lt;/b&gt;, da cui forse anche l'origine del nome Luserna. La torre, adibita poi a torre luminosa ed oggi inesistente, si trovava presumibilmente alla confluenza dei torrenti Pellice e Angrogna, a indicare la signoria dei nobili che diventeranno presto casata Luserna, assoggettati a loro volta ai conti di Savoia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 1222 il casato si divise in tre rami: i Manfredi, i Bigliori ed i Rorenghi. Ci&amp;ograve; ebbe pesanti ripercussioni sugli equilibri interni alla dinastia, con continue dispute territoriali e scontri di potere. Per evitare l&amp;rsquo;eccessiva frammentazione del territorio e trovare una possibile convivenza, i Signori decisero che ogni anno, a rotazione, uno di essi sarebbe stato nominato potest&amp;agrave;, con il compito di rappresentare tutti i Luserna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo periono, nel 1276, Luserna si dot&amp;ograve; di uno&lt;b&gt; &amp;ldquo;Statuto Comunale&amp;rdquo;&lt;/b&gt;, che fu tra i primi dell&amp;rsquo;intero Piemonte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il casato di Luserna ha dominato con rapporti di vassallaggio nel corso di diversi secoli e su un territorio alquanto ampio, arrivando a comprendere, secondo la epoche, Bibiana, Bagnolo, Campiglione, Mombrone (ora Montebruno di Garzigliana), Macello e numerosi altri centri.&lt;br /&gt;Indiscussa &lt;strong&gt;capitale economica nel Medievo&lt;/strong&gt;, vide svolgersi sul suo territorio mercati e fiere di grande rilevanza, grazie a trattati economici con il Delfinato e con altre regioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;San Giovanni&lt;/b&gt; invece, posta sul lato opposto del torrente Pellice rispetto a Luserna, ebbe nel corso della storia un ruolo centrale nelle vicende religiose della valle principalmente per la presenza &amp;ndash; a partire dal XIII secolo &amp;ndash; di &lt;b&gt;una folta comunit&amp;agrave; di Valdesi&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A causa delle persecuzioni susseguenti alla scomunica del 1184, promulgata da papa Lucio III con la bolla &lt;i&gt;Ad abolendam&lt;/i&gt;, e, trecento anni dopo, all&amp;rsquo;adesione alla riforma protestante nel 1532 con il &lt;b&gt;Sinodo di Chanforan&lt;/b&gt;, San Giovanni vide un arrivo continuo e massiccio di rifugiati valdesi, con il favore dei Signori Luserna che li accolsero come sudditi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella valle, dal XV secolo all&amp;rsquo;inizio del XIX, per motivi politici e religiosi si scontrarono le diverse componenti che vi si erano insediate: le guerre di potere videro scontrarsi truppe francesi e spagnole con soldati di provenienza svizzera, tedesca, milanese, napoletana a fianco delle milizie locali. Ci&amp;ograve; caus&amp;ograve; la distruzione di numerosi monumenti romanico-medievali (comprese le quattro porte di accesso alle fortificazioni), creando un&amp;rsquo;irreparabile perdita di carattere storico e culturale, lasciando come testimonianza del tempo solo qualche elemento del vecchio centro storico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/POI/Luserna_pan_da_rocca_berra.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fu questo il clima che port&amp;ograve; il Comune alla divisione, nel &lt;strong&gt;&lt;span&gt;1657&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, tra la parte valdese (San Giovanni) e quella cattolica (Luserna), con la costituzione dei due rispettivi &lt;strong&gt;&lt;span&gt;comuni di &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;San Giovanni Pellice &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; Luserna&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Luserna fu inoltre la sede del &lt;strong&gt;Tribunale Mandamentale&lt;/strong&gt;, con sede nel vecchio palazzo di Via Pietro Guglielmo, e nello stesso periodo&lt;span&gt; (&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;1630-1697&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;)&lt;/span&gt; fu capoluogo di provincia, sostituendosi a Pinerolo (allora occupata dai Francesi).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le trattative per la riunificazione con Luserna non furono n&amp;eacute; semplici n&amp;eacute; rapide a causa dei sospetti e delle diffidenze tra i due comuni, i quali a met&amp;agrave; Ottocento continuavano a disputarsi i confini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fu solo a met&amp;agrave; del XIX secolo che l&amp;rsquo;intolleranza religiosa si stemper&amp;ograve;, dopo l&amp;rsquo;&lt;strong&gt;Editto di Re Carlo Alberto &lt;/strong&gt;del 17 febbraio 1848 che riconosceve i diritti politici e civili al popolo valdese.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le trattative per la riunificazione non furono n&amp;eacute; semplici n&amp;eacute; rapide a causa dei sospetti e delle diffidenze tra i due comuni, i quali continuavano a disputarsi i confini.&amp;nbsp;L&amp;rsquo;atto di riunificazione fiss&amp;ograve; la propria decorrenza a partire dal &lt;strong&gt;1&amp;deg; gennaio 1872&lt;/strong&gt;, definendo &amp;ldquo;&lt;strong&gt;Luserna San Giovanni&lt;/strong&gt;&amp;rdquo; quale nuova denominazione del Comune.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come capoluogo e sede del palazzo municipale fu designato il nucleo territoriale di &lt;strong&gt;Airali&lt;/strong&gt; (fino ad allora occupato da campi), dove si assistette allo sviluppo dei settori industriale e residenziale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Luserna San Giovanni nel XX secolo fu caratterizzata dalla nascita di stabilimenti tessili, meccanici, dolciari (tra i pi&amp;ugrave; noti &lt;i&gt;Caffarel&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;I Tre Re Magi&lt;/i&gt;) e dallo&lt;b&gt; sfruttamento delle note cave di pietra&lt;/b&gt;, che gi&amp;agrave; anticamente venivano utilizzate per l'estrazione della pietra liscia e piatta, utilizzata specialmente per le coperture dei tetti. L&amp;rsquo;area coperta dall&amp;rsquo;estrazione e lavorazione della pietra &amp;egrave; tutt&amp;rsquo;ora attiva, sebbene nel corso degli anni si sia fortemente ridimensionata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di notevole rilievo economico divenne a partire dagli anni settanta l'attivit&amp;agrave; della societ&amp;agrave; &lt;b&gt;Pontevecchio &lt;/b&gt;nel settore delle acque minerali, che imbottiglia e distribuisce acqua di sorgente con i marchi &lt;i&gt;Sparea, Fonte delle Alpi, Valmora, Alpi Cozie e Monviso&lt;/i&gt;&lt;i&gt;. &lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Accanto a queste grandi industrie sorgono a Luserna decine di &lt;b&gt;piccole e medie aziende&lt;/b&gt; operanti sia nel campo della produzione sia in quello dei servizi: circa l&amp;rsquo;80% dell&amp;rsquo;occupazione industriale della valle &amp;egrave; concentrata sul suo territorio.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Monumenti e Musei&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;La&lt;b&gt; Chiesa Parrocchiale del Sacro Cuore di Ges&amp;ugrave;&lt;/b&gt; &amp;egrave; ubicata nella zona di espansione novecentesca del comune. La facciata &amp;egrave; realizzata con blocchi di pietra di Luserna; il fronte &amp;egrave; caratterizzato da tre ampie finestre con vetri cattedrale lavorati al piombo, raffiguranti un coro di angeli. &lt;br /&gt;Sopra il portone &amp;egrave; posizionato un altorilievo rappresentante Ges&amp;ugrave; pantocratore irradiato dalla luce Divina e dello Spirito Santo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A San Giovanni sorgono la chiesa di &lt;b&gt;San Giovanni Battista&lt;/b&gt; ed il &lt;b&gt;Tempio Valdese&lt;/b&gt;, costruito quando il 9 aprile 1806 il governo di Napoleone diede l&amp;rsquo;approvazione al progetto e permise l&amp;rsquo;inizio dei lavori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal 1994 a Luserna c&amp;rsquo;&amp;egrave; un &lt;b&gt;Planetario&lt;/b&gt;, il primo utilizzato in Piemonte per la visualizzazione della volta celeste a scopo didattico; nel 1998 fu edificata la torre con la cupola in vetroresina e aggiunti gli strumenti ottici per la visualizzazione e la fotografia degli oggetti del profondo cielo (loc. Bric del Colletto n. 1 - &lt;a href="mailto:info@osservatoriourania.it"&gt;info@osservatoriourania.it&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;Museo Civico del Gioco e del Giocattolo&lt;/strong&gt; &amp;ldquo;Giovanni Peyrot&amp;rdquo; (Via Generale Diaz 21 - &lt;a href="mailto:museogiocattololuserna@gmail.com"&gt;museogiocattololuserna@gmail.com&lt;/a&gt;) raccoglie invece giochi antichi e moderni, giochi di prestigio, illusioni ottiche, teatrino di marionette e burattini, proiezione di diapositive, antiche fiabe.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 20 Jun 2024 09:34:29 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/luserna-san-giovanni</guid></item><item><title>La villa romana di Caselette </title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/la-villa-romana-di-caselette</link><description>&lt;p&gt;Anche la&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Villa romana di Caselette&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;aveva funzioni residenziali: venne probabilmente costruita per un Dominus in et&amp;agrave; Augustea con l&amp;rsquo;intento di affiancare alla zona abitativa anche quella produttiva, destinata alla coltura cerealicola. L&amp;rsquo;edificio doveva originariamente occupare un&amp;rsquo;area di circa 46x60 metri, ma non &amp;egrave; ancora chiaro se tutti i lati del quadrilatero fossero destinati ad ambienti o se un&amp;rsquo;area libera centrale fungesse da cortile e disimpegno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il settore che si &amp;egrave; conservato meglio &amp;egrave; quello settentrionale, in cui si dovevano concentrare gli ambienti residenziali e gli spazi di rappresentanza. Per quanto riguarda il settore meridionale, gli scavi hanno evidenziato tracce di impianti di riscaldamento a pavimento e piccole vasche, facendo pensare a un piccolo impianto termale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Informazioni: &lt;a href="http://archeo.piemonte.beniculturali.it/index.php/it/musei/aree-archeologiche/70-aree-arch-prov-di-torino/347-villa-romana-di-caselette"&gt;&lt;strong&gt;Archeo Piemonte&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;SCOPRI DI PI&amp;Ugrave;:&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/appuntamenti/le-ville-romane-di-almese-e-caselette-un-patrimonio-archeologico-della-valle-di"&gt;Visite guidate 2023 alle Ville Romane di Almese e Caselette&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><pubDate>Thu, 15 Nov 2018 12:16:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/la-villa-romana-di-caselette</guid></item><item><title>Chiesa di Santa Caterina</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/chiesa-di-santa-caterina-chiomonte</link><description>&lt;p&gt;La chiesa fu edificata dai Gerosolimitani dopo il 1208 e finalizzata all'assistenza dei pellegrini. Recentemente restaurata sia negli splendidi affreschi trecenteschi, sia nell'architettura romantica.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Visite guidate su prenotazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Informazioni: tel. 328/7417812 -&amp;nbsp;&lt;a href="mailto:chiomonte.imprendoc@gmail.com"&gt;chiomonte.imprendoc@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 20 Nov 2018 10:03:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/chiesa-di-santa-caterina-chiomonte</guid></item><item><title>Lago Arpone</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/lago-arpone</link><description>&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;Lago Arpone&lt;/strong&gt; &amp;egrave;&amp;nbsp;uno splendido specchio d'acqua di fronte alle maestose cime del Rocciamelone e del Giusalet.&amp;nbsp;All'altezza di 1821 metri,&amp;nbsp;confina geograficamente con la Francia ed &amp;egrave; raggiungibile dalla localit&amp;agrave; &lt;strong&gt;Bar Cenisio&lt;/strong&gt; (Venaus).&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Utilizzato fino agli anni '50 come invaso produttivo di propriet&amp;agrave; dell'Enel per alimentare le centrali di Saluroglio e Novalesa, riceveva l'acqua dalle cascate del ghiacciaio tramite un canale interrato e dai sorgivi esistenti. Dichiarato successivamente improduttivo, venne abbandonato.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;La zona dell&amp;rsquo;Arpone &amp;egrave; molto importante dal punto di vista storico perch&amp;eacute; era il punto di forza di &lt;strong&gt;trinceramenti&lt;/strong&gt; costruiti nel 1700, ora quasi del tutto scomparsi. Essi controllavano gli accessi verso Susa dall&amp;rsquo;altopiano del Moncenisio.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;La &lt;strong&gt;ridotta d&amp;rsquo;Arpone&lt;/strong&gt;, costruita nel 1709 su disegno dell&amp;rsquo;ing. Ignazio Bertola, sorgeva sul cocuzzolo della Finestra d&amp;rsquo;Arpone (m. 1931) e intorno ad esso si sviluppavano le linee dei trinceramenti che scendevano, passando a nord del lago, all&amp;rsquo;omonimo gruppo di grange, dove c&amp;rsquo;erano i baraccamenti. Dopo il 1712, poco prima del Trattato di Utrecht che cambiava i confini dei possedimenti sabaudi, non compaiono pi&amp;ugrave; spese per la manutenzione nei registri di Bilanci Fortificazioni, se ne hanno per&amp;ograve; notizie indirette nelle Guerre di Successione del XVIII secolo.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Accesso&lt;/strong&gt;: Da Susa prendere le indicazioni per il Moncenisio e raggiungere Bar Cenisio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Al vecchio posto di frontiera si prende la strada a sinistra che porta al lago.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;A gestirlo dal 1979 ad oggi &amp;egrave; l'&lt;a href="http://www.pescatori-valcenischia.it/lago-arpone/"&gt;&lt;strong&gt;A.D.S. Pescatori Val Cenischia Venaus&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;: il lago &amp;egrave; attualmente adibito alla pesca sportiva, e l'associazione, che contava inizialmente 52 iscritti ha ora oltre 200 soci.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(Foto di Lucio Guercio)&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 20 Dec 2018 16:10:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/lago-arpone</guid></item><item><title>Museo Laboratorio della Preistoria</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/museo-laboratorio-della-preistoria</link><description>&lt;p&gt;Situato nel cuore del centro storico, il &lt;strong&gt;Museo Laboratorio della Preistoria&lt;/strong&gt; di Vaie offre al visitatore la collezione di ricostruzioni sperimentali e di calchi dei reperti. Il percorso tematico, completato da una serie di pannelli illustrativi, presenta gli aspetti della vita quotidiana nella Preistoria, con particolare attenzione per materiali, tecnologie ed usi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La volont&amp;agrave; di &lt;strong&gt;rendere fruibili i ritrovamenti archeologici&lt;/strong&gt; effettuati sul territorio a partire dagli ultimi anni dell&amp;rsquo;800 ha comportato la nascita di una struttura museale che, mediante l&amp;rsquo;esposizione di riproduzioni sperimentali, permette una lettura integrale dei molteplici aspetti della vita quotidiana nei periodi della Preistoria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/1 r. rumiano  ritrovamenti.jpg" border="0" alt="Riparo Rumiano, la zona dei ritrovamenti archeologici" data-entity-type="file" data-entity-uuid="6792afaf-9026-42c7-a136-34de11c7fce3" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Riparo Rumiano, la zona dei ritrovamenti archeologici.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Completa l&amp;rsquo;esposizione la &lt;strong&gt;collezione tattile&lt;/strong&gt;, che ha implementato in modo significativo gli allestimenti museali. Nel quadro delle et&amp;agrave; preistoriche, vengono presentati il sito eneolitico di Vayes e la vita quotidiana nel Neolitico e nell&amp;rsquo;Et&amp;agrave; del Bronzo: una collezione di ricostruzioni sperimentali e calchi dei principali ritrovamenti, completati da un interno capanna neolitica e da un diorama (officina Et&amp;agrave; del Bronzo).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul territorio: percorso &lt;strong&gt;archeologico&lt;/strong&gt; (sito IV millennio a.C.) e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;percorso naturalistico&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Museo laboratorio,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;aperto ogni domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18&lt;/strong&gt;, dispone di un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;a href="https://www.museopreistoriavaie.it/"&gt;sito internet&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e di&amp;nbsp;una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/museovaie"&gt;pagina Facebook&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e, su prenotazione (minimo 6 persone), viene aperto anche in altre giornate infrasettimanali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Museo &amp;egrave; accessibile alle persone diversamente abili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/3_interno-museo.jpg" border="0" alt="Museo Laboratorio della Preistoria di Vaie, interno" data-entity-type="file" data-entity-uuid="bd07e346-e79b-4597-a0a4-21cf8f901429" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 10 Jul 2018 17:25:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/museo-laboratorio-della-preistoria</guid></item><item><title>Lago Verde </title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/lago-verde</link><description>&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;Lago Verde&lt;/strong&gt; &amp;egrave; uno splendido specchio d'acqua dai colori smeraldini, incassato in una conca circondata da boschi di conifere. Il colore dell'acqua va dal verde al blu, ed il fondale &amp;egrave; composto da tronchi di antichi larici. Piccolo e brillante, ad osservarlo si ha l'impressione che il tempo&amp;nbsp;si fermi.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E' facilmente raggiungibile con un comodo sentiero, il tempo di percorrenza &amp;egrave; di 45 minuti, con 100 m di dislivello. Da Bardonecchia attraversato il confine verso la Valle Stretta si arriva a &lt;strong&gt;Grange della Valle&lt;/strong&gt;, di qui &amp;egrave; necessario seguire le indicazioni camminando tra distese di fiori e prati verdi. Dopo aver superato il ponte che attraversa il Rio della Valle Stretta, si prosegue in salita. L'ultimo tratto di strada si snoda in un bosco di conifere e, tra i rami, &amp;egrave; gi&amp;agrave; possibile scorgere le sfumature color smeraldo del Lago Verde.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Fri, 28 Dec 2018 12:42:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/lago-verde</guid></item><item><title>Il mercato di Pinerolo</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/il-mercato-di-pinerolo</link><description>&lt;p&gt;Con quasi mille anni di storia, il mercato di Pinerolo &amp;egrave; il terzo mercato per grandezza del Piemonte e si tiene &lt;strong&gt;il sabato e il mercoled&amp;igrave; mattina&lt;/strong&gt;. Nella parte principale in Piazza Vittorio vi sono banchi alimentari ed extra alimentari (al sabato oltre 360) mentre la vendita di prodotti locali agricoli avviene nella vicina Piazza Roma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra i prodotti: frutta, verdura, &lt;b&gt;formaggi rari &lt;/b&gt;(compreso il &lt;i&gt;Plaisentif&lt;/i&gt;, prodotto con il latte del primo pascolo estivo), vini (come gli autoctoni &lt;i&gt;Doux d&amp;rsquo;Henry&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Ram&amp;igrave;e&lt;/i&gt;) e salumi (da intenditori la &lt;i&gt;Mustardela &lt;/i&gt;della Val Pellice e il Salame vaccino &lt;i&gt;di Giora&lt;/i&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il sabato &amp;egrave; possibile raggiungere il grande mercato con il servizio di navetta&lt;/b&gt; gratuita: dai due parcheggi di attestamento (Pinerolo Olimpica e V.le XVII Febbraio) la navetta raggiunge il centro di Pinerolo, per accompagnare i cittadini e le loro famiglie al mercato. Il servizio navetta viene effettuato dalle 7.30 alle 13.30 con una cadenza di 15 minuti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Maggiori informazioni sul sito del &lt;a href="http://www.comune.pinerolo.to.it/web/index.php/turismo/vivere-pinerolo/fiere-mercati-e-shopping"&gt;&lt;strong&gt;Comune di Pinerolo&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; e sulle pagine &lt;a href="https://www.facebook.com/CittadiPinerolo"&gt;&lt;strong&gt;Facebook&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; e &lt;a href="https://www.instagram.com/cittadipinerolo/"&gt;&lt;strong&gt;Instagram&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; del Comune&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 08 Sep 2022 14:01:12 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/il-mercato-di-pinerolo</guid></item><item><title>Cappella di Horres</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/cappella-di-sandrea-e-s-giacomo-horres-bardonecchia</link><description>&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;Cappella dei SS. Andrea e Giacomo&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;si trova oltre la frazione Millaures, in localit&amp;agrave; &lt;strong&gt;Horres&lt;/strong&gt; (comune di Bardonecchia), ai margini di un alpeggio.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Citata nei documenti a partire dal 1646, si pensa che la sua costruzione risalga al XV secolo. Presenta, sia all'interno che all'esterno, suggestivi affreschi realizzati da tre diversi artisti che operarono tra la fine del XV e il primo quarto del XVI secolo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Esternamente &amp;egrave; ancora possibile ammirare la Cavalcata dei Vizi e delle Virt&amp;ugrave;, a cui si sovrappone la raffigurazione dei Santi Pietro e Andrea. Nell'affresco i vizi sono rappresentati da uomini e donne che cavalcano bestie allegoriche, legati al collo da una catena.&amp;nbsp;All'interno sono invece presenti le scene della vita dei SS. Giacomo e Andrea, la Messa di S. Gregorio, S. Giorgio che uccide il drago, S. Lucia e S. Antonio da Padova.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;p&gt;Apertura: luglio: ultima domenica 15.30-18; agosto: tutte le domeniche 15.30-18; durante l'anno visite guidate su richiesta. Su prenotazione per gruppi e scuole.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Informazioni: tel. 0122/622640 - 0122/902612 -&amp;nbsp;&lt;a href="mailto:museo@centroculturalediocesano.it"&gt;museo@cenroculturalediocesano.it&lt;/a&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&lt;a href="mailto:info@prolocobardonecchia.it"&gt;info@prolocobardonecchia.it&lt;/a&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.centroculturalediocesano.it/"&gt;www.centroculturalediocesano.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Fri, 16 Nov 2018 10:24:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/cappella-di-sandrea-e-s-giacomo-horres-bardonecchia</guid></item><item><title>Cattedrale di San Giusto</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/cattedrale-di-san-giusto</link><description>&lt;p&gt;La chiesa abbaziale di San Giusto di Susa, attuale cattedrale, venne consacrata il 18 ottobre 1027. L&amp;rsquo;edificio sub&amp;igrave; nel 1321 il rifacimento gotico dell&amp;rsquo;area absidale, mentre risalgono alla met&amp;agrave; del Quattrocento i pinnacoli e le decorazioni in cotto del campanile.&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;edificio conserva numerose tracce delle decorazioni ad affresco che si sono succedute nel tempo: all&amp;rsquo;esterno, sulla fiancata meridionale, sono visibili un interessante fregio romanico a monocromo e la lunetta con la crocifissione, risalenti al 1130 circa; sulla medesima facciata sono presenti anche altri affreschi, risalenti al XV secolo, tra cui un arcone decorato con raffigurazioni di profeti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cattedrale si affaccia su Piazza Savoia, i cui recenti lavori di rifacimento&amp;nbsp;hanno portato alla luce alcune importanti strutture, la cui corretta interpretazione &amp;egrave; attualmente oggetto di dibattito. Gli archeologi ipotizzano che siano i resti del tempio urbano, posto al centro del foro.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 11 Jul 2018 14:57:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/cattedrale-di-san-giusto</guid></item><item><title>Sestriere</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/sestriere</link><description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sestriere, &lt;/strong&gt;sul colle che &lt;strong&gt;collega la Valle di Susa con la Val Chisone,&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;con i suoi&amp;nbsp;2035&amp;nbsp;m&amp;nbsp;s.l.m.&amp;nbsp;&amp;egrave; il&amp;nbsp;comune pi&amp;ugrave; alto d'Italia, se ci si riferisce all'altezza sul livello del mare della casa comunale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La localit&amp;agrave; &amp;egrave; dominata a nordovest dal&amp;nbsp;monte Fraiteve&amp;nbsp;(2.701 m),&amp;nbsp;a sudest dal&amp;nbsp;monte Sises&amp;nbsp;(2.658 m),&amp;nbsp;dalla&amp;nbsp;Punta Rognosa di Sestriere&amp;nbsp;(3.280 m)&amp;nbsp;e dal&amp;nbsp;monte Motta&amp;nbsp;(2 .850 m).&amp;nbsp;I nuclei abitativi sono&amp;nbsp;&lt;em&gt;Sestriere Colle&lt;/em&gt;,&amp;nbsp;&lt;em&gt;Sestriere Borgata&lt;/em&gt;, in Val Chisone,&amp;nbsp;&lt;em&gt;Champlas du Col&lt;/em&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;em&gt;Champlas Janvier&lt;/em&gt;, in quella di Susa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'origine del comune &amp;egrave; molto recente: Sestriere sorse infatti per regio decreto &lt;strong&gt;il 18 ottobre 1934&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;La chiesa di &lt;strong&gt;Sant'Edoardo&lt;/strong&gt;, progettata da&amp;nbsp;Vittorio Bonad&amp;egrave;-Bottino, fu voluta da&amp;nbsp;Giovanni Agnelli&amp;nbsp;in memoria del figlio Edoardo, morto in un incidente aereo nel&amp;nbsp;1935. Sul&amp;nbsp;portale in bronzo massiccio di&amp;nbsp;Arturo Dazzi&amp;nbsp;sono raffigurati i suoi sette figli.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="/blog/un-po-di-storia/il-1-gennaio-1935-nasceva-il-comune-di-sestriere" hreflang="it"&gt;Il 1 gennaio 1935 nasceva il Comune di Sestriere&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;La chiesa parrocchiale di &lt;strong&gt;Sant'Antonio Abate&lt;/strong&gt;, a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Champlas du Col&lt;/strong&gt;, risale al&amp;nbsp;XII secolo, ma venne ricostruita nel&amp;nbsp;1839&amp;nbsp;e restaurata completamente all'inizio del&amp;nbsp;Novecento: al suo interno si trovano un pulpito del&amp;nbsp;1747&amp;nbsp;e un&amp;nbsp;retablo&amp;nbsp;in legno del&amp;nbsp;XVII secolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un &lt;strong&gt;obelisco&lt;/strong&gt; commemora la strada fatta costruire nel 1814 da&amp;nbsp;Napoleone&amp;nbsp;per mettere in comunicazione il&amp;nbsp;Piemonte&amp;nbsp;e l'Alta Savoia.&amp;nbsp;La Cappella della &lt;strong&gt;Regina Pacis&lt;/strong&gt; fu costruita tra il&amp;nbsp;1922&amp;nbsp;e il&amp;nbsp;1924&amp;nbsp;per ricordare i caduti della Val di Susa e della Val Chisone nella&amp;nbsp;prima guerra mondiale.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 11 Dec 2018 17:23:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/sestriere</guid></item><item><title>Colle Braida</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/colle-braida</link><description>&lt;p class="p1"&gt;Il &lt;b&gt;Colle Braida&lt;/b&gt; separa la Val Sangone dalla Val di Susa ed &amp;egrave; attraversato da una comoda rotabile che permette di raggiungere la Sacra di S. Michele.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Qui si trova una borgata di Valgioie e nel 1900 stata edificata una cappella di pietra con il tetto di ardesia dedicata al Cuore Immacolato di Maria.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Sulla strada che dal Colle Braida porta ad Avigliana si incrocia il piazzale del Colle della Croce Nera, da cui &amp;egrave;&lt;span class="Apple-converted-space"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;raggiungibile l&amp;rsquo;abbazia della Sacra di San Michele.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Poco oltre, verso Avigliana, parte sulla destra la &lt;b&gt;Strada dei principi&lt;/b&gt; che, passando per il &lt;i&gt;Truc Far&amp;ograve;,&lt;/i&gt; conduce fino alla Mortera, frazione di Avigliana dove si trova il Convento di San Francesco. Era l&amp;rsquo;antica strada di collegamento fra Avigliana e l&amp;rsquo;abbazia; questo percorso permette di godere di uno splendido panorama sulla Sacra, sui laghi di Avigliana, sulle montagne della Valle di Susa e su Torino fino alla collina della basilica di Superga.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;La prima citazione di tale percorso si ha nell&amp;rsquo;opera dedicata dal &lt;span class="s1"&gt;D&amp;rsquo;A&lt;/span&gt;zeglio alla Sacra di San Michele, datata 1829; col nome attuale lo &lt;span class="s1"&gt;si &lt;/span&gt;trova menzionato per la prima volta in una guida del 1907.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Il nome si deve ad un evento del 25 ottobre 1836, quando le spoglie di alcuni principi sabaudi furono trasferite dal duomo di Torino al monastero benedettino durante una solenne funzione a cui parteciparono la &lt;span class="s1"&gt; &lt;/span&gt;corte, il clero e un drappello di carabinieri e guardie reali.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Dal Colle Braida &lt;b&gt;Luigi Pirandello&lt;/b&gt; ammirava il paesaggio della Valle di Susa e la vetta del Rocciamelone. Il tempi pi&amp;ugrave; recenti la salita al colle &amp;egrave; entrata tra le grandi salite del ciclismo, un percorso che &amp;egrave; stato valorizzato in particolare in occasione&lt;span class="Apple-converted-space"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;del passaggio del &lt;b&gt;Giro d&amp;rsquo;Italia 2023&lt;/b&gt;, all&amp;rsquo;interno della tappa Bra-Rivoli.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 09 May 2023 10:08:41 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/colle-braida</guid></item><item><title>Rubiana</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/rubiana</link><description>&lt;p&gt;Rubiana &amp;egrave; un comune di &lt;b&gt;circa 2500 abitant&lt;/b&gt;i posto in un ampio anfiteatro montuoso sulla sinistra della Dora Riparia. Il territorio &amp;egrave; compreso tra il monte Curt, il Santuario della Bassa, il Colle del Lys, il monte Rognoso, il Monte Civrari, il Monte Sapei e Rocca Sella.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le abitazioni sono sparse sul territorio in circa 100 borgate suddivise tra il Capoluogo e le Frazioni di &lt;strong&gt;Favella e Mompellato&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La strada provinciale che da Almese sale al Colle del Lys attraversa il paese e mette &lt;b&gt;in collegamento la Valle di Susa con le Valli di Lanzo&lt;/b&gt;. Il clima e la vicinanza con Torino hanno fatto di Rubiana un centro di villeggiatura estiva, oltre che meta turistica per il week-end, con notevoli possibilit&amp;agrave; di passeggiate ed escursioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La valle &amp;egrave; attraversata dal &lt;b&gt;Torrente Messa,&lt;/b&gt; alimentato dai numerosi affluenti laterali; esso fornisce ancora oggi acqua ad alcune delle "Bealere" di irrigazione realizzate nei secoli scorsi dai rubianesi, oltre ai "Mulini dei cereali" ormai in disuso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le glaciazioni hanno lasciato tracce nell'erosione del terreno, nella formazione di una collina morenica verso sud e di piccoli cocuzzoli rocciosi sparsi sul territorio detti &lt;b&gt;"Mollar"&lt;/b&gt; (Fornero, Brunatto, Mic&amp;egrave;, Mag&amp;ograve;, Pertica, ecc.)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/POI/Mompellato.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Frazione Mompellato in una cartolina d'epoca.&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rubiana appare la prima volta su un documento &lt;b&gt;dell'anno 1029&lt;/b&gt;, quando il Marchese Manfredi di Torino e la moglie Berta fecero dono di questa terra all'Abbazia di San Giusto in Susa, perci&amp;ograve; a quell'epoca Rubiana era gi&amp;agrave; una pieve fiorente, degna di comparire, insieme ad altri paesi della valle, nell'elenco di una donazione. Era soggetta al controllo del castellano che risiedeva nel castello di San Mauro, presso Almese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le ricerche storiche ci dicono che i primi abitanti della valle furono i Liguri, poi subentrarono i Celti o Gallo-Celti, popolazioni che prima di subire l'influsso romano e poi cristiano, adoravano le divinit&amp;agrave; delle foreste dove si recavano a compiere atti di culto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il toponimo &lt;b&gt;"Rubiana" &lt;/b&gt;potrebbe derivare dal nome di una delle divinit&amp;agrave; dei Celti, il dio Arubianus, o dal latino ruber, rosso, dal colore rossastro del terreno dovuto alla massiccia &lt;b&gt;presenza di ferro:&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;nella storia del paese nei secoli XVI e XVII si fa cenno ad &lt;b&gt;un'intensa attivit&amp;agrave; estrattiva &lt;/b&gt;nelle zone del Monte Arpon, con trasporto per mezzo di muli lungo il rio del Ferro fino al Fornello.&lt;br /&gt;In questa borgata il minerale veniva ridotto a ferro per mezzo del carbone di legna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La produzione di carbone di legna &amp;egrave; stata un'altra delle risorse naturali di Rubiana fino all'ottocento; anch'esso veniva trasportato con carri e venduto sui mercati di citt&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal 1414 Rubiana dipender&amp;agrave; dal potere dei monaci di Susa fino alla soppressione dell'Abbazia, avvenuta nel 1786, anche perch&amp;egrave; il paese fa parte della castellania abbaziale di San Mauro che comprende anche San Mauro e Almese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 2 luglio 1944 Rubiana fece da teatro agli aspri &lt;b&gt;scontri tra i nazi-fascisti e i partigiani&lt;/b&gt; della 17a Brigata Garibaldi, ricordati nell&amp;rsquo;Ecomuseo della Resistenza al colle del Lys e nel monumento che li ricorda assieme a quelle di tutta la Valle di Susa e della Val Sangone&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;Leggi anche:&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/appuntamenti/il-2-luglio-1944-leccidio-del-colle-del-lys-cui-morirono-32-partigiani"&gt;Il 2 luglio 1944 l'eccidio del Colle del Lys, in cui morirono 32 partigiani&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/POI/Rubiana%20cartolina.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;la chiesa parrocchiale in una cartolina d'epoca.&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;impianto attuale della &lt;b&gt;parrocchiale di Sant&amp;rsquo;Egidio&lt;/b&gt; potrebbe risalire al 1726, ma fu ulteriormente rimaneggiato nel corso del XIX secolo; venne consacrata nel 1769. Della chiesa preesistente resta il campanile romanico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sullo spartiacque tra Val della Torre e Rubiana, in frazione Mompellato, si trova il santuario della &lt;b&gt;Madonna della Bassa&lt;/b&gt;, edificato sul sito di un pilone sorto nel 1714: la statua mariana che in esso si venera venne offerta da Lorenzo Nicol, miracolato dalla Vergine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Villa Tabusso&lt;/b&gt; &amp;egrave; stata progettata dal l'ingegner Pino nel 1906. Durante una gita in calesse in Val di Susa, Alfredo Tabusso la compr&amp;ograve; nel 1927, da allora la casa &amp;egrave; stata sempre della famiglia che &amp;egrave; sfollata a Rubiana in tempo di guerra e durante questo periodo il pittore &lt;strong&gt;Francesco Tabusso&lt;/strong&gt;, allora adolescente, impar&amp;ograve; a conoscere la natura, le piante, gli animali e i contadini che avrebbe poi dipinto nei suoi quadri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/POI/La-villa-Tabusso-a-Rubiana.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo la guerra e il ritorno a Torino la casa &amp;egrave; stata residenza estiva della famiglia e li ogni estate il pittore lavorava nel suo studio all'ultimo piano. Ha sempre frequentato i boschi e le borgate intorno a Rubiana, come prima di lui, fece il suo maestro Felice Casorati (a cui &amp;egrave; anche intitolato l'asilo comunale).&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 27 Nov 2024 16:54:33 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/rubiana</guid></item><item><title>Colle del Lys</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/colle-del-lys</link><description>&lt;p&gt;Il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Colle del Lys&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&amp;egrave; un valico alpino delle Alpi Graie che collega la bassa Valle di Susa con la Valle di Vi&amp;ugrave;; &amp;egrave;&amp;nbsp;raggiungibile in auto da &lt;strong&gt;Vi&amp;ugrave;&lt;/strong&gt; o da &lt;strong&gt;Rubiana&lt;/strong&gt; ed &amp;egrave; un bellissimo punto panoramico sulle vallate e sulla pianura torinese.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fa parte dal 2004 del &lt;strong&gt;Parco Naturale di interesse provinciale del Col del Lys&lt;/strong&gt;, un'area naturale protetta a gestione provinciale; presenta un impianto di risalita che permette la pratica dello sci da discesa.&amp;nbsp;Sul versante settentrionale del Monte Arpone&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&amp;egrave; stata aperta una &lt;strong&gt;pista di sci di fondo&lt;/strong&gt;, con impianto di innevamento artificiale.&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul tratto finale della cresta occidentale della montagna, tradizionalmente frequentato nelle belle domeniche invernali da famiglie che lo utilizzavano come pista di discesa per bob e slittini, &amp;egrave; stato realizzato uno snowpark. Dal colle &amp;egrave; inoltre agevolmente raggiungibile per tracce di sentiero il &lt;strong&gt;Monte Arpone&lt;/strong&gt; e, passando per il Colle della Frai, &amp;egrave; possibile salire al&lt;strong&gt; Monte Rognoso &lt;/strong&gt;(percorso pi&amp;ugrave; impegnativo). Un'altra semplice escursione conduce invece al santuario della &lt;strong&gt;Madonna della Bassa&lt;/strong&gt; e al &lt;strong&gt;Colle della Portia&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La zona del Colle del Lys ha inoltre ricoperto una notevole importanza per la resistenza durante la seconda guerra mondiale; qui si &amp;egrave; svolta, tra l'1 e il 2 luglio 1944, una battaglia tra i partigiani della&amp;nbsp;17&amp;ordf;&amp;nbsp; Brigata Garibaldi e le truppe nazifasciste, in seguito alla quale alcuni giovani partigiani vennero catturati e massacrati .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non lontano dal monumento eretto sul colle in ricordo dei partigiani caduti nelle vallate circostanti, &amp;egrave; stato allestito l'&lt;strong&gt;Ecomuseo della Resistenza del Colle del Lys, &lt;/strong&gt;che&amp;nbsp;offre diversi strumenti utili ad una migliore comprensione della storia contemporanea: dai cd-rom ai filmati girati insieme ai testimoni della Resistenza, a mostre itineranti o libretti esplicativi dei percorsi e delle vicende avvenute in quei luoghi. Situato sullo spartiacque tra le valli di Lanzo e la valle di Susa, offre scorci paesaggistici di notevole suggestione, dai quali si pu&amp;ograve; percepire la vastit&amp;agrave; del territorio museale, da alcuni anni ritornato a vivere attraverso sentieri riscoperti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Apertura: dal 25 aprile all'8 settembre: domeniche e festivi 10-18; durante l'anno visite guidate su richiesta. Su prenotazione per gruppi e scuole.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Informazioni: Comitato Resistenza Colle del Lys - tel. 011.9532286 -&amp;nbsp;&lt;a href="mailto:info@colledellys.it"&gt;info@colledellys.it&lt;/a&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&lt;a href="mailto:segre@colledellys.it"&gt;segre@colledellys.it&lt;/a&gt;&amp;nbsp;-&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.colledellys.it/"&gt;www.colledellys.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 12 Dec 2018 12:29:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/colle-del-lys</guid></item><item><title>Chiesa di Santa Maria Maggiore</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/chiesa-di-santa-maria-maggiore-ad-avigliana</link><description>&lt;p&gt;L'antica chiesa di Santa Maria Maggiore di Avigliana, situata nel Borgo Vecchio, in via Santa Maria,&amp;nbsp;espone una collezione di 50 statue di carattere religioso a grandezza naturale in gesso e bronzo dell'artista Elsa Veglio Turino (1921-1986).&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Apertura: aprile-settembre: domenica 15.30-18. Altri giorni su prenotazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Informazioni: tel. 011/9313073 -&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;a href="mailto:info@vitaepace.it"&gt;info@vitaepace.it&lt;/a&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.vitaepace.it/"&gt;www.vitaepace.it&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 20 Nov 2018 09:49:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/chiesa-di-santa-maria-maggiore-ad-avigliana</guid></item><item><title>Sant'Antonino</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/santantonino</link><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Sul versante destro della Dora Riparia e lungo la storica Via Francigena sorge &lt;strong&gt;Sant'Antonino&lt;/strong&gt;, la cui presenza &amp;egrave; attestata gi&amp;agrave; dal 1001. Proprio a quell'anno risale il Diploma con cui l'imperatore Ottone concesse a Olderico Manfredi un'ampia porzione della Valle di Susa. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Si pensa comunque che la storia di Sant'Antonino abbia origini ben pi&amp;ugrave; antiche, come testimonierebbero le incisioni rupestri pervenute nel tratto alpino appena superiore al centro abitato. Dell'epoca medioevale &amp;egrave; invece certo che il piccolo paese valsusino ebbe una buona attivit&amp;agrave; agricola e commerciale: durante il Settecento e l'Ottocento erano numerose le botteghe artigianali e commerciali lungo l'Antica Strada di Francia.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Di particolare interesse artistico &amp;nbsp;sono la &lt;strong&gt;Chiesa Parrocchiale di Sant'Antonio&lt;/strong&gt;, una delle chiese romaniche pi&amp;ugrave; antiche della Valle di Susa, la &lt;strong&gt;Stazione Ferroviaria&lt;/strong&gt;, edificata nel 1855 &amp;egrave; una delle quattro stazioni storiche della linea Torino-Susa, e la&lt;strong&gt; Farmacia&lt;/strong&gt;, una delle prime cento farmacie del Regno di Sardegna, autorizzate da Re Carlo Emanuele nel marzo del 1732. Di grande importanza storica sono poi il &lt;strong&gt;Castello Billia&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;Monumento ai Caduti Partigiani&lt;/strong&gt; e il &lt;strong&gt;Museo Etnografico&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Accanto all'arte e alla storia, a Sant'Antonino trova posto anche la natura: paesaggi meravigliosi costituiscono numerose escursioni adatte a tutti i tipi di camminatori. Vi consigliamo una passeggiata al &lt;strong&gt;Colle Bione&lt;/strong&gt; e una ai &lt;strong&gt;Mareschi&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 13 Dec 2018 16:05:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/santantonino</guid></item><item><title>PRALI</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/prali</link><description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Prali&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;si trova all&amp;rsquo;estremit&amp;agrave; della Val Germanasca, una valle laterale della Val Chisone caratterizzata da paesaggi alpini e da una forte identit&amp;agrave; culturale, a circa 72 km da Torino e ad un&amp;rsquo;altitudine di 1.454 metri sul livello del mare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nonostante la sua popolazione conti solo poche centinaia di abitanti (circa 262 persone secondo i dati pi&amp;ugrave; recenti), la sua storia e le sue peculiarit&amp;agrave; meritano una riflessione approfondita che va ben oltre i numeri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nome stesso del paese riflette la sua natura geografica: &lt;strong&gt;fino al 1937 il comune si chiamava &amp;ldquo;Praly&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;, parola derivata dal termine&amp;nbsp;&lt;em&gt;pral&lt;/em&gt;, che significa prati, in riferimento alla presenza di ampie superfici prative nel territorio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Le origini e la storia&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Le origini di Prali sono antiche: testimonianze di insediamenti umani nell&amp;rsquo;area risalgono all&amp;rsquo;XI secolo, anche se il primo documento ufficiale che ne attesta l&amp;rsquo;esistenza risale alla &lt;strong&gt;met&amp;agrave; del XV secolo&lt;/strong&gt;, precisamente al 1462.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una delle caratteristiche storiche pi&amp;ugrave; profonde della zona &amp;egrave; &lt;strong&gt;la presenza della Chiesa Valdese&lt;/strong&gt;, una comunit&amp;agrave; protestante con radici nel Medioevo che ha avuto un impatto duraturo su tutta la vallata. Gi&amp;agrave; nel 1533&amp;nbsp;&lt;span&gt;si tiene un&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Sinodo a Pra Daval&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;(una localit&amp;agrave; non lontana dall&amp;rsquo;abitato di Prali) in cui vengono riesaminate le questioni gi&amp;agrave; affrontate nel Sinodo di Chanforan ad Angrogna l&amp;rsquo;anno precedente, confermando l&amp;rsquo;adesione alla Riforma protestante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Monumento_Pra_daval.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La presenza valdese nel territorio &amp;egrave; documentata anche dalla costruzione, nel 1556, di un tempio nella frazione di &lt;strong&gt;Ghigo&lt;/strong&gt;. Questo edificio, distrutto e ricostruito a causa delle vicende storiche, &amp;egrave; oggi sede del &lt;strong&gt;Museo storico&lt;/strong&gt;, che conserva importanti testimonianze della storia locale e della fede valdese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel corso del XVII secolo, gli abitanti di Prali e delle valli circostanti furono colpiti dalla peste, dagli scontri tra eserciti e dalle tensioni tra i Savoia e la monarchia francese. Nel&amp;nbsp;1686&amp;nbsp;gli abitanti si arresero ai&amp;nbsp;Francesi, che avevano gi&amp;agrave; distrutto&amp;nbsp;Angrogna&amp;nbsp;e&amp;nbsp;Torre Pellice. Il tempio valdese fu trasformato in chiesa cattolica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I valdesi ritornarono dall'esilio di&amp;nbsp;Ginevra&amp;nbsp;nel&amp;nbsp;1689&amp;nbsp;(il cosiddetto&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/notizie/il-glorioso-rimpatrio-dei-valdesi-e-la-battaglia-della-val-clarea"&gt;&lt;strong&gt;Glorioso rimpatrio&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;); il comune fu nuovamente occupato dai francesi e pass&amp;ograve; poi ai Savoia, che cercarono di riportarvi il cattolicesimo: nel 1767&amp;nbsp;Carlo Emanuele III&amp;nbsp;fece ricostruire una chiesa cattolica nella frazione Villa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo l'occupazione di Napoleone nel&amp;nbsp;1815 il paese pass&amp;ograve; definitivamente ai&amp;nbsp;Savoia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel&amp;nbsp;1870&amp;nbsp;inglob&amp;ograve; il comune di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Rodoretto&lt;/strong&gt;, che si trova in un vallone laterale; nel&amp;nbsp;1882&amp;nbsp;cedette invece al comune di&amp;nbsp;Salza&amp;nbsp;la frazione &lt;strong&gt;Fontane&lt;/strong&gt;, e nel&amp;nbsp;1895&amp;nbsp;la frazione &lt;strong&gt;Bess&amp;egrave;&lt;/strong&gt; al comune di&amp;nbsp;Perrero. Nel&amp;nbsp;1937&amp;nbsp;&lt;strong&gt;il regime fascista italianizz&amp;ograve; il suo nome&lt;/strong&gt; da Praly a Prali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Il territorio: natura, miniere e paesaggio&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Il territorio di Prali &amp;egrave; geograficamente straordinario. Situato ai piedi delle vette delle Alpi Cozie, il comune si estende su una superficie di oltre 72 km&amp;sup2; e comprende numerose frazioni e borgate storiche come Ghigo, Villa, Arnaud, Balma, Crosetto, Malzat, Tor&amp;eacute; e molte altre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Accanto alla pastorizia ed all'agricoltura di montagna una delle risorse naturali pi&amp;ugrave; importanti della Val Germanasca sono state&amp;nbsp;&lt;strong&gt;le miniere di talco,&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che per secoli hanno rappresentato una fonte di reddito e di sostentamento per l&amp;rsquo;economia locale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi le miniere sono valorizzate dal punto di vista culturale e turistico, grazie all&amp;rsquo;azione dell&amp;rsquo;&lt;a href="https://www.ecomuseominiere.it/" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;strong&gt;Ecomuseo delle Miniere&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;e della Val Germanasca&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.&amp;nbsp;&lt;span&gt;Un tratto delle miniere di talco oggi in disuso &amp;egrave; stato trasformato in museo e visita guidata, con il progetto "Scopriminiera": &amp;egrave;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;possibile visitare varie gallerie sotterranee, percorrere tratti di gallerie con trenini turistici, osservare attrezzature storiche, comprendere come si lavorava nelle miniere nei secoli passati ed osservare testimonianze geologiche uniche legate alla formazione delle Alpi e allo scontro tra le placche continentali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Prali.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le montagne circostanti raggiungono &lt;strong&gt;quote oltre i 3.000 metri&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e creano un paesaggio di grande impatto visivo che ha favorito attivit&amp;agrave; legate al turismo, un processo iniziato negli anni &amp;rsquo;50 e &amp;rsquo;60 con le prime infrastrutture sciistiche e di accoglienza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prali &amp;egrave; oggi conosciuta soprattutto come stazione &lt;strong&gt;sciistica dedicata alle famiglie,&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;grazie alla presenza di numerosi impianti di risalita, piste di diversa difficolt&amp;agrave; e servizi dedicati all&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; sulla neve. Durante i Giochi Olimpici Invernali di Torino del 2006 le sue piste divennero sede di allenamento per alcune discipline&amp;nbsp;di sci alpino e sci di fondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nelle altre stagioni il territorio offre escursioni, passeggiate e percorsi tematici per ogni et&amp;agrave;. Uno tra i pi&amp;ugrave; importanti &amp;egrave; il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&amp;ldquo;Sentiero dei Bambini&amp;rdquo;,&lt;/strong&gt; un percorso escursionistico di circa 2,5 km che collega le borgate di Ghigo e Villa. In questo itinerario, creato per essere accessibile a tutti, sono presenti pannelli narrativi, pannelli illustrativi e attivit&amp;agrave; didattiche che raccontano la storia e le leggende locali, pensate in particolare per i pi&amp;ugrave; piccoli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Cultura, tradizione e identit&amp;agrave;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;La presenza della Comunit&amp;agrave; Valdese ha lasciato un&amp;rsquo;impronta importante nelle tradizioni religiose e culturali del paese: il &lt;strong&gt;tempio monumentale&lt;/strong&gt;, ricostruito nella seconda met&amp;agrave; del XX secolo, &amp;egrave; oggi un simbolo di dialogo tra culture e religioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Accanto alla chiesa cattolica e al tempio valdese, esiste il &lt;strong&gt;Centro Ecumenico Agape&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;span&gt;un centro internazionale di studi e di soggiorno per giovani, costruito con il lavoro volontario di centinaia di giovani e il contributo di tutte le chiese evangeliche europee&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A &lt;strong&gt;Rodoretto&lt;/strong&gt; il museo &lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/notizie/la-meizoun-de-notri-donn-a-rodoretto-viaggio-in-un-passato-di-fatica-e-solidarieta"&gt;&lt;strong&gt;"La Meizoun de notri donn"&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;,&amp;nbsp;&lt;span&gt;documenta la vita di una comunit&amp;agrave; di montagna con la ricostruzione di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;veri e propri ambienti di vita del passato&lt;span&gt;, arredati in modo che diano l&amp;rsquo;impressione di essere tuttora abitati.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Fri, 13 Mar 2026 12:21:08 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/prali</guid></item><item><title>Parco Orsiera Rocciavrè</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/parco-orsiera-rocciavre</link><description>&lt;p&gt;Dal 2012 i&amp;nbsp; tre Parchi Naturali della Valle di Susa (Laghi di Avigliana, Orsiera Rocciavr&amp;eacute;, Gran Bosco di Salbertrand) sono stati unificati assieme al Parco della Val Troncea&amp;nbsp;nell'&lt;strong&gt;Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie&lt;/strong&gt;, con sede a Salbertrand, presso l'ex Parco Naturale del Gran Bosco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;parco Orsiera Rocciavr&amp;egrave;&lt;/strong&gt; comprende la zona alpina dei monti Orsiera e Rocciavr&amp;egrave;, a cavallo tra le valli di Susa, Chisone e Sangone, oltre alle zone degli orridi di Foresto e Chianocco. Il paesaggio &amp;egrave; caratterizzato dalla presenza di numerosi laghi montani di origine glaciale specialmente nel settore centro-orientale del parco (Chardonnet, La Mania, Lago Soprano, Lago Sottano ecc.).&lt;br /&gt;I confini dell&amp;rsquo;area protetta corrono mediamente a una quota altimetrica di 1400 metri e le cime pi&amp;ugrave; importanti comprese al loro interno non raggiungono i 3000 metri: m 2890 il M. Orsiera; m 2778 il M. Rocciavr&amp;egrave;; m 2852 la Punta Rocca Nera. Le caratteristiche del territorio consentono a molte specie di animali di trovare un habitat a loro congeniale: la notevole escursione altimetrica, le diverse esposizioni dei versanti e la scarsa influenza antropica determinano una tale diversit&amp;agrave; d&amp;rsquo;ambienti indisturbati da permettere a ciascuna specie di ricavarsi uno spazio nel luogo pi&amp;ugrave; idoneo alle proprie esigenze.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h3&gt;Scopri anche&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="/natura-ed-escursionismo/lorrido-di-foresto"&gt;&lt;strong&gt;Riserva dell'Orrido di Foresto&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Parco naturale Orsiera-Rocciavr&amp;eacute; e riserve naturali degli Orridi di Chianocco e Foresto&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Via Massimo D'Azeglio, 16 - 10053 Bussoleno (TO)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Informazioni:&amp;nbsp;Tel. 0122.47064 - Fax 0122.48383&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="mailto:%20info.alpicozie@ruparpiemonte.it?subject=Richiesta%20informazioni"&gt;www.parchialpicozie.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="mailto:%20info.alpicozie@ruparpiemonte.it?subject=Richiesta%20informazioni"&gt;info.alpicozie@ruparpiemonte.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 05 Jun 2018 17:25:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/parco-orsiera-rocciavre</guid></item><item><title>Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/precettoria-di-santantonio-di-ranverso</link><description>&lt;p&gt;Situata ai piedi della Valle di Susa e lungo il percorso della Via Francigena, la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;fu fondata nel 1188 dall'Ordine Ospedaliero di S.Antonio di Vienne&amp;nbsp;come luogo di accoglienza per i pellegrini, ma soprattutto come ospedale per i malati di&lt;strong&gt;&amp;nbsp;fuoco di Sant'Antonio&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In seguito alla diffusione dell'epidemia di peste della seconda met&amp;agrave; del XIV secolo, l'ospedale di Ranverso svolse un ruolo fondamentale per la cura e l'assistenza degli appestati. Il complesso nei secoli fu riadattato pi&amp;ugrave; volte, fino all'ultimo intervento a completamento della chiesa comandato alla fine del XV secolo da Jean de Monthenou, che venne nominato commendatario nel 1470.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;La Chiesa&lt;/h3&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Con ghimberghe e coronamenti in cotto, pinnacoli e decori, capitelli in pietra dalle stupefacenti teste di animali e di mostri e dalle curiose figure umane,&lt;strong&gt; la Chiesa di Sant&amp;rsquo;Antonio di Ranverso&lt;/strong&gt; spicca lungo un tratto dell&amp;rsquo;antica via Francigena, in bassa Valle di Susa a Buttigliera Alta, per il suo stile gotico d&amp;rsquo;oltralpe, tanto raro in Italia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Pi&amp;ugrave; che una chiesa, il complesso di Sant&amp;rsquo;Antonio di Ranverso &amp;egrave; una &lt;strong&gt;Precettoria&lt;/strong&gt; che comprendeva la chiesa con il campanile, un monastero con il chiostro interno, di cui rimane oggi solo un lato, le cascine del borgo e l&amp;rsquo;ospedale per i pellegrini fondato nel 1188 dai monaci dell&amp;rsquo;ordine degli Antoniani che curavano, con il grasso dei maiali l&amp;igrave; da loro allevati, il &amp;ldquo;Fuoco di Sant&amp;rsquo;Antonio&amp;rdquo;. Una spada nella roccia - un grosso masso erratico, trasportato a fondovalle da un antico ghiacciaio, con inserito al centro un pilastro in pietra sormontato da una croce &amp;ldquo;Tau&amp;rdquo; - esorcizzava i culti pagani e accoglieva i viaggiatori e i pellegrini che percorrevano la via Francigena.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt; &lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/Ranverso%20Interno.jpg" border="0" alt="" /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;La chiesa fu inizialmente costruita in stile romanico poi, in seguito alle trasformazioni subite nel corso dei secoli successivi, ha assunto le forme gotiche che mostra ancora oggi. All&amp;rsquo;interno, il tipico gioco costruttivo del gotico viene risolto in chiave decorativa. Cos&amp;igrave; come la struttura architettonica, anche gli affreschi risentono degli interventi che si sono succeduti nella Precettoria: per molto tempo sono addirittura rimasti anonimi o coperti da uno strato di intonaco e di scialbo, come si usava fare per disinfettare gli ambienti dopo una pestilenza, e riportati alla luce solo nel 1914 in seguito ai restauri. &lt;/span&gt;&lt;span class="s1"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2023-06/Polittico%20della%20Nativita2.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;span class="s1"&gt;Defendente Ferrari,&amp;nbsp;polittico della Nativit&amp;agrave;, 1531. &lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;All'interno della chiesa numerosi sono gli affreschi realizzati da&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Giacomo Jaquerio&lt;/strong&gt;, considerati uno dei capolavori della scuola tardogotica piemontese&lt;span style="font-size: 12.5px;"&gt;. R&lt;/span&gt;isalenti al secondo decennio del XV secolo raffigurano la&amp;nbsp;&lt;i&gt;Storia della vita di San Biagio&lt;/i&gt;, la&amp;nbsp;&lt;i&gt;Madonna in trono tra i santi&lt;/i&gt;, la&amp;nbsp;&lt;i&gt;Nativit&amp;agrave; con i santi&lt;/i&gt;, le&amp;nbsp;&lt;i&gt;Storie di sant'Antonio Abate&lt;/i&gt;. Degno di nota &amp;egrave; il ciclo di affreschi della sagrestia raffigurante la vita di Cristo firmato dallo stesso autore&amp;nbsp;che comprende un'&lt;i&gt;Annunciazione&lt;/i&gt;, i&amp;nbsp;&lt;i&gt;Santi Pietro e Paolo&lt;/i&gt;, l'&lt;i&gt;Orazione nell'Orto&lt;/i&gt;, gli&amp;nbsp;&lt;i&gt;Evangelisti&lt;/i&gt;&amp;nbsp;sulle vele della volta e, sulla lunetta, la celebre&amp;nbsp;&lt;i&gt;Salita al Calvario&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span class="s1"&gt;Nell&amp;rsquo;abside si trova &lt;strong&gt;uno dei capolavori italiani del Rinascimento&lt;/strong&gt;: il grande polittico della Nativit&amp;agrave; realizzato nel 1531 da &lt;strong&gt;Defendente Ferrari&lt;/strong&gt; e dalla sua scuola.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span class="s1"&gt;Di origini chivassesi&amp;nbsp;(1480/85&amp;nbsp; - dopo il 1540), il pittore&amp;nbsp;ebbe una notevole attivit&amp;agrave; nella produzione di pale e polittici a tematica sacra, realizzati con uno&amp;nbsp;stile&amp;nbsp;ricco di preziosismi decorativi e di vivaci colori, che denota influenze derivanti dalla tradizione nordica. L'opera conservata a&amp;nbsp;Sant&amp;rsquo;Antonio di Ranverso&amp;nbsp;&amp;egrave; stata realizzata come voto della citt&amp;agrave; di&amp;nbsp;Moncalieri&amp;nbsp;durante l'epidemia di peste dello stesso anno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Info&lt;/h3&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Precettoria di Sant&amp;rsquo;Antonio di Ranverso&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Localit&amp;agrave; Sant&amp;rsquo;Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta (TO)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Giorni e orari di apertura: dal mercoled&amp;igrave; alla domenica&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Ore 9.30-13 (ultimo ingresso ore 12.30), 14-17.30 (ultimo ingresso ore 17)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Biglietti: intero 5 euro, ridotto 4 euro&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Hanno diritto alla riduzione: minori di 18 anni, over 65, gruppi min. 15 persone&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Fino a 6 anni e possessori di Abbonamento Musei: biglietto ingresso gratuito&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="s1"&gt;Info e prenotazioni (dal mercoled&amp;igrave; alla domenica):&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;011 6200603 - &lt;a href="mailto:ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it"&gt;ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it&lt;/a&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="s1"&gt;www.ordinemauriziano.it&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 11 Jul 2018 16:27:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/precettoria-di-santantonio-di-ranverso</guid></item><item><title>Chiesa e convento di San Francesco</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/chiesa-e-convento-di-san-francesco</link><description>&lt;p&gt;La chiesa e l&amp;rsquo;ex convento di San Francesco, edificati a partire dal secondo quarto del Duecento, presentano numerose testimonianze ad affresco datate tra la met&amp;agrave; del XIV e l'inizio del XV secolo, ospitate nella navata e nelle sacrestie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All&amp;rsquo;interno della chiesa, la testata della navata destra ospita un ciclo pittorico del XV secolo raffigurante gli evangelisti e gli apostoli Pietro e Paolo, mentre la sala capitolare presenta un ciclo con santi e beati francescani databile al 1340-50, con una interessante raffigurazione di San Francesco che riceve le stigmate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Informazioni: tel. 0122/622548 - 339/7532646 -&amp;nbsp;&lt;a href="mailto:info@sanfrancescosusa.it" tabindex="-1"&gt;info@sanfrancescosusa.it&lt;/a&gt;&amp;nbsp;-&lt;a href="https://www.sanfrancescosusa.it/sito/" tabindex="-1"&gt;&amp;nbsp;www.sanfrancescosusa.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 20 Nov 2018 10:31:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/chiesa-e-convento-di-san-francesco</guid></item><item><title>Alpignano</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/alpignano</link><description>Alpignano</description><pubDate>Thu, 20 Dec 2018 11:12:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/alpignano</guid></item></channel></rss>