<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0"><channel><title>Appuntamenti</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/it/categoria-blogpost/blog/appuntamenti</link><description>Appuntamenti</description><item><title>NASCE IL DISTRETTO DEL CIBO DI MONTAGNA ALPI GRAIE E COZIE</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/nasce-il-distretto-del-cibo-di-montagna-alpi-graie-e-cozie</link><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;Nasce ufficialmente il &lt;b&gt;Distretto del Cibo di Montagna Alpi Graie e Cozie &amp;ldquo;GRA.ZIE&amp;rdquo;&lt;/b&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Dopo un lungo iter avviato nel 2020, l&amp;rsquo;ultimo passaggio &amp;egrave; avvenuto &lt;b&gt;luned&amp;igrave; 30 marzo &lt;/b&gt;alle ore 18 nello studio del notaio Ocelli a &lt;b&gt;Pinerolo&lt;/b&gt;, dove tutti i soci fondatori hanno firmato l&amp;rsquo;&lt;b&gt;atto costitutivo&lt;/b&gt; dell&amp;rsquo;ora neonato Distretto del Cibo di Montagna Alpi Graie e Cozie che avr&amp;agrave; sede a &lt;b&gt;Perosa Argentina&lt;/b&gt;, nei locali dell'Unione Montana delle Valli Chisone e Germanasca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Il nuovo Distretto del Cibo comprende l'intera area del &lt;b&gt;GAL Escartons e Valli Valdesi&lt;/b&gt;, raggruppa tutte le Unioni Montane coinvolte e le associazioni di categoria dei produttori e delle produttrici locali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Fondamentale &amp;egrave; stato il contributo delle organizzazioni agricole, che hanno permesso di raggiungere il requisito minimo per la costituzione con circa &lt;b&gt;100 aziende agricole coinvolte&lt;/b&gt; appartenenti a diverse realt&amp;agrave; associative.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel Distretto ci sar&amp;agrave; anche un po' del nostro Laboratorio:&lt;strong&gt; CNA Torino&lt;/strong&gt; &amp;egrave; stata tra i soci fondatori e &lt;strong&gt;Riccardo Beltrame, &lt;/strong&gt;che da tempo lavora al progetto di &lt;strong&gt;Laboratorio Alte Valli,&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;la rappresenter&amp;agrave; nel consiglio di Amministrazione.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;laquo;&amp;Egrave; stato Importante partecipare alla creazione del Distretto&lt;/em&gt;&amp;nbsp; - afferma Beltrame - &lt;em&gt;in quanto la trasformazione delle materie prime &amp;egrave; un elemento fondamentale della filiera agroalimentare ed &amp;egrave; strettamente connessa con i settori del turismo e del commercio.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Fra gli obiettivi c&amp;rsquo;&amp;egrave; infatti &lt;strong&gt;lo sviluppo locale&lt;/strong&gt;: dal sostegno alle produzioni di montagna alle iniziative sul territorio alla creazione di opportunit&amp;agrave; per le imprese attraverso bandi a progettualit&amp;agrave; integrate, anche in sinergia con i Distretti del Commercio e con le future Aree di Sviluppo dell&amp;rsquo;Artigianato.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Infine, un dettaglio che ci inorgoglisce e ci conferma di aver lavorato per un territorio importante che deve fare sinergia: il perimetro territoriale del neonato Distretto del cibo riguarda non solo la stessa area del Gal EVV ma anche &lt;strong&gt;quella che raccontiamo da 10 anni con il progetto Laboratorio Alte Valli&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&amp;laquo;&lt;i&gt;Del Distretto del Cibo nelle nostre zone abbiamo iniziato a parlarne sin da quando &amp;egrave; uscito il regolamento della Regione Piemonte, nel novembre 2020&lt;/i&gt; - ha dichiarato &lt;strong&gt;Luca Giai&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;assessore all&amp;rsquo;agricoltura e al cibo dell'Unione Montana Valle Susa - &lt;i&gt;Vedere oggi la costituzione ufficiale del Distretto &amp;egrave; una grande soddisfazione, anche perch&amp;eacute; siamo riusciti nell'impresa di unire sei Unioni Montane e tutte le associazioni di categoria. La firma di oggi ha regalato anche l'emozione di ricordare la figura di Ezio Giaj che, sin dall&amp;rsquo;inizio, ha creduto in questo progetto. Non &amp;egrave; un punto di arrivo, ma di partenza: vogliamo arrivare a quella valorizzazione territoriale che &amp;egrave; stata la linea guida di tutto il percorso&lt;/i&gt;&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Fanno parte dei soci fondatori l'&lt;b&gt;Unione Montana del Pinerolese&lt;/b&gt; rappresentata all'atto della firma dal suo presidente Mauro Vignola, l'&lt;b&gt;Unione Montana Valli Chisone e Germanasca&lt;/b&gt; rappresentata dal presidente Danilo Breusa, l'&lt;b&gt;Unione Montana Via Lattea&lt;/b&gt; rappresentata dall'assessore Giorgio Merlo, l'&lt;b&gt;Unione Montana Alta Valle Susa&lt;/b&gt; rappresentata dall'assessore Francesco Avato, l'&lt;b&gt;Unione Montana Valle Susa&amp;nbsp;&lt;/b&gt;rappresentata dall'assessore Luca Giai, l'&lt;b&gt;Unione Montana Val Sangone&lt;/b&gt; rappresentata dal presidente Stefano Olocco, il &lt;b&gt;Comune di Usseaux&lt;/b&gt; rappresentato dall'assessore Renzo Clapier, &lt;b&gt;Coldiretti&amp;nbsp;&lt;/b&gt;rappresentata dal presidente di Torino e Provincia Bruno Mecca Cici, l'&lt;b&gt;Unione Provinciale Agricoltori &lt;/b&gt;rappresentata da Guido Oitana, la &lt;b&gt;CIA Agricoltori delle Alpi&lt;/b&gt; rappresentata da Simone Turin, &lt;b&gt;CNA&amp;nbsp;&lt;/b&gt;rappresentata da Riccardo Beltrame e &lt;b&gt;Ascom&lt;/b&gt; rappresentata da Fabrizio Bolla.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;L'assemblea costituente ha nominato presidente del neonato distretto &lt;strong&gt;Danilo Breusa&lt;/strong&gt;, mentre gli altri membri del consiglio di amministrazione sono &lt;strong&gt;Luca Giai, Giorgio Merlo, Simone Turin e Riccardo Beltrame&lt;/strong&gt;. Le nomine saranno ratificate alla prima assemblea dell'associazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&amp;laquo;&lt;i&gt;Al Gal EVV va il ringraziamento per l'attivit&amp;agrave; svolta in modo da poter raggiungere questo obiettivo, in particolare grazie alla sua direttrice Susanna Gardiol&lt;/i&gt; - ha dichiarato il neo presidente &lt;b&gt;Danilo Breusa&lt;/b&gt; - &lt;i&gt;&amp;Egrave; necessario rimarcare che &amp;egrave; stato sollecitatore di questa iniziativa l'amico Ezio Giaj, che ci ha lasciato prematuratamente: anche a lui dobbiamo questa nuova forma di collaborazione fra territori e associazioni imprenditoriali&lt;/i&gt;&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Come primo atto, il Distretto del Cibo "GRA.ZIE" ha potuto regolarizzare la candidatura in Regione Piemonte per accedere al futuro bando e avviare la ricerca di fondi per finanziare le prime attivit&amp;agrave;. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Il Distretto pu&amp;ograve; ora entrare pienamente in funzione e sar&amp;agrave;, per il territorio, un supporto concreto, uno strumento in grado di attivare sinergie con altre progettualit&amp;agrave; territoriali, come i Distretti del Commercio, per rispondere cos&amp;igrave; alle indicazioni della Regione Piemonte che promuove sempre di pi&amp;ugrave; un &lt;b&gt;approccio integrato allo sviluppo locale&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Fri, 03 Apr 2026 09:38:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/nasce-il-distretto-del-cibo-di-montagna-alpi-graie-e-cozie</guid></item><item><title>A Bussoleno il legno racconta la civiltà alpina, tra memoria e arte</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/a-bussoleno-il-legno-racconta-la-civilta-alpina-tra-memoria-e-arte</link><description>&lt;p&gt;Nelle vallate alpine &lt;strong&gt;il legno&lt;/strong&gt; non &amp;egrave; mai stato soltanto un materiale. &amp;Egrave; stato casa, strumento, calore, identit&amp;agrave;. &amp;Egrave; stato, soprattutto, un compagno silenzioso della vita quotidiana, capace di trasformarsi in oggetti indispensabili e al tempo stesso carichi di significato. Raccontare la civilt&amp;agrave; alpina significa dunque raccontare il legno: la sua presenza costante, il suo utilizzo ingegnoso, la sua capacit&amp;agrave; di diventare espressione culturale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A &lt;strong&gt;Bussoleno&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Oscar Peirolo&lt;/strong&gt;, da tutti conosciuto come &lt;strong&gt;&amp;ldquo;Boscu&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;, ai manufatti in legno ha dedicato oltre trent&amp;rsquo;anni di vita, raccogliendo e conservando &lt;strong&gt;testimonianze provenienti da tutte le Alpi Occidentali&lt;/strong&gt;, un territorio vasto che comprende il Cuneese, le Valli Valdesi, la Val di Susa, le Valli di Lanzo, la Valle d&amp;rsquo;Aosta, fino a sconfinare nella Savoia e nel Queyras francesi. Il risultato &amp;egrave; &lt;strong&gt;molto pi&amp;ugrave; di una semplice raccolta di oggetti:&lt;/strong&gt; &amp;egrave; un viaggio nella memoria di un mondo che rischiava di scomparire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Museo%20legno%20part%20piatti.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Definire il legno come &lt;strong&gt;&amp;ldquo;il materiale pi&amp;ugrave; nobile della civilt&amp;agrave; alpina&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; - afferma Boscu - &lt;em&gt;non &amp;egrave; affatto un&amp;rsquo;esagerazione. Nelle regioni montane, dove le risorse erano limitate e l&amp;rsquo;ambiente imponeva condizioni spesso difficili, il legno rappresentava una risposta concreta ad ogni necessit&amp;agrave;. Serviva per costruire le abitazioni e per riscaldarsi durante gli inverni rigidi, ma anche per realizzare mobili, utensili, strumenti di lavoro e oggetti d&amp;rsquo;uso quotidiano&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Il legno: materia viva che segue il ritmo delle stagioni&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;A differenza di altri materiali,&lt;strong&gt; il legno era facilmente reperibile&lt;/strong&gt;, lavorabile con strumenti semplici e adattabile a molteplici funzioni. Nelle Alpi questo si traduceva in una produzione artigianale diffusa e quotidiana, profondamente legata al ritmo delle stagioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Durante la primavera e l&amp;rsquo;estate&lt;/em&gt; &amp;ndash; prosegue - &lt;em&gt;le giornate erano dedicate al lavoro nei campi, alla cura degli animali, alla manutenzione delle abitazioni.&lt;strong&gt; Con l&amp;rsquo;arrivo della stagione invernale&lt;/strong&gt; per&amp;ograve;, che nelle alte valli&amp;nbsp;poteva durare anche sei o sette mesi, tutto cambiava. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Le temperature scendevano, la neve isolava i villaggi ed il lavoro nei campi non era pi&amp;ugrave; possibile.&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;In questo periodo si sviluppava cos&amp;igrave; &lt;strong&gt;un&amp;rsquo;intensa attivit&amp;agrave; artigianale&lt;/strong&gt;: i&lt;/em&gt;&lt;em&gt;l tempo, finalmente disponibile, veniva impiegato per costruire mobili, riparare oggetti, intagliare utensili e creare tutto ci&amp;ograve; che sarebbe servito nella stagione successiva. Il legno diventava cos&amp;igrave; protagonista di un sapere pratico tramandato di generazione in generazione&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Museo%20legno%20Boscu%20interno.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I manufatti del Museo colpiscono per la loro variet&amp;agrave; e per la loro qualit&amp;agrave;. &lt;strong&gt;Cassapanche, armadi, culle, cofanetti, sedili, utensili da cucina, attrezzi agricoli:&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;ogni oggetto aveva una funzione precisa, ma spesso anche un valore simbolico o estetico. In alta montagna questi manufatii venivano realizzati soprattutto in legno di &lt;strong&gt;cirmolo, abete rosso e larice&lt;/strong&gt;, pi&amp;ugrave; in basso invece si utilizzavano principalmente &lt;strong&gt;noce, acero, bosso, pero e frassino&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una delle caratteristiche pi&amp;ugrave; affascinanti &amp;egrave; &lt;strong&gt;la decorazione&lt;/strong&gt;. Molti oggetti presentano &lt;strong&gt;motivi intagliati a punta di coltello&lt;/strong&gt;: rosoni, ruote, denti di sega, cuori, simboli religiosi. In alcuni casi le incisioni venivano arricchite con il colore, e le decorazioni non erano mai casuali: potevano indicare l&amp;rsquo;appartenenza a una famiglia, avere significati simbolici o semplicemente rispondere a un gusto estetico locale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ogni valle sviluppava infatti caratteristiche proprie&lt;/strong&gt;. Ad esempio, i tomboli della Val di Susa erano spesso realizzati in stoffa, mentre in altre zone erano in legno. Le scatole della Val Pellice, invece, si distinguevano per le decorazioni dipinte, anzich&amp;eacute; incise.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Museo%20legno%20part%20tomboli.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nonostante la loro bellezza e complessit&amp;agrave;, per molto tempo questi oggetti&lt;strong&gt; sono stati considerati &amp;ldquo;rustici&amp;rdquo;&lt;/strong&gt; e frutto di una manualit&amp;agrave; rudimentale, privi di vero valore artistico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Solo nel secondo dopoguerra&lt;/em&gt; &amp;ndash; afferma ancora Boscu - &lt;em&gt;questa percezione inizi&amp;ograve; a cambiare. Studiosi, artigiani e appassionati cominciarono a riconoscere la qualit&amp;agrave; di questi manufatti, comprendendo come anche nelle zone pi&amp;ugrave; isolate fosse fiorita una produzione di grande livello.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;A partire dagli anni Cinquanta, crebbe l&amp;rsquo;interesse del mercato antiquario. I mobili e gli oggetti alpini iniziarono a essere ricercati, acquistati e spesso trasferiti lontano dai loro luoghi d&amp;rsquo;origine. Questo fenomeno contribu&amp;igrave; alla loro valorizzazione, ma comport&amp;ograve; anche una perdita di contesto: molti pezzi finirono in ambienti completamente estranei alla cultura che li aveva prodotti.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Fortunatamente, alcune famiglie e collezionisti seppero resistere a questa dispersione, conservando gli oggetti e mantenendo vivo il legame con il territorio&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Una passione che diventa Museo&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;La passione di Boscu nasce pi&amp;ugrave; di trent&amp;rsquo;anni fa, durante &lt;strong&gt;le frequentazioni giovanili delle montagne&lt;/strong&gt;. Arrampicate, escursioni, sci alpinismo: attivit&amp;agrave; sportive che lo portavano a entrare in contatto diretto con le borgate alpine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Questi piccoli paesi, spesso isolati e poco conosciuti, esercitarono su di me un fascino profondo&lt;/em&gt; &amp;ndash; conclude Boscu. - &lt;em&gt;Le case chiuse, i vicoli stretti, le chiesette silenziose: tutto sembrava custodire storie e segreti. Da qui nacque la curiosit&amp;agrave; di scoprire cosa si celasse dietro quelle porte e la mia volont&amp;agrave; di recuperare oggetti in legno dalle vecchie baite, acquistandoli da privati o salvandoli dall&amp;rsquo;abbandono. Col tempo, la sua rete di contatti si ampli&amp;ograve;: antiquari, collezionisti, conoscenti contribuirono ad arricchire la raccolta".&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi la sua collezione conta &lt;strong&gt;oltre quattrocento pezzi&lt;/strong&gt;, databili dal Seicento fino alla Seconda guerra mondiale: &lt;strong&gt;utensili da cucina, attrezzi agricoli, contenitori, oggetti per la cura personale e persino strumenti legati alla scrittura.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Museo%20legno%20part%20burro.jpeg" border="0" alt="" /&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Particolarmente interessanti sono &lt;strong&gt;le &amp;ldquo;marche&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;: timbri in legno utilizzati per identificare prodotti come il burro o il pane. In contesti comunitari, dove si utilizzavano forni comuni, questi strumenti erano fondamentali per distinguere le produzioni delle diverse famiglie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non mancano &lt;strong&gt;oggetti pi&amp;ugrave; complessi&lt;/strong&gt;, come una macchina interamente in legno per separare i cereali dalle bucce, testimonianza dell&amp;rsquo;ingegno tecnico sviluppato in ambienti apparentemente poveri di risorse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ogni pezzo racconta una storia: non solo di chi lo ha costruito, ma anche di chi lo ha utilizzato, di un modo di vivere fatto di adattamento, creativit&amp;agrave; e conoscenza pratica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per molti anni, Boscu ha conservato la sua collezione in casa. E quando lo spazio non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; stato sufficiente ha voluto creare un luogo dedicato ed aperto al pubblico: &amp;ldquo;non sono il proprietario ma il custode di questi oggetti, che non considero beni da possedere ma testimonianze da preservare&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo aver acquistato e ristrutturato &lt;em&gt;(&amp;ldquo;anche grazie all&amp;rsquo;aiuto di tanti amici&amp;rdquo;)&lt;/em&gt; i locali di una ex-merceria, dal novembre 2023 l&amp;rsquo;esposizione permanente&lt;strong&gt; &amp;ldquo;La civilt&amp;agrave; del legno. Le Alpi Occidentali&amp;rdquo;&lt;/strong&gt; &amp;egrave; aperta &lt;strong&gt;tutti i luned&amp;igrave;&lt;/strong&gt;, giorno di mercato, dalle 9 alle 12.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E visitabile inoltre in occasione delle manifestazioni che si tengono in paese ed &amp;egrave; possibile prenotare visite guidate telefonando al numero 377-3851761.&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Museo%20legno%20part%20secchi%20ok.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Museo%20legno%20vetrina%203.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Museo%20legno%20vetrina%202.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Museo%20legno%20part%20sgabelli.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;(La foto di copertina &amp;egrave; di Fulvio Giorgi, che ringraziamo)&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;</description><pubDate>Fri, 27 Mar 2026 11:26:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/a-bussoleno-il-legno-racconta-la-civilta-alpina-tra-memoria-e-arte</guid></item><item><title>La tradizionale "Soppressione del Feudatario" di San Giorio</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/sagre-e-tradizioni/la-tradizionale-soppressione-del-feudatario-di-san-giorio</link><description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;affascinante &lt;strong&gt;Castello di San Giorio&lt;/strong&gt; &amp;egrave; lo scenario di una delle pi&amp;ugrave; attese e suggestive rappresentazioni valsusine: la &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Soppressione del Feudatario&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;. La storica recita in onore di San Giorgio ideata nel 1929 da &lt;strong&gt;Attilio Bar&lt;/strong&gt;, che ne aveva scritto un lungo copione, ha ormai superato le novanta edizioni!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Canti e balli medievali, esibizioni e mostre, danno vita ad una settimana di festeggiamenti incentrati sull'antica leggenda di un popolo affamato ed oppresso, stanco dei soprusi&amp;nbsp;del signorotto locale, il conte della famiglia dei Bertrandi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A seguito della pretesa da parte del tiranno dello &lt;em&gt;jus primae noctis&lt;/em&gt;,&amp;nbsp;il marito (l'&lt;strong&gt;Abb&amp;agrave;&lt;/strong&gt;) della giovane donna oggetto di attenzioni (la &lt;strong&gt;Mignona&lt;/strong&gt;), si ribella al suo padrone, uccidendolo sanguinosamente. A trionfare &amp;egrave; la libert&amp;agrave; e, come da tradizione, prima di aprire le danze con la sua sposa, l'Abb&amp;agrave;&amp;nbsp;viene portato in braccio per un tratto del paese.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/2022-05/S.%20Giorio%20di%20Susa,%20Danza%20delle%20spade,%20Veduta.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In realt&amp;agrave; lo storico &lt;strong&gt;Alessandro Barbero&lt;/strong&gt; afferma che &lt;em&gt;"lo ius primae noctis &amp;egrave; una straordinaria fantasia nata alla fine del Medioevo, ed a cui hanno creduto cos&amp;igrave; tanto che c'era quasi il rischio che qualcuno volesse metterlo in pratica davvero, anche se non risulta che sia mai successo. In realt&amp;agrave; &amp;egrave; una fantasia: non &amp;egrave; mai esistito".&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Partecipano alla rievocazione&amp;nbsp;anche damigelle, pastorelle ed un centinaio di abitanti di San Giorio, coinvolti negli allestimenti e nella preparazione dei costumi. Non mancano nemmeno gli&lt;strong&gt; Spadonari&lt;/strong&gt;, che dopo aver scortato la statua del Santo Patrono durante la processione, eseguono la loro celebre danza.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La rappresentazione si svolge in occasione della&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Festa Patronale di San Giorgio&lt;/strong&gt;, il 23 aprile.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/la-soppressione-del-feudatario-gli-appuntamenti"&gt;SCOPRI GLI APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2023-04/Feudatario.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 25 Mar 2026 12:49:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/sagre-e-tradizioni/la-tradizionale-soppressione-del-feudatario-di-san-giorio</guid></item><item><title>Il crescione, pianta afrodisiaca che cresce lungo i corsi d’acqua</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/fiori-e-piante/il-crescione-pianta-afrodisiaca-che-cresce-lungo-i-corsi-dacqua</link><description>&lt;p&gt;Il &lt;b&gt;crescione d'acqua&lt;/b&gt; &lt;i&gt;(Nasturtium officinale)&lt;/i&gt; &amp;egrave; una pianta aromatica spontanea appartenente alla famiglia delle &lt;i&gt;Brassicaceae&lt;/i&gt;. Come anticipa il suo nome, cresce lungo i corsi d&amp;rsquo;acqua caratterizzati da un flusso lento in terreni semisommersi e acquitrinosi, con le radici perennemente in ammollo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pare che il nome scientifico &lt;i&gt;Nasturtium&lt;/i&gt; derivi da &lt;i&gt;Naso torto,&lt;/i&gt; in virt&amp;ugrave; dell&amp;rsquo;odore acre e pungente delle sue foglie, mentre l&amp;rsquo;&lt;i&gt;officinalis&lt;/i&gt; &amp;egrave; dovuto all&amp;rsquo;impiego della pianta a fini terapeutici in campo erboristico. &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal sapore piccante, il crescione d&amp;rsquo;acqua&amp;nbsp; &amp;egrave; &lt;b&gt;ricco di propriet&amp;agrave; salutari,&lt;/b&gt; che vengono quasi completamente annullate dalla cottura. Pertanto, l&amp;rsquo;ideale, per garantirsi il giusto apporto di sostanze benefiche sarebbe consumarlo crudo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/crescione (1).jpeg" border="0" alt="Crescione d'acqua" data-entity-type="file" data-entity-uuid="7953a04a-683c-4a23-ad5d-d769143c24b3" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A causa della scarsit&amp;agrave; idrica, al giorno d&amp;rsquo;oggi &lt;strong&gt;trovare il crescione d&amp;rsquo;acqua non &amp;egrave; cos&amp;igrave; semplice&lt;/strong&gt;. Se lo si scorge, bisogna innanzitutto verificare che il corso d&amp;rsquo;acqua non sia inquinato e, prima dell&amp;rsquo;impiego, il crescione va lavato ripetutamente sotto acqua corrente (un'operazione in verit&amp;agrave;, per le caratteristiche della pianta, piccola e ricca di foglie, piuttosto lunga e noiosa).&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Attenzione a non confondere il &lt;b&gt;crescione acquatico&lt;/b&gt;, dai fiori bianchi a grappoli corti, con altre tipologie simili quali ad esempio il &lt;b&gt;crescione inglese&lt;/b&gt; &lt;i&gt;(Lepidium Sativum)&lt;/i&gt;, detto anche crescione d&amp;rsquo;orto, che si pu&amp;ograve; raccogliere gi&amp;agrave; 20 giorni dopo la semina e attecchisce senza grosse esigenze climatiche e di terreno, o il &lt;b&gt;crescione dei prati&lt;/b&gt; &lt;i&gt;(Cardamine Pratensis),&lt;/i&gt; erba perenne dai fiori rosa lilla, che cresce nei terreni erbosi umidi. Tutti e tre sono comunque commestibili. &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il crescione d&amp;rsquo;acqua&amp;nbsp; &amp;egrave; diffuso in tutta la penisola italiana e lo si trova &lt;b&gt;anche a 2.500 metri&lt;/b&gt; di altitudine. Predilige zone ombreggiate; inizialmente si sviluppa in altezza, per poi piegarsi strisciando orizzontalmente.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/CRESCIONE.jpg" border="0" alt="Crescione d'acqua. Disegno di Elio Giuliano per  il Museo Laboratorio della Preistoria di Vaie" data-entity-type="file" data-entity-uuid="a1a4166b-fc55-4dc7-8488-a5d70e3d983c" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Crescione d'acqua. Disegno di &lt;strong&gt;Elio Giuliano&lt;/strong&gt; per &amp;nbsp;il &lt;a href="/blog/valle-di-susa/vaie-dove-la-preistoria-rivive-con-il-museo-laboratorio"&gt;&lt;strong&gt;Museo Laboratorio della Preistoria&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; di Vaie.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le foglie sono carnose&lt;/strong&gt;, scure, di forma ovale, con tonalit&amp;agrave; variabile dal verde scuro al bronzo, unite nelle parte inferiore e poi divise man mano che si sale lungo lo stelo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il crescione d&amp;rsquo;acqua si pu&amp;ograve; trovare in vendita al mercato a primavera inoltrata, ma a costi non propriamente irrisori, giacch&amp;eacute; la sua raccolta e manutenzione vengono ancora oggi effettuate manualmente. Fiorisce da maggio a luglio e ne vengono utilizzati sia foglie che fiori.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;Propriet&amp;agrave; nutritive&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Il crescione &amp;egrave; in grado di depurare il sangue ma combatte efficacemente anche le forme anemiche, i problematici dermatologici, i disturbi dell&amp;rsquo;apparato digestivo e bronchiale. Ricco di pro vitamina A e vitamina C, ha, tra le tante, virt&amp;ugrave; stimolanti, diuretiche, remineralizzanti, ipoglicemizzanti, detergenti nonch&amp;eacute; espettoranti.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli antichi&amp;nbsp; greci, persiani e romani lo impiegavano per potenziare l&amp;rsquo;intelletto e per fini afrodisiaci, ma &amp;egrave; fortemente indicato nelle cure primaverili per alleviare i disturbi del metabolismo, i reumatismi e le spossatezze.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Ricco di sali minerali&lt;/b&gt;, soprattutto calcio, ferro e magnesio, &amp;egrave; ottimo semplicemente condito con succo di limone. Curiosit&amp;agrave;: siccome viene abitualmente consumato crudo, va masticato bene a lungo, operazione che garantisce il rafforzamento delle gengive, preservando la caduta dei denti e attivando al contempo la secrezione salivare.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il crescione fa bene a tutti, eccezion fatta per le donne in gravidanza e chi &amp;egrave; affetto da infezioni delle vie urinarie.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Crescione2.jpeg" border="0" alt="Crescione in tavola" data-entity-type="file" data-entity-uuid="62defba6-e78c-4bd9-9e0f-3a6fd278b10d" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In particolare il suo consumo &amp;egrave; indicato per i tabagisti, essendo uno dei pi&amp;ugrave; validi rimedi per &lt;b&gt;disintossicarsi dal fumo&lt;/b&gt;. Sar&amp;agrave; fortemente apprezzato anche da chi &amp;egrave; a dieta, perch&amp;eacute; &amp;egrave; povero di calorie (solo 32 kcal per 100 grammi).&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Potete scegliere a piacimento come consumarlo: sar&amp;agrave; buonissimo condito con un filo d&amp;rsquo;olio e limone, da solo oppure in aggiunta ad altre insalate, in accompagnamento ai formaggi freschi, tritato e spolverizzato alla pari di una qualsiasi erba aromatica, emulsionato all&amp;rsquo;interno di salse e condimenti, nelle vellutate e minestre, ma &amp;egrave; ottimo anche per insaporire piadine e panini o preparare tartine e antipasti.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si sposa egregiamente con il pesce e, anche se pu&amp;ograve; sembrare un abbinamento insolito, provate a frullarne alcune foglie insieme alla frutta e tenetevi pronti a gustare una bevanda con una marcia in pi&amp;ugrave;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Crescione -Illustration_Nasturtium_officinale0.jpg" border="0" alt="Crescione in una illustrazione d'epoca" data-entity-type="file" data-entity-uuid="71fbf602-951c-40b6-be3b-c3804c23c8c6" /&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 18 Mar 2026 11:50:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/fiori-e-piante/il-crescione-pianta-afrodisiaca-che-cresce-lungo-i-corsi-dacqua</guid></item><item><title>"ALTE VALLI", L'ARCHIVIO DELLE NEWSLETTER: 2026</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/alte-valli-l-archivio-delle-newsletter-2026</link><description>&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-4 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotodelMese2026/304-1%20Neve%20alla%20Sacra%20di%20San%20Michele%20-%20Giuseppe%20Pinin%20Becchio.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-8 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="https://a7b1c4.mailupclient.com/frontend/nl_preview_window.aspx?idNL=109"&gt;&lt;b&gt;Alte Valli n. &lt;/b&gt;&lt;b&gt;30&lt;/b&gt;&lt;b&gt;4&lt;/b&gt;&lt;b&gt;,&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Gennaio&lt;/b&gt;&lt;b&gt; 202&lt;/b&gt;&lt;b&gt;6&lt;/b&gt;&lt;b&gt;.&lt;/b&gt; &lt;/a&gt;Il 2025 in 365 immagini, Lidia Torretta Marconcini, la castellana che scriveva per i bambini, la "Grande Odyss&amp;eacute;e", Sant'Antonio e la tradizionale benedizione degli animali, la "Puento" di Chiomonte, la &amp;ldquo;Danza degli Spadonari&amp;rdquo; di Giaglione,"Fora l'Urs" a Mompantero, Rising Rose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;In copertina Neve sulla Sacra di San Michele (foto di Giuseppe Pinin Becchio) &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;div class="col-md-4 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotodelMese2026/305-1%20Sestriere%20-%20Vittorio%20Gribaudi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-8 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="https://a7b1c4.mailupclient.com/frontend/nl_preview_window.aspx?idNL=110"&gt;&lt;b&gt;Alte Valli n. &lt;/b&gt;&lt;b&gt;30&lt;/b&gt;&lt;b&gt;5&lt;/b&gt;&lt;b&gt;,&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Febbraio&lt;/b&gt;&lt;b&gt; 202&lt;/b&gt;&lt;b&gt;6&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;. La storia e le antiche rappresentazioni del Carnevale (che quest'anno va dal 1 al 17 febbraio), Carlo Tessa, una storia di imprenditoria e di antifascismo che parte da Giaveno, la nascita di Sestriere, che risale al 1935. I "Fuochi delle Libert&amp;agrave;", Chantar l'Uvern, Cinema in Verticale, il merluzzo nelle Alpi, una passeggiata invernale al Lago del Moncenisio, Ij Canestrei 'd Flaminia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;In copertina Colle del Sestriere (foto di Vittorio Gribaudi)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-4 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotodelMese2026/306-1%20Toccar%20la%20luna%20con%20un%20dito%20-%20La%20statua%20di%20Augusto%20a%20Susa%20-%20Fulvio%20Giorgi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-8 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="https://a7b1c4.mailupclient.com/frontend/nl_preview_window.aspx?idNL=111"&gt;&lt;b&gt;Alte Valli n. &lt;/b&gt;&lt;b&gt;30&lt;/b&gt;&lt;b&gt;6&lt;/b&gt;&lt;b&gt;,&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;Marzo&lt;/b&gt;&lt;b&gt; 202&lt;/b&gt;&lt;b&gt;6&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;. La &amp;ldquo;Martina&amp;rdquo;, un canto a dialogo della tradizione piemontese. La Ferrovia Fell, da Susa a St. Jean de Maurienne: due anni di lavori e soltanto tre di attivit&amp;agrave;. La Festa della Donna (Auguri!), la primavera (le festivit&amp;agrave; celtiche, i lavori di un tempo nei campi, il ritorno delle rondini, le ricette con le erbe selvatiche...). Lo zabaione, Roure, Albergian&lt;em&gt;. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;In copertina "Toccar la luna con un dito" di Fulvio Giorgi.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-4 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotodelMese2026/307-1%20Borgata%20Tampe%20Villar%20Focchiardo%20-%20VS%20a%20piedi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-8 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="https://a7b1c4.mailupclient.com/frontend/nl_preview_window.aspx?idNL=112"&gt;&lt;b&gt;Alte Valli n. &lt;/b&gt;&lt;b&gt;30&lt;/b&gt;&lt;b&gt;7&lt;/b&gt;&lt;b&gt;,&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Aprile&lt;/b&gt;&lt;b&gt; 202&lt;/b&gt;&lt;b&gt;6&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;.&lt;/b&gt; A Bussoleno il legno racconta la civilt&amp;agrave; alpina, tra memoria e arte. Il crescione, pianta afrodisiaca che cresce lungo i corsi d'acqua. &amp;Egrave; nato "GRA-ZIE", Distretto del Cibo di Montagna Alpi Graie e Cozie, per promuovere lo sviluppo della filiera del cibo. Vauban, Prali, Valsusa Filmfest, Camaleontika, "Omaggio alla Luna", il Buteghin di Caprie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;In copertina &amp;ldquo;Di qui, Messere, si domina la Valle&amp;rdquo; (borgata Tampe, Villar Focchiardo), di Valsusa a Piedi.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;Scopri tutte le newsletter cliccando su &lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/it/categoria-blogpost/archivio-newsletters"&gt;questo link&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><pubDate>Tue, 10 Mar 2026 13:00:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/alte-valli-l-archivio-delle-newsletter-2026</guid></item><item><title>La ferrovia Fell da Susa a St. Jean de Maurienne: due anni di lavori e soltanto tre di attività</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/un-po-di-storia/la-ferrovia-fell-da-susa-st-jean-de-maurienne-due-anni-di-lavori-e-soltanto</link><description>&lt;p&gt;Un brevetto originale, gallerie e strutture protettive, due anni di lavoro in alta montagna: inaugurata il 15 giugno 1868 la ferrovia Fell da Susa a St. Jean de Maurienne rest&amp;ograve; in esercizio per appena tre anni, fino al&lt;b&gt; primo novembre 1871&lt;/b&gt;&lt;b&gt;.&lt;/b&gt; Vi raccontiamo la storia di questo effimero capolavoro di ingegneria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo la costruzione della &lt;b&gt;strada napoleonica&lt;/b&gt;, dal 1803 al 1810, che fu la prima carrozzabile di montagna, il Moncenisio era diventato uno dei passi pi&amp;ugrave; frequentati delle Alpi, con &lt;b&gt;pi&amp;ugrave; di 40.000 transiti all&amp;rsquo;anno&lt;/b&gt;, anche se in inverno sovente il traffico era ostacolato e talvolta interrotto dalle nevicate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I Savoia, appena consolidato il loro potere al di qua delle Alpi, per migliorare i trasporti decisero la realizzazione del &lt;b&gt;traforo ferroviario del Frejus&lt;/b&gt;. I lavori, iniziati nel 1857, procedevano per&amp;ograve; pi&amp;ugrave; lentamente del previsto, mentre il traffico stradale attraverso il valico aumentava sempre di pi&amp;ugrave;.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="/blog/un-po-di-storia/il-valico-del-moncenisio-nei-secoli-dalla-strada-reale-quella-napoleonica" hreflang="it"&gt;Il Moncenisio nei secoli: dalla Strada Reale a quella Napoleonica&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ingegnere londinese &lt;b&gt;John B. Fell&lt;/b&gt; aveva progettato e diretto la costruzione di ferrovie con una terza rotaia centrale sopraelevata, che veniva serrata fra apposite ruote motrici parallele al piano del ferro. Al &lt;b&gt;re Vittorio Emanuele II&lt;/b&gt; venne proposta l&amp;rsquo;installazione di una ferrovia di questo genere, gi&amp;agrave; presente nel Derbyshire, per la costruzione di una linea ferroviaria provvisoria attraverso il Colle del Moncenisio, in attesa che fossero completati i lavori del traforo del Frejus.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Trenino Fell in partenza dalla stazione di Susa.jpg" border="0" alt="Trenino Fell in partenza dalla stazione di Susa" data-entity-type="file" data-entity-uuid="1dca1faf-dff9-47ed-bba6-0f1103f1a44a" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;Trenino Fell in partenza dalla stazione di Susa.&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;La ferrovia Fell: due anni di costruzione, tre di attivit&amp;agrave;&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Qualche anno dopo si decise di costituire una societ&amp;agrave; privata (&lt;i&gt;Mont-Cenis Railway,&lt;/i&gt; con capitale di 12.500 sterline) per il &lt;b&gt;collegamento fra Susa e St. Jean de Maurienne.&lt;/b&gt; Nel 1865 Fell fece, con pieno successo, una dimostrazione pratica del suo sistema ferroviario sulle rampe della strada napoleonica, costruendo 2 km di linea, nei pressi della casa di ricovero XXIII.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Napoleone III&lt;/b&gt; eman&amp;ograve; un decreto che consentiva alla societ&amp;agrave; inglese di costruire la ferrovia sulla strada imperiale N. 6 da St. Jean de Maurienne e il confine con l&amp;rsquo;Italia; poco dopo anche il Piemonte eman&amp;ograve; un regio decreto relativamente alla strada da Susa alla frontiera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le convenzioni prevedevano che i costruttori dovevano costruire la linea a loro spese, rischio e pericolo, e che &lt;b&gt;dovevano smantellarla&lt;/b&gt; dopo l&amp;rsquo;entrata in esercizio della ferrovia del Frejus. I lavori di costruzione della linea iniziarono il 1 maggio 1866 e terminarono nell&amp;rsquo;agosto 1867 con la posa di 77 km di linea a binario unico, di cui 46 con la terza rotaia: la linea venne aperta al traffico il 15 giugno del 1868.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il dislivello tra Susa e il Colle &amp;egrave; di 1588 m&lt;/b&gt;, e dal lato di Lanslebourg di 1360. Per la maggior parte del percorso la linea utilizzava una parte della massicciata stradale, discostandosi in alcuni tratti su sede propria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per &lt;b&gt;il superamento del dislivello fra la Piana San Nicolao e la Grand Croix&lt;/b&gt;, siccome a causa dei tornanti la strada avrebbe dato dei problemi, si decise per il piano inclinato a mezza costa del versante destro orografico del vallone. Furono scavate sette gallerie nella roccia, costruite tre in muratura, e oltre 8 km di ripari con gallerie in legno e lamiera, alcuni viadotti e le stazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Ferrovia Fell - Pilloud.jpg" border="0" alt="La ferrovia Fell in un'immagine d'epoca. Siamo in cima alle &amp;quot;scale&amp;quot; che portano alla Gran Croce (Gilbert Pilloud)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="8b6031e2-e5d1-43a7-96de-d9e7b0547255" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;La ferrovia Fell in un'immagine d'epoca. Siamo in cima alle "scale" che portano alla Gran Croce. La ferrovia si vede uscire dalla galleria a sinistra e poi costeggiare la strada napoleonica (Archivio Gilbert Pilloud).&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si dovettero costruire anche i &lt;b&gt;passaggi a livello&lt;/b&gt; nei punti in cui la linea ferroviaria attraversava la strada e i relativi caselli, piccoli edifici in pietra di 4 metri di lato (sul versante italiano ne esistono ancora tre, utilizzati come depositi dall&amp;rsquo;ANAS).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nei tratti ripidi e nelle curve vi era anche &lt;b&gt;la terza rotaia&lt;/b&gt;, sopraelevata di 20 cm e costituita da un profilo simmetrico a doppio fungo, con superfici di rotolamento verticale. Questo sistema di incremento artificiale dell&amp;rsquo;aderenza ruota-rotaia permetteva di superare forti pendenze (al Moncenisio la massima &amp;egrave; dell&amp;rsquo;83&amp;permil;) e curve molto strette &amp;ndash; di raggio inferiore a 100 metri &amp;ndash; senza pericolo di deragliamento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le locomotive erano dotate di due assi motori e portanti con ruote verticali, e due coppie di ruote motrici orizzontali contrapposte, che venivano premute contro la rotaia centrale mediante un comando a volante azionato dal macchinista grazie all&amp;rsquo;azione di robuste molle. La locomotiva aveva una cabina aperta, nella quale vi erano &lt;b&gt;il fuochista&lt;/b&gt; &amp;ndash; che doveva alimentare continuamente la caldaia, piccola ma di grande potenza &amp;ndash; e &lt;b&gt;il macchinista&lt;/b&gt; &amp;ndash; che doveva regolare la velocit&amp;agrave;, coordinare le frenate, prevenire gli slittamenti e inserire o disinserire le ruote motrici orizzontali. Entrambi rischiavano il soffocamento quando si trovavano nelle strettissime gallerie ed erano esposti alle intemperie nel resto del percorso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Attraversata Piazza d&amp;rsquo;Armi_ il convoglio si appresta ad affrontare l&amp;rsquo;impegnativa ascesa verso il col.jpg" border="0" alt="Attraversata Piazza d&amp;rsquo;Armi, il convoglio si appresta ad affrontare l&amp;rsquo;impegnativa ascesa verso il colle del Moncenisio.jpg" data-entity-type="file" data-entity-uuid="ed9a990b-9abc-441b-96fc-4b5d810049fc" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;Attraversata Piazza d&amp;rsquo;Armi a Susa, il convoglio si appresta ad affrontare l&amp;rsquo;impegnativa ascesa verso il colle del Moncenisio.&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Le carrozze&lt;/b&gt; avevano 16 sedili posti longitudinalmente, i finestrini erano in alto, per impedire ai viaggiatori la vista dei precipizi, e non apribili, per evitare il fumo nelle gallerie. La composizione dei convogli era di solito di una locomotiva, tre vetture passeggeri, tre o quattro carri merci e un bagagliaio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Su ogni vagone vi era un addetto che &lt;b&gt;provvedeva alla frenatura &lt;/b&gt;regolando la sua azione in base ai fischi di comando che provenivano dalla motrice. La sicurezza era piuttosto scarsa, frequenti erano gli slittamenti dei convogli specialmente nella brutta stagione, che causavano ritardi ed interruzioni, ma non vi furono incidenti gravi o mortali, nonostante in inverno le condizioni fossero proibitive.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il percorso da Susa a St. Michel de Maurienne, comprese le fermate intermedie (Molaretto, Bard, Gran Croce, Lanslebourg, Termignon, Bramans, Modane), richiedeva &lt;b&gt;5 ore e mezza&lt;/b&gt; (le diligenze ne impiegavano 12). La velocit&amp;agrave; era in media di 20 km/h nei tratti meno ripidi e di 15 in quelli a maggiore pendenza; venivano effettuate due corse al giorno in un senso e due nell&amp;rsquo;altro.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="/blog/un-po-di-storia/il-17-settembre-1871-si-inaugurava-il-traforo-del-frejus-dopo-soli-13-anni-di" hreflang="it"&gt;Il 17 settembre 1871 si inaugurava il Traforo del Frejus, dopo soli 13 anni di lavoro&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;La Fell offriva comunque &lt;b&gt;spunti abbondanti alla satira&lt;/b&gt;. &lt;i&gt;&amp;ldquo;La strenna di Pasquino&amp;rdquo;&lt;/i&gt; nel 1869 pubblic&amp;ograve; una striscia di disegni umoristici di Teja, sotto il titolo &lt;i&gt;&amp;ldquo;Ventiquattr&amp;rsquo;ore in Ferrovia Fell&amp;rdquo;&lt;/i&gt;. Raccontava un viaggio invernale e non risparmiava critiche: si sta scomodi, al freddo, la neve rallenta la marcia e alla fine Teja rientra a piedi precedendo il treno. I viaggiatori che vanno a far legna, che si spartiscono un&amp;rsquo;arancia e che infine decidono di completare il viaggio a piedi forniscono una satira impietosa e forse esagerata: il viaggio in carrozza non era certo pi&amp;ugrave; comodo, durava pi&amp;ugrave; del doppio e con la neve non era effettuabile.&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;Nel 1871 venne finalmente &lt;b&gt;aperto il traforo del Frejus&lt;/b&gt; e quindi la linea Fell fu abbandonata, fu smontata e il materiale riutilizzato in Brasile. Alcune gallerie per qualche anno vennero usate come ghiacciaie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nei tre anni quattro mesi e 15 giorni di esercizio furono trasportati pi&amp;ugrave; di 100.000 passeggeri (tra cui l&amp;rsquo;imperatrice Eugenia e il principe di Galles, poi re Edoardo VII) e percorsi in tutto 320.000 km.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;unica ferrovia oggi ancora attiva che usa il sistema Fell si trova nell&amp;rsquo;Isola di Man in Inghilterra. Della ferrovia Fell &lt;b&gt;rimangono oggi poche tracce&lt;/b&gt;: alcune gallerie artificiali lungo la statale, un tratto del percorso in sede propria di fronte al ricovero, il muro a monte di una galleria poco pi&amp;ugrave; in su, altri resti nei pressi delle &amp;ldquo;scale&amp;rdquo; e qualche rudere oltre il colle.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/1869 Ferr. Fell al Moncenisio.jpg" border="0" alt="L'Emporio Pittoresco: la ferrovia Fell" data-entity-type="file" data-entity-uuid="b4e7d4da-ae2b-4883-97d3-41bd92b86462" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;L'Emporio Pittoresco del 1969 dedica la copertina alla la ferrovia Fell.&amp;nbsp;Nell'illustrazione il convoglio &amp;egrave; in partenza da St. Michel: a destra è visibile la rotaia centrale.&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;&lt;strong&gt;Continua al leggere sul sito "Scuola Guido": &lt;a href="https://scuolaguido.altervista.org/1-novembre-1871-signori-in-carrozza-si-scende-chiude-la-fell/"&gt;1 novembre 1871: &amp;ldquo;Signori in carrozza, si scende!&amp;rdquo;, chiude la Fell&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><pubDate>Thu, 05 Mar 2026 15:46:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/un-po-di-storia/la-ferrovia-fell-da-susa-st-jean-de-maurienne-due-anni-di-lavori-e-soltanto</guid></item><item><title>PICCOLA STORIA DELL'ORA LEGALE, CHE RITORNA DOMENICA 29 MARZO 2026</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/domenica-ritorna-lora-legale-cosa-serve-e-perche-si-parla-di</link><description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'ora legale &lt;/strong&gt;ritorna nella notte &lt;strong&gt;tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026&lt;/strong&gt;: alle ore 2:00 di domenica 29 si dovranno spostare le lancette degli orologi avanti di un&amp;rsquo;ora.&amp;nbsp;Il nuovo orario ci accompagner&amp;agrave; fino alla notte tra sabato 24 e &lt;strong&gt;domenica 25 ottobre 2026.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi del passaggio dall'ora solare&amp;nbsp;&lt;span&gt;(quella che segue il naturale sorgere del sole)&amp;nbsp;&lt;/span&gt;a quella legale (e viceversa)?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;vantaggi e svantaggi&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Utilizzare l'&lt;strong&gt;ora legale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;quando le giornate si allungano e l'&lt;strong&gt;ora solare&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;quando le giornate si accorciano permette di&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;seguire la naturale durata delle ore di luce.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;Nei mesi estivi e primaverili si sfruttano al massimo le ore di luce naturale, e si possono accendere le luci quando davvero diventa buio (un'ora pi&amp;ugrave; tardi). Tornare all'ora solare quando le giornate si accorciano permette invece alle attivit&amp;agrave; che iniziano presto al mattino di sfruttare le prime ore di luce senza accendere l'illuminazione.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt; Con l'ora solare, in Italia, nei mesi estivi&amp;nbsp;il sole sorgerebbe alle 4.30 del mattino e tramonterebbe alle 20. Con l'ora legale invece, spostando avanti le lancette dell'orologio, il periodo di luce tra alba e tramonto va&amp;nbsp;&lt;strong&gt;dalle 5.30 alle 21&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&amp;Egrave; facile intuire che un'ora di luce tra le 4.30 e le 5.30 &amp;egrave; meno utile di un'ora di luce tra le 20 e le 21. Questo spostamento permette infatti, ad esempio, di accendere le luci alla sera un ora pi&amp;ugrave; tardi, con un conseguente&amp;nbsp;&lt;strong&gt;risparmio sui consumi di energia elettrica&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Ora-Legale-2-735x400.png" border="0" alt="Ora legale" data-entity-type="file" data-entity-uuid="125c3971-fc98-4f81-937f-64b3b99e6c35" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Studi scientifici rivelano che in seguito ai passaggi da ora solare a ora legale &lt;strong&gt;il 15% dei cittadini lamenta cambiamenti d&amp;rsquo;umore, stress,&lt;/strong&gt; mancanza di concentrazione, nervosismo, emicranie, disturbi del sonno (in particolare tra i bambini). Una ricerca di alcuni cardiologi americani afferma anche che l&amp;rsquo;ora di sonno persa dopo l&amp;rsquo;entrata in vigore dell&amp;rsquo;orario estivo possa addirittura influire sulla probabilit&amp;agrave; di subire un attacco cardiaco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nostro bioritmo &amp;egrave; infatti determinato da una sorta di orologio posto nell&amp;rsquo;ipotalamo, che controlla i bioritmi all&amp;rsquo;interno dei nostri organi (cuore, muscoli, fegato, rene) basandosi sull&amp;rsquo;alternarsi di luce e buio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con il passaggio dall&amp;rsquo;ora solare all&amp;rsquo;ora legale cambiano i ritmi ormonali, il picco della serotonina (che &amp;egrave; nella tarda notte/prima mattinata) si sfalsa, la melatonina viene iniziata a produrre 1 ora pi&amp;ugrave; tardi e ci&amp;ograve; pu&amp;ograve; determinare&amp;nbsp;un peggioramento della qualit&amp;agrave; del sonno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inoltre dormire un'ora in meno la notte del cambio dell&amp;rsquo;ora pu&amp;ograve; scompensare il nostro sistema ed esporci ad &lt;strong&gt;un maggiore stress&lt;/strong&gt;, e quandi ad un maggiore rischio di infarto. A questo proposito i medici consigliano di &lt;em&gt;"spostare piano piano, di una decina di minuti al giorno, gli orari della colazione, del pranzo, della cena e del momento di ansare a letto&amp;rdquo;.&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;Quando &amp;egrave; nata&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ora legale &amp;egrave; una convenzione che, nei paesi dell&amp;rsquo;Unione Europea, ha inizio l&amp;rsquo;ultima domenica di marzo ed ha fine l&amp;rsquo;ultima domenica di ottobre. Fu &lt;strong&gt;Benjamin Franklin&lt;/strong&gt;, l&amp;rsquo;inventore del parafulmine, a manifestare per primo la necessit&amp;agrave; di usufruire maggiormente delle ore di luce, all&amp;rsquo;epoca per limitare gli elevati costi delle candele.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A riprendere il pensiero di Frankin fu poi il costruttore britannico &lt;strong&gt;William Willett&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;dopo la fine della prima guerra mondiale: in un periodo in cui il risparmio energetico era una priorit&amp;agrave;, il Regno Unito istitu&amp;igrave; cos&amp;igrave; il &lt;em&gt;British Summer Time&lt;/em&gt;, decretando lo spostamento delle lancette avanti di un&amp;rsquo;ora nel periodo estivo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Era il 1916&lt;/strong&gt; e molti altri paesi, tra cui l&amp;rsquo;Italia, presero esempio. Abolita e ripristinata pi&amp;ugrave; volte nel corso degli anni, venne adottata ufficialmente &lt;strong&gt;in Italia nel 1965&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/1280px-DaylightSaving-World-Subdivisions.png" border="0" alt="Da Wikipedia" data-entity-type="file" data-entity-uuid="5b3d49d8-d1d9-4ee4-92f9-49ebf07d557f" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;In questa immagine di Wikipedia vediamo in azzurro gli stati che adottano il cambio d'ora, in arancione quelli che l'hanno adottato in passato e in rosso quelli in cui il cambio non vi &amp;egrave; mai stato.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;le discussioni per abolirla&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;L'abolizione dell'ora legale &amp;egrave; un tema che &amp;egrave; stato discusso per diversi anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra luglio e agosto 2018 sul sito della Commissione Europea&amp;nbsp;si &amp;egrave; tenuta una consultazione pubblica in cui &lt;strong&gt;l&amp;rsquo;84 per cento &lt;/strong&gt;dei partecipanti aveva chiesto&amp;nbsp;di abolire l'obbligo&amp;nbsp;per i Paesi membri di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;passare da un'ora all'altra due volte all'anno&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Il sondaggio online ha ottenuto 4,6 milioni di risposte, il numero pi&amp;ugrave; alto mai ricevuto da una consultazione pubblica UE.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;Parlamento Europeo&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;con 410 voti favorevoli, 192 contrari e 51 astenuti, ha poi approvato la fine del passaggio automatico dall&amp;rsquo;ora solare all&amp;rsquo;ora legale a &lt;strong&gt;partire dal 2021&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un accordo tra gli Stati membri per&amp;ograve; non &amp;egrave; mai stato raggiunto: alcuni Paesi avrebbero voluto mantenere l'ora legale tutto l&amp;rsquo;anno, mentre altri preferivano l'ora solare, una disputa&amp;nbsp;che ha diviso i paesi del Nord e quelli del Sud Europa. A seconda della latitudine, infatti, le ore di luce giornaliere cambiano sensibilmente ed i&amp;nbsp;costi riguardanti l&amp;rsquo;illuminazione degli edifici e gli altri servizi sono dunque molto differenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La&amp;nbsp;Francia&amp;nbsp;proponeva di tenere per sempre l'ora legale&amp;nbsp;e dire addio a quella solare, ma i paesi del Nord Europa non sono stati d'accordo.&amp;nbsp;La possibilit&amp;agrave; di avere pi&amp;ugrave; luce a disposizione, infatti, avvantaggia soprattutto i paesi del Sud mentre al Nord&amp;nbsp;le giornate in estate sono gi&amp;agrave; molto lunghe&amp;nbsp;a causa della vicinanza con il Polo. Nei giorni pi&amp;ugrave; lunghi&amp;nbsp;&lt;strong&gt;in Finlandia il sole sorge prima delle quattro del mattino e tramonta quasi alle 22:48 &lt;/strong&gt;(mentre, ad esempio, a Milano lo fa due ore prima, alle 20,48): ai finlandesi quindi l'ora guadagnata non serve per avere pi&amp;ugrave; luce alla sera n&amp;eacute; per risparmiare sul fronte energetico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal 2019 le discussioni sono state interrotte, e nessun governo ha preso l'iniziativa per una soluzione definitiva. Consapevole della difficolt&amp;agrave; nel trovare un consenso, la Commissione Europea ha deciso cos&amp;igrave; di chiudere il capitolo, &lt;strong&gt;confermando l&amp;rsquo;attuale sistema di cambio d&amp;rsquo;ora&lt;/strong&gt; semestrale.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 04 Mar 2026 09:56:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/domenica-ritorna-lora-legale-cosa-serve-e-perche-si-parla-di</guid></item><item><title>L'INIZIO DELLA PRIMAVERA E LE FESTIVITÀ CELTICHE</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/un-po-di-storia/il-calendario-celtico-ritualita-pagane-legate-al-movimento-degli-astri</link><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;La primavera meteorologica&lt;/strong&gt; inizia per convenzione il 1&amp;deg; marzo, mentre quella astronomica prende il via &lt;strong&gt;nel giorno dell'equinozio di primavera, &lt;/strong&gt;che&amp;nbsp;nel 2026&amp;nbsp;sar&amp;agrave; &lt;strong&gt;il 20 marzo&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;(per la precisione alle ore 15:46).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;Anche se comunemente si ritiene che le stagioni comincino sempre il giorno 21 (di marzo, giugno, settembre e dicembre) le date esatte di equinozi e solstizi dipendono dalla rivoluzione della Terra&amp;nbsp;ed hanno una data variabile, &amp;nbsp;a causa dell&amp;rsquo;introduzione nel calendario di un giorno ogni 4 anni nell&amp;rsquo;anno bisestile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;L'equinozio di primavera &lt;strong&gt;pu&amp;ograve; infatti variare tra il 19 e il 23&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;marzo&lt;/strong&gt;: in questo secolo in realt&amp;agrave; &amp;egrave; caduto il 21 marzo &lt;strong&gt;soltanto nel 2003 e nel 2007&lt;/strong&gt;, e non accadr&amp;agrave; pi&amp;ugrave; fino al prossimo secolo. Anzi, nel 2044 e nel 2048 qui in Italia cadr&amp;agrave; addirittura nelle ultime ore del 19 marzo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/15-12 La luna piena sorge dietro il Palon - Gruppo del Rocciamelone  Foto MenAtWorkStudio - Claudio .jpg" border="0" alt="Rocciamelone" data-entity-type="file" data-entity-uuid="1ade0cee-6985-4f99-a014-36915f0593f6" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;La luna piena sorge dietro al Palon, gruppo del Rocciamelone - Foto di Claudio Allais e Marco Cicchelli&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Questi fenomeni erano &lt;strong&gt;conosciuti fin dall&amp;rsquo;antichit&amp;agrave;&lt;/strong&gt;, ed hanno sempre avuto una grande importanza nella ritualit&amp;agrave; popolare. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Ma &lt;strong&gt;come era organizzato il calendario celtico&lt;/strong&gt;?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Le festivit&amp;agrave; del calendario celtico&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;I Celti ritenevano che ogni creatura avesse un'influenza su tutte le altre in modo olistico (globale). Nella concezione sciamanico - animista tipica dei popoli naturali tutto &amp;egrave; unito in un unico campo di coscienza cosmico (Grande Spirito per i nativi amerindi). Il concetto di calendario per i nostri antenati era quello di una&lt;strong&gt; grande spirale&lt;/strong&gt; che avvolge dal passato al futuro, incontrando il presente&amp;nbsp;senza inizio n&amp;egrave; fine. Tracciando il percorso apparente del sole durante l'intero anno, i Celti ottennero la forma geometrica della spirale, simbolo &lt;strong&gt;molto utilizzato&lt;/strong&gt; nelle loro rappresentazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All'interno del calendario vi erano momenti particolari che segnavano il &lt;strong&gt;cambio delle stagioni&lt;/strong&gt;, le riunioni di clan, le iniziazioni fisiche e spirituali. L'esistenza, durante l'anno celtico, di molte festivit&amp;agrave; &amp;egrave; un fatto noto e testimoniato da molti reperti archeologici come i &lt;strong&gt;megaliti&lt;/strong&gt;, precedenti all'et&amp;agrave; dei celti ma sicuramente da loro utilizzati a scopo rituale, come dai santuari e dalle necropoli costruiti durante l'&lt;strong&gt;et&amp;agrave; del Ferro&lt;/strong&gt;; dai reperti scritti e figurativi (come i petroglifi e l'arte rupestre) nonch&amp;eacute; dai &lt;strong&gt;reperti etnografici&lt;/strong&gt;, le conoscenze tramandate spesso oralmente delle tradizioni popolari, testimoniate da molte celebrazioni tutt'ora presenti in molti paesi europei, comprese le nostre valli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Queste feste pagane sono ricorrenze antiche e radicate nella cultura popolare, tanto che in molti casi le feste religiose pi&amp;ugrave; conosciute si sono sovrapposte ad esse. Si suddividono in quattro maggiori e quattro minori, tutte&lt;strong&gt;&amp;nbsp;strettamente collegate alla natura &lt;/strong&gt;ed&amp;nbsp;allo scorrere del tempo e delle stagioni, fondamentale in una societ&amp;agrave; prevalentemente rurale&amp;nbsp;come quella celtica, sviluppatasi a partire da l'800 circa a.C.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/6-7 Via Lattea Foto di Cristian Della Lucia.jpg" border="0" alt="La Via Lattea in Valle di Susa - Cristian Della Lucia " data-entity-type="file" data-entity-uuid="387f661e-25f0-4379-95d0-5ba32ca11e01" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;La Via Lattea in Valle di Susa - Cristian Della Lucia&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si presume che la data delle &lt;strong&gt;quattro festivit&amp;agrave; prevalenti&lt;/strong&gt; venisse determinata in base alla &lt;strong&gt;levata eliaca&lt;/strong&gt;, ovvero il sorgere di alcune stelle facilmente visibili ad occhio nudo esattamente all'alba, contemporaneamente al sorgere del sole. La Chiesa nei secoli ha ostacolato queste celebrazioni, assorbendole nel calendario religioso. Esse erano il 1&amp;deg; novembre, &lt;strong&gt;Samahin&lt;/strong&gt;, il capodanno celtico, corrispondente alla levata eliaca di Antares &lt;em&gt;(Alpha Scorpii)&lt;/em&gt;, poi assorbito dalla festivit&amp;agrave; cristiana di &lt;strong&gt;Ognissanti&lt;/strong&gt;, tutt'ora festeggiata sulle montagne con antiche ritualit&amp;agrave;&amp;nbsp;in cui si offrono cibi agli antenati.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE:&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/scienza-e-ambiente/solstizio-dinverno-il-giorno-cui-valle-di-susa-le-ombre-raggiungono-la"&gt;&amp;nbsp;Solstizio d'inverno: il giorno delle ombre lunghe&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Imbolc&lt;/strong&gt;, 1&amp;deg; febbraio, Festa del ritorno della Luce, corrispondente alla Levata eliaca di Cappella &lt;em&gt;(Alpha Auriga)&lt;/em&gt;, divenuto nella cultura cristiana la &lt;strong&gt;Candelora&lt;/strong&gt;, ampiamente ritualizzato nella cultura alpina (San Sebastiano a Chiomonte, la festa degli spadonari a Giaglione, l'ours di Monpantero).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/copertina_0.jpg" border="0" alt="Spadonari Giaglione" data-entity-type="file" data-entity-uuid="41f2a1e1-7887-47c2-b105-2d133270a773" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;La Danza degli Spadonari a Giaglione - Foto di Marco Cicchelli&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Beltane&lt;/strong&gt; il 1&amp;deg; maggio (&lt;strong&gt;Calendimaggio&lt;/strong&gt;), Levata eliaca di Aldebaran &lt;em&gt;(Alpha Taurus)&lt;/em&gt;, festa della fertilit&amp;agrave; sopravvissuta in molte ritualit&amp;agrave; popolari.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Lughnasad&lt;/strong&gt; il 1&amp;deg; agosto, festa del raccolto e dell'abbondanza, Levata eliaca di Sirio &lt;em&gt;(Alpha Canis major),&lt;/em&gt; nella cultura cristiana poi corrispondente alla festa della Madonna per cui vediamo, nella nostra valle, diverse processioni di antica memoria, tra cui quella verso la montagna sacra del Rocciamelone (un tempo &lt;strong&gt;Roc Maol&lt;/strong&gt;, nella foto sopra al titolo a fianco alla Sacra di San Michele in uno spettacolare scatto di Valerio Minato).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche il &lt;strong&gt;ciclo solare dei solsitizi e degli equinozi&lt;/strong&gt; aveva la sua importanza, tanto da essere evidenziato in molti monumenti sia sacri che megalitici. Luoghi come Stonehenge o Newgrange ne sono l&amp;rsquo;esempio pi&amp;ugrave; imponente: le grosse pietre che compongono questi luoghi risultano infatti allineate perfettamente con la posizione dell&amp;rsquo;astro maggiore all&amp;rsquo;alba e al tramonto dei giorni del solstizio, ma ci&amp;ograve; avveniva anche nelle necropoli e poi successivamente nei santuari e nelle chiese. La stessa &lt;strong&gt;Sacra di san Michele&lt;/strong&gt; vede la luce, impersonificazione di Cristo, entrare sopra l'altare maggiore esattamente all'alba dei solstizi.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 6pt;"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/particolare della navata laterale.jpg" border="0" alt="particolare della navata - borrelli" data-entity-type="file" data-entity-uuid="aefc0ef1-e033-497c-b947-17e89df980d3" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6 class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 6pt;"&gt;&lt;em&gt;La luce solare filtra da una finestra della Sacra di San Michele &amp;ndash; Foto di Franco Borrelli&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cos&amp;igrave;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Ostara&lt;/strong&gt;, l'&lt;strong&gt;equinozio di primavera&lt;/strong&gt; (20&amp;nbsp;marzo), che celebra la rigenerazione della natura e la rinascita della vita e nelle festivit&amp;agrave; cristiane prelude alla &lt;strong&gt;Pasqua.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;In questa ricorrenza, calcolata in base ai cicli della&amp;nbsp;prima luna piena che segue l'equinozio, venivano celebrati&amp;nbsp;i matrimoni divini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Seguivano poi&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Litha&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;il &lt;strong&gt;solstizio d&amp;rsquo;estate&lt;/strong&gt; (21 giugno) e quindi la giornata pi&amp;ugrave; luminosa dell&amp;rsquo;intero cerchio, che corrisponde a &lt;strong&gt;San Giovanni&lt;/strong&gt;; &lt;strong&gt;Mabon&lt;/strong&gt;, l'&lt;strong&gt;equinozio di autunno&lt;/strong&gt; (22 settembre), una festa di ringraziamento per i frutti della terra.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Yule &lt;/strong&gt;o &lt;strong&gt;Solstizio d&amp;rsquo;Inverno&lt;/strong&gt; (21 dicembre), incarna il momento in cui la notte &amp;egrave; pi&amp;ugrave; lunga del giorno e segna il passaggio dalle Tenebre alla Luce. Corrisponde al &lt;strong&gt;Natale&lt;/strong&gt; cristiano.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 02 Mar 2026 10:42:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/un-po-di-storia/il-calendario-celtico-ritualita-pagane-legate-al-movimento-degli-astri</guid></item><item><title>Dall'artemisia al Vermut, una tradizione torinese. La ricetta "casalinga"</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/ricette/dal-vermut-al-punt-e-mes-una-tradizione-torinese-la-ricetta-sperimentarne-una-versione</link><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Chi se la ricorda la nota pubblicit&amp;agrave; del &lt;strong&gt;Punt e Mes&lt;/strong&gt; di Armando Testa, ideata per pubblicizzare un aperitivo a base di &lt;strong&gt;Vermut&lt;/strong&gt; (o &lt;strong&gt;Vermouth&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;se vogliamo usare la grafia francese...)?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Se al momento vi sfugge, vi baster&amp;agrave; fare un salto nei dintorni di &lt;strong&gt;Porta Susa&lt;/strong&gt; dove, al centro di un'aiuola verde, &amp;egrave; collocata &lt;strong&gt;Sintesi 59&lt;/strong&gt;, l&amp;rsquo;opera del grande pubblicitario ed artista torinese che rappresenta una mezza sfera nera sovrastata da una grande sfera dello stesso colore, atte a rappresentare in effetti &lt;strong&gt;un punto e mezzo&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Della pubblicit&amp;agrave; parleremo dopo. Ora ripercorriamo le origini del &lt;strong&gt;Vermut&lt;/strong&gt;, un vino aromatizzato, riconosciuto come Pat (prodotto agroalimentare italiano). Si dice che le sue &lt;strong&gt;origini&lt;/strong&gt; risalgano all&amp;rsquo;&lt;strong&gt;Impero Cinese&lt;/strong&gt;: tra il 1250 e il 1000 AC, in Oriente si usava infatti un vino di erbe a scopo medicinale. Ma pare che anche i &lt;strong&gt;Romani&lt;/strong&gt;, nell'antichit&amp;agrave;, preparassero un vino simile, chiamato &lt;em&gt;Absinthiatum vinum&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Porta_Susa_03-4967a0-large-1446204314.jpg" border="0" alt="Dal Vermut al Punt e Mes, la tradizione del vino aromatizzato nata a Torino e diffusa in tutto il mondo" data-entity-type="file" data-entity-uuid="241dd321-c807-433d-8a68-6cdc774ff3b6" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;Sintesi '59, la scultura&amp;nbsp;di Armando Testa dedicata al Punt e Mes a&amp;nbsp;Porta Susa&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Tuttavia, le cronache meno remote ci portano alla &lt;strong&gt;guerra di successione spagnola&lt;/strong&gt; iniziata nel 1701, che incrin&amp;ograve; i rapporti tra Francia ed Inghilterra, costringendo quest'ultima a cercare il modo per&amp;nbsp; risolvere il blocco delle forniture di vino francese. Venne quindi stipulato con il Portogallo il &lt;strong&gt;trattato di Methuen&lt;/strong&gt;, che oltre ad accordi politici, militari e commerciali, disciplinava l'importazione in terra britannica di pregiati vini liquorosi portoghesi a fronte dell&amp;rsquo;esportazione di rinomati tessuti inglesi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Dall&amp;rsquo;Inghilterra il &lt;strong&gt;vino liquoroso&lt;/strong&gt; si diffuse in tutta Europa: piaceva anche alle dame, che ne apprezzavano il retrogusto dolce, oltre a rappresentare un chiaro significato di contrariet&amp;agrave; alla Francia. In Europa arriv&amp;ograve; quindi il &lt;strong&gt;Marsala siciliano&lt;/strong&gt; e si sperimentarono nuove miscele, quali appunto il Vermut. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Era il 1786 quando&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Antonio Benedetto Carpano&lt;/strong&gt;, prendendo spunto dai vini speziati di epoca greca o romana e dagli infusi nati in Italia nel 1500, in una bottega di piazza Castello a Torino addizion&amp;ograve; del &lt;strong&gt;Moscato di Canelli &lt;/strong&gt;con &lt;strong&gt;spezie ed erbe&lt;/strong&gt;: l'invenzione fu geniale e la liquoreria in cui Carpano lavorava divenne il locale pi&amp;ugrave; frequentato del capoluogo piemontese. La scelta del nome deriva dal tedesco, nel quale il termine &lt;strong&gt;Wermut&lt;/strong&gt; significa appunto &lt;strong&gt;artemisia maggiore&lt;/strong&gt; (o assenzio), una delle piante usate per la sua produzione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/La pianta e le infiorescenze dell'artemisia.jpg" border="0" alt="Dal Vermut al Punt e Mes, la tradizione del vino aromatizzato nata a Torino e diffusa in tutto il mondo" data-entity-type="file" data-entity-uuid="3f7d449e-5b7a-4cfb-be72-1fa28019dbcc" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;La pianta e le infiorescenze dell'artemisia&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Per legge il termine "Vermut" &amp;egrave; riservato ad un prodotto ottenuto da vino di produzione nazionale addizionato di sostanze aromatiche e amaricanti permesse. Deve avere una gradazione compresa tra i 16 ed i 22 gradi, oltre ad una percentuale di almeno il 75% di vino bianco e dosi di zucchero&amp;nbsp; variabili secondo la tipologia di appartenenza. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Il Vermut viene utilizzato prevalentemente come &lt;strong&gt;aperitivo&lt;/strong&gt;, ma &amp;egrave; anche la base di molti &lt;strong&gt;cocktails&lt;/strong&gt;, quali Martini, Manhattan o Negroni. Pu&amp;ograve; essere rosso, bianco e rosato, ma anche dolce, secco, extra secco o chinato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Manifesti vermut_0.jpg" border="0" alt="Dal Vermut al Punt e Mes, la tradizione del vino aromatizzato nata a Torino e diffusa in tutto il mondo" data-entity-type="file" data-entity-uuid="fecb75d1-0849-489e-93cf-499b2886e84f" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;Manifesti di inizio secolo dedicati al Vermut&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Quasi novant&amp;rsquo;anni dopo la nascita del Vermut torinese, come dicevamo prima, a Torino venne creato il &lt;strong&gt;Punt e Mes&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;La sua genesi, narra la storia, va ricondotta ad un agente di borsa sovrappensiero che il 19 aprile 1870, alla domanda del barista della bottega Carpano&amp;nbsp; su cosa volesse bere, rispose, pensando alla variabilit&amp;agrave; delle quotazioni di un titolo, un &amp;ldquo;punt e mes&amp;rdquo;, che letteralmente significa un punto e mezzo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Il barista gli serv&amp;igrave; un punto di dolce (Vermut) e mezzo punto di amaro (China), che diede il la ad un&amp;rsquo;abbinata di successo. Anche il senatore &lt;strong&gt;Giovanni Agnelli&lt;/strong&gt;, fondatore della Fiat, ne fu un estimatore, ma non era certo unico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Manifesti punt e mes.jpg" border="0" alt="Dal Vermut al Punt e Mes, la tradizione del vino aromatizzato nata a Torino e diffusa in tutto il mondo" data-entity-type="file" data-entity-uuid="e6015765-515a-42aa-82de-7773497226ac" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;Anni 50 e 60: la pubblicit&amp;agrave; del Punt e Mes&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;h3&gt;&amp;nbsp;&lt;/h3&gt;
&lt;h3&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;La ricetta&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Se anche voi amate gustare il Vermut e&amp;nbsp; siete curiosi di sperimentare, sappiate che una versione base del Vermut pu&amp;ograve; essere fatta in casa senza grandi difficolt&amp;agrave;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ingredienti:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Un litro di vino bianco&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Una&amp;nbsp; manciata di foglie di Artemisia&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;(si trovano in erboristeria)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;200 ml di grappa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;100/150 grammi di zucchero &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Anice stellato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Il punto di partenza &amp;egrave; il vino bianco, da porre a macerare in un vaso chiuso insieme ad una&amp;nbsp; manciata di foglie di &lt;strong&gt;Artemisia Vulgaris&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per una settimana.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Trascorso questo periodo, filtrate il liquido in un altro contenitore ed aggiungete la grappa, lo zucchero e tre stelle di anice. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Mescolate, richiudete e lasciate nuovamente a riposare per una decina di giorni in luogo fresco ed al riparo dalla luce. Travasate poi il tutto in una bottiglia in vetro e conservate in frigorifero.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Se aggiunto in cottura ad &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;arrosti e brasati&lt;/strong&gt; &lt;span&gt;e lasciato sfumare il Vermut conferisce un gusto caratteristico, ma &amp;egrave; ottimo, usato con moderazione, anche come ingrediente delle &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;creme dolci&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Inutile dirvi che &amp;egrave; comunque fantastico anche gustato puro o miscelato, per un &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;cocktail vintage&lt;/strong&gt; &lt;span&gt;che, nella scala del gradimento, vale sicuramente molto pi&amp;ugrave; di un punto e mezzo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/bicchieri.jpg" border="0" alt="Dal Vermut al Punt e Mes, la tradizione del vino aromatizzato nata a Torino e diffusa in tutto il mondo" data-entity-type="file" data-entity-uuid="e1e52481-f1db-436d-8645-d016d97ab499" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 24 Feb 2026 12:10:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/ricette/dal-vermut-al-punt-e-mes-una-tradizione-torinese-la-ricetta-sperimentarne-una-versione</guid></item><item><title>GIAVENO, OULX E BARDONECCHIA: NEL 1897 FA IN ITALIA NASCEVA LO SCI</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/un-po-di-storia/prima-giaveno-e-poi-ad-oulx-e-bardonecchia-110-anni-fa-italia-nasceva-lo-sci</link><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Gli &lt;strong&gt;impianti sciistici&lt;/strong&gt; sono indubbiamente una delle principali risorse turistiche della Valle di Susa: grazie ad essi il nostro territorio &amp;egrave; conosciuto in tutto il mondo, specie dopo le Olimpiadi del 2006. Forse per&amp;ograve; non tutti sanno che, nelle origini di questa pratica sportiva, le nostre valli hanno&amp;nbsp;giocato un ruolo di primo piano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Se infatti lo sci &amp;egrave; nato dall'esigenza di potersi spostare evitando di sprofondare nella neve, una pratica&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt; che affonda le radici nella preistoria (in Russia &amp;egrave;&amp;nbsp;stato rinvenuto uno sci di legno datato 6300/5000 A.C.) l'avvento della pratica sciistica in Italia &amp;egrave; avvenuto&amp;nbsp;&lt;strong&gt;proprio sulle cime valsusine&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Nel 1896 &lt;strong&gt;Adolfo Kind&lt;/strong&gt;, ingegnere svizzero residente a Torino, al ritorno da uno dei suoi viaggi in terra elvetica port&amp;ograve; con se un paio di &lt;strong&gt;Ski&lt;/strong&gt; in frassino, di marca Jakober. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;I suoi amici, entusiasti della novit&amp;agrave;, si lasciarono affascinare da questa nuova passione, e lo stesso Kind impart&amp;igrave; loro le prime lezioni in un contesto davvero originale: dapprima sui tappeti del salotto della sua villa liberty, poi nel vicino parco del Valentino, sulle pendici della collina torinese. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Adolfo Kind.jpg" border="0" alt="Adolfo Kind" data-entity-type="file" data-entity-uuid="b6c5617e-fc6a-4a65-b35d-6ffd1e2849cc" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;em&gt;Adolfo Kind a Bardonecchia&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;strong&gt;La&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span&gt;prima escursione sci-alpinistica &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;avvenuta in Italia&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;ebbe luogo il 24 gennaio 1897 quando Kind ed alcuni amici, partiti dalla stazione di Borgone, salirono la montagna di Villar Focchiardo e raggiunsero il &lt;strong&gt;Monte Salancia&lt;/strong&gt;, nei pressi del Colle del Vento. Di qui scesero a Giaveno con gli sci dal versante della Val Sangone, lungo la valle del Sangonetto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;L'anno successivo Kind e una dozzina di seguaci salirono in tram fino a &lt;strong&gt;Giaveno &lt;/strong&gt;e raggiunsero gli oltre 2 mila metri del Monte Cugno dell'Alpet, poco ad est della punta dell'Aquila, localit&amp;agrave; destinata a diventare negli anni successivi &lt;strong&gt;un vero e proprio "campo scuola"&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Adolfo Kind ed i suoi amici nel 1899 salirono ai&amp;nbsp;3 mila metri del monte Tomba, sopra il lago del Moncenisio, e gi&amp;agrave; nel &lt;strong&gt;1901&lt;/strong&gt; fondarono all'interno del CAI lo &lt;strong&gt;Ski Club Torino&lt;/strong&gt;, finalizzato "all'allenamento nel pattinaggio e nelle escursioni sciistiche".&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Pr&amp;agrave; Fieul&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;in Val Sangone divenne cos&amp;igrave; lo scenario delle loro evoluzioni, almeno fino a quando la grangia riscaldata che avevano attrezzato divenne troppo stretta per il numero crescente di adepti. Cos&amp;igrave;, anche perch&amp;egrave; la neve in zona non era particolarmente abbondante, il gruppo nel gennaio 1906 decise di spostarsi ad&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Oulx&lt;/strong&gt;, dove inaugur&amp;ograve; la &lt;strong&gt;prima stazione alpina italiana.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/La pista di salto _Colomion__0.jpg" border="0" alt="pista di salto" data-entity-type="file" data-entity-uuid="eb4364e2-5dd2-4433-bf50-62cb3301c246" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;em&gt;La pista di salto al Colomion&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Un mese dopo, a &lt;strong&gt;Sauze d'Oulx&lt;/strong&gt;, fu organizzato il primo corso di sci, che vide partecipi anche alcuni ufficiali dei reggimenti alpini e fu diretto dal norvegese Harald Smith. Proprio a Sauze Adolfo Kind costru&amp;igrave; un rifugio, tuttora esistente sotto il nome di Capanna Kind, nel comprensorio sciistico di Sportinia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Adolfo Kind perse la vita in un &lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;incidente in montagna nell'estate del 1907. Ne raccolse il testimone il figlio &lt;strong&gt;Paolo&lt;/strong&gt;, che gi&amp;agrave; lo aveva accompagnato in numerose imprese, che nel 1908, insieme al saltatore norvegese Harald Smith, realizz&amp;ograve; a Bardonecchia il primo trampolino di salto con gli sci. Sempre in quell'anno venne fondato lo &lt;strong&gt;Ski Club Bardonecchia&lt;/strong&gt;, che nei mesi scorsi ha festeggiato il 110 compleanno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Harald e Trigwe Smith_0.jpg" border="0" alt="Harald e Trigwe Smith" data-entity-type="file" data-entity-uuid="57c7a029-fba8-4fad-9d4b-a92e72418081" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;I fratelli Smith nel Concorso Internazionale di salto a Bardonecchia&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Nel febbraio 1909 si svolsero una serie di gare nazionali e internazionali, valide anche per il primo &lt;strong&gt;Campionato Italiano Assoluto&lt;/strong&gt; nelle discipline di salto, fondo e discesa, a cui assistettero oltre tremila persone. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Nella gara di salto il titolo italiano fu vinto da Paolo Kind, mentre nel concorso internazionale&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Harald Smith ottenne il record del mondo&lt;/strong&gt;, rendendosi protagonista di un salto di &lt;strong&gt;43 metri&lt;/strong&gt;. Degna di nota &amp;egrave; anche l'impresa del fratello Trigwe, che si ferm&amp;ograve; a 40 metri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;h6&gt;&lt;/h6&gt;</description><pubDate>Fri, 20 Feb 2026 10:04:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/un-po-di-storia/prima-giaveno-e-poi-ad-oulx-e-bardonecchia-110-anni-fa-italia-nasceva-lo-sci</guid></item><item><title>LA “MARTINA”, UN “CANTO A DIALOGO” DELLA TRADIZIONE PIEMONTESE</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/la-martina-un-canto-a-dialogo-della-tradizione-piemontese</link><description>&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;"Martina"&lt;/strong&gt; &amp;egrave; un canto tipico del patrimonio culturale del Piemonte occidentale e celebra la fine del periodo pi&amp;ugrave; freddo dell&amp;rsquo;inverno, che la tradizione indica negli ultimi giorni di gennaio, &lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/scienza-e-ambiente/i-giorni-della-merla-sono-davvero-i-piu-freddi-dellanno"&gt;&lt;strong&gt;i cosiddetti &amp;ldquo;giorni della Merla&amp;rdquo;.&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra gennaio e Carnevale gruppi di giovani &lt;strong&gt;cantavano all'esterno delle stalle&lt;/strong&gt; per chiedere il permesso di entrare, festeggiare e a volte corteggiare le ragazze, e dall&amp;rsquo;interno si rispondeva in rima.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questi canti a dialogo sono legati alla pratica, oggi definitivamente perduta ma un tempo largamente presente, della &lt;em&gt;"veglia"&lt;/em&gt; nelle stalle durante l'inverno, la &lt;strong&gt;"Vij&amp;agrave;"&lt;/strong&gt;. Le famiglie contadine avevano infatti la consuetudine di ritrovarsi la sera dopo cena nella stalla (unico locale veramente riscaldato della casa, in virt&amp;ugrave; del calore animale delle mucche) dove si chiacchierava, si raccontavano storie (per lo pi&amp;ugrave; paurose e fantastiche), si cantava, si riceveva. &lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/un-po-di-storia/la-vija-un-momento-di-aggregazione-che-si-svolgeva-nelle-stalle"&gt;La &amp;ldquo;Vij&amp;agrave;&amp;rdquo;, un momento di aggregazione che si svolgeva nelle stalle&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Le stalle pi&amp;ugrave; grandi erano meta delle visite dei vicini e quelle in cui si trovavano ragazze da marito delle visite dei giovanotti. I gruppi di giovani si presentavano innanzi la porta e chiedevano il permesso di entrare intonando questi canti; dall'interno si rispondeva cantando e al termine del canto i giovani potevano entrare. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'uso di &lt;strong&gt;"cantar Martina"&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;(cant&amp;eacute; Martina)&lt;/em&gt; era tipico del Cuneese e di molte valli del Piemonte occidentale (Val Sangone, Valsusa, Valli di Lanzo&amp;hellip;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In alcuni paesi del Canavese &amp;egrave; sopravvissuto fino alla seconda guerra mondiale, ma nella maggior parte dei luoghi &amp;egrave; testimoniato &lt;strong&gt;non oltre gli Anni Venti.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Martina.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;La &amp;ldquo;Martina&amp;rdquo; di Selvaggio (Giaveno), conservata da nonna livia.&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il testo che presentiamo proviene dall&amp;rsquo;archivio del giavenese &lt;strong&gt;Federico Dovis&lt;/strong&gt;, ed in particolare apparteneva alla &lt;strong&gt;nonna Livia du Servagi&lt;/strong&gt; (Selvaggio, una frazione di Giaveno). In queste zone Martina si cantava dal 30 gennaio, festa di Santa Martina Vergine e Martire, &lt;strong&gt;fino alla fine del carnevale&lt;/strong&gt; (marted&amp;igrave; grasso). &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il canto in questa versione &amp;egrave; rivolto direttamente alle &lt;em&gt;&lt;strong&gt;&amp;ldquo;marioire&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; (giovani donne da marito). Spesso invece, nella tradizione piemontese, i canti si riferivano alle donne presenti alla &lt;em&gt;&amp;ldquo;Vij&amp;agrave;&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&amp;nbsp;e si definivano &lt;em&gt;&lt;strong&gt;"vioire":&lt;/strong&gt; &lt;/em&gt;erano cantati tutto l'inverno, soprattutto nel periodo di carnevale. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nelle cascine dove si allevavano i maiali l'uso di &lt;em&gt;"cant&amp;eacute; Martina"&lt;/em&gt; si praticava anche in occasione delle cosiddette &lt;em&gt;&lt;strong&gt;"sinhe crinoire"&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; (le cene che si tenevano in occasione dell'uccisione del maiale - &lt;em&gt;crin&lt;/em&gt;). &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il detto &lt;em&gt;&lt;strong&gt;"F&amp;eacute; cant&amp;egrave; Martina"&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; (fare cantare Martina) veniva invece usato per indicare quando si faceva aspettare qualcuno alla porta.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 17 Feb 2026 08:23:02 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/la-martina-un-canto-a-dialogo-della-tradizione-piemontese</guid></item><item><title>L'ippocastano, albero ornamentale che fa passare il raffreddore</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/fiori-e-piante/lippocastano-albero-ornamentale-che-fa-passare-il-raffreddore</link><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Adorna i viali, svetta sulle piazze e, grazie alla sua ampia e folta chioma, offre una piacevole frescura quando il sole picchia duro. Il nome dell&amp;rsquo;&lt;strong&gt;ippocastano&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Aesculus hippocastanum&lt;/em&gt;&lt;em&gt;, &lt;/em&gt;deriva dal fatto che i suoi frutti, noti come &lt;strong&gt;castagne d&amp;rsquo;india o castagne matte&lt;/strong&gt;, venissero utilizzati per ridurre i sintomi di raffreddore e di asma nei cavalli (dal greco appunto &lt;em&gt;hippos&lt;/em&gt;, cio&amp;egrave; cavallo e &lt;em&gt;castanon&lt;/em&gt;, castagno).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Originario &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;del Caucaso, nel 1591 &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;fu introdotto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; nei giardini imperiali viennesi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Qualche hanno dopo approd&amp;ograve; a Parigi, dove fu piantato nei &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&amp;ldquo;Jardins de Luxembourg&amp;rdquo; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;ed anche a Versailles, e si diffuse poi in tutta Europa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;come pianta ornamentale in giardini, viali e piazze.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Ippocastano-Foto di WikimediaImages da Pixabay .jpg" border="0" alt="Ippocastano" data-entity-type="file" data-entity-uuid="3ac2cda3-cdad-4195-bd48-c4c70ea8c587" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;Ippocastano (WikimediaImages - Pixabay).&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Dall&amp;rsquo;aspetto imponente, la pianta pu&amp;ograve; raggiungere i &lt;strong&gt;30 metri di altezza&lt;/strong&gt;, mentre la sua chioma, fitta e compatta, pu&amp;ograve; estendersi in ampiezza fino a 10 metri di diametro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Resistente anche alle basse temperature, &amp;egrave; caratterizzato da una corteccia bruna e liscia che tende a desquamarsi col passare del tempo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Le foglie&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;dell'ippocastano, che possono arrivare&lt;/span&gt; ad oltre 20&amp;nbsp;cm di lunghezza, sono costituite da 5-7 lamine con apice acuminato e base stretta&lt;span&gt;, dal margine seghettato&lt;/span&gt;&lt;span&gt; e con numerose nervature. &lt;/span&gt;&lt;span&gt;D&lt;/span&gt;&lt;span&gt;i un verde vivace nella parte superiore, &lt;/span&gt;&lt;span&gt;hanno un colore&lt;/span&gt;&lt;span&gt; pi&amp;ugrave; tenue nella parte sottostante&lt;/span&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;I fiori, ermafroditi e visibili &lt;strong&gt;tra aprile e maggio,&lt;/strong&gt; sono raggruppati in pannocchie che possono raggiungere anche in questo caso i 20 centimetri, e radunare anche una cinquantina di esemplari, costituiti ciascuno da un piccolo calice ed una corolla di petali bianchi. Sono &lt;strong&gt;fiori melliferi,&lt;/strong&gt; amati dalle api, che ne trasformano il polline e il nettare in miele chiaro. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Fiori ippocastano-Foto di _Alicja_ da Pixabay.jpg" border="0" alt="Fiori ippocastano (Alicja - Pixabay)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="cd57898e-4f92-4e28-968c-9e8ff0891e1b" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;I fiori dell'ppocastano (Alicja - Pixabay).&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Il frutto &amp;egrave; tossico, ma ha virt&amp;ugrave; fitoterapiche&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Le castagne dell&amp;rsquo;ippocastano, racchiuse in un riccio di colore verde con corti aculei, a differenza delle castagne comuni sono &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;molto amare, e non commestibili&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; per gli umani. Se consumate possono avere effetti tossici, oltre a diffondere un odore sgradevole durante la cottura. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Tuttavia, il principio attivo dell'escina, mistura di saponine presenti nei semi, nella corteccia e nelle foglie dell'ippocastano, &amp;egrave; utile in ambito fitoterapico, in virt&amp;ugrave; della sua azione &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;antinfiammatoria, antiedemigena e vasocostrittrice. L&amp;rsquo;estratto di ippocastano, da utilizzare sempre sotto controllo medico, &amp;egrave; consigliato per trattare i disturbi circolatori, la fragilit&amp;agrave; capillare, le insufficienze venose e dare sollievo alle gambe pesanti, migliorando il drenaggio linfatico. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Oltre a patire l'inquinamento, la vita dell'ippocastano &amp;egrave; messa a dura prova da due agenti: un lepidottero, la C&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;ameraria ohridella&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;, che indebolisce la pianta scavando dei cunicoli interni alle lamine fogliari, ed un fungo, la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;Guignardia &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;aesculi&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;, che provoca il precoce disseccamento delle foglie e la loro successiva caduta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/castagne d'india-Foto di Free-Photos da Pixabay .jpg" border="0" alt="Castagne d'India (Free-Photos - Pixabay)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="bc8a2216-ecdb-412c-9461-a3c068bda86f" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;Castagne d'India (Free-Photos - Pixabay).&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Una castagna in tasca e niente raffreddore?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Secondo la tradizione le castagne d&amp;rsquo;India gettate nel fuoco portano fortuna e fertilit&amp;agrave;, ma in realt&amp;agrave; l&amp;rsquo;unico effetto certo &amp;egrave; uno scoppio molto rumoroso. Di qui prendono il nome le &amp;ldquo;&lt;strong&gt;castagnole&lt;/strong&gt;&amp;rdquo;, assordanti botti pirotecnici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Si dice inoltre che una castagna d&amp;rsquo;india in tasca &lt;strong&gt;tenga&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; lontani i malanni&lt;/strong&gt;, in particolare il raffreddore. Molti bambini hanno giocato nei giardini pubblici e delle scuole con questi frutti, e li hanno conservati a lungo nelle tasche del cappotto. E anche se, ovviamente, non vi &amp;egrave; alcun beneficio scientifico ricollegabile a questa abitudine, in questo modo si pu&amp;ograve; carezzare una superficie liscia e molto lucida, &lt;strong&gt;piacevole al tatto&lt;/strong&gt;. Magari non fa bene, ma non fa nemmeno male. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/castagne d'india-Foto di _Alicja_ da Pixabay.jpg" border="0" alt="Castagne d'India (Alicja - Pixabay)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="76d3c16e-7043-460e-a449-0e0d76a28997" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Castagne d'India e ricci (Alicja - Pixabay).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;</description><pubDate>Fri, 06 Feb 2026 10:48:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/fiori-e-piante/lippocastano-albero-ornamentale-che-fa-passare-il-raffreddore</guid></item><item><title>CARLO TESSA, UNA STORIA DI IMPRENDITORIA E DI ANTIFASCISMO CHE PARTE DA GIAVENO</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/carlo-tessa-una-storia-di-imprenditoria-e-di-antifascismo-che-parte-da-giaveno</link><description>&lt;p&gt;Qualche tempo fa il giornalista&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Mario Calabresi&lt;/strong&gt; &lt;a href="https://mariocalabresi.com/lultimo-regalo-compie-cento-anni/"&gt;&lt;strong&gt;nella newsletter Altre/Storie&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; ha raccontato la storia di suo&amp;nbsp;bisnonno, &lt;strong&gt;il giavenese&amp;nbsp;Carlo Tessa&lt;/strong&gt;, che il 30 novembre del 1925 fu&lt;strong&gt; licenziato dalla Fiat&lt;/strong&gt; perch&amp;eacute; si era rifiutato di prendere la tessera del partito fascista. Di qui inizi&amp;ograve; una storia imprenditoriale di grande successo, poi conclusa nel 1962 a causa di un tragico incidente stradale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mario Calabresi&lt;/strong&gt;, giornalista e scrittore, &amp;egrave; stato &lt;strong&gt;direttore de La Stampa&lt;/strong&gt; dal 2009 al 2015 e de &lt;strong&gt;La Repubblica&lt;/strong&gt; dal 2016 al 2019. Nel 2020 ha fondato la societ&amp;agrave; di produzione di podcast&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Chora media&lt;/strong&gt;, .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Riportiamo alcuni stralci di questo racconto,&lt;/strong&gt; che ci pare interessante per ricostruire il clima politico e sociale di un secolo fa a Torino e nelle nostre valli:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;30 novembre 1925&lt;/strong&gt; cadeva di luned&amp;igrave;. Alla Fiat, al Lingotto, quella mattina si svolgeva la premiazione degli operai pi&amp;ugrave; fedeli. &lt;br /&gt;Carlo entra per l&amp;rsquo;ultima volta nell&amp;rsquo;ufficio che divide con l&amp;rsquo;altro capofficina, guarda le due scrivanie, i tre tavoli da disegno con i cavalletti, gli scaffali con tutti i progetti e svuota il piccolo armadio guardaroba in cui teneva i vestiti di ricambio. Riempie una borsa e si congeda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il fascismo &amp;egrave; riuscito nell&amp;rsquo;operazione di cacciarlo, di &lt;strong&gt;epurare dalla fabbrica&lt;/strong&gt; chi rifiuta di prendere la tessera del partito fascista e lo fa nell&amp;rsquo;esatto momento in cui si appuntano le medaglie ai meritevoli. &amp;Egrave; un segnale necessario per il regime, sono passate poche settimane dalla &lt;strong&gt;visita di Mussolini in Piemonte&lt;/strong&gt; e gli operai lo hanno accolto con un fragoroso silenzio. I suoi gerarchi schiumano di rabbia e pensano immediatamente che il gelo della fabbrica vada punito.&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Pergamena.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;Carlo varca il cancello da solo. Fuori per&amp;ograve; trova la prima sorpresa, una dozzina di operai lo sta aspettando. Si sono licenziati. Lo abbracciano. Vogliono andare a lavorare con lui. Fanno insieme pochi passi e arrivano alla panetteria di fronte alla fabbrica, e qui Carlo non pu&amp;ograve; credere ai suoi occhi. &lt;strong&gt;In vetrina sono esposte due pergamene&lt;/strong&gt;. La prima &amp;egrave; alta un metro, tutta dipinta a mano, con&amp;nbsp;&lt;span&gt;la scritta: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;A Tessa Carlo, gli operai della Diatto-Fiat affezionati al loro capo officina&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e duecentonovantanove nomi.&lt;/span&gt;&amp;nbsp;(...)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma non sono solo gli operai. Accanto c&amp;rsquo;&amp;egrave; una seconda pergamena, pi&amp;ugrave; piccola e orizzontale, quella dei dirigenti: &lt;em&gt;&amp;ldquo;A Carlo Tessa, che per venti anni dedic&amp;ograve; il suo forte ingegno e la sua impareggiabile attivit&amp;agrave; alla direzione dell&amp;rsquo;officina, i tecnici della Fiat sezione materiale ferroviario memori offrono&amp;rdquo;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui ci sono 22 firme e la data: Torino, 30 novembre 1925.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;e quelle due pergamene mi seguono da quindici anni. Ora compiono cento anni e ho pensato di recuperare quella storia che avevo ricostruito nel mio libro &amp;ldquo;La mattina dopo&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli anni ho ricostruito la storia di suo padre, di quel bisnonno che &lt;strong&gt;prefer&amp;igrave; perdere il lavoro piuttosto che iscriversi al fascismo&lt;/strong&gt;. E quella scelta poi fu la sua fortuna e diede il via a una nuova vita piena di intuizioni e soddisfazioni.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Carlo Tessa&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Carlo Tessa &lt;/strong&gt;era il padre di mia nonna Maria. &lt;strong&gt;Era nato a Giaveno, &lt;/strong&gt;in Val Sangone, nel 1887, il padre Giovanni era uno scultore del legno, la madre Maria Gioana aveva uno di quegli empori dove si vendeva di tutto: zucchero, caff&amp;egrave;, frutta, formaggi, carta, matite, prodotti di merceria e calendari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Aveva tre fratelli e quattro sorelle, ma lui era l&amp;rsquo;unico sposato. Due dei maschi erano preti, le quattro femmine erano una sorta di suore laiche, sempre vestite di nero, che hanno vissuto sempre insieme nella casa di famiglia. Anche lui sembrava destinato a diventare sacerdote, ma venne &lt;strong&gt;rapito dal fascino delle macchine e della modernit&amp;agrave; e abbandon&amp;ograve; il seminario.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Matrimonio%20Carlo%20Tessa.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Carlo Tessa sorridente (a destra), al matrimonio della figlia Maria con il marito Mario.&amp;nbsp;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fin da bambino, finita la scuola, faceva il garzone di bottega e consegnava la spesa ad una marchesa che viveva in un grande palazzo con il parco che nel 1926 don&amp;ograve; al paese e che oggi sono la villa e il parco comunale di Giaveno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il senatore &lt;strong&gt;Giovanni Agnelli&lt;/strong&gt; frequentava la casa, un giorno la contessa gli presenta il ragazzino che stava facendo il ginnasio nel seminario arcivescovile. Carlo, rapito dall&amp;rsquo;auto del senatore, gli chiese cosa dovesse studiare per lavorare alla Fiat e lui gli disse di fare studi da perito e aggiunse: &lt;em&gt;&amp;ldquo;E poi presentati da noi&amp;rdquo;&lt;/em&gt;. Per sua fortuna in paese c&amp;rsquo;era un ingegnere illuminato che aveva lasciato la sua casa per fare una scuola di disegno tecnico. Convinse i genitori che i voti religiosi non facevano per lui e si iscrisse alla scuola da perito tecnico industriale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 1905, &lt;strong&gt;appena compiuti 18 anni, si trasfer&amp;igrave; a Torino&lt;/strong&gt; ma non ebbe bisogno di andare a cercare Giovanni Agnelli: il lavoro era ovunque, la citt&amp;agrave; era in vorticosa trasformazione, ogni giorno apriva una nuova officina ed era cominciata la sfida tra la carrozza e l&amp;rsquo;auto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In quel primo decennio del Novecento in centro c&amp;rsquo;erano ancora dieci negozianti di cavalli, venticinque maniscalchi e ben trentaquattro &lt;em&gt;&amp;ldquo;affitta cavalli e vetture&amp;rdquo;&lt;/em&gt;. Alla fine della Grande Guerra saranno la met&amp;agrave;. Carlo venne subito assunto alla &lt;strong&gt;Diatto&lt;/strong&gt;, fabbrica che costruiva carrozze per treni e tram, ma che stava per lanciarsi anche nella produzione di automobili sportive. (...)&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Carlo%20Tessa.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Carlo Tessa&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Riesce ad evitare di andare al fronte&lt;/strong&gt; nella Prima Guerra Mondiale, grazie al fatto che lavora in un settore strategico, quello della costruzione delle vetture ferroviarie, ha la fortuna di rimanere a casa dove era appena diventato padre di mia nonna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Proprio nell&amp;rsquo;ultimo anno di guerra, nell&amp;rsquo;autunno del 1917,&lt;strong&gt; la Fiat acquisisce la Diatto e crea il suo polo ferroviario&lt;/strong&gt;. Carlo, che aveva appena compiuto trent&amp;rsquo;anni, era diventato da poco capofficina e con il passaggio aveva conquistato il diritto a trasferirsi con la famiglia al primo piano di una villetta dell&amp;rsquo;azienda. Mia nonna ricordava esattamente il profumo di una grande pianta di glicine che si arrampicava sul balcone, ma anche la paura che arriv&amp;ograve; in casa pochi anni dopo &amp;ndash; siamo alla fine dell&amp;rsquo;estate del 1920 &amp;ndash; con &lt;strong&gt;le rivolte operaie e l&amp;rsquo;occupazione della fabbrica.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Carlo era un convinto anticomunista, &lt;strong&gt;aveva idee liberali ed era contrario all&amp;rsquo;occupazione,&lt;/strong&gt; la loro villetta venne presa di mira, prima con sassate alle finestre poi con colpi di fucile. Per molte notti dormirono con i materassi stesi in corridoio per non correre rischi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La situazione torna alla normalit&amp;agrave; ma presto si presenta una nuova ideologia che pretende adesione totale, il fascismo. Carlo non ne vuole sapere, ogni sera a casa ripete &lt;em&gt;&amp;ldquo;non voglio essere intruppato&amp;rdquo;&lt;/em&gt; e ai colleghi dirigenti che si stupiscono non aderisca al fascismo &lt;em&gt;&amp;ldquo;portatore di ordine&amp;rdquo;,&lt;/em&gt; risponde che &lt;strong&gt;essere anticomunisti non significa essere fascisti&lt;/strong&gt;, cos&amp;igrave; come, per essere antifascisti, non &amp;egrave; necessario essere comunisti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; talmente convinto delle sue idee che &lt;strong&gt;rifiuta di prendere la tessera&lt;/strong&gt;, nonostante gli abbiano fatto capire che quella anomalia non sarebbe stata tollerata ancora per molto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 1925 nella parte ferroviaria della Fiat c&amp;rsquo;erano due capi officina, uno per la produzione ferrosa &amp;ndash; Carlo &amp;ndash; e uno per il legno e le materie plastiche. Quest&amp;rsquo;ultimo era bolognese, fascista della prima ora, sapeva che Carlo non era iscritto e un giorno di fine ottobre &lt;strong&gt;decise di denunciare la cosa al partito&lt;/strong&gt;: &lt;em&gt;&amp;laquo;Non &amp;egrave; possibile che uno che non ha la tessera comandi tanti operai&amp;raquo;&lt;/em&gt;. La direzione torinese del partito, subito dopo la visita di Mussolini, and&amp;ograve; da Giovanni Agnelli e ne chiese il licenziamento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Carlo venne convocato la mattina dopo. La trascrizione del loro colloquio &amp;egrave; quella che mia nonna recitava a memoria. In quel momento lei aveva dieci anni e rimase sconvolta dal discorso che il padre fece a tavola, la sera, e che si concluse con l&amp;rsquo;annuncio che &lt;strong&gt;insieme al posto di lavoro avrebbero perso anche la casa.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quel colloquio alla Fiat si svolse in piedi e fu molto veloce, il senatore gli disse: &lt;em&gt;&amp;laquo;Ti devo chiedere una cosa, ma so gi&amp;agrave; cosa mi risponderai: vuoi prendere la tessera del fascismo?&amp;raquo;.&lt;/em&gt; Lui, che se lo aspettava, rispose: &lt;em&gt;&amp;laquo;No, e ho capito che me ne devo andare&amp;raquo;.&lt;/em&gt; Allora Agnelli a sorpresa gli disse:&lt;em&gt; &amp;laquo;Non posso tenerti ma ti conosco da venticinque anni, so come lavori, &lt;strong&gt;apri una tua azienda e io ti dar&amp;ograve; lavoro, diventerai un fornitore della Fiat&lt;/strong&gt;&amp;raquo;. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;laquo;Non me lo posso permettere: lei paga dopo due o tre mesi e io non ho abbastanza soldi per far partire l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave;, comprare i materiali e pagare lo stipendio agli operai&amp;raquo;. &amp;laquo;Non &amp;egrave; un problema: comincia pure, fai la fattura alla fine del primo mese e il direttore te la vister&amp;agrave; personalmente, cos&amp;igrave; vai alla cassa e te la pagano subito&amp;raquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Carlo quella sera &amp;egrave; sconvolto, sa che entro un mese sar&amp;agrave; fuori dalla fabbrica e fuori di casa, ma insieme sente l&amp;rsquo;orgoglio di non aver piegato la testa e l&amp;rsquo;adrenalina che gli provoca l&amp;rsquo;idea di diventare imprenditore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cos&amp;igrave;, prima ancora di uscire dalla Fiat, va a registrare il suo marchio: le &lt;strong&gt;Martellerie Carlo Tessa&lt;/strong&gt;, l&amp;rsquo;atto fondativo porta la data del 6 novembre 1925.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il giorno che doveva segnare la sua fine invece segna un nuovo inizio&lt;/strong&gt;. Far&amp;agrave; fortuna, aprir&amp;agrave; una piccola officina e le commesse non mancheranno. Le cose andranno bene, tanto che nel 1932 aprir&amp;agrave; una fabbrica pi&amp;ugrave; grande, con 50 operai, nello spazio che oggi &amp;egrave; occupato dalle opere d&amp;rsquo;arte della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Fondazione%20Re%20Rebaudengo.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Sugli spazi della fabbrica aperta da Carlo Tessa nel 1932 oggi sorge la sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Continu&amp;ograve; a stare lontano dal Regime e &lt;strong&gt;il suo antifascismo era lucido e lungimirante&lt;/strong&gt;, era convinto che il regime avrebbe fatto la guerra e ripeteva: &lt;em&gt;&amp;ldquo;Una dittatura prima o poi si fa sempre prendere dalla voglia di conquista e di espansione e Mussolini ci porter&amp;agrave; in guerra&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cos&amp;igrave; &lt;strong&gt;nel 1938 arriv&amp;ograve; a casa con tre biciclette per le figlie&lt;/strong&gt;, la pi&amp;ugrave; grande Maria &amp;ndash; mia nonna &amp;ndash; aveva 23 anni, Rosa la seconda ne aveva 15 e Gianna 10. Erano un lusso. Gianna, che &amp;egrave; ancora viva, ricorda perfettamente il momento e la raccomandazione: &lt;em&gt;&amp;laquo;Ci disse che dovevamo imparare subito a usarle bene e ad andare veloci, per essere autonome quando sarebbe scoppiata la guerra. Gli risposi che avevamo l&amp;rsquo;auto, una delle poche allora, ma lui rispose: &amp;ldquo;In macchina non ci lasceranno andare, queste bici saranno la vostra salvezza&amp;rdquo;&amp;raquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Organizz&amp;ograve; tutto, senza paura o mania, insieme alla guerra &lt;strong&gt;immagin&amp;ograve; la crisi e il razionamento del cibo&lt;/strong&gt;, cos&amp;igrave; compr&amp;ograve; una cascina al confine tra la provincia di Torino e quella di Cuneo, con un grande orto, le galline e alberi da frutta. C&amp;rsquo;erano mele, pere, pesche e anche un bellissimo albero di cachi che era una rarit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi all&amp;rsquo;inizio del 1939, con i soldi guadagnati in quel decennio, &lt;strong&gt;affitt&amp;ograve; un magazzino e lo riemp&amp;igrave; di lamiere di rame&lt;/strong&gt;. Le lasci&amp;ograve; l&amp;igrave; per tutta la guerra, prevedendo che quello poi sarebbe stato il suo tesoro. Nel 1942 perse la casa per i bombardamenti e nell&amp;rsquo;estate successiva anche la fabbrica venne completamente distrutta dalle bombe inglesi. Si ritirarono nella cascina in campagna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla fine della guerra apr&amp;igrave; il magazzino e, in tempi di penuria di materie prime, in pochi giorni vendette tutto. Il valore delle lamiere era moltiplicato e con quei soldi &lt;strong&gt;ricostru&amp;igrave; la fabbrica nel cuore del quartiere San Paolo&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il dopoguerra fu un periodo meraviglioso di ritorno alla vita, prese subito &lt;strong&gt;la commessa per una parte del telaio della Vespa&lt;/strong&gt; e qualche anno dopo anche per la &lt;strong&gt;Lambretta&lt;/strong&gt;, a met&amp;agrave; degli Anni Cinquanta produceva &lt;strong&gt;parafanghi e cofani della Fiat 600&lt;/strong&gt;. I dipendenti raddoppiarono, diventando un centinaio.&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Stampa%20notizia%20incidente.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Il ritaglio de &amp;ldquo;La Stampa&amp;rdquo; del 9 dicembre 1962, dall&amp;rsquo;archivio storico del quotidiano.&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Guid&amp;ograve; la sua azienda per trentasette anni, fino al giorno dell&amp;rsquo;Immacolata del 1962&lt;/strong&gt;. Nel tardo pomeriggio, verso le 18, usc&amp;igrave; a fare una passeggiata, c&amp;rsquo;era molta nebbia ma voleva comprare una colonia e cercare dei regali per Natale, non torner&amp;agrave; pi&amp;ugrave; a casa. Sulla Stampa del giorno dopo, a pagina 2 c&amp;rsquo;era una sua grande foto con il titolo: &lt;em&gt;&amp;ldquo;Venti automobilisti si sono rifiutati di caricare la vittima di un incidente&amp;rdquo;&lt;/em&gt;. Il sommario spiegava: &lt;em&gt;&amp;ldquo;Dopo un quarto d&amp;rsquo;ora uno si &amp;egrave; fermato. Il ferito, un industriale di 75 anni &amp;egrave; morto appena giunto in ospedale&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Era stato investito da una Fiat 500&lt;/strong&gt; mentre attraversava sulle strisce, scaraventato sull&amp;rsquo;altro lato della strada aveva picchiato violentemente la testa. La sua avventura umana era finita. Lo seppellirono a Giaveno, nella tomba di famiglia insieme ai genitori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di questa storia mi restano le due pergamene e, incredibilmente, &amp;egrave; ancora in piedi anche l&amp;rsquo;edificio che aveva ospitato la fabbrica. &amp;Egrave; un reperto industriale in mezzo ai palazzi, di fronte al supermercato Bennet. &amp;Egrave; deserta, ha qualche vetro rotto, ma &amp;egrave; ancora in piedi. Sembra una balena spiaggiata.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma soprattutto &lt;strong&gt;mi restano le ultime parole di mia nonna&lt;/strong&gt; sul coraggio di dire dei No e la lezione che ogni caduta pu&amp;ograve; avere una ripartenza, pu&amp;ograve; aprire possibilit&amp;agrave; nuove e inattese. (...)&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: right;"&gt;&lt;strong&gt;Mario Calabresi&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;&lt;strong&gt;Il racconto e le immagini sono tratte dalla newsletter&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="https://mariocalabresi.com/"&gt;"Altre/storie"&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Mario Calabresi, che ringraziamo.&lt;/h4&gt;
&lt;h4&gt;Leggi l'articolo completo:&amp;nbsp;&lt;a href="https://mariocalabresi.com/lultimo-regalo-compie-cento-anni/" target="_blank" rel="noopener"&gt;L&amp;rsquo;ultimo regalo compie cento anni&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Fri, 30 Jan 2026 17:12:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/carlo-tessa-una-storia-di-imprenditoria-e-di-antifascismo-che-parte-da-giaveno</guid></item><item><title>La storia e le antiche rappresentazioni del Carnevale, che nel 2026 va dal 1 al 17 febbraio</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/appuntamenti/il-carnevale-valle-di-susa-la-storia-le-antiche-rappresentazioni-e-gli</link><description>&lt;p&gt;Il Carnevale &amp;egrave; da sempre una delle tradizioni pi&amp;ugrave; sentite del nostro territorio.&amp;nbsp;Viene associato ad un vero e proprio rito di passaggio&amp;nbsp;che segna la fine dell'inverno e l'inizio della primavera&amp;nbsp;e celebrato con&lt;strong&gt; sfilate di carri allegorici,&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;antiche rappresentazioni &lt;/strong&gt;e suggestivi &lt;strong&gt;fal&amp;ograve;&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Il Carnevale 2026 va &lt;strong&gt;dal 1 febbraio&lt;/strong&gt; (la cosiddetta domenica di Settuagesima, circa 70 giorni prima la domenica di Pasqua) a marted&amp;igrave;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;17 febbraio&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;(il &lt;strong&gt;Marted&amp;igrave; Grasso&lt;/strong&gt;, quello che precede i quaranta giorni di astinenza dal consumo di carne, la Quaresima).&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;La parola &lt;strong&gt;"carnevale"&lt;/strong&gt; deriverebbe infatti dal&amp;nbsp;latino&amp;nbsp;&lt;em&gt;carnem levare&lt;/em&gt;&amp;nbsp;("eliminare la carne"), poich&amp;eacute; indicava il banchetto che si teneva l'ultimo giorno di Carnevale (appunto il&amp;nbsp;Marted&amp;igrave; grasso), subito prima del periodo di&amp;nbsp;astinenza&amp;nbsp;e&amp;nbsp;digiuno&amp;nbsp;quaresimale.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Essendo una festa mobile, &lt;strong&gt;le date del Carnevale cambiano di anno in anno&lt;/strong&gt; e variano nel calendario a seconda di quando cade la Pasqua, festivit&amp;agrave; anch'essa mobile.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;I festeggiamenti maggiori avvengono il &lt;strong&gt;Gioved&amp;igrave; grasso&lt;/strong&gt;, che quest'anno sar&amp;agrave; &lt;strong&gt;gioved&amp;igrave; 12 febbraio&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp; mentre&amp;nbsp;&lt;strong&gt;domenica 15 febbraio&lt;/strong&gt; sar&amp;agrave; invece la domenica di Carnevale.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Ultimo giorno di Carnevale marted&amp;igrave;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;17 febbraio, &lt;/strong&gt;il &lt;strong&gt;Marted&amp;igrave; Grasso&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;Il 18 febbraio,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Mercoled&amp;igrave; delle Ceneri&lt;/strong&gt;, sar&amp;agrave; quindi il giorno che segna l'inizio della &lt;strong&gt;Quaresima&lt;/strong&gt;, i quaranta giorni di astinenza dal consumo di carne che portano alla Pasqua.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I caratteri della celebrazione del carnevale hanno origini in festivit&amp;agrave; molto antiche, come per esempio le&amp;nbsp;&lt;strong&gt;dionisiache&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;greche o i&amp;nbsp;&lt;strong&gt;saturnali&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;romani. Durante le feste dionisiache e saturnali si realizzava un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell'ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da un punto di vista storico e religioso il carnevale rappresent&amp;ograve;&amp;nbsp;un periodo di &lt;strong&gt;rinnovamento simbolico&lt;/strong&gt;, durante il quale il caos sostituiva l'ordine costituito&amp;nbsp;che per&amp;ograve;, una volta esaurito il periodo festivo, riemergeva nuovo o rinnovato e garantito per un ciclo valido fino all'inizio del carnevale seguente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;Il Carnevale nelle nostre montagne&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Il carnevale di montagna &amp;egrave; un evento ricco di rappresentazioni e implicazioni simboliche, caratterizzato da coralit&amp;agrave; e tradizione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una tradizione che non si &amp;egrave; mai spenta&amp;nbsp;&amp;egrave; quella del &lt;strong&gt;Carnevale di Salbertrand&lt;/strong&gt;, ancora molto sentito dalla Comunit&amp;agrave;. Accanto alla sfilata dei carri allegorici si inseriscono ancora oggi antiche tradizioni e rituali propiziatori quali la distribuzione dei&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;turti&amp;ograve;u&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;(frittelle di acqua, farina e sale)&lt;strong&gt;, la lettura del testamento del carnevale e il fal&amp;ograve; del fantoccio del carnevale,&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;accanto alla musica moderna, le melodie tradizionali della &amp;ldquo;&lt;em&gt;M&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&amp;uuml;sicc&amp;auml;&lt;/em&gt;&amp;rdquo;, i musicisti della banda musicale di Salbertrand.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Carnevale Salbertrand 2.jpg" border="0" alt="Carnevale Salbertrand" data-entity-type="file" data-entity-uuid="3ba0e8c2-1804-4556-81c1-2ac9cc7a7c0f" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il fantoccio del carnevale, chiamato &lt;strong&gt;pagliaccio&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp; viene realizzato ogni anno dai giovani del paese utilizzando sacchi di juta,&amp;nbsp; paglia o fieno.&amp;nbsp;Al termine della sfilata del marted&amp;igrave; grasso viene messo al centro della piazza e viene letto il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;testamento&lt;/strong&gt;, in cui sono riportati, in forma di satira, tutti gli avvenimenti degni di nota accaduti nell&amp;rsquo;arco dell&amp;rsquo;anno; successivamente il fantoccio viene bruciato e, accompagnati dalla musica della banda, si balla girando e saltando intorno al fal&amp;ograve; (scopri di pi&amp;ugrave; sul carnevale di Salbertrand,&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.vallesusa-tesori.it/it/luoghi/salbertrand/carnava-du-gueini"&gt;&lt;strong&gt;Carnav&amp;agrave; du Gueini&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, in&amp;nbsp;&lt;em&gt;Valle Susa&amp;nbsp;Tesori)&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="/blog/valle-di-susa/spiriti-dinverno-un-libro-documenta-54-mascherate-alpine"&gt;"Spiriti d'inverno", un libro documenta 54 mascherate alpine&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;A Sestriere, nella frazione di &lt;strong&gt;Champlas du Col,&lt;/strong&gt; lo storico carnevale vedeva protagonista un corteo di maschere&amp;nbsp;formato da giovani del paese che andavano di borgata in borgata ad inscenare piccole rappresentazioni e a questuare (nell'immagine di copertina una foto di &lt;em&gt;Simona Molino&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I personaggi del corteo di maschere erano quelli tipici dei carnevali alpini: due Arlecchini, due Carabinieri, due Medici/Avvocati, la Cantiniera, il Giudice, il Narratore, due Vecchi e una Vecchia, la Quaresima, il Carnevale e la Figlia di Carnevale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra i momenti importanti della rappresentazione c&amp;rsquo;era l&amp;rsquo;aratura simbolica della neve, antico rituale propiziatorio messo in pratica dai Vecchi, che consisteva nel tracciare un solco nella neve tramite un vecchio aratro, per vedere se le colture stavano crescendo bene&amp;nbsp;ma anche per risvegliare la natura dal suo sonno invernale. Alla fine della&amp;nbsp;&lt;em&gt;performance&lt;/em&gt;&amp;nbsp;uno dei Vecchi cadeva morto e veniva soccorso dal Medico (scopri di pi&amp;ugrave; su questa antica tradizione su&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.vallesusa-tesori.it/it/luoghi/sestriere/carnevale-storico-di-champlas-du-col"&gt;&lt;strong&gt;Valle Susa&amp;nbsp;tesori&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo antico carnevale &amp;egrave; stato&amp;nbsp;abbandonato nel 1947 (due edizioni rinnovate si sono svolte nel&amp;nbsp;2005 e nel 2006), mentre nel 2010 &amp;egrave; rinato il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Carnevale del Lajetto&lt;/strong&gt;, una celebrazione abbandonata negli anni '50 e rivalorizzata&amp;nbsp;dall'Associazione Culturale "Le Barbuire" di Condove.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Arlecchini Laietto2017 (13).jpg" border="0" alt="Il ballo degli arlecchini al Laietto" data-entity-type="file" data-entity-uuid="316b9f37-f97a-45ba-9872-d6f34c87204d" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I protagonisti della manifestazione sono personaggi mascherati (&lt;strong&gt;le Barbuire&lt;/strong&gt;) che intrattengono i partecipanti a suon di musica. Ricoprono ruoli diversi e si classificano in due categorie: i &amp;ldquo;belli&amp;rdquo; (il Dottore, il Soldato, gli Arlecchini, il Mons&amp;ugrave; e la T&amp;ograve;ta) e i &amp;ldquo;brutti&amp;rdquo; (i Vecchi e le Vecchie e il Pajasso). &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;SCOPRI DI PI&amp;Ugrave;:&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/sagre-e-tradizioni/lantica-tradizione-del-carnevale-del-lajetto-condove-attenti-alle-barbuire"&gt;Carnevale del Lajetto: attenti alle Barbuire!&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;h4&gt;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/un-po-di-storia/le-tradizioni-del-carnevale-di-coazze-la-veii-le-magne-e-il-brendu"&gt;Le tradizioni del Carnevale di Coazze: la &amp;ldquo;v&amp;eacute;ii&amp;rdquo;, le &amp;ldquo;magne&amp;rdquo; e il &amp;ldquo;br&amp;euml;ndu&amp;rdquo;&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;La tradizione dei &lt;strong&gt;cortei&lt;/strong&gt; e dei &lt;strong&gt;carri mascherati&lt;/strong&gt;, molto presente nella seconda met&amp;agrave; del secolo scorso (quando le sfilate di Pinerolo, Susa, Giaveno e Rivoli facevano concorrenza a quella di Torino), &amp;egrave; stata quasi ovunque sostituita da meno impegnative &lt;strong&gt;feste per i bambini, cene e fal&amp;ograve; di Carnevale&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 26 Jan 2026 09:11:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/appuntamenti/il-carnevale-valle-di-susa-la-storia-le-antiche-rappresentazioni-e-gli</guid></item><item><title>Dalla Piana di San Nicolao alla diga del Moncenisio</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/escursioni-e-passeggiate/dalla-piana-di-san-nicolao-alla-diga-del-moncenisio</link><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Vi proponiamo una semplice ma fantastica escursione invernale, che si svolge sull&amp;rsquo;ampia strada statale che risale le &lt;strong&gt;&amp;ldquo;scale&amp;rdquo;&lt;/strong&gt; del Moncenisio, sorprendente esempio di &lt;strong&gt;ingegneria stradale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;dominato da cascate di ghiaccio che creano uno spettacolo unico e suggestivo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/12 cascate di ghiaccio.jpg" border="0" alt="Cascate di ghiaccio" data-entity-type="file" data-entity-uuid="1a677101-1a77-42cf-877b-90397580bd8f" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Con tre ampi e regolari tornanti la strada risale un alto bastione per sbucare nel piano del Moncenisio, al cui inizio si trova la frazione di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gran Croce&lt;/strong&gt; (Gran Croix). Di qui si raggiunge l'esteso altopiano che ha al centro l&amp;rsquo;ampio &lt;strong&gt;lago del Moncenisio&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;SCOPRI DI PI&amp;Ugrave;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;:&amp;nbsp;&lt;a href="/blog/un-po-di-storia/il-valico-del-moncenisio-nei-secoli-dalla-strada-reale-quella-napoleonica" hreflang="it"&gt;Il valico del Moncenisio nei secoli: dalla Strada Reale a quella Napoleonica&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Nel 1968 il livello del lago fu innalzato di 53 metri da una diga lunga&amp;nbsp;1 chilometro e 400 metri ed&amp;nbsp;alta 120 metri, che port&amp;ograve; l&amp;rsquo;invaso a circa 316 milioni di metri cubi. Le sue acque alimentano la centrale dell&amp;rsquo;EDF a Villarodin presso Modane e dell&amp;rsquo;Enel a Venaus e a Mompantero. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Sotto le acque &amp;egrave; rimasto &lt;strong&gt;l&amp;rsquo;Ospizio&lt;/strong&gt;, complesso di costruzioni fondate intorno all&amp;rsquo;815 da Ludovico il Pio e completamente rinnovate da Napoleone nel 1811.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/13 dighe sabaude.JPG" border="0" alt="Il lago coperto di neve. Sono visibili, in alto a sinistra, le vecchie dighe" data-entity-type="file" data-entity-uuid="fca1a516-4e93-4dee-a855-ef0f6f376d0d" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Il lago coperto di neve. Sono visibili, in alto a sinistra, le vecchie dighe.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La strada passa accanto ad alcune gallerie&amp;nbsp;della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;"ferrovia Fell", &lt;/strong&gt;cos&amp;igrave; chiamata&amp;nbsp;dal nome del costruttore&amp;nbsp;John Barraclough Fell. La ferrovia, che andava &lt;strong&gt;da Susa a&amp;nbsp;Saint-Michel-de-Maurienne,&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;rimase in esercizio soltanto 3 anni, tra il 1868 e il 1871, e fu smantellata dopo l'apertura del traforo del Frejus.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/05 arrivo ferrovia Fell_0.JPG" border="0" alt="L'arrivo della ferrovia Fell" data-entity-type="file" data-entity-uuid="95dae0b3-74a8-46de-bdf5-21b4adc32773" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;L'arrivo della ferrovia Fell (in fondo a sinistra).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Sul valico soffiano sovente con grande violenza i venti denominati &lt;em&gt;la Lombarda&lt;/em&gt;, proveniente dal Piemonte e &lt;em&gt;la Vanoise&lt;/em&gt; dalla Savoia; quando questi due venti si uniscono a quello che viene dal Piccolo Moncenisio danno origine a &lt;strong&gt;una tormenta violentissima&lt;/strong&gt;. Sono facilmente immaginabili le difficolt&amp;agrave; in cui venivano a trovarsi gli sprovveduti viaggiatori costretti a passare di qui; lo stesso &lt;strong&gt;Napoleone&lt;/strong&gt; rischi&amp;ograve; di perdersi se non fosse stato aiutato da bravi &amp;rdquo;marrons&amp;rdquo;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Nelle giornate di bel tempo per&amp;ograve; la vista si apre ai ghiacciai della Vanoise, al Rocciamelone e alla Valsusa fino alla Sacra di San Michele.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE&lt;span&gt;&lt;span&gt;:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="/blog/escursioni-e-passeggiate/moncenisio-alla-scoperta-di-un-mondo-sommerso-spasso-nellinvaso-della" hreflang="it"&gt;Moncenisio, alla scoperta di un mondo&amp;nbsp;sommerso: a spasso nell'invaso della diga&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Piana di San Nicolao&amp;nbsp;1730 m - Gran Croix 1877m - Diga del Moncenisio 2030 m&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Accesso&lt;/strong&gt;: Torino - Susa - Bar Cenisio - Piana di San Nicolao. Qui in inverno la strada &amp;egrave; chiusa e bisogna parcheggiare l'auto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/03 Piana di S. Nicolao.JPG" border="0" alt="San Nicolao" data-entity-type="file" data-entity-uuid="cd483cdf-8227-4036-8782-80db1b1c9adb" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Dislivello: 300 m&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Tempo salita: 1.30 ore &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Difficolt&amp;agrave;: facile&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Esposizione: sud&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Periodo consigliato: dicembre-aprile&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Cartografia: I.G.C.1:50.000 f. 2, Valli di Lanzo e Moncenisio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/01 Piana S. Nicolao.jpg" border="0" alt="La piana di San Nicolao, con la &amp;quot;scala&amp;quot; sullo sfondo" data-entity-type="file" data-entity-uuid="1e33edec-422d-4871-875c-71342b928cd7" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;La piana di San Nicolao, con le "scale" sullo sfondo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/05 baite.jpg" border="0" alt="Baite al Moncenisio" data-entity-type="file" data-entity-uuid="988f8b59-7930-4d02-83d6-df8428ce9a93" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/07 tornanti.jpg" border="0" alt="Tornanti delle &amp;quot;scale&amp;quot;" data-entity-type="file" data-entity-uuid="e1ee3743-b18e-49a6-9a0e-5306ab5b8201" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/11 scale Moncenisio.JPG" border="0" alt="Cascate di ghiaccio" data-entity-type="file" data-entity-uuid="4b5a2873-3ff3-443b-a0d9-d55bbc06c646" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/08 Gran Croce e cima di Bard_1.JPG" border="0" alt="Gran Croix e cima di Bard" data-entity-type="file" data-entity-uuid="bb833789-d710-4e95-adde-1064b43fb97f" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;Gran Croix e cima di Bard.&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;Maggiori informazioni in:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Rosanna Carnisio,&amp;nbsp;Moncenisio valico dei Savoia, storie, paesaggi, percorsi&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, Susalibri 2020, dove troverete anche numerose altre escursioni.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><pubDate>Mon, 19 Jan 2026 09:41:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/escursioni-e-passeggiate/dalla-piana-di-san-nicolao-alla-diga-del-moncenisio</guid></item><item><title>Giaglione, San Vincenzo: si rinnova l'antico rito della Danza delle Spade</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/sagre-e-tradizioni/giaglione-san-vincenzo-gli-spadonari-rinnovano-lantico-rito-della-danza</link><description>&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;Danza degli Spadonari&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&amp;egrave; sicuramente la manifestazione culturale pi&amp;ugrave; conosciuta di&lt;strong&gt; Giaglione&lt;/strong&gt;. Non &amp;egrave; per&amp;ograve; una prerogativa del paese: nell'ambito di un cerchio di circa 50 Km di diametro, tra la Valle di Susa, la Val Chisone e il confinante Alto Delfinato, presso Brian&amp;ccedil;on, questa &amp;egrave; in uso da molti secoli, collegata a cerimonie religiose o, talvolta, a feste annuali di carattere popolare, ognuna con proprie caratteristiche ma con un'indubbia simile origine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nei due paesi confinanti, &lt;strong&gt;Giaglione&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Venaus&lt;/strong&gt;, si svolge ancora secondo un'ancestrale codificazione, e quasi nulle sono le differenze nell'abbigliamento dei protagonisti. A&lt;strong&gt; Giaglione &lt;/strong&gt;la Danza &amp;egrave; eseguita il&lt;strong&gt; 22 gennaio, festa del patrono San Vincenzo, &lt;/strong&gt;a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Venaus &lt;/strong&gt;ha luogo invece il &lt;strong&gt;3 febbraio, San Biagio&lt;/strong&gt;, patrono del paese, dove i quattro Spadonari eseguono la successione delle loro figure sul sagrato della chiesa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A &lt;strong&gt;San Giorio &lt;/strong&gt;si danzava&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;il &lt;strong&gt;23 aprile&lt;/strong&gt;, sempre in occasione della festa patronale, che un tempo durava tre giorni. Come ricordato da Norberto Rosa e Giuseppe Regaldi, noti studiosi valligiani, il cerimoniale tradizionale venne poi rielaborato, con intenti folcloristici, in una &lt;strong&gt;Soppressione del Feudatario&lt;/strong&gt;: un castellano che esercita il diritto di prima notte trucidato da un eroico futuro marito. Su questa trama si sono innestate le evoluzioni degli Spadonari, i cui costumi sono stati addirittura ridisegnati. La rappresentazione, viva tutt'ora, si &amp;egrave; radicata probabilmente &lt;strong&gt;nella seconda met&amp;agrave; del 1800&lt;/strong&gt;, come riportato dal Regaldi nel 1866 nella &amp;ldquo;Dora&amp;rdquo;, su indicazione dell'allora curato del paese.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/giaglione-gli-spadonari-danzano-per-san-vincenzo"&gt;&lt;strong&gt;SCOPRI IL PROGRAMMA DELLA FESTA PATRONALE&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;A &lt;strong&gt;Fenestrelle&lt;/strong&gt;, in Val Chisone, ad agosto aveva luogo il &amp;ldquo;&lt;strong&gt;Bal dei Saber&lt;/strong&gt;&amp;rdquo;, mentre a &lt;strong&gt;Pont de Cervi&amp;egrave;res&lt;/strong&gt;, sulla strada che da Brian&amp;ccedil;on scende verso la Provenza, ogni anno, il 16 agosto in concomitanza con la ricorrenza patronale, il &lt;strong&gt;Ba-Cubert&lt;/strong&gt; o &lt;strong&gt;Bacubert &lt;/strong&gt;&amp;egrave; ballato da nove giovani, vestiti in abiti provenzali, tra cui un capitano. La danza &amp;egrave; cadenzata da una musica vocale eseguita da quattro donne: una specie di canto in sillabe ritmate, dettate dalla tradizione ma senza alcun significato letterale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Risulta dunque evidente l'&lt;strong&gt;unit&amp;agrave; etnica della zona&lt;/strong&gt;: nell'Alto Delfinato, in Val Chisone, in Alta Valle di Susa erano insediate le trib&amp;ugrave; liguri preceltiche e protoceltiche. Cos&amp;igrave; come nel cuneese, a Bagnasco e Castelletto Stura, altre zone del Bal dei Saber, a Vicoforte, dove si &amp;egrave; danzato fino al 1927, ad Acceglio e a Limone Piemonte, dove vi sono riscontri di antichi balli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In Francia solo nelle terre di tradizione basca si hanno rappresentazioni parallele al Bal Cubert. Tutte queste Danze differiscono non poco da manifestazioni simili, ma pi&amp;ugrave; drammatiche, di origine germanica, britannica e slava ancora in vigore, e da quelle dell'Italia centro-meridionale, che hanno modalit&amp;agrave; troppo diverse per ritrovarvi un legame: ad esempio nelle province di Lucca, Massa Carrara, Reggio Emilia e Modena sono oggi uno spettacolo folcloristico inscindibile dalle cerimonie popolari legate all'avvento della primavera, la tradizione &amp;ldquo;del Maggio&amp;rdquo;, qui molto sentita. Nella pi&amp;ugrave; vicina &lt;strong&gt;Sampeyre&lt;/strong&gt;, nel cuneese, invece la danza armata pu&amp;ograve; essere colegata all'evocazione di battaglie fra cristiani e mori infedeli: la &lt;strong&gt;Danza Moresca.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In &lt;strong&gt;Valle Susa&lt;/strong&gt;, oltre ai tre paesi in cui &amp;egrave; ancora viva la Danza, tracce diverse sono state riscontrate a &lt;strong&gt;Exilles&lt;/strong&gt;, dove un'anziana signora, Pierina Deyme, ricorda, in un'intervista raccolta da una ricercatrice, le parole del padre: &amp;ldquo;&lt;em&gt;tante spade che si toccavano le punte e un ballerino che facevano danzare a suon di musica sulle spade. I ballerini formavano un cerchio con le spade e le facevano volare in aria&amp;rdquo;. &lt;/em&gt;Il Ballo descritto &amp;egrave; simile a quello di Fenestrelle.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;SCOPRI DI PI&amp;Ugrave;:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/sagre-e-tradizioni/torna-venaus-lantichissima-danza-degli-spadonari"&gt;&lt;strong&gt;Torna a Venaus l'antichissima Danza degli Spadonari&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/sagre-e-tradizioni/la-tradizionale-soppressione-del-feudatario-di-san-giorio"&gt;&lt;strong&gt;La Soppressione del Feudatario di San Giorio&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Un'altra testimonianza reperita a &lt;strong&gt;Mattie&lt;/strong&gt; riporta ricordi del Carnevale: ai primi del 1900 &amp;egrave; ancora attiva una forma di teatro itinerante, la &lt;em&gt;Rakin&amp;eacute;is,&lt;/em&gt; a cui partecipano una trentina di persone preceduti da Spadonari (non se ne ricorda il numero) che fungono da armigeri. Poi a &lt;strong&gt;Meana&lt;/strong&gt;: il Baratta, sotto questo nome si cela il poeta aviglianese Norberto Rosa, scrive che a met&amp;agrave; del 1800 un maestro di Giaglione vi si reca a dare lezione agli Spadonari che accompagnano il &lt;em&gt;Bran &lt;/em&gt;in occasione della festa patronale di San Costanzo. Infine a Salbertrand, Chiomonte, Chianocco e Vaie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Spadonari Giaglione 1.jpg" border="0" alt="Gli Spadonari di Giaglione" data-entity-type="file" data-entity-uuid="09ef7c55-2088-4494-b900-d985f25a7c2a" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Gli Spadonari di&amp;nbsp;Giaglione&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Gli spadonari di Giaglione&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;A &lt;b&gt;Giaglione&lt;/b&gt;, il gruppo degli Spadonari &amp;egrave; formato da &lt;b&gt;quattro uomini&lt;/b&gt;. L'origine della Danza non &amp;egrave; chiara: qualcuno sostiene derivi, come le altre simili, dalle fantasie arabe, altri la riportano ai giochi dei gladiatori romani o alle giostre dell'epoca feudale, n&amp;eacute; manca chi la fa risalire ad antichi maggi campestri. Una tradizione vuole rappresenti i martiri della Legione Tebea o pi&amp;ugrave; probabilmente sia nata per ricordare il martirio del patrono locale: a sua conferma si rifanno al grembiule, indossato proprio a Giaglione, con cui tergere le spade del sangue di San Vincenzo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dubbia anche l'ipotesi che la lega alla crescita della natura, al favorire la fertilit&amp;agrave; della terra o a invocare l'abbondaza del raccolto e della caccia, in analogia alle feste di primavera che attingono a quella che, sbrigativamente, &amp;egrave; definita una religiosit&amp;agrave; magica precristiana. Molto pi&amp;ugrave; probabilmente l'inizio deve perdersi nella &lt;b&gt;tradizione bellica dei Celti&lt;/b&gt;. Secondo uno dei maggiori studiosi di Danze con le Spade, &lt;i&gt;Konrad Meschke,&lt;/i&gt; le prime notizie di questi balli risalgono alla fine del 1300 e l'origine deve essere ricercata nel patrimonio culturale del popolo germanico, successivamente passato con le migrazioni e le conquiste agli altri popoli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tito Livio&lt;/strong&gt; nella &lt;em&gt;III Deca delle Storie&lt;/em&gt; narra, a proposito della spedizione di Annibale in Italia, che il cartaginese fa combattere fra loro alcuni capi locali catturati, promettendo la libert&amp;agrave; ai vincitori: questi Celto-Galli prima di affrontarsi compiono una cerimonia rituale ballando con le spade. L'usanza pare volesse ricordare &lt;strong&gt;Ercole&lt;/strong&gt;, mitico padre di Celto, che la leggenda vuole fondatore del popolo e che, secondo Scipione, aveva attraversato per primo le Alpi dopo aver ucciso Gerione in Spagna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A questi riti con tutta probabilit&amp;agrave; assistettero anche i Romani: non dimentichiamo che poco pi&amp;ugrave; di una sessantina di generazioni ci separano dal loro arrivo in Piemonte e che la vita in montagna ha un suo ritmo pi&amp;ugrave; lento, obbligatoriamente legata alla &lt;strong&gt;tenace trasmissione degli usi&lt;/strong&gt; e dell'esperienza delle generazioni precedenti: solo cos&amp;igrave; si garantisce la sopravvivenza del singolo in condizioni di estrema durezza e difficolt&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo quadro l'attaccamento alle consuetudini ben pu&amp;ograve; estendersi &lt;strong&gt;alle cerimonie e agli svaghi&lt;/strong&gt;: non deve stupire se tracce di antichi riti siano giunte sino a noi, trasformandosi e adeguandosi alle nuove usanze e alla novella religione, ma resistendo in alcune peculiari caratteristiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/SPADONARI da Bellezze Ditalia 1200_1.jpg" border="0" alt="Gli Spadonari di Giaglione in un'immagine d'epoca (da &amp;quot;Bellezze d'Italia&amp;quot;)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="3f9166cb-a86b-4279-bf6d-43ebf35fd9fd" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Gli Spadonari di Giaglione in un'immagine d'epoca (da "Bellezze d'Italia").&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gesti e abbigliamento sono del tutto avulsi dal tempo odierno, le movenze della Danza sono completamente slegate dal ritmo della musica eseguita dalla Banda giaglionese e sono pervase di teatralit&amp;agrave; e lentezza studiata: tutte prove della sua vetust&amp;agrave;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto &amp;egrave; per&amp;ograve; lasciato all'oralit&amp;agrave;: solo nei manoscritti delle due Sacre Rappresentazioni che si recitavano in paese, &lt;b&gt;La Passione&lt;/b&gt; e il &lt;b&gt;Martirio di San Vincenzo&lt;/b&gt;, si accenna alla presenza di uomini armati di spada, ma &amp;egrave; troppo poco per trarre una qualsiasi conclusione.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non ci sono citazioni nei documenti dell'archivio comunale come pagamenti o rimborsi spese: gli Spadonari sono sempre stati uomini del paese che danzavano fedeli a un'antichissima consuetudine, una sorta di dovere sociale, il pi&amp;ugrave; delle volte tramandato di padre in figlio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se incerta &amp;egrave; l'origine certo &amp;egrave; che, nel recente passato, &lt;b&gt;l'abbinamento di una festa religiosa o di un evento importante&lt;/b&gt; con la Danza delle Spade rappresentava per le comunit&amp;agrave; un naturale complemento.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;La Valsusa&lt;/i&gt; del 15 febbraio 1930 riporta, in occasione dei funerali dell'Avvocato Galassi di Giaglione, la partecipazione degli Spadonari con un velo nero sopra il tradizionale elmo infiorato. Secondo il Valerio quelli di Venaus, il 13 agosto 1837, danno un saggio della loro bravura sulla piana del Moncenisio in occasione di una inusuale festa di Santa Cecilia. Norberto Rosa nel descrivere l'annuale raduno delle Bande Musicali in occasione di un'altra Santa Cecilia, a Susa nel 1842, riporta che i gonfaloni di alcune di esse (Giaglione, Chiomonte, San Giorio, Venaus e Meana), sono precedute, nella sfilata, dai loro Spadonari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di nuovo &lt;i&gt;La Valsusa&lt;/i&gt; del 31 gennaio 1953 annota che a Giaglione, in seguito al fatto che l'anno precedente &amp;ldquo;&lt;i&gt;R.A.I. ed INCOM si sono interessati della caratteristica manifestazione, la danza degli spadonari &amp;egrave; diventata veramente qualcosa di insostituibile nella vita e nella sagra del paese&amp;rdquo;.&lt;/i&gt; Sar&amp;agrave; la prima di una lunga serie di&lt;b&gt; riprese televisive&lt;/b&gt;&amp;nbsp;(&lt;a href="https://patrimonio.archivioluce.com/luce-web/detail/IL4000061184/7/giaglione-tradizionale-ballo-degli-spadonari.html"&gt;&lt;strong&gt;QUI la danza del febbraio 1952 nell'archivio dell'Istituto Luce&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;) da parte di diverse emittenti nazionali e locali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La loro assenza diventa essa pure motivo di notizia: sempre La Valsusa dell'8 febbraio 1936, per Giaglione: &lt;i&gt;&amp;ldquo;Mancava all'esteriorit&amp;agrave; della festa il tradizionale branc e gli spadonari. &lt;/i&gt;&lt;i&gt;&amp;Egrave;&lt;/i&gt;&lt;i&gt; facilmente comprensibile come in questi tempi di austerit&amp;agrave; certe cose si debbano evitare. Quanto poi agli Spadonari due di essi stanno compiendo il loro dovere valorosamente in Africa Orientale&amp;rdquo;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Spadonari Giaglione 5 - il costume.jpg" border="0" alt="I costumi degli Spadonari di Giaglione" data-entity-type="file" data-entity-uuid="5409e835-3945-478e-992a-878c7abf4d8f" /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;I costumi degli Spadonari di Giaglione&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A Giaglione gli Spadonari indossano su una combinazione attuale (camicia, guanti bianchi, pantaloni uguali a quelli dei musicanti), dei &lt;b&gt;corpetti&lt;/b&gt; &lt;b&gt;di broccato&lt;/b&gt;, con alamari, dai colori diversi, ricamati in oro e argento, con il sottoposto &lt;b&gt;grembialetto &lt;/b&gt;di foggia massonica, che a Venaus non &amp;egrave; in uso. Pi&amp;ugrave; di questi colpisce il &lt;b&gt;copricapo&lt;/b&gt; di eleganza caravaggesca: un tripudio di fiori e frutta, legato, a nodo sotto il mento, da cui un vivace fascio di nastri di seta pende sul dorso fin oltre la vita. Brandiscono modelli di &lt;b&gt;spadoni&lt;/b&gt; da torneo simili a quelli presenti nel XIV e XV secolo, da usarsi con due mani, della lunghezza all'incirca di 130 cm: l'impugnatura &amp;egrave; decorata di borchie in ottone e la lama dritta a doppio taglio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La coreografia della danza si pu&amp;ograve; dividere in due parti: la &lt;b&gt;Marcia &lt;/b&gt;e la Danza propriamente detta.&amp;nbsp;La prima avviene durante il corteo che &lt;b&gt;parte dalla casa della Priora festeggiata &lt;/b&gt;per giungere alla chiesa e nel percorso di ritorno, dopo le funzioni religiose.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/sagre-e-tradizioni/le-priore-di-giaglione-testimonianze-e-costumi-di-una-tradizione-millenaria"&gt;&lt;b&gt;Le Priore di Giaglione, testimoni di riti e costumi di una tradizione millenaria&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/LePriore.jpg" border="0" alt="Le Priore con il &amp;quot;Bran&amp;quot; (foto di Marco Cicchelli)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="9d771f2a-de9d-4a7d-8366-b350862e6db5" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Le Priore con il "Bran" (foto di Marco Cicchelli)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli Spadonari &lt;strong&gt;procedono in fila indiana&lt;/strong&gt; innanzi alla Banda eseguendo, forse, le figurazioni pi&amp;ugrave; arcaiche. Hanno un capo che li precede e il loro cammino si svolge a passi ritmati, accompagnati da una parziale torsione del busto all'indietro, alternativamente a destra e a sinistra, e le spade sono brandite pi&amp;ugrave; con grazia che con animosit&amp;agrave;.&amp;nbsp;Seguono i Musicanti, il Bran sul capo della portatrice e le sei Priore appaiate due a due, quindi parenti, amici, paesani e turisti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le&lt;b&gt; &lt;/b&gt;Marce sono quattro: &lt;i&gt;Normal &lt;/i&gt;(Normale), &lt;i&gt;Basul&amp;eacute;n&lt;/i&gt; (Bussoleno), &lt;i&gt;Stek&amp;agrave;a &lt;/i&gt;(Stoccata) e &lt;i&gt;Venusensa &lt;/i&gt;(di Venaus). Nel corso della Processione, che gira intorno all'edificio religioso, fanno da scorta d'onore alla statua del Santo Patrono o della Madonna, e in Chiesa assistono alla Messa o ai Vespri, due per ogni lato dell'altare, e sottolineano, in particolare, il momento dell'Elevazione con la presentazione delle spade.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Spadonari Giaglione 3 sequenza.jpg" border="0" alt="Alcune sequenze della Danza" data-entity-type="file" data-entity-uuid="2f7a454f-ce59-4244-9196-b6acfa8d82ee" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La &lt;b&gt;Danza delle Spade&lt;/b&gt; &amp;egrave; eseguita sul sagrato della chiesa dopo la Messa e i Vespri, di fronte alle Priore e al Bran su un poggio isolato dal resto del paese, al cospetto del Rocciamelone, in un luogo che probabilmente doveva essere sacro gi&amp;agrave; in periodo preceltico. Gli spadonari eseguono un insieme ritmato di mosse con la spada, tra la scherma e la parata: formano un gruppo che poi si scioglie, intrecciano e urtano vicendevolmente le armi, le lanciano nell'aria e le riprendono al volo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le danze sono anch'esse quattro: il Saluto, la &lt;i&gt;Kar&amp;agrave; &lt;/i&gt;(la Quadrata), &lt;i&gt;Lu Kor an din&lt;/i&gt; (il Cuore in dentro) e &lt;i&gt;Lu Kor en fora&lt;/i&gt; (il Cuore in fuori). &amp;Egrave; nelle ultime due, dette anche la &lt;i&gt;Krweis&amp;agrave;a&lt;/i&gt; (Incrociata) e la &lt;i&gt;Man &lt;/i&gt;(la Mano), che le spade vengono lanciate in aria e abilmente riprese: antichi detti locali vogliono che se una di esse cade durante l'esibizione sar&amp;agrave; un anno poco fortunato. Ogni movenza segue precise tradizioni tramandate oralmente e di indubbia bellezza: qui tutto &amp;egrave; rito, nessun carattere carnevalesco o folcloristico vi fa la comparsa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;La Danza &amp;egrave; eseguita il 22 gennaio, festa del patrono San Vincenzo, &lt;/b&gt;sempre solennizzato anche se giorno feriale: dopo la Santa Messa e al termine del Vespro. Ripetuta la domenica successiva,&lt;b&gt; l'Ottava di San Vincenzo, &lt;/b&gt;al termine della celebrazione Eucaristica mattutina e nel pomeriggio ad introduzione del concerto della Banda Musicale. Un altro Ballo avviene &lt;b&gt;la prima domenica di ottobre, &lt;/b&gt;alla fine del Vespro in onore della Madonna del Rosario.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 12 Jan 2026 09:17:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/sagre-e-tradizioni/giaglione-san-vincenzo-gli-spadonari-rinnovano-lantico-rito-della-danza</guid></item><item><title>LIDIA TORRETTA MARCONCINI, LA CASTELLANA CHE SCRIVEVA PER I BAMBINI</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/lidia-torretta-marconcini-la-castellana-che-scriveva-per-i-bambini</link><description>&lt;p&gt;Il 7 agosto 2014 moriva &lt;b&gt;Raffaella Marconcini,&lt;/b&gt; ultima dinamica castellana di Bruzolo. Si era spenta nel castello dove era nata quasi un secolo prima, figlia di una coppia non banale&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il padre &lt;b&gt;Federico &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Marconcini&lt;/b&gt;, tra i fondatori del Partito Popolare di Don Luigi Sturzo, nel 1924 era tra i deputati che scelsero l&amp;rsquo;Aventino parlamentare nell&amp;rsquo;autunno fatale che lasci&amp;ograve; via libera al fascismo in difficolt&amp;agrave; per il delitto Matteotti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Destituito dalla deriva dittatoriale di Mussolini, torn&amp;ograve; alla ribalta politica nel dopoguerra e venne &lt;b&gt;eletto senatore&lt;/b&gt; democristiano nelle elezioni del 1948. Prosegu&amp;igrave; la sua carriera come docente universitario ed economista di prestigio. Sposatosi con Lidia Torretta, nel 1919 venne ad abitare nel castello di famiglia a Bruzolo.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;Leggi Anche:&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/un-po-di-storia/nel-1610-bruzolo-si-firmano-due-trattati-che-avrebbero-potuto-cambiare-la"&gt;1610, a Bruzolo si firmano due trattati che avrebbero potuto cambiare la storia&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Lidia Torretta &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Marconcini&lt;/b&gt; &amp;egrave; invece stata una maestra ed una apprezzata autrice di libri per ragazzi. L&amp;rsquo;ho scoperta per caso, sfogliando un libro su una bancarella dell&amp;rsquo;usato. Attirato dai bei disegni di Attilio Mussino, ho aperto &lt;b&gt;La storia di un&amp;rsquo;orfana&lt;/b&gt; e l&amp;rsquo;incipit mi ha indotto ad acquistarlo: &lt;i&gt;&amp;ldquo;Sino ai dodici anni io vissi in campagna, in un paesello della valle di Susa&amp;rdquo;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Proseguendo nella lettura si scopre che il &amp;ldquo;paesello&amp;rdquo; &amp;egrave; &lt;b&gt;Chiomonte&lt;/b&gt;, dove la protagonista, Itala De Masi, orfana dei genitori, vive col nonno e si affeziona a Lucia, cuoca tuttofare. Libera e selvaggia, come si definisce nella storia narrata in prima persona, alla morte del nonno viene sballottata tra i parenti, abbozza una fuga e finisce in collegio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/La-storia-di-unorfana-Lidia-Torretta-disegni-Mussino-Paravia-1918.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;La storia di un&amp;rsquo;orfana in una edizione del 1934, illustrata da Attilio Mussino. La prima pagina ambienta la vicenda in Val Susa e delinea la figura del nonno.&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui la Direttrice l&amp;rsquo;aiuta verso scelte di vita responsabili e a diventare maestra. Come tale torner&amp;agrave; a Chiomonte con l&amp;rsquo;anziana Lucia, &lt;i&gt;&amp;ldquo;a ricevere il &amp;lsquo;ben tornata&amp;rsquo; da una quantit&amp;agrave; di sentieri, di alberi, di ruscelli e di prati&amp;rdquo;&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Romanzo edificante, sulla scia del libro &amp;ldquo;Cuore&amp;rdquo;, che ne ispir&amp;ograve; tanti altri. Mi hanno per&amp;ograve; colpito l&amp;rsquo;assenza di drammaticit&amp;agrave;, la retorica buonista presente ma contenuta e soprattutto &lt;b&gt;una scrittura fresca&lt;/b&gt;, una prosa non ridondante, le descrizioni minute, realistiche e un po&amp;rsquo; autobiografiche, non prive di scorci poetici, come &lt;i&gt;&amp;ldquo;l&amp;rsquo;aia piena di sole e di polli&amp;rdquo;&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oltre a diversi libri per l&amp;rsquo;infanzia e una biografia di &lt;b&gt;Pier Giorgio Frassati&lt;/b&gt;, Lidia ha scritto anche poesie e una commedia &lt;i&gt;&amp;ldquo;Giovent&amp;ugrave; italica&amp;rdquo;&lt;/i&gt;. Il titolo fa capire che, se il marito era stato emarginato politicamente dal fascismo, i Patti Lateranensi avevano riassorbito questa famiglia monarchica e profondamente religiosa nel solco ideologico del patriottismo e del concorde procedere tra Stato e Chiesa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo conferma il racconto &lt;b&gt;La madre&lt;/b&gt;, pubblicato sulla rivista &lt;i&gt;Donna Fascista &lt;/i&gt;quale vincitore di un concorso. Qui s&amp;igrave; che la retorica deborda, ma siamo nel 1942, nel pieno della guerra, e la protagonista, che ha visto morire marito e figlio in guerra, invece di disperarsi chiede solo di &lt;i&gt;essere degna del loro sacrificio&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/Bruzolo-La-Madre-novella-di-Lidia-Torretta-Marconcini-Donna-fascista.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;La madre, novella pubblicata sulla rivista&amp;nbsp;Donna Fascista n. 6 del 15 gennaio 1942.&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;h3&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/Giovinezze.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;h6&gt;La copertina di uno dei numerosi libri per ragazzi.&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;Continua al leggere sul sito&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="https://scuolaguido.altervista.org/" target="_blank" rel="noopener"&gt;"Scuola Guido"&lt;/a&gt;:&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;&lt;a href="https://scuolaguido.altervista.org/la-castellana-che-raccontava-storie-ai-bambini/"&gt;LA CASTELLANA CHE RACCONTAVA STORIE AI BAMBINI&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><pubDate>Wed, 07 Jan 2026 11:04:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/lidia-torretta-marconcini-la-castellana-che-scriveva-per-i-bambini</guid></item><item><title>FOTO DEL GIORNO 2025-4: Ottobre-Dicembre</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/foto-del-giorno-2025-4-ottobre-dicembre</link><description>&lt;h3 class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;10 anni di immagini dalle "alte valli"&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p class="p2"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Con le foto che vanno &lt;strong&gt;dal 1 ottobre al 31 dicembre 2025&lt;/strong&gt; concludiamo la pubblicazione delle &lt;b&gt;"Foto del Giorno" &lt;/b&gt;sul nostro sito, dopo&lt;b&gt; 10 anni ininterrotti e 3653 immagini pubblicate&lt;/b&gt; (365 per anno&amp;nbsp; + tre negli anni bisestili:&amp;nbsp;2016, 2020, 2024: i conti tornano&amp;hellip;).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p2"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Questa rubrica, nata nell'ormai lontano&amp;nbsp;&lt;b&gt;1 gennaio 2016,&lt;/b&gt; aveva lo scopo di far conoscere le bellezze del nostro territorio ed in tutti questi anni ogni sera ha selezionato la foto che,&amp;nbsp;per tecnica ed&amp;nbsp;originalit&amp;agrave;, ci era sembrata la pi&amp;ugrave; significativa tra quelle che il web aveva dedicato al nostro territorio. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p2"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Abbiamo condiviso panorami, albe, tramonti, nevicate, arcobaleni, animali selvatici, monumenti&amp;hellip; momenti di vita e di natura che costituiscono &lt;b&gt;un affresco per immagini del nostro territorio&lt;/b&gt; ed uno strumento per misurare il tempo che &amp;egrave; passato, l&amp;rsquo;alternarsi delle stagioni, la meraviglia delle architetture storiche e delle bellezza naturali, i momenti belli e quelli difficili della pandemia, in cui anche uscire per una passeggiata era una piccola impresa. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p2"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Fino al 2023 trovate tutte le immagini &lt;a href="https://www.instagram.com/laboratorioaltevalli/"&gt;&lt;b&gt;sul nostro profilo Instagram&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; (fino al 2020 anche su &lt;a href="https://it.pinterest.com/labvalsusa/myvalsusa-una-foto-al-giorno/"&gt;&lt;b&gt;Pinterest&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;), mentre in &lt;b&gt;una apposita sezione del nostro sito&lt;/b&gt; trovate gli articoli che selezionano le migliori immagini di ogni anno e tutte le foto degli anni 2024-2025.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p2"&gt;&lt;span class="s1"&gt;&lt;strong&gt;Non ci resta che ringraziare&lt;/strong&gt; i collaboratori del progetto &lt;strong&gt;Laboratorio Alte Valli&lt;/strong&gt; che in questi anni hanno supportato questo lavoro, &lt;strong&gt;CNA Torino&lt;/strong&gt; che lo ha reso possibile e tutti&lt;strong&gt; i fotografi, fotoamatori ed appassionati del territorio&lt;/strong&gt; che ci hanno inviato queste splendide immagini. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p2"&gt;&lt;span class="s1"&gt;&lt;strong&gt;Grazie davvero!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p2"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Il nostro percorso di valorizzazione del territorio non si ferma e prosegue con altre modalit&amp;agrave;:&lt;strong&gt; continuate a condividere i vostri scatti&lt;/strong&gt; ed i vostri video sul nostro gruppo &lt;strong&gt;Facebook&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.facebook.com/groups/151388968573595/"&gt;&lt;span class="s2"&gt;Alte Valli: paesaggi, natura, arte e storia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; o taggate &lt;a href="https://www.instagram.com/laboratorioaltevalli/"&gt;&lt;strong&gt;Laboratorio Alte Valli&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; quando le pubblicate su&amp;nbsp;&lt;b&gt;Instagram.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3562-25-10-01%20Seconda%20fioritura%20dei%20rododendri!%20Alta%20Val%20di%20Susa%20-%20Maria%20Rita%20Brun.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Seconda fioritura dei rododendri in Alta Val di Susa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Maria Rita Brun&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3562 - 1 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3563-25-10-02%20Grifone%20in%20cerca%20di%20Carcasse%20-%20Rochemolles%20-%20Alberto%20Blisa.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;p&gt;&lt;span&gt;Grifone in cerca di carcasse &lt;br /&gt;(&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Valle di Rochemolles, Bardonecchia)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Alberto Blisa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3563 - 2 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3564-25-10-03%20Gustando%20l'ultima%20erba....%20-%20Rocca%20Patanua%20-%20Condove%20-%20Maura%20Franco.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Gustando l'ultima erba... (&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Rocca Patanua, Condove)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Maura Franco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3564 - 3 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3565-25-10-04%20Monviso%20traguardando%20il%20Colle%20delle%20Finestre%20...%20(Ripresa%20dal%20rifugio%20Stellina,%20Novalesa%20-%20Fulvio%20Giorgi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Il Monviso visto attraverso &lt;br /&gt;il Colle delle Finestre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;(Immagine scattata dal rifugio Stellina, Novalesa)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Fulvio Giorgi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3565 - 4 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3566-25-10-05%20Sestriere%2022%20settembre%202025%20L&amp;rsquo;autunno%20esplode%20nei%20suoi%20colori%20più%20belli!%20-%20Vittorio%20Gribaudi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Sestriere. Dopo la pioggia e qualche fiocco di neve sulle cime, il cielo si apre di nuovo al sereno e ci regala un azzurro limpido. L&amp;rsquo;autunno esplode nei suoi colori più belli!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Vittorio Gribaudi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3566 - 5 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3567-25-10-06%20alba%20dalla%20Borgata%20Adrit%20su%20Sacra%20di%20San%20Michele%20e%20Superga%20-%20Claudio%20Gaijin.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Alba dalla Borgata Adrit (San Giorio) sulla Sacra di San Michele e Superga&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Claudio Gaijin&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3567 - 6 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3568-25-10-07%20Poiana%20in%20volo%20-%20Giuseppe%20Pinin%20Becchio.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Poiana in volo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Giuseppe Pinin Becchio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3568 - 7 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3569-25-10-08%20La%20chiesa%20di%20San%20Saturnino%20e%20il%20Rocciamelone%20(Susa)%20-%20Sandro%20Busi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;La chiesa di San Saturnino e il Rocciamelone (Susa)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Sandro Busi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3569 - 8 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3570-25-10-09%20Mucca%20e%20Rocciamelone%20-%20Martina%20Suppo.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;La Mucca e il Rocciamelone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Martina Suppo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3570 - 9 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3571-25-10-10%20Grifone%20-%20Alberto%20Blisa.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Grifone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Alberto Blisa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3571 - 10 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3572-25-10-11%20Rifugio%20Geat%20-%20Claudio%20Gaijin.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Rifugio Geat (Villar Focchiardo)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Claudio Gaijin&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3572 - 11 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3573-25-10-12%20Lago%20della%20Capra%20-%20Cesana%20-%20Federico%20Milesi.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Lago della Capra (Cesana Torinese)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Federico Milesi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3573 - 12 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3574-25-10-13%20Voci%20nel%20Parco%20...%20(Bramito%20del%20cervo)%20-%20Fulvio%20Giorgi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Voci nel Parco...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;(Bramito del cervo nel Parco Orsiera)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Fulvio Giorgi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3574 - 13 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3575-25-10-14%20Colle%20del%20Sommeiller%20-%20David%20Sonny.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Colle del Sommeiller&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;(Bardonecchia)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;David Sonny&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3575 - 14 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3576-25-10-15%20Fenils%20(Cesana)%20-%20Daniele%20Francesca.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Fenils (Cesana)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Daniele Francesca&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3576 - 15 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3577-25-10-16%20Il%20Rocciamelone%20visto%20dalla%20Lunella%20-%20Iony%20Mocanu.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Il Rocciamelone (a sinistra) visto da Punta Lunella&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Iony Mocanu&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3577 - 16 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3578-25-10-17%20Autunno%20a%20Giaglione%20-%20Sandro%20Busi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Autunno a Giaglione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Sandro Busi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3578 - 17 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3579-25-10-18%20Bivacco%20Berrone%20-%20Nino%20Guerra.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Bivacco Berrone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Nino Guerra&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3579 - 18 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3580-25-10-19%20Da%20questa%20foto%20si%20può%20capire%20dove%20Rochemolles%20sia%20incastonata%20-%20Alberto%20Blisa.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Da questa foto si può capire come Rochemolles sia incastonata nella sua valle...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Alberto Blisa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3580 - 19 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3581-25-10-20%20Il%20Rocciamelone%20da%20Monte%20Muretto%20(Villar%20Focchiardo)%20-%20Dany%20Bi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Il Rocciamelone visto da Monte Muretto (Villar Focchiardo)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Dany Bi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3581 - 20 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3582-25-10-21%20Arancione%20tra%20Superga%20e%20Sacra%20...%20%20📍(da%20Villarfocchiardo%20-%20Fulvio%20Giorgi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Arancione tra Superga e Sacra&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;(da Villar Focchiardo)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Fulvio Giorgi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3582 - 21 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3583-25-10-22%20Moncenisio%20-%20Simo%20Netta.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Nebbie al Moncenisio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Simo Netta&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3583 - 22 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3584-25-10-23%20Col%20Clapier%20-%20Martina%20Suppo.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Col Clapier&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Martina Suppo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3584 - 23 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3585-25-10-24%20Intorno%20al%20Poggio%20Tre%20Croci%20(%20Bardonecchia)%20-%20Roberta%20Durbiano.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Intorno al Poggio Tre Croci &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;(Bardonecchia)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Roberta Durbiano&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3585 - 24 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3586-25-10-25%20Valle%20Argentera%20-%20Vittorio%20Gribaudi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Alta Valle Argentera&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Vittorio Gribaudi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3586 - 25 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3587-25-10-26%20Airone%20-%20Giuseppe%20Pinin%20Becchio.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Airone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Giuseppe Pinin Becchio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3587 - 26 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3588-25-10-27%20Colori%20d'autunno%20-%20Mario%20Alesina.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Colori d'autunno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Mario Alesina&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3588 - 27 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3589-25-10-28%20Larici%20e%20lo%20Chaberton%20-%20Dany%20Bi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;I larici e lo Chaberton&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Dany Bi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3589 - 28 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3590-25-10-29%20Valsusa%20un%20pò%20di%20vento%20-%20Giuseppe%20Pinin%20Becchio.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Un pò di vento in Valle di Susa...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Giuseppe Pinin Becchio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3590 - 29 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3591-25-10-30%20Il%20cielo%20sopra%20Cesana%20-%20Daniele%20Francesca.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Il cielo sopra Cesana&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Daniele Francesca&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3591 - 30 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3592-25-10-31%20Autunno%20alla%20gran%20Scala%20(Moncenisio)%20-%20Luca%20Pochettino.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Autunno alla gran Scala (Moncenisio)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Luca Pochettino&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3592 - 31 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3593-25-11-01%20Sulla%20via%20per%20l'%20inverno%20...%20(L'autunno%20sui%20monti%20di%20Claviere)%20-%20Fulvio%20Giorgi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Sulla via per l'inverno&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;(L'autunno sui monti di Claviere)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Fulvio Giorgi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3593 - 1 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3594-25-11-02%20Lago%20Nero%20-%20Nino%20Guerra.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Lago Nero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Nino Guerra&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3594 - 2 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3595-25-11-03%20Silenzio%20...e%20pace...con%20la%20Sacra%20di%20San%20Michele%20sullo%20sfondo%20-%20Beppe%20Ala.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Silenzio e pace... con la Sacra di San Michele sullo sfondo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Beppe Ala&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3595 - 3 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3596-25-11-04%20Stambecco%20nella%20valle%20di%20Rochemolles%20-%20Alberto%20Blisa.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Stambecco nella valle di Rochemolles&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Alberto Blisa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3596 - 4 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3597-25-11-05%20Sul%20lago%20dorato%20(Lago%20Arpone)%20-%20Martina%20Suppo.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Sul lago dorato (Lago Arpone)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Martina Suppo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3597 - 5 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3598-25-11-06%20Sopra%20le%20nuvole....%20Monte%20Chabrière%20-%20Maura%20Franco.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Sopra le nuvole.... Monte Chabrière&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Maura Franco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3598 - 6 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3599-25-11-07%20Nella%20nebbia...%20-%20Claudio%20Gaijin.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Nella nebbia...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Claudio Gaijin&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3599 - 7 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3600-25-11-08%20Valle%20Stretta%20tra%20autunno%20e%20inverno%20-%20Dany%20Bi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Valle Stretta tra autunno e inverno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Dany Bi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3600 - 8 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3601-25-11-09%20Dall'Arguel%20tramonto%20su%20Pic%20Bourcet%20mt.3697,La%20grande%20Ruine%20mt.3765%20e%20Roche%20Mèane%20mt.3712%20-%20Giuseppe%20Pinin%20Becchio.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Tramonto su Pic Bourcet mt. 3697, La Grande Ruine mt. 3765 e Roche Mèane mt. 3712 (dall'Arguel)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Giuseppe Pinin Becchio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3601 - 9 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3602-25-11-10%20Le%20linee%20di%20confine%20-%20Fulvio%20Giorgi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Le linee di confine.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;L'inverno avanza sull'autunno mentre in cielo il giorno si avvicenda alla notte in un carosello di colori, da Vaie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Fulvio Giorgi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3602 - 10 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3603-25-11-11%20Plan%20du%20Lac%20(Bellecombe,%20Termignon)%20-%20Alberto%20Blisa.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Plan du Lac (Bellecombe, Termignon)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Alberto Blisa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3603 - 11 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3604-25-11-12%20Aurora%20boreale%20(Questa%20notte%20ore%204,20%20da%20Vaie)%20-%20Martina%20Suppo.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Aurora boreale&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;(Questa notte... ore 4,20 da Vaie)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Martina Suppo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3604 - 12 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3605-25-11-13%20Autunno%20a%20Sauze%20d'Oulx%20-%20Armanda%20Francone.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Autunno a Sauze d'Oulx&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Armanda Francone&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3605 - 13 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3606-25-11-14%20Lago%20Verde%20(Valle%20Stretta,%20Bardonecchia)%20-%20Mario%20Alesina.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Lago Verde (Valle Stretta, Bardonecchia)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Mario Alesina&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3606 - 14 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3607-25-11-15%20Il%20campanile%20ed%20i%20larici...%20(il%20campanile%20della%20chiesetta%20di%20Beaulard%20in%20mezzo%20ai%20larici%20giallo%20autunno)%20-%20Fulvio%20Giorgi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Il campanile ed i larici...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Il campanile della chiesetta di Beaulard (Oulx) in mezzo acolore dei larici in autunno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Fulvio Giorgi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3607 - 15 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3608-25-11-16%20Cumiana%20Raganella%20padana%20(Hyla%20perrini)%20-%20Annamaria%20Manciagli.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Raganella padana (Hyla Perrini) a Cumiana&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Annamaria Manciagli&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3608 - 16 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3609-25-11-17%20Sauze%20d'Oulx,%20lago%20Laune%20-%20Antonio%20Dalla%20Valle.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Sauze d'Oulx, lago Laune&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Antonio Dalla Valle&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3609 - 17 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3610-25-11-18%20Lago%20dei%207%20colori%20(Lac%20Gignoux)%20-%20Nino%20Guerra.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Lago dei 7 colori (Lac Gignoux)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Nino Guerra&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3610 - 18 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3611-25-11-19%20Fiume%20Pellice%20AIRONE%20BIANCO%20MAGGIORE%20al%20%20decollo%20-%20Batti%20Gai.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Fiume Pellice, Airone Bianco Maggiore al decollo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Batti Gai&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3611 - 19 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3612-25-11-20%20Il%20vestito%20nuovo%20...%20La%20Sacra%20in%20verde%20per%20la%20giornata%20mondiale%20per%20la%20prevenzione%20del%20tumore%20alla%20cervice%20uterina%20-%20Fulvio%20Giorgi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Il vestito nuovo...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;La Sacra in verde per la giornata mondiale per la prevenzione del tumore alla cervice uterina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Fulvio Giorgi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3612 - 20 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3613-25-11-21%20Colori%20in%20controluce%20-%20Giuseppe%20Pinin%20Becchio.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Colori in controluce&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Giuseppe Pinin Becchio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3613 - 21 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3614-25-11-22%20Moncenisio%20-%20Claudio%20Gaijin.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Luci magiche al Moncenisio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Claudio Gaijin&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3614 - 22 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3615-25-11-23%20Refuge%20du%20Thabor%20-%20Dany%20Bi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Refuge du Thabor (Valle Stretta)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Dany Bi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3615 - 23 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3616-25-11-24%20Magico%20autunno%20-%20Alessandro%20Borgialli.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Magico autunno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Alessandro Borgialli&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3616 - 24 ottobre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3617-25-11-25%20Val%20Chisone%20Parco%20Orsiera%20CINCIA%20%20DAL%20CIUFFO%20-%20Batti%20Gai.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Cincia dal ciuffo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Val Chisone, Parco Orsiera&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Batti Gai&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3617 - 25 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3618-25-11-26%20Alba%20e%20Nuvole%20...%20Alba%20d'autunno%20a%20Nevache,%20Hautes%20Alps,%20al%20confine%20con%20Bardonecchia%20-%20Fulvio%20Giorgi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Alba e Nuvole...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Alba d'autunno a Nevache, Hautes Alps, al confine con Bardonecchia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Fulvio Giorgi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3618 - 26 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3619-25-11-27%20A%20Rochemolles%20-%20Alberto%20Blisa.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Nella valle di Rochemolles...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Alberto Blisa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3619 - 27 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3620-25-11-28%20La%20luna%20e%20l&amp;rsquo;%20Orsiera%20-%20Antonella%20De%20Rosa.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;La Luna e Punta Mezzod&amp;igrave; (Gruppo Orsiera)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Antonella De Rosa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3620 - 28 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3621-25-11-29%20Colori%20d'autunno%20a%20Santa%20Chiara%20Giaglione%20-%20Enrica%20Ramat.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Colori d'autunno a Santa Chiara (Giaglione)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Enrica Ramat&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3621 - 29 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3622-25-11-30%20Chianocco%2025-11-25%20ghiaccio%20sulla%20Gaillardia%20-%20Giuseppe%20Pinin%20Becchio.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Chianocco, ghiaccio sulla Gaillardia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Giuseppe Pinin Becchio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3622 - 30 novembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3623-25-12-01%20Fenils%20-%20Claudio%20Gaijin.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Fenils&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Claudio Gaijin&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3623 - 1 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3624-25-12-02%20Quando%20l&amp;rsquo;Autunno%20abbraccia%20l&amp;rsquo;Inverno%20Pian%20Gelassa%20-%20Martina%20Suppo.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Quando l&amp;rsquo;Autunno abbraccia l&amp;rsquo;Inverno&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;(Pian Gelassa, Gravere)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Martina Suppo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3624 - 2 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3625-25-12-03%20Giochi%20tra%20giovani%20stambecchi%20-%20Dante%20Alpe.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Giochi tra giovani stambecchi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Dante Alpe&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3625 - 3 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3626-25-12-04%20Luci%20a%20contrasto%20(Monviso%20e%20Sacra%20di%20San%20Michele,%20da%20borgata%20Celle,%20Caprie%20-%20Fulvio%20Giorgi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Luci a contrasto...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Monviso e Sacra di San Michele da borgata Celle, Caprie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Fulvio Giorgi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3626 - 4 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3627-25-12-05%20A%20spasso%20tra%20gli%20alpeggi%20di%20Condove%20-%20Mauro%20Charriere.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;A spasso tra gli alpeggi di Condove (Tomba di Matolda)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Mauro Charriere&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3627 - 5 deicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3628-25-12-06%20Ghiaccio%20in%20Valle%20Stretta%20-%20Alberto%20Blisa.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Ghiaccio in Valle Stretta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Alberto Blisa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3628 - 6 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3629-25-12-07%20Autunno%20e%20inverno%20.....due%20%20%20stagioni%20in%20uno%20scatto%20%20-%20Domenico%20Strobietto.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Autunno e inverno... due stagioni in uno scatto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Domenico Strobietto&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3629 - 7 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3630-25-12-08%20Faro%20degli%20Alpini%20(Sauze%20d'Oulx)%20-%20Dany%20Bi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Faro degli Alpini (Sauze d'Oulx)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Dany Bi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3630 - 8 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3631-25-12-09%20Sul%20sentiero%20dei%20morti,%20Condove%20-%20Carlo%20Prato.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Sul sentiero dei morti, Condove&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Carlo Prato&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3631 - 9 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3632-25-12-10%20Alba%20a%20Giaglione%20-%20Sandro%20Busi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Alba a Giaglione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Sandro Busi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3632 - 10 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3633-25-12-11%20Da%20Rocca%20Sella...%20-%20Martina%20Suppo.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Da Rocca Sella... (Caprie)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Martina Suppo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3633 - 11 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3634-25-12-12%20Valsusarosa%20...%20%20-%20Alba%20pastello,%20da%20Avigliana%20-%20Fulvio%20Giorgi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Valsusarosa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Alba pastello da Avigliana&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Fulvio Giorgi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3634 - 12 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3635-25-12-13%20Verso%20Cimabosco%20-%20Dany%20Bi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;La magia della neve...&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Verso Cimabosco&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Dany Bi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3635 - 13 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3636-35-12-14%20Gheppio%20a%20Pinerolo%20-%20Batti%20Gai.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Gheppio a Pinerolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Batti Gai&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3636 - 14 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3637-25-12-15%20Panoramma%20all'alba%20dalla%20punta%20dell'Aquila%20-%20Dany%20Bi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Panorama su Torino.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Alba da punta dell'Aquila&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Dany Bi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3637 - 15 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3638-25-12-16%20Dal%20Colombardo,%20uno%20sguardo%20nella%20quiete%20più%20assoluta,%20al%20Monviso!%20-%20Daniela%20Merlo.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Dal Colombardo (Condove), uno sguardo al Monviso!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Daniela Merlo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3638 - 16 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3639-25-12-17%20Pettirosso%20-%20Batti%20Gai.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Pettirosso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Batti Gai&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3639 - 17 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3640-25-12-18%20Dalla%20luce%20calda%20dell&amp;rsquo;ultimo%20sole%20alle%20luci%20che%20disegnano%20la%20sera.%20Sestriere%20cambia,%20lentamente,%20come%20un%20quadro%20che%20prende%20vita%20-%20Vittorio%20Gribaudi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Dalla luce calda dell&amp;rsquo;ultimo sole alle luci che disegnano la sera.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Sestriere cambia, lentamente, come un quadro che prende vita&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Vittorio Gribaudi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3640 - 18 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3641-25-12-19%20Chiesetta%20di%20San%20Rocco%20a%20Giaglione%20-%20Sandro%20Busi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;La chiesetta di San Rocco a Giaglione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Sandro Busi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3641 - 19 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3642-25-12-20%20Sua%20maestà%20il%20Monviso%20-%20Annamaria%20Manciagli.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Sua Maestà il Monviso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Annamaria Manciagli&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3642 - 20 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3643-25-12-21%20In%20salita%20-%20Giorgio%20Perin.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;In salita...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Giorgio Perin&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3643 - 21 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3644-25-12-22%20Alba%20da%20Rocca%20Sella%20-%20Dany%20Bi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Alba da Rocca Sella (Caprie)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Dany Bi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3644 - 22 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3645-25-12-23%20Divergenza%20di%20opinioni%20aironi%20Val%20Susa%20-%20Giuseppe%20Pinin%20Becchio.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Divergenze di opinioni...&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Aironi in Valle di Susa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Giuseppe Pinin Becchio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3645 - 23 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3646-25-12-24%20Cima%20Del%20Bosco%20(2377m)%20-%20Alessandra%20Stangalino.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Cima Del Bosco (prima delle recenti nevicate...).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Cesana Torinese&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Alessandra Stangalino&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://twitter.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3647 - 24 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3647-25-12-25%20Scricciolo%20-%20Batti%20Gai.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Scricciolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Batti Gai&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3647 - 25 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3648-25-12-26%20Luci%20dell'alba%20a%20Rochemolles%20-%20Alberto%20Blisa.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Luci dell'alba a Rochemolles (Bardonecchia)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Alberto Blisa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3648 - 26 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3649-25-12-27%20Pian%20del%20Frais%20(Chiomonte)%20-%20Enrica%20ramat%20.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Pian del Frais (Chiomonte)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Enrica Ramat&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3649 - 27 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3650-25-12-28%20La%20cima%20del%20Rocciamelone%20-%20Giuseppe%20Pinin%20Becchio.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;La cima del Rocciamelone&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;(con, ben visibile, la Statua della Madonna!)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Giuseppe Pinin Becchio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3650 - 28 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3651-25-12-29%20Ciaspolando%20al%20Colle%20del%20Lys%20-%20Valsusa%20a%20Piedi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Ciaspolando al Colle del Lys (Rubiana)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Marco Benvenuti (Valsusa a Piedi)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3651 - 29 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3652-25-12-30%20Gravere,%20campanile%20e%20Rocciamelone%20-%20Marisa%20Sibille.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Gravere, campanile e Rocciamelone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Marisa Sibille&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3652 - 30 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/FotoDelGiorno2025/3653-25-12-31%20Un%20po'%20di%20neve%20a%20Ferrera%20Cenisio%20(Moncenisio)%20-%20Alessandra%20Stangalino.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Un po' di neve a Ferrera Cenisio... (Moncenisio)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;📸 &lt;strong&gt;Alessandra Stangalino&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23altevalli" target="_blank" rel="noopener"&gt;#altevalli&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/hashtag/%23fotodelgiorno" target="_blank" rel="noopener"&gt;#fotodelgiorno&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;3653 - 31 dicembre 2025&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 31 Dec 2025 11:29:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/foto-del-giorno-2025-4-ottobre-dicembre</guid></item><item><title>5 cose da fare a Natale nelle valli di Susa, Sangone e Pinerolo</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/valle-di-susa/5-cose-da-fare-natale-valle-di-susa-e-val-sangone</link><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Alcune persone&amp;nbsp;durante le feste di fine anno&amp;nbsp;vanno in letargo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;, e finito il cenone, o il pranzo con la famiglia non si lasciano coinvolgere in alcun tipo di iniziativa. Pensano solo all'abbinata tra tisana e divano, con rigorosa copertina di pile o lana sulle gambe.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Un vero peccato&amp;nbsp;perch&amp;egrave;&amp;nbsp;anche nella stagione invernale, ed in particolare durante le festivit&amp;agrave; natalizie, le alte valli offrono svariate proposte.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Eccoci allora a suggerirvi &lt;strong&gt;5 cose da fare a Natale nelle valli di Susa, Sangone e Pinerolo. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Lo sci&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Partiamo dagli sportivi, che troveranno pane per i loro denti nella pratica dello &lt;strong&gt;sci.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Il comprensorio sciistico pi&amp;ugrave; importante della Valli &amp;egrave; la &lt;strong&gt;&lt;a href="https://www.vialattea.it/" target="_blank" rel="noopener"&gt;Via Lattea,&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;con 400 chilometri di piste: &amp;egrave; situato nei comuni di Sestriere, Sauze d'Oulx, Claviere, Cesana-Sansicario, Pragelato e Monginevro (quest'ultimo in territorio francese).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di grande importanza &amp;egrave; anche il comprensorio di&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.bardonecchiaski.com/it_IT/home/inverno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;strong&gt;Bardonecchia&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; con &lt;strong&gt;100 chilometri di piste&lt;/strong&gt;;&amp;nbsp;vi sono poi&amp;nbsp;localit&amp;agrave; sciistiche minori come il &lt;strong&gt;Colle del Lys, Pian Neiretto e Pian del Frais.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2022-12/bardonecchia%20ski2.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;Jafferau (Bardonecchia Ski)&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="https://www.praliskiarea.com/"&gt;&lt;strong&gt;Prali&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; invece, in Val Germanasca, &amp;egrave; un&amp;nbsp;autentico villaggio alpino &lt;span style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;con&lt;/span&gt;&lt;span style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;7 impianti di risalita&amp;nbsp; e 25 km. di piste&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;da discesa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le nostre valli hanno ospitato i &lt;strong&gt;XX Giochi olimpici invernali&lt;/strong&gt;, dal 10 al 26 febbraio 2006. Sestriere&amp;nbsp;inoltre&amp;nbsp;&amp;egrave; un appuntamento fisso della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Coppa del Mondo di sci alpino,&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;ed ha ospitato&amp;nbsp;i Mondiali&amp;nbsp;del&amp;nbsp;1997.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli amanti dello &lt;strong&gt;sci di fondo&lt;/strong&gt; troveranno percorsi mozzafiato in primo luogo a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;a href="https://www.scinordicopragelato.it/" target="_blank" rel="noopener"&gt;Pragelato&lt;/a&gt;,&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;30 km di piste che si snodano tra i boschi ed i pascoli della Val Chisone fino alla&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Valle Troncea, nel Parco delle Alpi Cozie.&amp;nbsp;Altre piste si trovano a Prali, a Bardonecchia,&amp;nbsp;a Cesana Torinese ed a Clavi&amp;egrave;re-Monginevro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Arte e mostre&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Non amate il rigore invernale, siete poco dinamici? Allora lasciate perdere la neve, dedicatevi &lt;strong&gt;all'arte ed alla cultura&lt;/strong&gt;. Potrete soddisfare la vostra sete di sapere dedicandovi, ad esempio, alla visita della &lt;strong&gt;Cattedrale&lt;/strong&gt; e del &lt;a href="https://www.facebook.com/castellosusa/" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;strong&gt;Castello della Contessa Adelaide&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; che ospita il Museo Civico, nonch&amp;egrave; del&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.centroculturalediocesano.it/" target="_blank" rel="noopener"&gt;Museo Diocesano di Arte Sacra&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, tutti dislocati in quel di &lt;strong&gt;Susa&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma non &amp;egrave; soltanto la citt&amp;agrave; di Cozio ad offrire spunti culturali ed artistici: il territorio valsusino, a partire da &lt;strong&gt;Bardonecchia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per arrivare all'abbazia della &lt;strong&gt;Sacra di San Michele&lt;/strong&gt;, ai laghi ed al borgo medioevale di &lt;strong&gt;Avigliana&lt;/strong&gt; o all'incantevole centro storico di &lt;strong&gt;Giaveno&lt;/strong&gt;, &amp;egrave; zeppo di mostre ed allestimenti che, periodicamente, vengono pubblicizzati sui siti di informazione locale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Altrettanto si pu&amp;ograve; dire di &lt;strong&gt;Pinerolo&lt;/strong&gt;, dove&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;a href="https://www.turismotorino.org/it/esperienze/cultura/musei-e-fondazioni/pinacoteca-civica-di-palazzo-vittone" target="_blank" rel="noopener"&gt;Palazzo Vittone&lt;/a&gt;,&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;progettato nel 1740 dall&amp;rsquo;architetto&lt;/span&gt;&amp;nbsp;Bernardo Vittone&lt;span style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&amp;egrave; la sede di sede di tre musei:&amp;nbsp;&lt;strong&gt;la Collezione Civica d&amp;rsquo;Arte, il Museo Etnografico del Pinerolese e il Museo Preistorico. &lt;/strong&gt;I&lt;span style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;l&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;strong style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;MUPI, &lt;/strong&gt;&lt;/strong&gt;il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;strong style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;&lt;a href="https://visitapinerolo.it/musei/" target="_blank" rel="noopener"&gt;Sistema Museale di Pinerolo&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/strong&gt;,&lt;span style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;&amp;nbsp;mette in rete tutti i Musei cittadini e le loro collezioni, con una gestione coordinata dei servizi che propone un&amp;rsquo;offerta culturale integrata e rende accessibile il patrimonio storico, artistico e archeologico cittadino con un unico biglietto di ingresso ed un unico orario di apertura.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2022-12/Palazzo%20Vittone.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Pinerolo, Palazzo Vittone&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;Oppure potete andare alla scoperta del &lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/castello-di-miradolo" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;strong&gt;Castello di Miradolo&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;,&lt;span&gt;&amp;nbsp;a San Secondo di Pinerolo, una residenza nobiliare che oggi &amp;egrave; uno dei centri culturali pi&amp;ugrave; interessanti del Pinerolese oltre che luogo affascinante di visita.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Qui troverete le mostre organizzate dalla &lt;a href="https://www.fondazionecosso.com/" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Cosso&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, un parco storico Ottocentesco con alberi maestosi e tanti eventi, convegni e attivit&amp;agrave; per grandi e bambini.&lt;/span&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Per esplorare le influenze valdesi del territorio il luogo ideale &amp;egrave; il &lt;a href="https://fondazionevaldese.org/" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;strong&gt;Museo Valdese di Torre Pellice&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, dove una ricca sezione etnografica illustra la vita delle comunit&amp;agrave; valdesi durante i secoli XIX-XX.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Se invece volete semplicemente passeggiare nell'arte e nelle tradizioni la vostra meta pu&amp;ograve; essere &lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/usseaux"&gt;&lt;strong&gt;Usseaux&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;: camminando per le strade del paese, i cui muri sono decorati da murales che raffigurano animali, paesaggi e scene di vita contadina, respirerete un&amp;rsquo;aria d&amp;rsquo;altri tempi&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Luci di Natale, mercatini&amp;nbsp;e presepi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Svariate anche le proposte per poter ammirare le &lt;strong&gt;luci di Natale&lt;/strong&gt; ed i&amp;nbsp;&lt;strong&gt;mercatini natalizi.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per tutto il periodo delle feste &lt;strong&gt;Pinerolo&lt;/strong&gt; ha vestito di luci&amp;nbsp;&lt;span&gt;le facciate del Duomo, dei&amp;nbsp;palazzi di Piazza San Donato&amp;nbsp;e&amp;nbsp;del municipio e le ha accompagnate con &lt;a href="https://www.comune.pinerolo.to.it/novita/comunicati/natale-2025-tutti-eventi-pinerolo"&gt;&lt;strong&gt;un ricco programma di manifestazioni&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Anche &lt;/span&gt;a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Susa&lt;/strong&gt; si possono ammirare i monumenti illuminati (Porta Savoia, l'Arco, il Castello) mentre a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Giaveno&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/festival-delle-luci-a-giaveno-un-natale-incantato"&gt;Festival delle Luci&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&amp;egrave; l'occasione in cui le facciate delle case, la chiesa ed il campanile si colorano di proiezioni natalizie ed il parco comunale Marchini si trasforma in un&lt;b&gt;&amp;nbsp;Bosco Incantato, &lt;/b&gt;un&amp;nbsp;luogo fatato in cui gli alberi e le fontane parlano ai bambini (nell'immagine sopra al titolo la piazza di Giaveno fotografata dal drone dello Studio Tecnico Dovis).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora&amp;nbsp;&amp;egrave; anche tempo di &lt;strong&gt;presepi: &lt;/strong&gt;qui, davvero, non c'&amp;egrave; che da sbizzarrirsi. Di quelli di &lt;strong&gt;Venaus&lt;/strong&gt;, che a met&amp;agrave; dicembre diventano anche "da gustare" all'interno di un riuscito percorso enogastronomico.&amp;nbsp;I presepi resteranno allestiti fino all'Epifania, e il 26 dicembre un nuovo percorso di visita sar&amp;agrave; accompagnato dall'offerta di tisane rigeneranti.&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;Ad &lt;strong&gt;Avigliana&lt;/strong&gt;, nella chiesa di San Giovanni, ogni anno viene riproposto, sempre con grande cura e ricchezza di dettagli, il presepe meccanico che raffigura uno scorcio del centro storico.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A &lt;strong&gt;Rochemolles&lt;/strong&gt;, una frazione di Bardonecchia, dal 9 dicembre il "&lt;strong&gt;Presepe diffuso&lt;/strong&gt;" propone immagini a dimensione naturale che raffigurano scene di vita del passato alpino della borgata, travolta da una valanga nel 1961. Molti dei personaggi, a grandezza naturale, indossano abiti dell'epoca.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Degno di nota anche il presepe meccanico allestito nel&amp;nbsp;&lt;strong&gt;castello di Chianocco,&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;diventato una mostra permanente degli antichi mestieri, insieme alla riproduzione della ferrovia&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Fell del Moncenisio&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Luci a Susa2.jpeg" border="0" alt="Luci di Natale a Susa (Alessandro Croce)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="cc9227df-0b2b-426b-a7a0-1e5af23db3e9" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;Luci di Natale a Susa (Alessandro Croce).&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Relax&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Se invece siete alla ricerca di &lt;strong&gt;relax e benessere&lt;/strong&gt;, potrete trovarli nei numerosi centri&amp;nbsp;disseminati lungo il percorso che unisce la bassa all'alta valle, oltre che nelle attrezzatissime spa di cui ormai quasi tutte le strutture alberghiere, in particolar modo dell'alta valle, sono dotate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A &lt;strong&gt;Bardonecchia&lt;/strong&gt; per esempio, dopo una giornata trascorsa sulle piste, potrete rilassarvi con sauna, bagno turco, idromassaggio e docce emozionali alla spa del &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.villaggiobardonecchia.it/site/portfolio-articoli/spa-piscina/" target="_blank" rel="noopener"&gt;Villaggio Olimpico&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Capodanno in Rifugio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Per concludere, visto che il tempo stringe ed oltre che il Natale alle porte gi&amp;agrave; si affaccia San Silvestro, che ne dite di regalarvi un &lt;strong&gt;Capodanno in rifugio&lt;/strong&gt;?&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La maggior parte dei rifugi alpini&amp;nbsp;&amp;egrave; solita chiudere al termine dell'autunno e riaprire soltanto&amp;nbsp;nelle festivit&amp;agrave;. Con&amp;nbsp;un po' di fortuna, potreste trovare la soluzione per un inizio anno romantico dinnanzi al caminetto, ma anche per una festa con amici nella quiete del bosco, senza timore di disturbare i vicini con brindisi ed allegria (eccezion fatta per gli animali).&amp;nbsp;Per i pi&amp;ugrave; arditi, intrigante anche l'idea di una cena in rifugio sulle piste, raggiungibile solo con accesso con motoslitta o gatto delle nevi.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2023-12/Capanna%20Mautino%201200%20-%20Iris%20Cesare.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;Capanna Mautino (Cesana Torinese)&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I posti in rifugio &lt;strong&gt;sono ovviamente limitati&lt;/strong&gt;, e non &amp;egrave; facile prenotare, specie se lo si fa all'ultimo minuto. Le nostre valli offrono comunque una vasta scelta di proposte per &lt;strong&gt;un Capodanno all'insegna della buona tavola e del divertimento&lt;/strong&gt;: per saperne di pi&amp;ugrave; vi invitiamo&amp;nbsp;&lt;span&gt;a &lt;strong&gt;&lt;a data-cke-saved-href="http://[track]/https://laboratoriovalsusa.us15.list-manage.com/track/click:rQS$:u=eee409f6d9f27f20091506214:rQS*:id=90fcea88a0:rQS*:e=8b2a8c7390" href="https://customer72135g.musvc2.net/e/tr?q=5%3d1cJS3Z%264%3dS%26n%3dXK%26G%3d1YQU%26u%3dDBLpO_0sSv_Kc_rwkr_2l_0sSv_Jhl7tGr7BGrE7NaHAMs7.CK1a.4AsP-53n7y7.cK5_JQyh_TFP03cG_0sSv_JhcH15k_NiuP_YXM_rwkr_3jw7eZRafbvafXO82fRa1aRX2WL_JQyh_T6Ev_JQyh_UDeR8cAsZ87R_JQyh_T6A_0sSv_Kf88J389OU9f%26v%3dEuOD52.JwL%26iO%3dIW9%26PA%3dT0XKS2WMS6ZQS3%26D%3dPW08vacew709MW29s85Zub4fKY79QS2At85YL590Mbceub0bxa3A3a7sQT09RV5XsbdW&amp;amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener"&gt;consultare la sezione Eventi&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;del nostro sito ed a seguire&amp;nbsp;il gruppo Facebook&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;a data-cke-saved-href="http://[track]/https://laboratoriovalsusa.us15.list-manage.com/track/click:rQS$:u=eee409f6d9f27f20091506214:rQS*:id=9e263fff13:rQS*:e=8b2a8c7390" href="https://customer72135g.musvc2.net/e/tr?q=6%3d9XNTAU%268%3dT%26v%3dSO%26H%3d9TUV%263%3d9FMxJ_Dtaq_Od_zros_0g_Dtaq_Nit2xHz2FHz0AOiCEN12.GL9V.8B1K-94v238.kF9_KYtl_UNKD4kB_Dtaq_NikC56s_ImvX_TbN_zros_Ae18mUVbnWzbnSS90aVb9VVY0RP_KYtl_UD0z_KYtl_VLZ1UDT29nRO_KYtl_UD6_Dtaq_OgF3N4F4SVGa%26z%3dF3JH60.E1M%26qJ%3dMXG%26KE%3dUHSOT0RQTDUUTA%269%3d1Un2R9mXRWAYO9k4Scm71cGWPYj216H42anSPXj4zWETUXBYP9j64i2wyaC5R6A5wYm3&amp;amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener"&gt;Prodotti, servizi ed eventi nelle Valli di Susa, Sangone e del Pinerolese&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir="auto"&gt;&lt;span&gt;Ulteriori informazioni sulle pagine facebook territoriali dedicate al turismo: &lt;strong&gt;&lt;a href="https://customer72135g.musvc2.net/e/tr?q=3%3dDb7QFY%26q%3dQ%261%3dW8%26E%3dDXDS%268%3dCyJ3N_wqfu_8a_5vXp_Ek_wqfu_7f0R2.6n8j22Jp.32H_wqfu_7f96qI8NfJ8MnIzJ%26i%3dC8N13E.IjJ%26vN%3d6UL%26Ox1n6f%3dRMW8QEV0QIYDQF%26C%3dfVDWi1p6D5sXhRLbCYnA6VLY9SFcBZEcE6E8fTpZ02L0CYHcf1KX65n8h6D8AZL0&amp;amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener"&gt;Val Susa Turismo&lt;/a&gt;, &lt;a href="https://customer72135g.musvc2.net/e/tr?q=0%3dLcAXNZ%26u%3dX%269%3dXB%26L%3dLYHZ%26F%3dD3QAO_1xnv_Bh_Cwbw_Ml_1xnv_AmHS6.Cv9n90Kt.00I_1xnv_AmANxC4Hn.M3L_1xnv_Bm40_1xnv_BkQWDbLZHXOcFZOa%26m%3dJFO50M.JnQ%264O%3d0bT%26P2%3dYUXBXMWDXQZHXN%26D%3dnbM0kaxXm9ya0XRXCAPdjbMaE9zdmcTfFCPZodP9l9MBmXT9E9vYDgO8v7j7DdNXFeO7&amp;amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener"&gt;Ufficio Turistico Giaveno&lt;/a&gt;, &lt;a href="https://customer72135g.musvc2.net/e/tr?q=3%3dAe8QCb%26r%3dQ%26x%3dZ9%26E%3dAaES%265%3dFzJzQ_xqcx_9a_2yYp_Bn_xqcx_8f7U3.6kAk2yMq.3yK_xqcx_8f5Dl9mGuJ5PoI4GiEzGt52MrE%26n%3dK1I6A8.DoR1k9g%26oI%3dAcE%26J3%3dZFRCY8QEYBTIY9%268%3dB9k1kbhWkADYBclZCc01IclZmYiZlfgQBgi3Gd0ZDCEQHfD1JBBYpC06IhC3Ga8W&amp;amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener"&gt;Pinerolo Ufficio del Turismo&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Fri, 19 Dec 2025 08:04:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/valle-di-susa/5-cose-da-fare-natale-valle-di-susa-e-val-sangone</guid></item><item><title>Personaggi del presepe (o presepio?) e dove collocarli</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/personaggi-del-presepe-o-presepio-e-dove-collocarli</link><description>&lt;p&gt;Quando allestiamo il presepe non ci facciamo tanti problemi, l&amp;rsquo;importante &amp;egrave; che ci sia la capanna con Maria, Giuseppe, il Bambino, il bue e l&amp;rsquo;asinello, l&amp;rsquo;angelo, i pastori e i Re Magi. Poi si aggiungono personaggi ed ambientazioni di fantasia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In realt&amp;agrave; &lt;b&gt;ci sarebbero delle regole&lt;/b&gt;, e alcune inconsciamente e tradizionalmente le rispettiamo. Ad esempio i pastori trovano Maria e il bue alla destra di Ges&amp;ugrave;, che si mette solo alla mezzanotte del 25 dicembre. Alla sua sinistra si trovano l&amp;rsquo;asino e Giuseppe. Dal 6 gennaio si aggiungono i Re Magi, provenienti da destra, quindi dall&amp;rsquo;oriente. Sopra la capanna o nel cielo di carta non deve mancare la stella cometa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa composizione &amp;egrave; il &lt;strong&gt;frutto di una lunga tradizione&lt;/strong&gt;, che ha aggiunto elementi e particolari alla cronaca della Nativit&amp;agrave;, che compare solo in due dei quattro Vangeli canonici ed &amp;egrave; molto succinta, lasciando spazio a molte interpretazioni e alle aggiunte degli evangelisti apocrifi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Stalla o grotta?&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Presepe&lt;/b&gt; deriva dal latino &lt;i&gt;&amp;ldquo;praesaepe&amp;rdquo;&lt;/i&gt;, traducibile con &lt;i&gt;&amp;ldquo;greppia&amp;rdquo;, &amp;ldquo;mangiatoia&amp;rdquo;&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;&amp;ldquo;recinto per capre o pecore&amp;rdquo;&lt;/i&gt;. L&amp;rsquo;unico riferimento evangelico all&amp;rsquo;ambiente di nascita di Ges&amp;ugrave; &amp;egrave; in Luca: &lt;em&gt;&amp;laquo;Maria diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perch&amp;eacute; non c&amp;rsquo;era posto per loro nell&amp;rsquo;albergo.&amp;raquo;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche se Luca cita i pastori e la mangiatoia, nessuno degli evangelisti parla esplicitamente di una grotta o di una stalla. In ogni caso &lt;b&gt;a Betlemme&amp;nbsp;la&amp;nbsp;Basilica della Nativit&amp;agrave; &lt;/b&gt;sorge intorno a quella che &amp;egrave; indicata dalla tradizione come la grotta ove nacque Cristo. Questo non &amp;egrave; necessariamente in antitesi con la nascita in una stalla: l&amp;rsquo;orografia della&amp;nbsp;Palestina&amp;nbsp;&amp;egrave; caratterizzata da numerose piccole grotte che venivano spesso usate come dispense o piccole stalle, sovente ampliate e incorporate in costruzioni in muratura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;San Francesco,&lt;/b&gt; rientrato dalla Palestina, allestisce &lt;b&gt;il presepio di Greccio&lt;/b&gt; in una grotta, portandovi una mangiatoia, un bue e un asino. Era il Natale del 1223 e dava origine al presepe moderno, ed era anche il primo presepe vivente.&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-8 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2022-12/giotto-nativita-scrovegni.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-4 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Nella cappella degli Scrovegni a Padova, nel 1303-05, Giotto affresca la sua prima Nativit&amp;agrave;, ispirata al Vangelo di San Luca e al presepe di Greccio. La Madonna, come nella successiva rappresentazione ad Assisi, viene dipinta distesa, posizione pi&amp;ugrave; adatta ad una puerpera, che non quella in ginocchio dell&amp;rsquo;iconografia affermatasi in seguito.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;La Sacra Famiglia&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Al centro dell&amp;rsquo;iconografia della Nativit&amp;agrave; c&amp;rsquo;&amp;egrave; naturalmente &lt;b&gt;Ges&amp;ugrave;&lt;/b&gt;, adagiato sulla paglia, che evoca la greppia o mangiatoia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Maria&lt;/b&gt;, col manto azzurro che evoca il cielo, fino al&amp;nbsp;XIV secolo&amp;nbsp;veniva rappresentata sdraiata accanto al figlio, mentre nei secoli pi&amp;ugrave; recenti l&amp;rsquo;iconografia l&amp;rsquo;ha sempre raffigurata in ginocchio o adorante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;San Giuseppe&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&amp;egrave; solitamente simile per abbigliamento e fisionomia ai&amp;nbsp;pastori, &amp;egrave; situato a lato di Ges&amp;ugrave; ed &amp;egrave; caratterizzato da un bastone con l&amp;rsquo;impugnatura ricurva, i suoi vestiti tendono al marrone, simbolo di umilt&amp;agrave;.&amp;nbsp;Era spesso rappresentato dormiente, a sottolineare il ruolo passivo nella procreazione. &lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2022-12/presepio-simboli.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Personaggi canonici del Presepe, iconografia e simbologia (Scuola Guido).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Il Bue e l&amp;rsquo;asinello&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Il bue e l&amp;rsquo;asinello, simboli immancabili di ogni presepe, derivano dal cosiddetto&amp;nbsp;&amp;ldquo;&lt;em&gt;Protovangelo di Giacomo&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&amp;nbsp;e da un&amp;rsquo;antica&amp;nbsp;profezia&amp;nbsp;di&amp;nbsp;Isaia&amp;nbsp;che scrive&amp;nbsp;&amp;ldquo;&lt;em&gt;Il bue ha riconosciuto il suo proprietario e l&amp;rsquo;asino la greppia del suo padrone&lt;/em&gt;&amp;ldquo;. Sebbene Isaia non si riferisse alla nascita del Cristo, l&amp;rsquo;immagine dei due animali venne utilizzata comunque come simbolo degli ebrei (rappresentati dal bue) e dei pagani (rappresentati dall&amp;rsquo;asino).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo la tradizione il bue e l&amp;rsquo;asinello&lt;b&gt; riscaldarono con il loro fiato la mangiatoia&lt;/b&gt; in cui venne riposto Ges&amp;ugrave; e nel presepio napoletano rappresentano simbolicamente il Bene (bue) e il Male (asino). Non sono due forze in contrasto, ma bilanciate fra di loro danno ordine al mondo intero: rappresentano l&amp;rsquo;equilibrio perfetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;asino&amp;nbsp;&amp;egrave; collocato nella stalla dietro la mangiatoia che ospita Ges&amp;ugrave;, ed &amp;egrave;, secondo alcuni, quello che avrebbe accompagnato Maria e Giuseppe nel loro viaggio. Nonostante il&amp;nbsp;bue&amp;nbsp;sia, come l&amp;rsquo;asino, citato solo in&amp;nbsp;fonti apocrife, &amp;egrave; considerato da tutti un elemento basilare e significa sottomissione.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-8 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;Secondo alcuni avrebbe indicato, con i suoi muggiti, alla Sacra Famiglia l&amp;rsquo;esistenza della stalla, &lt;b&gt;per i monferrini apparteneva al pastore Gelindo&lt;/b&gt;, come la stalla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Era tradizione piemontese &amp;ndash; diffusa non solo nel Monferrato &amp;ndash; la messa in scena nei giorni natalizi della &lt;b&gt;Favola di Gelindo&lt;/b&gt;. Vero e proprio &lt;i&gt;Mistero popolare&lt;/i&gt; tra stalle e teatri di parrocchie, questa lettura del Natale da un copione forse seicentesco (stampato per la prima volta ad Asti due secoli dopo, nel 1809) vede l&amp;rsquo;intervento di una maschera locale, appunto Gelindo, ipotetico primo testimone della Nativit&amp;agrave;. Una maschera che incarna sorridendo &lt;b&gt;il bravo contadino monferrino&lt;/b&gt;, semplice e un po&amp;rsquo; burbero, insicuro, pasticcione e sbadato, da cui l&amp;rsquo;appellativo popolare &amp;ldquo;Gelindo&amp;rdquo; a una persona svagata e distratta&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-4 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2022-12/Gelindo600.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Angeli e pastori&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;Se il bue e l&amp;rsquo;asinello derivano solo da fonti apocrife, &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;s&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span&gt;ono riconducibili al &lt;/span&gt;&lt;span&gt;vangelo&lt;/span&gt;&lt;span&gt; di Luca, oltre alla mangiatoia, &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;l&amp;rsquo;adorazione dei pastori e la presenza di&amp;nbsp;angeli&amp;nbsp;nel cielo&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;. Nel presepe tradizionale ritroviamo un angelo (l&amp;rsquo;arcangelo Gabriele)&amp;nbsp;sopra alla grotta o dietro la culla di Ges&amp;ugrave; mentre in alcuni presepi ve ne possono essere molti di pi&amp;ugrave;. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Ad esempio nel presepe napoletano vi sono tre angeli sopra la grotta: al centro l&amp;rsquo;angelo chiamato Gloria del Padre che tra le mani tiene una pergamena con scritto Gloria, e rappresenta gli angeli che intonano il canto ai pastori; a destra l&amp;rsquo;angelo chiamato Gloria del Figlio che tiene tra le mani l&amp;rsquo;incensiere e a sinistra l&amp;rsquo;angelo Gloria dello Spirito Santo che suona la tromba. Nel presepe genovese gli angeli sono pi&amp;ugrave; numerosi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Pastori e &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;p&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;ecore&lt;/strong&gt; rappresentano il &amp;ldquo;gregge&amp;rdquo; dei fedeli che incontra Dio grazie alla guida avveduta dei pastori, i sacerdoti. Il loro numero &amp;egrave; variabile, vanno tradizionalmente collocati a destra della capanna, sul lato di Maria e del bue. Indispensabile nel presepe napoletano &amp;egrave; il &lt;i&gt;&amp;ldquo;pastore della meraviglia&amp;rdquo;&lt;/i&gt;, che assiste a bocca e braccia aperte al miracolo della Nativit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In ogni presepe vi &amp;egrave; poi il pastore addormentato, chiamato &lt;b&gt;Benino&lt;/b&gt; nel presepe napoletano, che rappresenta l&amp;rsquo;intera umanit&amp;agrave;, dormiente e pigra di fronte al divino. Il suo risveglio sar&amp;agrave; su un &amp;ldquo;mondo nuovo&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel presepe piemontese &amp;egrave; invece sempre presente &lt;b&gt;Gelindo&lt;/b&gt;, il pastore &amp;ndash; contadino padrone del bue, che offre a Maria e Giuseppe la stalla in cui far nascere Ges&amp;ugrave;. I piemontesi sono molto affezionati a questa figura d&amp;rsquo;origine monferrina con agnello sulle spalle, dono ma anche simbolo del futuro sacrificio, cappello in testa, giacca e calzoni sotto il ginocchio, &lt;i&gt;&amp;ldquo;cavagna&amp;rdquo;&lt;/i&gt; (cesto) al braccio.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Magi o Re Magi?&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Solo nel Vangelo di Matteo si parla di &amp;ldquo;Magi&amp;rdquo;&lt;/b&gt;. Arrivano a Gerusalemme dall&amp;rsquo;oriente, perch&amp;eacute; avevano letto nel sorgere di un &amp;ldquo;astro&amp;rdquo; l&amp;rsquo;annuncio della nascita del re dei Giudei. Il legittimo re,&amp;nbsp;Erode, resta turbato e li invia a&amp;nbsp;Betlemme,&amp;nbsp;sulla base della profezia di&amp;nbsp;Michea,&amp;nbsp;con l&amp;rsquo;intento di avere informazioni su questo re illegittimo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2022-12/re-magi.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Guidati dall&amp;rsquo;astro i magi arrivano &amp;ldquo;nella casa&amp;rdquo; e offrono a Ges&amp;ugrave; bambino &amp;ldquo;oro,&amp;nbsp;incenso&amp;nbsp;e&amp;nbsp;mirra&amp;rdquo;. Avvertiti quindi in sogno di non tornare da Erode, che aveva intenti omicidi verso il possibile usurpatore, i Magi tornano nel loro paese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi Matteo non ne indica n&amp;eacute; il numero (che venne desunto dai tre doni portati) n&amp;eacute; la regalit&amp;agrave;: il termine indicava infatti &lt;b&gt;degli astrologi, dei sapienti, non dei re&lt;/b&gt;. Questo ed altri particolari vengono aggiunti dai vangeli apocrifi, in particolare i loro nomi, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, vengono desunti dal&amp;nbsp;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Vangelo dell&amp;rsquo;infanzia Armeno&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le statuine che li rappresentano devono essere &lt;b&gt;aggiunte tradizionalmente la notte precedente l&amp;rsquo;Epifania&lt;/b&gt;, alla sinistra della capanna. Sono rappresentati con abiti ricchi e reggono i tre doni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il numero dei Magi fu piuttosto controverso, oscillando tra due e dodici. In base ai tre doni da loro offerti, citati nel&amp;nbsp;Vangelo di Matteo,&amp;nbsp;papa Leone Magno&amp;nbsp;stabil&amp;igrave; che i Re Magi furono tre, con un decreto papale. Secondo alcune interpretazioni rappresenterebbero le tre et&amp;agrave; dell&amp;rsquo;uomo o i continenti conosciuti all&amp;rsquo;epoca e quindi sono spesso caratterizzati da differenze di aspetto e carnagione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo la tradizione, &lt;b&gt;Melchiorre&lt;/b&gt; viene rappresentato come anziano, con la barba lunga e portante&amp;nbsp;incenso, a ricordo della divinit&amp;agrave; di Ges&amp;ugrave;, e proverrebbe dall&amp;rsquo;Asia. &lt;b&gt;Gaspare&lt;/b&gt;, pi&amp;ugrave; giovane, trasporta il simbolo della regalit&amp;agrave;, ossia l&amp;rsquo;oro, e rappresenta l&amp;rsquo;Europa; infine &lt;b&gt;Baldassarre&lt;/b&gt; &amp;egrave; il mago dell&amp;rsquo;Africa, naturalmente di colore scuro, recante la&amp;nbsp;mirra, utilizzata per l&amp;rsquo;imbalsamazione&amp;nbsp;e dunque a ricordo della futura morte di Cristo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi i doni dei Magi fanno riferimento alla duplice natura di Ges&amp;ugrave;, quella umana e quella divina. L&amp;rsquo;oro perch&amp;eacute; &amp;egrave; il dono riservato ai Re e Ges&amp;ugrave; &amp;egrave; il Re dei Re, l&amp;rsquo;incenso, come testimonianza di adorazione alla sua divinit&amp;agrave;, perch&amp;eacute; Ges&amp;ugrave; &amp;egrave; Dio, la mirra, usata nel culto dei morti, perch&amp;eacute; Ges&amp;ugrave; &amp;egrave; uomo e come uomo, mortale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Presepio o albero? E si dice presepio o presepe?&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Un tempo &lt;b&gt;il presepio era &amp;ldquo;cattolico&amp;rdquo; e l&amp;rsquo;albero &amp;ldquo;protestante&amp;rdquo;&lt;/b&gt;, l&amp;rsquo;uno ideato da San Francesco, l&amp;rsquo;altro di origine nordica e di ascendenza pagana. Oggi per fortuna convivono tranquillamente nelle nostre case, contribuendo all&amp;rsquo;atmosfera natalizia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2022-12/Presepe%20Giaveno.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Spesso i presepi vengono ambientati nella realt&amp;agrave; attuale, un anacronismo che pu&amp;ograve; veicolare un messaggio importante, l&amp;rsquo;attualit&amp;agrave; della Nativit&amp;agrave;. Il presepe allestito nel transetto della Collegiata di San Lorenzo a Giaveno riproduce edifici significativi e chiesette montane&lt;a href="https://www.facebook.com/guido.ostorero/videos/4937999589598358"&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;(qui il filmato).&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si dice &lt;strong&gt;presepio o presepe?&lt;/strong&gt; Qualche anno fa l'Accademia della Crusca ha sciolto il dubbio, ricordando che gi&amp;agrave; in latino erano due i termini usati, &lt;em&gt;praesaepe&lt;/em&gt;, pi&amp;ugrave; antico, e &lt;em&gt;praesaepium. &lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;Anche&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Alessandro Manzoni&lt;/strong&gt;, nella sua poesia &lt;i&gt;"Il Natale"&lt;/i&gt;, usa prima &lt;i&gt;"presepio"&lt;/i&gt; e poi &lt;i&gt;"presepe": &lt;/i&gt;&lt;span&gt;q&lt;/span&gt;uesto ha sdoganato&amp;nbsp;definitivamente entrambe le parole.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi &amp;egrave; indubbio un uso maggiore di "presepe", ma si possono usare entrambi i termini. &lt;i&gt;"Che sia&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;em&gt;&lt;i&gt;presepe&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/em&gt;&lt;i&gt;o&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;em&gt;&lt;i&gt;presepio&lt;/i&gt;&lt;/em&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;vi auguriamo che anche il vostro sia perfetto: &lt;strong&gt;Buon Natale!"&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt;&lt;strong&gt;:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;questo &amp;egrave; l'augurio finale della Crusca, a cui non ci possiamo che associare.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Continua al leggere sul sito&amp;nbsp;&lt;a href="https://scuolaguido.altervista.org/"&gt;"Scuola Guido"&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;:&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="https://scuolaguido.altervista.org/personaggi-del-presepio-e-dove-collocarli/"&gt;&lt;strong&gt;Personaggi del presepe e dove collocarli&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><pubDate>Wed, 17 Dec 2025 17:43:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/personaggi-del-presepe-o-presepio-e-dove-collocarli</guid></item></channel></rss>