<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0"><channel><title>Natura ed Escursionismo</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/it/categoria-poi/natura-ed-escursionismo</link><description>Natura ed Escursionismo</description><item><title>Il Parco Comunale Villa Widemann di San Germano</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/il-parco-comunale-villa-widemann-di-san-germano</link><description>&lt;p&gt;Il Parco Comunale Villa Widemann (17.267 mq), faceva parte delle propriet&amp;agrave; di &lt;b&gt;Vittorio Widemann, &lt;/b&gt;titolare del locale cotonificio chiuso nel 1977. Oggi &amp;egrave; un significativo esempio di Parco cittadino sul tipo di quelli inglesi, largamente fruibile per la sua collocazione nel centro del paese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Il Palazzo Comunale&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;La realizzazione del Parco e la costruzione di Villa Widemann risalgono al 1940: la villa padronale era la dimora dell&amp;rsquo;industriale e ricalca l&amp;rsquo;impianto delle residenze padronali dell&amp;rsquo;epoca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;edificio, acquistato dall'Amministrazione Comunale nel 1979 ed oggi &lt;b&gt;Palazzo Comunale&lt;/b&gt;, si sviluppa su due piani fuori terra secondo un impianto asimmetrico ad L. Le sue principali caratteristiche sono il travertino nella parte esterna, il tetto a coppi alla piemontese ed i porticati al centro delle due facciate principali, sormontati da terrazzi sorretti da colonne in marmo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel Parco si svolgono le attivit&amp;agrave; pubbliche pi&amp;ugrave; significative: oltre al palazzo comunale vi hanno sede un ambulatorio polivalente, l&amp;rsquo;ufficio postale ed un centro visite per le attivit&amp;agrave; didattico-culturali legate ai percorsi guidati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/Parco2.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Parco Villa Widemann&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Il complesso &amp;egrave; adibito a Municipio e Parco attrezzato aperto al pubblico, ed &amp;egrave; sede di varie associazioni, del Museum Skirochon, della Sala Widemann, dell'Ambulatorio polivalente e dell'Ufficio Postale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Parco, in &lt;b&gt;stile paesaggistico inglese&lt;/b&gt;, &amp;egrave; un gioiello botanico della Valle Chisone: i maestosi faggi, i cedri e numerose altre essenze arboree hanno ormai raggiunto et&amp;agrave; e dimensioni ragguardevoli e sono veri e propri patriarchi vegetali di grande valore e fascino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il luogo ospita inoltre un &lt;b&gt;grande&lt;/b&gt;&lt;b&gt; patrimonio floristico&lt;/b&gt;. Sebbene la scelta di alcune specie possa essere discutibile sul piano dell'inserimento nel paesaggioe nella fascia climatica locale,sotto il profilo estetico-ricreativo l'insieme ha assunto negli anni una notevole armonia ed un indiscutibile valore paesaggistico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'equilibrio vegetale &amp;egrave; dinamico, reso marcatamente evidente dall'&lt;b&gt;avvicendarsi delle stagioni&lt;/b&gt;: dopo essere sbocciati in pieno inverno i fiori del nocciolo, del calicanto e dell'Edgeworthia papyrifera, seguono le fioriture pi&amp;ugrave; spettacolari: gialla delle forsizie, bianca, rossa e rosso-violacea delle Magnolie, rosso scarlatto dei cotogni giapponesi, rosso, rosa, bianco, viola di camelie, azalee e pi&amp;ugrave; tardi dei cornioli da fiore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra le specie poco diffuse alle nostre latitudini segnaliamo un esemplare di arancio trifogliato e numerose palme della Cina, peraltro ben sviluppate e vigorose, che formano boschetti che evocano paesaggi e luoghi distanti da noi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Arbusti da fiore danno macchie di colore durante molti mesi dell'anno: i lill&amp;agrave;, le ortensie, l'ibisco della Siria, i clerodendri, le spiree, i cornioli. La bellezza e l'armonia di particolari angoli &amp;egrave; vivacemente accentuata da narcisi, ciclamini, ellebori, peonie che ravvivano il giardino di note e tonalit&amp;agrave; cromatiche in tutte le stagioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/Parco3.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le numerose e preziose essenze botaniche arboree ed arbustive conferiscono un tono di prestigio all'insieme, che &lt;b&gt;si arricchisce di anno in anno di nuove entit&amp;agrave; e collezioni&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Recentemente la Villa &amp;egrave; stata abbellita con la messa a dimora di preziose piante acidofile quali camelie, azalee, ortensie, eriche. Sono state privilegiate le azalee a foglia persistente (azalee giapponesi) per conferire maggiore valenza estetico-paesaggistica durante tutte le stagioni, rispetto a quelle a foglia caduca (Azalea mollis). Sono state scelte variet&amp;agrave; a fioritura precoce, media e tardiva in modo da assicurare una fioritura da aprile a giugno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La preziosa collezione di 21 variet&amp;agrave; di &lt;strong&gt;camelie&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che ha arricchito il Parco comprende le meravigliose ed antiche cultivar del Verbano. Le stesse variet&amp;agrave; si possono infatti trovare ad Oggebbio a Villa Anelli, a Verbania-Pallanza a Villa S. Remigio, nei giardini botanici di Villa Taranto e a Villa Rusconi-Clerici, oltre che a Stresa nel Giardino Botanico dell'Isola Madre.&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;p&gt;Per effettuare &lt;strong&gt;servizi fotografici nel parco&lt;/strong&gt; comunale occorre presentare una richiesta all'Associazione Parco Comunale Villa Widemann, consegnandola presso il Comune preferibilmente entro la settimana antecedente al giorno stabilito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Per informazioni&lt;/strong&gt; rivolgersi al Comune di San Germano Chisone (0121/58601)&lt;/p&gt;</description><pubDate>Fri, 22 Nov 2024 08:25:53 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/il-parco-comunale-villa-widemann-di-san-germano</guid></item><item><title>“Mirage”, una sfera sui Monti della Luna</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/mirage-una-sfera-ai-monti-della-luna</link><description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;ldquo;Mirage&amp;rdquo;&lt;/strong&gt; &amp;egrave; un&amp;rsquo;opera dell&amp;rsquo;artista &lt;b&gt;Emanuele Marullo,&lt;/b&gt; realizzata con la collaborazione di &lt;b&gt;Silvia Cioni&lt;/b&gt; ed installata al Col Saurel, 2.391 metri sul livello del mare, nella zona dei Monti della Luna sopra una vedetta militare dismessa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'opera, una sfera che rappresenta la Luna realizzata in lamelle di bamb&amp;ugrave;, posizionata dove un tempo c&amp;rsquo;era un avamposto dell&amp;rsquo;esercito, rappresenta&amp;nbsp;&lt;strong&gt;un simbolo di rinascita&lt;/strong&gt; che &amp;ldquo;&lt;i&gt;vorrebbe mettere a valore ci&amp;ograve; che ormai si presenta come macerie. Costruire sulle fondamenta di un ex avamposto militare &amp;egrave; simbolo di rinascita. La sfera, volutamente effimera, &amp;egrave; stata concepita con l'idea di innesto che rispetti l'ambiente e il paesaggio&amp;rdquo;. &lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;&lt;i&gt;I Monti della Luna sono un paradiso per gli amanti della montagna e questa realizzazione&lt;/i&gt; - afferma &lt;strong&gt;Silvia Cioni&lt;/strong&gt; - &lt;i&gt;vuole fare da apripista a una visione pi&amp;ugrave; ampia. Un&amp;rsquo;opera nata con l&amp;rsquo;intento di trasformare questi luoghi in una meta culturale di cui protagonista &amp;egrave; la natura, che ci permett&lt;/i&gt;&lt;i&gt;a&lt;/i&gt;&lt;i&gt; di considerare il mondo da un punto di vista sempre nuovo e &lt;/i&gt;&lt;i&gt;di &lt;/i&gt;&lt;i&gt;offrire un&amp;rsquo;esperienza d&amp;rsquo;avanguardia che unisca arte contemporanea e paesaggio&amp;rdquo;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt; &lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/Mirage,%20Col%20Saurel%20-%20Claudio%20Gaijin.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Foto di Claudio Gaijin&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;idea di portare le opere d&amp;rsquo;arte in alta quota &amp;egrave; dell&amp;rsquo;associazione &lt;b&gt;Montiluna&lt;/b&gt;, attraverso il progetto &lt;b&gt;LunArt&lt;/b&gt; promosso da &lt;b&gt;Tiziano Quarenghi.&lt;/b&gt;&amp;nbsp;Imprenditore parigino di origini italiane, appassionato d&amp;rsquo;arte, da anni si &amp;egrave; stabilito in Alta Valle di Susa. Un suo antenato, Giacomo Quarenghi, bergamasco, fu architetto alla corte di Caterina la Grande in Russia, per la quale tra il 1782 e il 1785 costru&amp;igrave; il teatro dell&amp;rsquo;Ermitage a San Pietroburgo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Emanuele Marullo e Silvia Cioni &lt;/b&gt;sono cofondatori del collettivo artistico BASTIONE, un circolo di artisti con cui hanno sperimentato la condivisione e l&amp;rsquo;attivazione di uno spazio pubblico e l&amp;rsquo;idea di intervento urbano nel contesto del Garittone nei Giardini Reali di Torino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/Sfera%20Mirage%20-%20ufficio%20del%20Turismo%20di%20Claviere.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Mirage, 2021, archetipo in lamelle di bamb&amp;ugrave; su vedetta militare dismessa, Emanuele Marullo (foto Ufficio del Turismo Claviere)&lt;/h6&gt;</description><pubDate>Mon, 23 Sep 2024 14:41:14 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/mirage-una-sfera-ai-monti-della-luna</guid></item><item><title>Cascate di Novalesa</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/cascate-di-novalesa</link><description>&lt;p&gt;&lt;b&gt;Le cascate di Novalesa&lt;/b&gt; sono tra le pi&amp;ugrave; note della Valle di Susa: la Val Cenischia, di morfologia tipicamente glaciale, sulla sinistra presenta la bastionata montuosa tra il Monte Rocciamelone e la Punta Marmottere, di altezza ben superiore ai tremila metri, che strapiomba su un terrazzo glaciale attorno ai milleottocento metri di quota.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo si raccorda con il fondovalle, situato a poco pi&amp;ugrave; di novecento metri, con una ripida scarpata incisa da alcuni torrenti che ogni primavera, allo scioglimento delle nevi danno vita a cascate altissime e spettacolari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I salti d'acqua sono molti ma i due pi&amp;ugrave; famosi si trovano a poche decine di minuti di cammino dal piccolo comune di Novalesa: la cascata del &lt;b&gt;Rio Claretto&lt;/b&gt;, di circa cento metri di altezza e ben visibile anche da lontano, e di quella del &lt;b&gt;Rio Marderello&lt;/b&gt;, che si trova un centinaio di metri a sud della prima e che, nonostante il nome poco accattivante, a parte i periodi di piena presenta acque bianchissime e spumeggianti.&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/2476-22-10-11%20La%20cascata%20con%20l'arcobaleno%20🌈💦💙%20(Novalesa)%20-%20Alessandra%20Stangalino.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;p&gt;La sua cascata &amp;egrave; un po' meno evidente da lontano perch&amp;eacute; si trova al fondo di un breve canyon, formato dall'azione erosiva del torrente e caratterizzato da altissime pareti rocciose lisce e grigiastre. Esplorare con la dovuta prudenza questa rimbombante e freschissima "camera segreta" &amp;egrave; una esperienza che si ricorda a lungo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal 2024 le cascate si possono ammirare anche dal &lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/notizie/una-via-ferrata-alle-cascate-di-novalesa"&gt;&lt;strong&gt;percorso attrezzato delle &amp;ldquo;Cascate di Novalesa&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;,&lt;/b&gt; un itinerario che comprende anche una via ferrata ben soleggiato e percorribile praticamente tutto l'anno, ad eccezione dei brevi periodi in cui &amp;egrave; presente la neve al suolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il percorso &lt;b&gt;&amp;egrave; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;per&amp;ograve; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;piuttosto impegnativo,&lt;/b&gt; sia per tempo di percorrenza (oltre tre ore) sia per i primi tratti strapiombanti, ed &amp;egrave; adatto soltanto agli utenti pi&amp;ugrave; esperti: soprattutto per le &lt;span&gt;prime volte &amp;egrave; raccomandabile affrontarla con l'ausilio di una guida.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 18 Sep 2024 07:42:19 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/cascate-di-novalesa</guid></item><item><title>Colle della Scala</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/colle-della-scala</link><description>&lt;p class="p1"&gt;Il &lt;b&gt;&lt;i&gt;Collem Scalae,&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; con i suoi 1762 m, &amp;egrave; &lt;b&gt;il valico pi&amp;ugrave; &amp;ldquo;basso&amp;rdquo; che congiunge l'Italia con la Francia &lt;/b&gt;lungo tutta la catena delle Alpi Occidentali.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Pur essendo il collegamento pi&amp;ugrave; agevole tra Bardonecchia e la Francia &amp;egrave; sempre passato in secondo piano rispetto ai vicini colli del Moncenisio e del Monginevro; nel Medioevo veniva utilizzato &lt;b&gt;dai viaggiatori che non volevano pagare il pedaggio&lt;/b&gt; che veniva praticato sui colli principali.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Ripido e selvaggio sul versante italiano, &amp;egrave; dolce e verdeggiante su quello francese, un&amp;rsquo;ampia e lunga sella prativa compresa tra la ferrigna &lt;b&gt;Guglia Rossa&lt;/b&gt; (2545 m) e la costiera della &lt;b&gt;Cima della Sueur&lt;/b&gt; (2665 m).&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Fino alla seconda guerra mondiale ha segnato il confine tra Italia e Francia. Oggi &amp;egrave; totalmente in territorio francese e da maggio a novembre, compatibilmente con la quantit&amp;agrave; di neve presente, mette in &lt;b&gt;comunicazione Bardonecchia&lt;/b&gt; e la valle Stretta con &lt;b&gt;Brian&amp;ccedil;on&lt;/b&gt;, attraverso la valle della Clar&amp;eacute;e.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Gli italiani negli anni trenta lo avevano fortificato denominando il sistema di fortificazioni "Caposaldo Scala". Inoltre avevano costruito una teleferica che dal Pian del Colle portava i materiali fino al colle.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;L&amp;rsquo;apertura della strada carrozzabile, allora non asfaltata, risale al 1964. Il primo ad intuire la necessit&amp;agrave; di ampliare la mulattiera esistente fu &lt;b&gt;Mauro Amprimo&lt;/b&gt;, sindaco di Bardonecchia, il quale si adoper&amp;ograve; per superare le difficolt&amp;agrave; e la diffidenza delle autorit&amp;agrave; militari nel periodo post-bellico. Rivolgendosi ai sindaci dei paesi della valle della Clar&amp;eacute;e, ben consci della possibilit&amp;agrave; di sfruttare turisticamente la loro vallata, in tempi relativamente brevi riusc&amp;igrave; a interessare i governi centrali e le Camere di Commercio della regione di frontiera, cosicch&amp;eacute; un primo progetto venne approvato nel 1961.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/POI/18.JPG" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Da parte italiana, tra i primi finanziatori dell&amp;rsquo;impresa risulta la societ&amp;agrave; degli impianti sciistici di Bardonecchia e di Melezet. L&amp;rsquo;accordo tra i tecnici italiani e francesi fu definitivamente sanzionato nel 1964, ma il progetto prevedeva una pendenza massima del tracciato del 6%, con un raggio minimo di curvatura dei tornanti di 14 m. Se si considera che la pendenza naturale del terreno sul versante italiano &amp;egrave; pari al 90%, si comprender&amp;agrave; la difficolt&amp;agrave; di realizzazione di tale richiesta e l&amp;rsquo;inevitabile prolungamento dei lavori.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;La strada si allaccia alla vecchia strada della valle Stretta, 200 m a monte della diga delle Sette Fontane, a quota 1508, 2.5 km dalla sbarra di confine di Melezet. Lo sviluppo della strada su sette tornanti &amp;egrave; di 5 km fino al colle, che raggiunge attraverso due tunnel, di 46 e 30 m, costruiti &lt;b&gt;nei pressi della vecchia scala&lt;/b&gt; da cui il colle traeva la sua denominazione.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Il costo dei lavori, iniziati nel 1964, fu di &lt;b&gt;8000 ore lavorative&lt;/b&gt;, 3120 ore di pala meccanica, 560 ore di escavazione, 2000 ore di compressori e martelli perforatori e circa 1300 kg di esplosivi. Il tutto per una spesa complessiva di 70 milioni circa, pari a 14.000 lire al metro.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/POI/01%20caserma.JPG" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Poco prima dei due tunnel vale la pena &lt;b&gt;visitare una caserma abbandonata&lt;/b&gt;, sopra il curvone: si posteggia l&amp;rsquo;auto all&amp;rsquo;inizio del rettilineo che precede i tunnel, si prende un sentierino che sale diritto nel bosco, ma che con pochi metri di dislivello conduce a una caserma che, forse perch&amp;eacute; nascosta, conserva ancora affreschi militari autentici e ben leggibili, testimonianza storica della retorica fascista.&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/POI/03%20dipinti.JPG" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/POI/04%20sciatore.JPG" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Aug 2024 15:01:54 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/colle-della-scala</guid></item><item><title>Colletto del Forno</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/colletto-di-forno</link><description>&lt;p class="p1"&gt;Uno dei pi&amp;ugrave; bei posti della Val Sangone? Il &lt;strong&gt;Colletto&lt;/strong&gt;, una sella erbosa tra Forno di Coazze e la Comba del Rio Fronteglio. Bello di una bellezza mite, dove il verde stanco dei prati si perde nel ritaglio dei boschi invadenti e sparisce sotto il calpestio di chi attinge alla fontana.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Posta sullo spartiacque offre acqua agli assetati e due panorami opposti. Ad est la deserta &amp;ldquo;&lt;i&gt;C&amp;ugrave;mba&lt;/i&gt;&amp;rdquo; del Fronteglio che sfuma nell&amp;rsquo;eterno smog che annebbia oltre Giaveno la pianura torinese, ad ovest una corona di pietra, un profilo di vette familiare a chi frequenta le nostre montagne.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p2"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2023-10/colletto-fontana-goncean.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6 class="p1"&gt;Dalla fontana del Colletto lo sguardo spazia ad est fino a perdersi nella caligine della pianura torinese. (Foto di Liliana Goncean).&lt;/h6&gt;
&lt;p class="p2"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2023-10/Cover%20Colletto-del-Forno-oggi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6 class="p1"&gt;A ovest, oltre il dosso del Colletto, la corona di cime che chiude la Val Sangone. Foto di Bartolomeo Vanzetti.&lt;/h6&gt;
&lt;p class="p2"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Le &amp;ldquo;mille voci&amp;rdquo; che le attribu&amp;igrave; Gerardi accompagnano in sottofondo la pace bucolica del Colletto, mentre l&amp;rsquo;assolo di qualche&amp;nbsp;&lt;i&gt;rud&amp;ugrave;ŋ&lt;/i&gt;&amp;nbsp;proveniente dagli sparsi armenti ricorda che le&amp;nbsp;&lt;i&gt;pres&lt;/i&gt;&lt;i&gt;e&lt;/i&gt;, che presidiano il luogo da posizione elevata, continuano la tradizione della transumanza, che portava in passato al Colletto tanti animali e diverse famiglie.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Il quadretto bucolico che oggi accoglie il visitatore non deve far dimenticare la vicenda tragica avvenutavi il &lt;strong&gt;23 settembre 1943&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;,quando il pittore &lt;strong&gt;Maurizio Guglielmino&lt;/strong&gt; viene ucciso, senza un vero motivo, sulla soglia della sua baita.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4 class="p1"&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/notizie/23-settembre-1943-il-pittore-maurizio-guglielmino-e-ucciso-al-colletto-del-forno"&gt;23 SETTEMBRE 1943, IL PITTORE MAURIZIO GUGLIELMINO &amp;Egrave; UCCISO AL COLLETTO DEL FORNO&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p class="p1"&gt;La sua abitazione, una costruzione articolata che sporgeva dal declivio verso Forno, nel dopoguerra &amp;egrave; stata ricostruita in modo semplice ed &lt;strong&gt;&amp;egrave; diventata la chiesa del luogo&lt;/strong&gt;, dedicata a San Bartolomeo.&amp;nbsp;Al suo fianco un modesto cippo ricorda Maurizio Guglielmino.&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2023-10/cappella-interno.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;L&amp;rsquo;interno molto semplice e lineare della chiesetta.&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;La cappella, priva di sagrato, sorge sopra un muretto a secco, lungo il ripido pendio erboso a valle della strada sterrata che conduce alla cima del Colletto, circondata da castagni e faggi. Presenta una semplice facciata a capanna in pietra cementata con copertura aggettante sorretta da due pilastri quadrati, tetto in tegole marsigliesi e interno rettangolare intonacato bianco con arredi lignei e quadretti devozionali.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Le cure sono affidate ai fedeli che in estate abitano le baite circostanti, viene celebrata la messa una volta l&amp;rsquo;anno, il &lt;strong&gt;24 agosto&lt;/strong&gt;. in occasione della&amp;nbsp;festa del Colletto, sempre molto partecipata.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Il luogo ameno e panoramico &amp;egrave; raggiungibile con breve camminata sia da Forno che dalle borgate della Maddalena e della&amp;nbsp;&lt;i&gt;C&amp;ugrave;mba&lt;/i&gt;&amp;nbsp;e da diversi anni &amp;egrave; servito da una carrozzabile sterrata che sale da Pontepietra. La fontana generosa d&amp;rsquo;acque, i prati e i boschetti ombrosi sono accoglienti. Tanti i motivi per trascorrere al&amp;nbsp;&lt;i&gt;Cul&amp;euml;t du Forn&lt;/i&gt;&amp;nbsp;l&amp;rsquo;ultima domenica di agosto&lt;b&gt;.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Anche al Colletto, come a Selvaggio, i confini civili e religiosi non coincidono: il &lt;strong&gt;Comune di Giaveno&lt;/strong&gt; si estende su tutto il versante fino al Sangone e al Monte Uia, ma la chiesetta appartiene alla &lt;strong&gt;Parrocchia coazzese di Forno&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;em&gt;Testo di Guido Ostorero&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 18 Sep 2023 15:17:14 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/colletto-di-forno</guid></item><item><title>Colle Braida</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/colle-braida</link><description>&lt;p class="p1"&gt;Il &lt;b&gt;Colle Braida&lt;/b&gt; separa la Val Sangone dalla Val di Susa ed &amp;egrave; attraversato da una comoda rotabile che permette di raggiungere la Sacra di S. Michele.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Qui si trova una borgata di Valgioie e nel 1900 stata edificata una cappella di pietra con il tetto di ardesia dedicata al Cuore Immacolato di Maria.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Sulla strada che dal Colle Braida porta ad Avigliana si incrocia il piazzale del Colle della Croce Nera, da cui &amp;egrave;&lt;span class="Apple-converted-space"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;raggiungibile l&amp;rsquo;abbazia della Sacra di San Michele.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Poco oltre, verso Avigliana, parte sulla destra la &lt;b&gt;Strada dei principi&lt;/b&gt; che, passando per il &lt;i&gt;Truc Far&amp;ograve;,&lt;/i&gt; conduce fino alla Mortera, frazione di Avigliana dove si trova il Convento di San Francesco. Era l&amp;rsquo;antica strada di collegamento fra Avigliana e l&amp;rsquo;abbazia; questo percorso permette di godere di uno splendido panorama sulla Sacra, sui laghi di Avigliana, sulle montagne della Valle di Susa e su Torino fino alla collina della basilica di Superga.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;La prima citazione di tale percorso si ha nell&amp;rsquo;opera dedicata dal &lt;span class="s1"&gt;D&amp;rsquo;A&lt;/span&gt;zeglio alla Sacra di San Michele, datata 1829; col nome attuale lo &lt;span class="s1"&gt;si &lt;/span&gt;trova menzionato per la prima volta in una guida del 1907.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Il nome si deve ad un evento del 25 ottobre 1836, quando le spoglie di alcuni principi sabaudi furono trasferite dal duomo di Torino al monastero benedettino durante una solenne funzione a cui parteciparono la &lt;span class="s1"&gt; &lt;/span&gt;corte, il clero e un drappello di carabinieri e guardie reali.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Dal Colle Braida &lt;b&gt;Luigi Pirandello&lt;/b&gt; ammirava il paesaggio della Valle di Susa e la vetta del Rocciamelone. Il tempi pi&amp;ugrave; recenti la salita al colle &amp;egrave; entrata tra le grandi salite del ciclismo, un percorso che &amp;egrave; stato valorizzato in particolare in occasione&lt;span class="Apple-converted-space"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;del passaggio del &lt;b&gt;Giro d&amp;rsquo;Italia 2023&lt;/b&gt;, all&amp;rsquo;interno della tappa Bra-Rivoli.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 09 May 2023 10:08:41 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/colle-braida</guid></item><item><title>Montagne Seu</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/montagne-seu</link><description>&lt;p class="p1"&gt;La borgata &amp;egrave; sita tra il &lt;strong&gt;Gran Bosco di Salbertand&lt;/strong&gt; (&lt;i&gt;Gran Bo)&lt;/i&gt;&lt;span class="s1"&gt; &lt;/span&gt;e il &lt;strong&gt;Piccolo Bosco&lt;/strong&gt; (&lt;i&gt;Chi Bo)&lt;/i&gt;&lt;span class="s1"&gt; &lt;/span&gt;a nord, in una localit&amp;agrave; prativa che, grazie all&amp;rsquo;esposizione solare e all&amp;rsquo;abbondanza di acqua, eccelle nella quantit&amp;agrave; e variet&amp;agrave; di erbe commestibili, foraggere, aromatiche, medicinali.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&amp;Egrave; un insieme ordinato di casette, con annesse stalle e fienili, che nella stagione estiva ospitava i contadini del capoluogo e delle frazioni al piano saliti per la fienagione. I bovini restavano in alpeggio dal 25 giugno al 26 settembre (periodo di monticazione stabilito dagli antichi bandi comunali).&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Degni di nota alcuni edifici &lt;strong&gt;di particolare interesse architettonico&lt;/strong&gt; per l&amp;rsquo;inserimento di travi in larice nella muratura per stabilizzare la struttura e per la presenza di caratteristiche aperture triangolari per l&amp;rsquo;aerazione dei fienili.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;La localit&amp;agrave; &amp;egrave; collegata a Salbertrand grazie all&amp;rsquo;&lt;strong&gt;antica mulattiera&lt;/strong&gt; &amp;ldquo;&lt;i&gt;via dla l&amp;egrave;ia&lt;/i&gt;&lt;span class="s1"&gt;&amp;rdquo; &lt;/span&gt;(via della slitta), oggi GTA e Via Alpina, che prosegue nel Piccolo Bosco fino a raggiungere il &lt;strong&gt;Colle Lauson&lt;/strong&gt;, valico con la Val Chisone. Dagli anni &amp;rsquo;20 esiste anche una pista forestale di collegamento alla carrozzabile militare Salbertrand-Monfol-Blegier, realizzata nel 1889.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Oggi il Seu costituisce un importante punto di riferimento per escursionisti e appassionati di natura che percorrono i numerosi sentieri all&amp;rsquo;interno del &lt;strong&gt;Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Il &lt;a href="https://www.facebook.com/rifugioarlaud"&gt;&lt;strong&gt;Rifugio Daniele Arlaud&lt;/strong&gt;,&lt;/a&gt; di propriet&amp;agrave; dell&amp;rsquo;Ente Parco, il primo rifugio alpino ad aver ricevuto la certificazione Ecolabel, &amp;egrave; posto tappa della GTA, del Sentiero Italia e dell&amp;rsquo;itinerario che ripercorre il Glorioso Rimpatrio dei Valdesi.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Storicamente&lt;span class="Apple-tab-span"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;il Seu &amp;egrave; citato nelle R.R. Patenti di Carlo V d&amp;rsquo;Angi&amp;ograve;, datate &lt;strong&gt;4 ottobre 1370&lt;/strong&gt;. Diede ospitalit&amp;agrave; e preserv&amp;ograve; dal morbo i membri della nobile famiglia Coste e quindi altri si rifugiarono quass&amp;ugrave; negli anni 1629-1630, in cui la peste falcidiava 872 abitanti di Salbertrand.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La borgata &lt;strong&gt;accolse i Valdesi durante la &amp;ldquo;&lt;i&gt;Glorieuse Rentr&amp;eacute;e&lt;/i&gt;&lt;span class="s2"&gt;&amp;rdquo;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, reduci dallo scontro con una guarnigione francese sul Ponte Ch&amp;egrave;n&amp;egrave;bi&amp;egrave;res (&lt;i&gt;Puan dla Chianbiera&lt;/i&gt;) la sera del 3 settembre 1689. Tra l&amp;rsquo;8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945 fu sede di formazioni partigiane operanti sui due versanti dell&amp;rsquo;Alta Valle.&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Testo di Rosanna Carnisio&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 05 Apr 2023 10:31:27 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/montagne-seu</guid></item><item><title>Rocca Sbarua e Rifugio Melano (Casa Canada)</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/rocca-sbarua-e-rifugio-melano-casa-canada</link><description>&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;In Val Noce, nel Comune di Frossasco, sorge Rocca Sbarua, che in dialetto piemontese significa &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&amp;ldquo;roccia che spaventa&amp;rdquo;&lt;/b&gt;. Affacciata sulla pianura torinese con una splendida vista sul Monviso, la rocca &amp;egrave; composta da una serie di risalti granitici posti sul versante meridionale del Monte Freidur.&lt;span class="Apple-converted-space"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Sin dagli anni &amp;lsquo;30 del 900 questa imponente parete rocciosa ha rappresentato la &lt;b&gt;&amp;ldquo;palestra&amp;rdquo; storica di arrampicata dei piemontes&lt;/b&gt;&lt;strong&gt;i&lt;/strong&gt;, una delle prime pareti in Italia dove si sono formate &lt;b&gt;generazioni di alpinisti&lt;/b&gt;: Ellena, Gervasutti, Rivero, Boccalatte, Rossa hanno salito in Sbarua linee leggendarie prima che nascesse l&amp;rsquo;arrampicata sportiva in Italia. Oggi sono oltre 200 gli itinerari di arrampicata presenti sulle pareti.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p2"&gt;Ai suoi piedi, a 1.060 m s.l.m., sorge il &lt;b&gt;rifugio "G. Melano - Casa Canada"&lt;/b&gt; del Club Alpino Italiano - Sezione di Pinerolo. L&amp;rsquo;imponente edificio in legno, costruito in occasione delle Olimpiadi Invernali 2006, &amp;egrave; il dono dell&amp;rsquo;&lt;b&gt;ambasciata canadese&lt;/b&gt; al comune di Torino: installato originariamente in Piazza Valdo Fusi &amp;egrave; stato smontato per essere riassemblato presso Rocca Sbarua, andando a sostituire il precedente rifugio edificato nei primi anni Settanta.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p2"&gt;Facilmente raggiungibile in &lt;b&gt;30 minuti di comoda passeggiata&lt;/b&gt;, Casa Canada &amp;egrave; divenuta negli anni un traino di iniziative di vario genere: &lt;b&gt;trekking, arrampicata, &lt;/b&gt;trekking a Cavallo ed in Bike fino a&lt;b&gt; serate di enogastronomia e concerti&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p3"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/POI/&amp;copy;luciano-fochi-foto-sbarua-13.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p3"&gt;&lt;em&gt;Rocca Sbarua (Foto Luciano Fochi - Rifugio Melano)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p3"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 class="p2"&gt;&lt;b&gt;Come raggiungerlo?&lt;/b&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p class="p4"&gt;&lt;b&gt;DALLA VAL LEMINA&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p5"&gt;Da Pinerolo centro in direzione Sestriere sulla SR 23, svoltare a destra e seguire le indicazioni per &lt;b&gt;San Pietro Val Lemina&lt;/b&gt;, poi proseguire per localit&amp;agrave; &lt;b&gt;Talucco&lt;/b&gt;. Superare il Talucco sino al ponte sul Torrente Lemina, da qui ci sono tre possibilit&amp;agrave;:&lt;/p&gt;
&lt;ul class="ol1"&gt;
&lt;li class="li6"&gt;
&lt;p&gt;Svoltare a destra verso la localit&amp;agrave; &lt;b&gt;Brun&lt;/b&gt;, (1,5 km circa), parcheggiare l&amp;rsquo;auto e proseguire verso il Colle Ciardonet (breve rampa in partenza)&lt;span class="Apple-converted-space"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;e poi per il Rifugio Melano &amp;ndash; Casa Canada (40 min).&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li class="li7"&gt;
&lt;p&gt;Proseguire sulla strada asfaltata verso la&lt;b&gt; localit&amp;agrave; Cr&amp;ograve;&lt;/b&gt;, prima degli ultimi tornanti svoltare a destra verso la &lt;b&gt;Borgata Dairin&lt;/b&gt;. Parcheggiare l&amp;rsquo;auto (non nella piazzola nei pressi della borgata, riservata ai residenti) e imboccare il sentiero che passando in mezzo alle case giunge in breve al Colle Ciardonet. Da qui proseguire per il Rif. Melano &amp;ndash; Casa Canada (30 min).&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li class="li8"&gt;
&lt;p&gt;Proseguire sulla strada asfaltata fino alla localit&amp;agrave; Cro&amp;rsquo;, parcheggiare nei pressi dell&amp;rsquo;&lt;b&gt;osteria&lt;/b&gt; e a piedi imboccare la sterrata che sale dietro la locanda; giunti al primo colletto (300 m circa dal parcheggio), abbandonare la strada sterrata e seguire un sentiero che scende&lt;span class="Apple-converted-space"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;verso i prati del Colle Ciardonet, poi per il Rifugio Melano &amp;ndash; Casa Canada (40 min circa).&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p class="p4"&gt;&lt;b&gt;DALLA VAL NOCE&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p5"&gt;Dalla SP dei Laghi di Avigliana, arrivando da Pinerolo o da Torino, svoltare in direzione &lt;b&gt;Frossasco&lt;/b&gt;, poi per&lt;b&gt; Cantalupa&lt;/b&gt;. Dalla Piazza davanti al Comune di Cantalupa svoltare a sinistra, giunti davanti alla Chiesa svoltare a destra in &lt;b&gt;via Scrivanda&lt;/b&gt; e proseguire fino al termine della strada asfaltata.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p5"&gt;Parcheggiare l&amp;rsquo;auto e proseguire superando le case della B.ta Scrivanda, al primo bivio sulla sinistra svoltare seguendo le indicazioni &lt;b&gt;Fontana Calda- Rif. Melano&lt;/b&gt;, prima lungo il tracciato della pista e poi al termine per agevole sentiero, 1 ora e 30 min circa dall&amp;rsquo;auto.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 14 Dec 2022 10:20:44 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/rocca-sbarua-e-rifugio-melano-casa-canada</guid></item><item><title>Lago dei Sette Colori </title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/lago-dei-sette-colori</link><description>&lt;p&gt;Un paradiso alpino, limpido e cristallino, inserito in una spettacolare cornice di vette. Tra le creste dei Monti Saurel e Gimont e la valle francese della Cerveyrette, in una caratteristica&amp;nbsp;conca erbosa a 2329 metri d'altitudine, si trova il &lt;strong&gt;Lago dei Sette Colori&lt;/strong&gt;, anche conosciuto come Lago di Gignoux.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Deve il&amp;nbsp;nome alle &lt;strong&gt;tonalit&amp;agrave; cangianti delle sue acque&lt;/strong&gt;, che vanno dal blu intenso al verde chiaro. Da raggiungere assolutamente in estate, per trovare refrigerio nelle giornate calde e rilassarsi ammirando i suoi riflessi.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le escursioni che conducono al Lago dei Sette Colori sono numerose e panoramiche, con partenze da &lt;strong&gt;Claviere&lt;/strong&gt; (Baita Gimont), da &lt;strong&gt;Cesana&lt;/strong&gt; (zona del Lago Nero) e dal rifugio Gran Pace presso il &lt;strong&gt;Colle Bercia&lt;/strong&gt;: le strade sono adatte per trekking ed escursioni in mountain bike, ben segnalate ed agevoli.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il percorso che vi consigliamo ha origine da&lt;strong&gt; Capanna Mautino&lt;/strong&gt;, localit&amp;agrave; Bousson (Cesana). Dal Rifugio Mautino, proseguite sulla strada militare in direzione Colle Saurel. Noterete, dopo poco, un sentiero sulla destra con destinazione&amp;nbsp;i laghi di Clot Foiron, raggiungibili in poco pi&amp;ugrave; di un'ora. Proseguendo sulla militare, dopo alcune curve, arriverete al Colle Saurel, a quota 2394 m. Una volta superato il Colle, inizier&amp;agrave; la discesa:&amp;nbsp;davanti a voi scorgerete il Lago dei Sette Colori, uno &lt;strong&gt;spettacolo della natura&lt;/strong&gt; che vi ripagher&amp;agrave; dalla fatica!&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;L'immagine di copertina &amp;egrave; di Claudio Savarino&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Fri, 26 Jul 2019 10:26:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/lago-dei-sette-colori</guid></item><item><title>Lago Nero (Cesana)</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/lago-nero-cesana</link><description>&lt;p&gt;Se siete alla ricerca di idee per una domenica all'insegna del relax, il &lt;strong&gt;Lago Nero di Cesana&lt;/strong&gt;, ai piedi del Col Saurel,&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;fa al caso vostro. Circondato da verde, fitti boschi e prati fioriti, &amp;egrave; un incantevole lago alpino a 2070 metri d'altitudine; &amp;egrave; cos&amp;igrave; limpido e pulito che i monti circostanti si riflettono nelle sue acque!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se farete una passeggiata, a pochi minuti troverete anche un piccolo santuario, la &lt;strong&gt;Madonna del Lago Nero&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;ed un rifugio chiamato &lt;strong&gt;Capanna Mautino&lt;/strong&gt;: di propriet&amp;agrave; dello sci club di Bardonecchia &amp;egrave; un ottimo punto d'appoggio per l'accesso alle cime della zona, come il &lt;strong&gt;Monte Courbion o la Cima Saurel&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma come si raggiunge? Basta partire o da Bousson o da Claviere e percorrere per qualche chilometro una strada sterrata. Potete ovviamente arrivarci anche a piedi e probabilmente sentirete&amp;nbsp;i fischi delle marmotte!&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 08 Apr 2019 16:34:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/lago-nero-cesana</guid></item><item><title>Pian dell'Orso </title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/pian-dellorso</link><description>&lt;p&gt;Sotto il comune di Villar Focchiardo e all'interno del Parco Orsiera Rocciavr&amp;egrave;,&lt;strong&gt; Pian dell'Orso&lt;/strong&gt; &amp;egrave; un meraviglioso ed ampio pianoro da cui si gode di una magnifica vista sulla Valle di Susa e sulla Val Sangone. Ospita una bella cappella&amp;nbsp;recentemente ristrutturata ed un bivacco. Secondo una leggenda, la costruzione della piccola cappella avvenne intorno al 1842 su volere di un abitante di Villar Focchiardo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Costui fece voto infatti di edificarla nel caso in cui avesse trovato una madre per i suoi figli (dopo la morte di sua moglie) e se fosse terminata la terribile epidemia che stava sterminando il suo bestiame. I suoi desideri si realizzarono e la cappella venne costruita.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'itinerario che vi consigliamo per arrivare a Pian dell'Orso, parte dall'&lt;strong&gt;Alpe di Fumavecchia,&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;raggiungibile dall'abitato di Villar Focchiardo inizialmente su strada asfaltata e poi su sterrato. Dopo aver parcheggiato l'auto ed essere partiti a piedi, un sentiero vi condurr&amp;agrave; in circa un'oretta al &lt;strong&gt;casotto di Fumavecchia&lt;/strong&gt; (che i pi&amp;ugrave; pigri, se in possesso di un'auto adatta alle strade sconnesse, possono raggiungere in auto, proseguendo sulla carrozzabile). Un secondo sentiero, il n. 524A, in&amp;nbsp;circa 45 minuti vi porter&amp;agrave; a &lt;strong&gt;Pian dell'Orso,&lt;/strong&gt; scoprendo via via un panorama pi&amp;ugrave; ampio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di qui, se avete tempo ed energia, consigliamo di proseguire verso il &lt;strong&gt;Colle del Vento&lt;/strong&gt; (m. 2231), un'altra bellissima escursione che vi regaler&amp;agrave; una veduta ancora pi&amp;ugrave; spettacolare delle maggiori vette del Parco Orsiera Rocciavr&amp;egrave;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Pian dell'Orso&lt;/strong&gt;, raggiungibile anche dal versante della Val Sangone, su facile sentiero che parte&amp;nbsp;dall&amp;rsquo;&lt;strong&gt;Alpe di Giaveno,&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;ospita una bella cappella&amp;nbsp;recentemente ristrutturata ed un bivacco.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;La Cappella di Pian dell'Orso&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;La cappella della &lt;em&gt;Trasfigurazione di Nostro Signore &lt;/em&gt;sorge in posizione panoramica al Pian dell&amp;rsquo;Orso e dipende dalla Parrocchia di Maria Vergine Assunta di Villar Focchiardo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Isolata e circondata da pascoli, presenta una nuda &lt;strong&gt;facciata profilata a capanna&lt;/strong&gt;, irrobustita da una protezione &amp;ldquo;a scarpa&amp;rdquo; sul lato destro, e aperta con due arcate che introducono all&amp;rsquo;aula vera e propria, che &amp;egrave; a navata unica, aperta sul lato sinistro al rifugio per i pellegrini. Si caratterizza anche per le dimensioni delle lose che la coprono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cappella fu edificata per volont&amp;agrave; di &lt;strong&gt;Antonio Montabone&lt;/strong&gt; di Villar Focchiardo nel 1840 e fu benedetta il 6 agosto 1841. Rimasto vedovo fece voto di edificarla nel caso in cui avesse trovato una madre per i suoi figli e se fosse terminata la terribile epidemia che stava sterminando il suo bestiame: i suoi desideri si realizzarono e la cappella venne costruita.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 18 Mar 2019 10:22:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/pian-dellorso</guid></item><item><title>Cels</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/cels</link><description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cels&lt;/strong&gt; &amp;egrave; una Frazione del &lt;strong&gt;Comune di Exilles&lt;/strong&gt; costituita a sua volta da tre borgate: Morliere, Rif e Ruinas. Queste borgate furono originariamente costruite sulla rocca viva per evitare di occupare il terreno agricolo; le case presentano una distribuzione fitta con alcuni vicoli interni che in epoca medievale potevano essere sbarrati da porte, acquisendo cos&amp;igrave; una funzione difensiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Borgata Morliere&lt;/strong&gt; in particolare, testimonia la presenza di architetture storiche e religiose&amp;nbsp;significative, come la &lt;strong&gt;Cappella dei Santi Giacomo e Filippo&lt;/strong&gt;: una piccola chiesa dall'architettura sobria che ospita al suo interno due preziose statue in legno dipinte, una raffigurante San Giacomo e l'altra la Madonna col Bambino. Sulla parete a sinistra dell'altare &amp;egrave; collocato un quadro datato 1670 che ritrae San Giacomo e San Giovanni con al centro la Madonna col Bambino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A Cels si trovava inoltre, a fine 1800, un mulino da farina utilizzato ancora fino a met&amp;agrave; del XX secolo probabilmente con la funzione di frantoio da noci;&amp;nbsp;&amp;egrave; infatti possibile individuare la presenza di una mola da pesta, riadattata&amp;nbsp;in un giardino in modo ornamentale presso il torrente. Nel sito del mulino si trova oggi una piccola targa esplicativa.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 07 Jan 2019 15:32:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/cels</guid></item><item><title>Val di Thures</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/val-di-thures</link><description>&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;Val Thuras&lt;/strong&gt; &amp;nbsp;(detta anche&amp;nbsp;&lt;i&gt;Val di Thures&lt;/i&gt;) &amp;egrave; totalmente compresa nel comune di &lt;strong&gt;Cesana Torinese&lt;/strong&gt;; inizia a Bousson ed &amp;egrave; delimitata dal confine con la Francia a ovest e dalla Valle Argentera ad est.&amp;nbsp;&amp;Egrave; percorsa dal&lt;strong&gt; torrente Thuras&lt;/strong&gt;, affluente del Ripa, e contornata da montagne che si elevano fin oltre i tremila metri.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Proprio il torrente d&amp;agrave; il nome alla valle, che viene anche detta&amp;nbsp;Valle di Thures dal nome della&amp;nbsp;principale borgata che si incontra in valle, &lt;strong&gt;Thures&lt;/strong&gt; appunto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Termina con il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Col Thuras&lt;/strong&gt;, un passo&amp;nbsp;di collegamento molto frequentato sin dall'antichit&amp;agrave;. Gi&amp;agrave; usato dai saraceni per le loro incursioni sino al 970 circa, era infatti l'unico valico che metteva in comunicazione con il Queyras.&amp;nbsp;Come tutta l'alta Valle di Susa, anche la Val Thuras ha subito modificazioni morfologiche nel corso delle glaciazioni dell'Era Quaternaria, come &amp;egrave; evidente dai depositi morenici presenti alla base dei versanti lungo tutto l'asse vallivo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla bellezza naturalistica notevole, la prima parte del suo territorio&amp;nbsp;&amp;egrave; caratterizzata nel mese di giugno da un'intensa fioritura di narcisi e di non-ti-scordar-di-me. Man mano che si sale verso il colle invece la vegetazione&amp;nbsp;diventa pi&amp;ugrave; rada, e lascia lo spazio a pascoli ed alpeggi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A caratterizzare i boschi, che occupano circa un quarto della superficie del sito ci sono pini uncinati e larici. La Val Thuras ospita inoltre molte specie faunistiche alpine, come camosci, caprioli, lepri e il gallo forcello.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 31 Dec 2018 15:41:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/val-di-thures</guid></item><item><title>Lago Orfù</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/lago-orfu-il-laghetto-nato-dallautostrada</link><description>&lt;p&gt;Dal caratteristico colore verde smeraldo e dai riflessi cristallini, il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Lago Orf&amp;ugrave; &lt;/strong&gt;(anche conosciuto come&amp;nbsp;Lago di Gad) &amp;egrave; un paradiso naturalistico circondato dalle montagne della conca di Oulx.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si trova nella frazione &lt;strong&gt;Gad di Oulx&lt;/strong&gt;, a circa 1060 metri di altitudine, ed &amp;egrave; raggiungibile&amp;nbsp;attraverso una strada sterrata il cui accesso &amp;egrave; a pochi metri dall'uscita dell'autostrada Oulx est. Il lago pu&amp;ograve; inoltre essere raggiunto dal centro della frazione Gad, seguendo le indicazioni, e dal &lt;strong&gt;Sentiero dei Franchi&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;che passa a pochi metri.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;nascita del laghetto &lt;/strong&gt;verde smeraldo &amp;egrave; piuttosto singolare&amp;nbsp;e risale agli anni 80, quando in zona&amp;nbsp;si effettuarono degli scavi per reperire materiali necessari alla costruzione&amp;nbsp;dell&amp;rsquo;&lt;strong&gt;autostrada A32&lt;/strong&gt; Torino-Bardonecchia. Durante i lavori venne intercettata una falda acquifera, che si allarg&amp;ograve; fino a formare una lago, chiamato Orf&amp;ugrave; come la zona in cui &amp;egrave; localizzato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Lago Orfù - Stella faure.jpg" border="0" alt="Lago Orf&amp;ugrave; (Stella Faure)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="5df32338-5a29-4349-81a1-356e9e3818a2" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo anni di abbandono, nel 2014 &lt;strong&gt;il Comune di Oulx ha avviato il completo recupero&lt;/strong&gt; del lago e dell'area boschiva circostante, rendendola un'oasi di pace fruibile a tutti. La zona &amp;egrave; attrezzata con un punto ristoro ed un'area pic nic con barbecue, una spiaggia adibita a solarium con noleggio lettini e pedal&amp;ograve;, un campo da beach volley ed un parco giochi, ed &amp;egrave;&amp;nbsp;circondata da una pista ciclabile per MTB.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per maggiori informazioni: &lt;strong&gt;&lt;a href="https://www.turismo-oulx.it/attivita/bike/lago-orfu-o-lago-del-gad/"&gt;Turismo Oulx - Lago Orf&amp;ugrave;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;L'immagine di copertina &amp;egrave; di Adelio Vair, quella qui sopra di Stella Faure.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h3&gt;Scopri di pi&amp;ugrave;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="/natura-ed-escursionismo/oulx"&gt;&lt;strong&gt;Oulx&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><pubDate>Mon, 31 Dec 2018 15:22:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/lago-orfu-il-laghetto-nato-dallautostrada</guid></item><item><title>Lago Verde </title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/lago-verde</link><description>&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;Lago Verde&lt;/strong&gt; &amp;egrave; uno splendido specchio d'acqua dai colori smeraldini, incassato in una conca circondata da boschi di conifere. Il colore dell'acqua va dal verde al blu, ed il fondale &amp;egrave; composto da tronchi di antichi larici. Piccolo e brillante, ad osservarlo si ha l'impressione che il tempo&amp;nbsp;si fermi.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E' facilmente raggiungibile con un comodo sentiero, il tempo di percorrenza &amp;egrave; di 45 minuti, con 100 m di dislivello. Da Bardonecchia attraversato il confine verso la Valle Stretta si arriva a &lt;strong&gt;Grange della Valle&lt;/strong&gt;, di qui &amp;egrave; necessario seguire le indicazioni camminando tra distese di fiori e prati verdi. Dopo aver superato il ponte che attraversa il Rio della Valle Stretta, si prosegue in salita. L'ultimo tratto di strada si snoda in un bosco di conifere e, tra i rami, &amp;egrave; gi&amp;agrave; possibile scorgere le sfumature color smeraldo del Lago Verde.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Fri, 28 Dec 2018 12:42:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/lago-verde</guid></item><item><title>Grange della Valle </title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/grange-della-valle</link><description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Grange della Valle&lt;/strong&gt; &amp;egrave; una piccola frazione del comune di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Exilles&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;costituita da stupende casette in pietra&amp;nbsp;e da una piccola cappella. Posta all'interno della conca dell'ex ghiacciaio Galambra e dominata dalle grandi pareti del Nibl&amp;egrave; e dell'Ambin, &amp;egrave; il perfetto punto di partenza per &lt;strong&gt;bellissime escursioni &lt;/strong&gt;tra boschi di larici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Raggiungibile dai paesi di Exilles e Salbertrand, &amp;egrave; molto amata&amp;nbsp;anche dai camminatori pi&amp;ugrave; esperti, che non perdono l'occasione per percorrere &lt;strong&gt;spettacolari sentieri &lt;/strong&gt;diretti a luoghi meravigliosi: Gran Pertus (galleria scavata tra il 1526 e il 1533 da Colombano Romean), Cima Quattro Denti (m. 2106), Col d'Ambin (m. 2921), Monte Nibl&amp;egrave; (m.3365).&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rilassante&amp;nbsp;e silenzioso, consente anche l'avvistamento di una straordinaria &lt;strong&gt;variet&amp;agrave; di animali&lt;/strong&gt;, quali stambecchi, cervi, camosci, aquile, gipeto, marmotte. A Grange della Valle &amp;egrave; situato inoltre il &lt;strong&gt;rifugio Levi-Molinari&lt;/strong&gt;, aperto tutta la settimana da maggio a met&amp;agrave; settembre.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 27 Dec 2018 12:27:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/grange-della-valle</guid></item><item><title>Colle dell'Assietta </title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/colle-e-strada-dellassietta</link><description>&lt;p&gt;Vero e proprio museo a cielo aperto della storia delle fortificazioni di montagna, la &lt;strong&gt;Strada dell'Assietta&lt;/strong&gt; &amp;egrave; un percorso di alta quota (oltre i 2.000 metri) di&amp;nbsp;circa 30 chilometri.&amp;nbsp;Si snoda&amp;nbsp;lungo tutto il crinale montuoso che separa la Val Chisone dalla Valle di Susa, collegando la localit&amp;agrave; di Pian dell'Alpe (Usseaux) con il Monte Fraiteve (Sestriere).&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Venne costruita per poter raggiungere e proteggere le opere militari poste nella zona del &lt;strong&gt;Colle dell'Assietta&lt;/strong&gt; e della vicina &lt;strong&gt;Testa dell'Assietta&lt;/strong&gt;: tra&amp;nbsp;queste spicca particolarmente il &lt;strong&gt;Forte del Gran Serin&lt;/strong&gt;, che pu&amp;ograve; essere raggiunto esclusivamente a piedi, in quanto la strada &amp;egrave; chiusa al traffico. Fu proprio sulla Testa dell'Assietta (2.566) che ebbe luogo la famosa Battaglia del 19 luglio 1747 nella quale le truppe sabaude, nonostante in netta inferiorit&amp;agrave; numerica, bloccarono e sconfissero gli invasori francesi.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/07-18 Il mito dell'Assietta - Claudio Allais_0.jpg" border="0" alt="Assietta, rievocazione storica" data-entity-type="file" data-entity-uuid="390be0c8-6555-4384-ad81-0d1ee766ac77" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il reticolo di&lt;strong&gt;&amp;nbsp;trinceramenti, strade e fortini realizzati in quota,&lt;/strong&gt; sul crinale tra le Valli della Dora e del Chisone, &amp;egrave; da considerarsi il patrimonio pi&amp;ugrave; consistente e prezioso delle fortificazioni cosiddette &amp;ldquo;alla moderna&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le fortificazioni, coordinate con la piazzaforte di Exilles e con il poderoso vallo di Fenestrelle, furono teatro dell&amp;rsquo;epica resistenza sabauda del 1747. I trinceramenti in terra e pietra sono tuttora in parte riconoscibili e visitabili con itinerari escursionistici, ma necessitano di interventi di tutela.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pi&amp;ugrave; volte rimaneggiata nel corso dei secoli, la strada&amp;nbsp;&amp;egrave; percorribile in moto, in auto, in mountain bike e a piedi (di solito da&amp;nbsp;giugno a novembre, secondo le condizioni della neve). Fa inoltre parte del &lt;strong&gt;Parco delle Alpi Cozie&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE:&lt;/strong&gt; Dal sito Alps Moto Tours&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.alpsmoto.tours/colle-delle-finestre-strada-dellassietta/" ping="/url?sa=t&amp;amp;source=web&amp;amp;rct=j&amp;amp;url=http://www.alpsmoto.tours/colle-delle-finestre-strada-dellassietta/&amp;amp;ved=2ahUKEwiWsP21r-jgAhWE-qQKHZgcATEQFjABegQIDxAB"&gt;Colle delle Finestre &amp;ndash; Strada dell'Assietta - Alps Moto Tours&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><pubDate>Thu, 27 Dec 2018 11:59:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/colle-e-strada-dellassietta</guid></item><item><title>Bivacco Sigot </title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/bivacco-sigot</link><description>&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;Bivacco Mario Sigot&lt;/strong&gt;, intitolato a &lt;strong&gt;Mario Sigot&lt;/strong&gt;, un alpinista morto nell'inverno 1994 durante una salita alla Grad'Hoche, &amp;egrave; un bivacco situato nel comune di &lt;strong&gt;Exilles&lt;/strong&gt;, a 2.910 metri d'altitudine.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Realizzato in acciaio, legno e vetroresina, si trova all'inizio dell'ampio pianoro detritico che si stende tra la cima del Vallonetto, la punta Galambra e la punta Somellier. E' raggiungibile partendo da &lt;strong&gt;Grande della Valle&lt;/strong&gt; di Exilles in circa tre ore, seguendo inizialmente il sentiero per il rifugio Levi Molinari e poi proseguendo sul sentiero Balcone dell'Alta Valle di Susa. A breve distanza dal bivacco i passi Galambra e Fourneaux permettono di scendere verso Bardonecchia.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 27 Dec 2018 11:06:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/bivacco-sigot</guid></item><item><title>Rifugio Selleries </title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/rifugio-selleries</link><description>&lt;p&gt;Situato nella conca dell&amp;rsquo;&lt;strong&gt;Alpe Selleries&lt;/strong&gt; a quota&amp;nbsp;2023&amp;nbsp;metri,&amp;nbsp;&amp;egrave; di propriet&amp;agrave; della Regione Piemonte&amp;nbsp;che ne ha effettuato la ristrutturazione a partire dal 2003. Facente parte del Comune di &lt;strong&gt;Roure&lt;/strong&gt; e nel cuore del &lt;strong&gt;Parco Orsiera Rocciavr&amp;egrave;&lt;/strong&gt;, &amp;egrave; punto&amp;nbsp;di partenza per numerosi itinerari escursionistici ed alpinistici. A poca distanza dal rifugio &amp;egrave; inoltre possibile praticare l'arrampicata sportiva.&amp;nbsp;Aperto tutto l'anno, &amp;egrave; dotato di un'ampia sala ristorante, un bar e di 12 camere per un totale di 40 posti letto.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per maggiori informazioni: &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.rifugioselleries.it/"&gt;Rifugio Selleries&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 27 Dec 2018 10:49:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/rifugio-selleries</guid></item><item><title>La Valle di Rochemolles</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/la-valle-di-rochemolles</link><description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Rochemolles&lt;/strong&gt;, oggi frazione di &lt;strong&gt;Bardonecchia&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;fu comune autonomo fino&amp;nbsp;al 1926. Il suo abitato, frequentato maggiormente in estate, &amp;egrave; ricco di storia, di cultura e di tradizioni: dispone di un'antica chiesa, dedicata a &lt;strong&gt;San Pietro Apostolo&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;(consacrata a met&amp;agrave; del 1400 e risultante la pi&amp;ugrave; antica della zona ) che conserva un prezioso soffitto a cassettoni istoriati, un leggio del 1571, una croce processionale ed una acquasantiera del 1552.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Nel vecchio mulino della borgata ha sede il&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="/storia-e-tradizione/museo-etnografico-e-mulino-di-rochemolles"&gt;&lt;strong&gt;Museo Etnografico di Rochemolles&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;ospita oggetti che documentano la vita quotidiana del passato in questo piccolo borgo e comprende nel proprio percorso espositivo il vecchio mulino della borgata&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-8 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/800px-ChiesaRochemolles.JPG" border="0" alt="La Chiesa di San Pietro a Rochemolles" data-entity-type="file" data-entity-uuid="1109cbd0-643a-45f8-82e1-c3c5d0e557ea" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;La Chiesa di San Pietro a Rochemolles (Maria Rita Brun)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-4 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;Nella cappella laterale, dedicata a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;San Sebastiano&lt;/strong&gt;, vi sono alcuni affreschi che risalgono all&amp;rsquo;inizio del 1500; nella nicchia del campanile &amp;egrave; invece possibile ammirare&amp;nbsp;una statua del 1400 raffigurante la&amp;nbsp;Madonna. La chiesa di San Pietro &amp;egrave; inoltre raffigurata in un francobollo da 0,45&amp;nbsp;&amp;euro; emesso dalle Poste italiane il 9 marzo 2004 in occasione dei XX Giochi olimpici invernali.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La frazione &amp;egrave; tristemente nota anche per&amp;nbsp;le valanghe che nel corso dei secoli si sono abbattute. Quella dell'inverno del 1706 distrusse buona parte del paese, e quella del 1931, quattrocento metri pi&amp;ugrave; in alto sul versante della montagna posto a occidente del paese, travolse ventuno alpini del Battaglione Fenestrelle. L'ultima, il 5 febbraio 1961, distrusse alcune case.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A un paio di chilometri dal centro abitato si colloca inoltre il &lt;strong&gt;Lago di Rochemolles&lt;/strong&gt;: si tratta di un piccolo lago artificiale a monte della &lt;strong&gt;diga&lt;/strong&gt; costruita negli anni trenta per fornire l'acqua ad una centrale idroelettrica di Bardonecchia, oggi propriet&amp;agrave; dell'Enel.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Proseguendo sulla strada sterrata si raggiunge il &lt;strong&gt;Rifugio Scarfiotti&lt;/strong&gt; (2165 m). Per i pi&amp;ugrave; avventurosi la strada prosegue ancora, piuttosto sconnessa e priva di protezioni a valle, fino ad arrivare ai circa 3000 metri del &lt;strong&gt;Colle del Sommeiller&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;Qui ogni anno,&amp;nbsp;nel mese di luglio, si svolge il motoraduno &amp;ldquo;Stella Alpina&amp;rdquo;, che richiama moltissimi motociclisti italiani e stranieri: questa infatti &amp;egrave; considerata &lt;strong&gt;una delle&amp;nbsp;migliori alte strade di montagna&lt;/strong&gt; in Europa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;L'immagine in copertina &amp;egrave; di Benilde Souberan&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 27 Dec 2018 10:46:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/la-valle-di-rochemolles</guid></item></channel></rss>