<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0"><channel><title>Scienza e Ambiente</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/it/categoria-blogpost/blog/scienza-e-ambiente</link><description>Scienza e Ambiente</description><item><title>PICCOLA STORIA DELL'ORA LEGALE, CHE RITORNA DOMENICA 29 MARZO 2026</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/domenica-ritorna-lora-legale-cosa-serve-e-perche-si-parla-di</link><description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'ora legale &lt;/strong&gt;ritorna nella notte &lt;strong&gt;tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026&lt;/strong&gt;: alle ore 2:00 di domenica 29 si dovranno spostare le lancette degli orologi avanti di un&amp;rsquo;ora.&amp;nbsp;Il nuovo orario ci accompagner&amp;agrave; fino alla notte tra sabato 24 e &lt;strong&gt;domenica 25 ottobre 2026.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi del passaggio dall'ora solare&amp;nbsp;&lt;span&gt;(quella che segue il naturale sorgere del sole)&amp;nbsp;&lt;/span&gt;a quella legale (e viceversa)?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;vantaggi e svantaggi&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Utilizzare l'&lt;strong&gt;ora legale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;quando le giornate si allungano e l'&lt;strong&gt;ora solare&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;quando le giornate si accorciano permette di&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;seguire la naturale durata delle ore di luce.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;Nei mesi estivi e primaverili si sfruttano al massimo le ore di luce naturale, e si possono accendere le luci quando davvero diventa buio (un'ora pi&amp;ugrave; tardi). Tornare all'ora solare quando le giornate si accorciano permette invece alle attivit&amp;agrave; che iniziano presto al mattino di sfruttare le prime ore di luce senza accendere l'illuminazione.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt; Con l'ora solare, in Italia, nei mesi estivi&amp;nbsp;il sole sorgerebbe alle 4.30 del mattino e tramonterebbe alle 20. Con l'ora legale invece, spostando avanti le lancette dell'orologio, il periodo di luce tra alba e tramonto va&amp;nbsp;&lt;strong&gt;dalle 5.30 alle 21&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&amp;Egrave; facile intuire che un'ora di luce tra le 4.30 e le 5.30 &amp;egrave; meno utile di un'ora di luce tra le 20 e le 21. Questo spostamento permette infatti, ad esempio, di accendere le luci alla sera un ora pi&amp;ugrave; tardi, con un conseguente&amp;nbsp;&lt;strong&gt;risparmio sui consumi di energia elettrica&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Ora-Legale-2-735x400.png" border="0" alt="Ora legale" data-entity-type="file" data-entity-uuid="125c3971-fc98-4f81-937f-64b3b99e6c35" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Studi scientifici rivelano che in seguito ai passaggi da ora solare a ora legale &lt;strong&gt;il 15% dei cittadini lamenta cambiamenti d&amp;rsquo;umore, stress,&lt;/strong&gt; mancanza di concentrazione, nervosismo, emicranie, disturbi del sonno (in particolare tra i bambini). Una ricerca di alcuni cardiologi americani afferma anche che l&amp;rsquo;ora di sonno persa dopo l&amp;rsquo;entrata in vigore dell&amp;rsquo;orario estivo possa addirittura influire sulla probabilit&amp;agrave; di subire un attacco cardiaco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nostro bioritmo &amp;egrave; infatti determinato da una sorta di orologio posto nell&amp;rsquo;ipotalamo, che controlla i bioritmi all&amp;rsquo;interno dei nostri organi (cuore, muscoli, fegato, rene) basandosi sull&amp;rsquo;alternarsi di luce e buio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con il passaggio dall&amp;rsquo;ora solare all&amp;rsquo;ora legale cambiano i ritmi ormonali, il picco della serotonina (che &amp;egrave; nella tarda notte/prima mattinata) si sfalsa, la melatonina viene iniziata a produrre 1 ora pi&amp;ugrave; tardi e ci&amp;ograve; pu&amp;ograve; determinare&amp;nbsp;un peggioramento della qualit&amp;agrave; del sonno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inoltre dormire un'ora in meno la notte del cambio dell&amp;rsquo;ora pu&amp;ograve; scompensare il nostro sistema ed esporci ad &lt;strong&gt;un maggiore stress&lt;/strong&gt;, e quandi ad un maggiore rischio di infarto. A questo proposito i medici consigliano di &lt;em&gt;"spostare piano piano, di una decina di minuti al giorno, gli orari della colazione, del pranzo, della cena e del momento di ansare a letto&amp;rdquo;.&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;Quando &amp;egrave; nata&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ora legale &amp;egrave; una convenzione che, nei paesi dell&amp;rsquo;Unione Europea, ha inizio l&amp;rsquo;ultima domenica di marzo ed ha fine l&amp;rsquo;ultima domenica di ottobre. Fu &lt;strong&gt;Benjamin Franklin&lt;/strong&gt;, l&amp;rsquo;inventore del parafulmine, a manifestare per primo la necessit&amp;agrave; di usufruire maggiormente delle ore di luce, all&amp;rsquo;epoca per limitare gli elevati costi delle candele.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A riprendere il pensiero di Frankin fu poi il costruttore britannico &lt;strong&gt;William Willett&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;dopo la fine della prima guerra mondiale: in un periodo in cui il risparmio energetico era una priorit&amp;agrave;, il Regno Unito istitu&amp;igrave; cos&amp;igrave; il &lt;em&gt;British Summer Time&lt;/em&gt;, decretando lo spostamento delle lancette avanti di un&amp;rsquo;ora nel periodo estivo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Era il 1916&lt;/strong&gt; e molti altri paesi, tra cui l&amp;rsquo;Italia, presero esempio. Abolita e ripristinata pi&amp;ugrave; volte nel corso degli anni, venne adottata ufficialmente &lt;strong&gt;in Italia nel 1965&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/1280px-DaylightSaving-World-Subdivisions.png" border="0" alt="Da Wikipedia" data-entity-type="file" data-entity-uuid="5b3d49d8-d1d9-4ee4-92f9-49ebf07d557f" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;In questa immagine di Wikipedia vediamo in azzurro gli stati che adottano il cambio d'ora, in arancione quelli che l'hanno adottato in passato e in rosso quelli in cui il cambio non vi &amp;egrave; mai stato.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;le discussioni per abolirla&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;L'abolizione dell'ora legale &amp;egrave; un tema che &amp;egrave; stato discusso per diversi anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra luglio e agosto 2018 sul sito della Commissione Europea&amp;nbsp;si &amp;egrave; tenuta una consultazione pubblica in cui &lt;strong&gt;l&amp;rsquo;84 per cento &lt;/strong&gt;dei partecipanti aveva chiesto&amp;nbsp;di abolire l'obbligo&amp;nbsp;per i Paesi membri di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;passare da un'ora all'altra due volte all'anno&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Il sondaggio online ha ottenuto 4,6 milioni di risposte, il numero pi&amp;ugrave; alto mai ricevuto da una consultazione pubblica UE.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;Parlamento Europeo&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;con 410 voti favorevoli, 192 contrari e 51 astenuti, ha poi approvato la fine del passaggio automatico dall&amp;rsquo;ora solare all&amp;rsquo;ora legale a &lt;strong&gt;partire dal 2021&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un accordo tra gli Stati membri per&amp;ograve; non &amp;egrave; mai stato raggiunto: alcuni Paesi avrebbero voluto mantenere l'ora legale tutto l&amp;rsquo;anno, mentre altri preferivano l'ora solare, una disputa&amp;nbsp;che ha diviso i paesi del Nord e quelli del Sud Europa. A seconda della latitudine, infatti, le ore di luce giornaliere cambiano sensibilmente ed i&amp;nbsp;costi riguardanti l&amp;rsquo;illuminazione degli edifici e gli altri servizi sono dunque molto differenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La&amp;nbsp;Francia&amp;nbsp;proponeva di tenere per sempre l'ora legale&amp;nbsp;e dire addio a quella solare, ma i paesi del Nord Europa non sono stati d'accordo.&amp;nbsp;La possibilit&amp;agrave; di avere pi&amp;ugrave; luce a disposizione, infatti, avvantaggia soprattutto i paesi del Sud mentre al Nord&amp;nbsp;le giornate in estate sono gi&amp;agrave; molto lunghe&amp;nbsp;a causa della vicinanza con il Polo. Nei giorni pi&amp;ugrave; lunghi&amp;nbsp;&lt;strong&gt;in Finlandia il sole sorge prima delle quattro del mattino e tramonta quasi alle 22:48 &lt;/strong&gt;(mentre, ad esempio, a Milano lo fa due ore prima, alle 20,48): ai finlandesi quindi l'ora guadagnata non serve per avere pi&amp;ugrave; luce alla sera n&amp;eacute; per risparmiare sul fronte energetico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal 2019 le discussioni sono state interrotte, e nessun governo ha preso l'iniziativa per una soluzione definitiva. Consapevole della difficolt&amp;agrave; nel trovare un consenso, la Commissione Europea ha deciso cos&amp;igrave; di chiudere il capitolo, &lt;strong&gt;confermando l&amp;rsquo;attuale sistema di cambio d&amp;rsquo;ora&lt;/strong&gt; semestrale.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 04 Mar 2026 09:56:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/domenica-ritorna-lora-legale-cosa-serve-e-perche-si-parla-di</guid></item><item><title>Solstizio d'inverno: il giorno in cui le ombre raggiungono la massima estensione</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/solstizio-dinverno-il-giorno-cui-valle-di-susa-le-ombre-raggiungono-la</link><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Il &lt;strong&gt;solstizio d'inverno&lt;/strong&gt; &amp;ndash; per chi vive nell'emisfero nord del pianeta &amp;ndash; &amp;egrave; il momento in cui il Polo Nord &amp;egrave; il pi&amp;ugrave; distante possibile dal Sole; il solstizio d'estate, al contrario, &amp;egrave; quello in cui &amp;egrave; pi&amp;ugrave; vicino.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Il termine solstizio deriva dal latino &lt;em&gt;solstitium&lt;/em&gt;:&amp;nbsp;&lt;em&gt;sol-&lt;/em&gt;, "Sole" e&amp;nbsp;&lt;em&gt;-sistere&lt;/em&gt;, "fermarsi&amp;rdquo;; nel solstizio d'inverno &lt;strong&gt;il Sole smette di "calare"&lt;/strong&gt; rispetto all&amp;rsquo;equatore celeste e dal giorno successivo le ore di luce ricominciano a crescere. Avviene in una finestra che va dal 20 al 23 dicembre, a causa della non perfetta corrispondenza tra il calendario e l'anno solare, che dura 365,2422 giorni. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Nel 2025 il giorno del solstizio &amp;egrave; &lt;strong&gt;domenica 21 dicembre,&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;che sar&amp;agrave; la giornata pi&amp;ugrave; corta dell'anno:&amp;nbsp;alla nostra latitudine le ore di luce saranno &lt;strong&gt;soltanto&amp;nbsp;8 e 45.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;La durata di questa giornata, infatti, varia in base alla latitudine, e le differenze sono notevoli anche solo tra le diverse parti d'Italia: &lt;strong&gt;a Palermo, &lt;/strong&gt;ad esempio, il giorno durer&amp;agrave; quasi 25 minuti in pi&amp;ugrave; che a Roma e&lt;strong&gt; 55 minuti in pi&amp;ugrave; che a Belluno.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/Solstizio%20d'inverno.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Solstizio d&amp;rsquo;inverno &amp;ndash;&amp;nbsp; foto Starwalk&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Nel momento del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;solstizio d'inverno&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;i&amp;nbsp;raggi del Sole nel nostro emisfero arrivano &lt;strong&gt;con il massimo dell'inclinazione &lt;/strong&gt;e sono dunque&amp;nbsp;i pi&amp;ugrave; deboli dell'anno. Non solo: il sole basso all'orizzonte fa s&amp;igrave;&amp;nbsp;che sul versante meridionale delle nostre valli alcuni paesi e borgate &lt;strong&gt;rimangano costantemente in ombra&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Il fenomeno &amp;egrave; &lt;strong&gt;particolarmente evidente nelle valli&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;pi&amp;ugrave; strette&lt;/strong&gt; oppure caratterizzate, come le nostre,&amp;nbsp; da un andamento Est-Ovest, che fa s&amp;igrave; che il versante sud faccia da schermo ai raggi solari. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;In &lt;strong&gt;Valle di Susa&lt;/strong&gt; i centri storici dei paesi del versante Sud pi&amp;ugrave; addossati alla montagna, Chiusa San Michele, Vaie e Villar Focchiardo, ma anche Venaus e Beaulard (per non citare che i casi pi&amp;ugrave; "eclatanti"), rimangono &lt;strong&gt;senza sole anche per parecchie settimane&lt;/strong&gt;, mentre i paesi del versante nord al contrario restano sempre soleggiati.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Situazione simile in &lt;strong&gt;Val Chisone&lt;/strong&gt;, da Prali a Inverso Pinasca (il termine&amp;nbsp;&lt;strong&gt;"inverso"&lt;/strong&gt; in piemontese indica&amp;nbsp; proprio il versante all'ombra...) ed in &lt;strong&gt;Val Pellice&lt;/strong&gt;, da Lusernetta a Bobbio Pellice.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/ombra1.jpg" border="0" alt="" /&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Il fenomeno &amp;egrave; evidente in questa foto,&amp;nbsp;scattata da &lt;strong&gt;Stefano Cenna &lt;/strong&gt;al Frais, dove risultano evidenti le differenze di soleggiamento dei due versanti, quello sud in primo piano all'ombra e quello nord ben illuminato di fronte. In&amp;nbsp;quella sopra al titolo, scattata in bassa valle, il versante di fronte, illuminato, &amp;egrave; quello a nord, mentre nel versante sud &amp;egrave; solo la Sacra di San Michele&amp;nbsp; a godere di un'ultimo raggio di sole.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Dal giorno del solstizio&amp;nbsp;&lt;strong&gt;le giornate riprendono ad allungarsi&lt;/strong&gt;:&amp;nbsp;un evento sempre molto atteso e celebrato fin dall'antichit&amp;agrave;, e non solo dai territori "all'ombra" delle valli, vogliosi di uscire dal periodo della "brina perenne".&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/Stagioni.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;span&gt;Come cambiano le stagioni &amp;ndash; foto Starwalk&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I&lt;span&gt;l solstizio d&amp;rsquo;inverno coincideva infatti per i romani con una festa pagana, chiamata &lt;strong&gt;&amp;ldquo;Sol Invictus&lt;/strong&gt;&amp;rdquo;, nata per simboleggiare la rinascita. &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Era anche usanza, a cavallo del solstizio, di organizzare banchetti e&amp;nbsp; scambiarsi regali come dadi, candele, libri, abiti e piccoli animali domestici. Una celebrazione che sembra dunque avere molte somiglianze con i nostri &lt;strong&gt;festeggiamenti del Natale&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/01-16 Fenil (Salbertrand)_ giochi di luce e di ghiaccio - Maria Rita Brun.jpg" border="0" alt="Ghiaccioli (Maria Rita Brun)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="cd5caf45-c382-45f0-b639-0556902ba5fe" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Foto di Maria Rita Brun&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Nel calendario celtico&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Yule&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;(21 dicembre), incarnava il momento in cui la notte &amp;egrave; pi&amp;ugrave; lunga del giorno e segna il passaggio dalle Tenebre alla Luce.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="/blog/un-po-di-storia/il-calendario-celtico-ritualita-pagane-legate-al-movimento-degli-astri"&gt;Il calendario celtico, ritualit&amp;agrave; pagane legate al movimento degli astri&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Inoltre, Il solstizio d&amp;rsquo;inverno &lt;strong&gt;non coincide con il giorno pi&amp;ugrave; freddo dell&amp;rsquo;anno&lt;/strong&gt;: gli oceani terrestri hanno infatti la capacit&amp;agrave; di assorbire parte dell&amp;rsquo;energia solare e rilasciarla in modo graduale nel tempo, causando un ritardo tra il momento in cui il sole ci irraggia di meno e quello in cui si percepisce pi&amp;ugrave; freddo; nel nostro emisfero le temperature si trovano infatti &lt;strong&gt;al minimo tra gennaio e febbraio&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Non a caso i giorni della Merla, quelli pi&amp;ugrave; freddi secondo la tradizione popolare, vanno dal 29&amp;nbsp;al 31 gennaio. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/scienza-e-ambiente/i-giorni-della-merla-sono-davvero-i-piu-freddi-dellanno"&gt;I giorni della merla sono davvero i pi&amp;ugrave; freddi dell'anno?&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><pubDate>Wed, 10 Dec 2025 08:32:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/solstizio-dinverno-il-giorno-cui-valle-di-susa-le-ombre-raggiungono-la</guid></item><item><title>21 giugno, solstizio d'estate. È il giorno più lungo dell'anno</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/21-giugno-il-giorno-piu-lungo-dellanno-solstizio-destate-e-festa-della</link><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;Il &lt;strong&gt;21 giugno 2025 &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;ritorna il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;solstizio d&amp;rsquo;estate,&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;l&amp;rsquo;evento che segna&amp;nbsp;l&amp;rsquo;inizio del periodo estivo nell'emisfero settentrionale&amp;nbsp;(nella foto un'immagine estiva della Via Lattea scattata da &lt;em&gt;Walter Demichelis&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal latino&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;solstĭtĭum&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, (composto da&amp;nbsp;&lt;em&gt;sōl&lt;/em&gt;, &amp;laquo;Sole&amp;raquo;, e&amp;nbsp;&lt;em&gt;sistĕre&lt;/em&gt;, &amp;laquo;fermarsi&amp;raquo;) il solstizio d'estate &amp;egrave; in astronomia il momento in cui il Sole raggiunge&amp;nbsp;la massima altezza sull'orizzonte. Si tratta dunque di un momento specifico, che &lt;strong&gt;ritarda ogni anno di circa 6 ore&lt;/strong&gt; rispetto all'anno precedente&lt;span style="font-size: 12.5px;"&gt;,&lt;/span&gt;&amp;nbsp;e si riallinea forzosamente ogni quattro anni in corrispondenza dell'&lt;strong&gt;anno bisestile&lt;/strong&gt;, introdotto proprio per evitare la progressiva divergenza delle&amp;nbsp;stagioni&amp;nbsp;con il&amp;nbsp;calendario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A causa di tali variazioni pu&amp;ograve; capitare che i solstizi cadano il 20 o il 21 giugno oppure il 21 o il 22 dicembre.&amp;nbsp;Quest'anno il solstizio d'estate cade&lt;strong&gt;&amp;nbsp;il 21 giugno 2024&amp;nbsp;&lt;span&gt;alle 4:42 del mattino&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;: in quel momento il Sole raggiunger&amp;agrave; il punto di &lt;strong&gt;massima elevazione sull&amp;rsquo;orizzonte&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Questo &amp;egrave; quindi&amp;nbsp;&lt;strong&gt;il giorno pi&amp;ugrave; lungo dell'anno:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;la luce del sole illuminer&amp;agrave; l&amp;rsquo;emisfero settentrionale per pi&amp;ugrave; di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;15 ore&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;solstizio d'inverno&lt;/strong&gt;, che si verifica quando il Sole a mezzogiorno &amp;egrave; alla minima altezza rispetto all&amp;rsquo;orizzonte,&amp;nbsp;cade invece nel giorno pi&amp;ugrave; corto dell'anno:&amp;nbsp;quest'anno il 21 dicembre 2024.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/scienza-e-ambiente/solstizio-dinverno-il-giorno-cui-valle-di-susa-le-ombre-raggiungono-la"&gt;Solstizio d'inverno: il giorno dove le ombre in Valle di Susa raggiungono la massima estensione&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Le &lt;strong&gt;stagioni meteorologiche&lt;/strong&gt; iniziano invece una ventina di giorni prima, rispetto all&amp;rsquo;effettivo momento degli equinozi e dei solstizi. L&amp;rsquo;estate, da questo punto di vista, era quindi gi&amp;agrave; iniziata da alcuni giorni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella storia&amp;nbsp;il solstizio d'estate, rappresentando l'inizio dell'omonima stagione, &amp;egrave; sempre stato occasione di feste, come i&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Litha&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;nel neopaganesimo o la nativit&amp;agrave; cristiana di&amp;nbsp;Giovanni Battista, la cosiddetta &lt;strong&gt;"Notte di San Giovanni".&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Talvolta nelle zone di cultura celtico-germanica la "Festa del sole di mezza estate" era associata anche alla celebrazione della mascolinit&amp;agrave; e della sua funzione sociale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel tardo&amp;nbsp;Impero romano, riferendosi al solstizio d'inverno, si parlava di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sol Invictus&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;(Sole invitto) per celebrare il giorno in cui il Sole smetteva di calare sull'orizzonte.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="/blog/un-po-di-storia/il-calendario-celtico-ritualita-pagane-legate-al-movimento-degli-astri" hreflang="it"&gt;Il calendario celtico, ritualit&amp;agrave; pagane legate al movimento degli astri&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;La "Festa della Musica"&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Il solstizio d'estate &amp;egrave; anche l&amp;rsquo;occasione in cui si celebra la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Festa della Musica&lt;/strong&gt;, una manifestazione che invita&amp;nbsp;&lt;strong&gt;professionisti,&amp;nbsp;scuole di musica, cori, orchestre, bande ed appassionati&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;ad esibirsi per le strade, nelle piazze,&amp;nbsp;nei cortili. Il fine &amp;egrave; quello di trasmettere, attraverso la musica,&amp;nbsp;un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;messaggio di partecipazione, integrazione, armonia e universalit&amp;agrave;&lt;/strong&gt;. Ma &amp;egrave; anche un modo, per gli artisti, di far conoscere la propria arte e la propria passione, di scambiarsi opinioni e di imparare dal confronto.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;iniziativa venne promossa nel 1982 dal&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Ministero della Cultura francese&lt;/strong&gt;. Aderirono poi, a partire dal 1995, numerose citt&amp;agrave; europee. Dal 2016, grazie al lavoro della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;AIPFM&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;(Associazione Italiana per la Promozione della Festa della Musica) e del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Ministero dei Beni Culturali e turistici&lt;/strong&gt;, sono entrate a far parte del progetto pi&amp;ugrave; di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;350 citt&amp;agrave; italiane&lt;/strong&gt;, coinvolte in un grande evento musicale&amp;nbsp;distribuito su tutto il territorio nazionale.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Fri, 13 Jun 2025 10:08:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/21-giugno-il-giorno-piu-lungo-dellanno-solstizio-destate-e-festa-della</guid></item><item><title>La galaverna, quando l’umidità e il freddo danno spettacolo</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/la-galaverna-quando-lumidita-e-il-freddo-danno-spettacolo</link><description>&lt;p&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;Avete presente quel tipico panorama invernale caratterizzato da alberi completamente bianchi, che sembrano ricoperti da uno strato di neve? Questo fenomeno, che in meteorologia viene definito &lt;/span&gt;&lt;strong style="text-align: justify;"&gt;galaverna&lt;/strong&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt; (o calaverna) &amp;egrave; semplicemente un deposito di ghiaccio su oggetti esterni, che si verifica quando la temperatura dell&amp;rsquo;aria scende al di sotto dello zero e vi &amp;egrave; concomitante presenza di nebbia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Praticamente, le goccioline d&amp;rsquo;acqua dell&amp;rsquo;atmosfera diventano ghiaccio e vanno a ricoprire alberi, tetti delle case, automobili e tutto quanto incontrino sul loro percorso. Non si tratta di uno strato pesante, &amp;egrave; un leggero deposito semplice da rimuovere, che ammanta di fascinoso bianco il paesaggio circostante.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-top: 8px; margin-bottom: 8px; text-align: justify;"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Galaverna 2 - Elio Pallard.jpg" border="0" alt="Galaverna (Elio Pallard)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="054380b0-3a07-46d1-ba71-a8b199d8fd50" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-top: 8px; margin-bottom: 8px; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Galaverna (questa foto e quella sopra al titolo sono di Elio Pallard).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-top: 8px; margin-bottom: 8px; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;Brina, galaverna, calabrosa o neve chimica?&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Molti confondono galaverna e brina, ma si tratta di due fenomeni diversi: la &lt;strong&gt;brina&lt;/strong&gt;, infatti, &amp;egrave; un congelamento del vapore sulle superfici a seguito della perdita di calore conseguente alla notte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;galaverna&lt;/strong&gt;, invece, si verifica quando, a temperature inferiori allo zero, le gocce d&amp;rsquo;acqua, prive di sali e impurit&amp;agrave;, non si ordinano tra di loro dando vita ad un cristallo, ma rimangono in stato liquido. Se subentra un elemento disturbante, ad esempio un soffio d&amp;rsquo;aria, l&amp;rsquo;equilibrio viene sconvolto e si formano delle concrezioni di ghiaccio che ricoprono le superfici: ecco spiegata la formazione del candido velo glaciale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Galaverna a Chianocco - Dante Alpe.jpeg" border="0" alt="Galaverna sulle montagne di Chianocco (Dante Alpe)." data-entity-type="file" data-entity-uuid="058e8495-0294-4424-8a3d-b7590179a7b4" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-top: 8px; margin-bottom: 8px; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Galaverna sulle montagne di Chianocco (Dante Alpe).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo stesso procedimento, a contatto con il vento intenso delle alte quote, d&amp;agrave; origine alla &lt;strong&gt;calabrosa&lt;/strong&gt;: in questo caso l&amp;rsquo;acqua sopraffusa nella nebbia, sollecitata dal vento, crea una crosta ghiacciata al cui interno sono racchiuse bolle d&amp;rsquo;aria che la rendono simile ad una spugna. La calabrosa ricopre le croci poste sulle vette, ma anche le superfici degli aeromobili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;neve chimica&lt;/strong&gt;, invece, &amp;egrave; tipica delle zone caratterizzate da elevato inquinamento atmosferico, ad esempio la Pianura Padana. Si tratta di una precipitazione che avviene in assenza di perturbazioni ma in presenza di nebbia fitta: laddove si concentrano elevato inquinamento e temperature particolarmente rigide, il particolato atmosferico e i fumi aziendali vengono avvolti da cristalli di ghiaccio che cadono a terra simili a neve. Quella che si &amp;egrave; soliti definire neve chimica nel gergo scientifico si chiama in realt&amp;agrave; &amp;ldquo;neve da nebbia&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;Etimologia incerta, ma fascino garantito&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Alcuni pensano che galaverna sia &lt;strong&gt;un&amp;rsquo;espressione dialettale&lt;/strong&gt;. Questa convinzione non &amp;egrave; completamente errata, in quanto il termine &amp;egrave; stato inserito nei dizionari di lingua italiana soltanto a partire dal 1970. Prima, era diffuso nella parlata piemontese, ligure ed emiliano-romagnola come galaverna e nel lessico veneto e dell&amp;rsquo;Italia centrale come calaverna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;etimologia incerta ha alimentato alcune discussioni, ma l&amp;rsquo;ipotesi pi&amp;ugrave; probabile &amp;egrave; che la parola derivi dal germanico &lt;em&gt;cala, caligo&lt;/em&gt;, ovvero nebbia e dal latino &lt;em&gt;hibernus&lt;/em&gt;, ovvero inverno ma anche gelo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Meno scientifica e decisamente pi&amp;ugrave; poetica &amp;egrave; invece l&amp;rsquo;interpretazione della parola galaverna alla stregua di un addobbo del gelo, una sorta appunto di &amp;ldquo;gala&amp;rdquo; invernale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel linguaggio marinaresco la calaverna &amp;egrave; la &lt;strong&gt;fodera in tela&lt;/strong&gt; con cui si protegge l&amp;rsquo;asta del remo dalla sfregamento cui &amp;egrave; sottoposto.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-top: 8px; margin-bottom: 8px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff;"&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;span style="color: #202122;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/1894-03-08 Galaverna sopra le nuvole - Gianluca Vinassa.jpg" border="0" alt="Galaverna sopra le nuvole (Gianluca Vinassa)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="6b50170e-1f0c-4315-9ad6-a109e6e863d3" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Galaverna sopra le nuvole (Gianluca Vinassa).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma la galaverna trova applicazione anche in agronomia. In questo caso si tratta di un procedimento indotto, specialmente nel periodo primaverile, che consiste nello &lt;strong&gt;spruzzare acqua sulle piante per preservarle dalle gelate&lt;/strong&gt; sfruttando la liberazione del calore di brinamento. Cos&amp;igrave; facendo si limita il tempo di esposizione della pianta alle temperature sotto zero. Non tutti vedono di buon occhio questo provvedimento, ritenendo che il volume dell&amp;rsquo;acqua che solidifica in alcuni casi possa arrecare danni ai germogli.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="/blog/scienza-e-ambiente/fuoco-e-ghiaccio-salvare-le-coltivazioni-dalle-gelate-primaverili" hreflang="it"&gt;Fuoco e ghiaccio per salvare le coltivazioni dalle gelate primaverili&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Senza dilungarsi in analisi etimologiche o dissertazioni tecnico scientifiche, appare evidente l&amp;rsquo;aspetto pi&amp;ugrave; affascinante della galaverna: questo strato ghiacciato, tipico delle aree alpine e appenniniche ed indice di tempo stabile e anticiclonico, dimostra come il freddo possa disegnare incantevoli opere d&amp;rsquo;arte stratificate che rendono fiabesco il panorama circostante.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-top: 8px; margin-bottom: 8px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff;"&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;span style="color: #202122;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Miracoli di Ghiaccio - Stefano Zanarello Photography.jpg" border="0" alt="Miracoli di Ghiaccio (Stefano Zanarello)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="beb84e96-3378-476b-8f54-0fa760fbca57" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-top: 8px; margin-bottom: 8px; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Miracoli di Ghiaccio (Stefano Zanarello).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Fri, 21 Feb 2025 07:24:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/la-galaverna-quando-lumidita-e-il-freddo-danno-spettacolo</guid></item><item><title>I giorni della merla sono davvero i più freddi dell'anno?</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/i-giorni-della-merla-sono-davvero-i-piu-freddi-dellanno</link><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Regione che vai, &lt;strong&gt;tradizione popolare &lt;/strong&gt;che trovi: lungo tutta la penisola italiana, sono diffusi vari racconti che vedono protagonisti i &lt;strong&gt;giorni della merla&lt;/strong&gt;, ovvero gli ultimi tre giorni di gennaio (alcuni dicono invece gli ultimi due di gennaio ed il primo di febbraio), ritenuti i&lt;strong&gt; pi&amp;ugrave; freddi dell'anno&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Ma lo sono davvero? La risposta &amp;egrave; &lt;strong&gt;no&lt;/strong&gt;, nel senso che i giorni pi&amp;ugrave; freddi dell&amp;rsquo;anno non possono essere una ricorrenza sul calendario: il fenomeno &amp;egrave; bel pi&amp;ugrave; complesso. Statisticamente il &lt;strong&gt;&lt;span&gt;N&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;ord Italia&lt;/strong&gt; fa registrare le temperature pi&amp;ugrave; basse nei primi dieci giorni di gennaio, mentre man mano che andiamo verso &lt;strong&gt;&lt;span&gt;S&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;ud&lt;/strong&gt; il fenomeno scala nel tempo per la presenza del mare, che ha un effetto mitigante molto forte sulla terraferma. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Si chiama &lt;strong&gt;inerzia termica&lt;/strong&gt;:&amp;nbsp;quella che fa in modo che il mare raggiunga temperature pi&amp;ugrave; basse ad aprile e non in gennaio, e pi&amp;ugrave; alte in ottobre e non a luglio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/brina_0.jpg" border="0" alt="Sono in arrivo i giorni della merla, ma sono davvero i pi&amp;ugrave; freddi dell'anno?" data-entity-type="file" data-entity-uuid="e60fe7a8-292a-4f8e-a7e9-7fca5380e4f9" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;Brina - Anna Maria Gagnor&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Si tratta comunque di &lt;strong&gt;credenze&lt;/strong&gt; che resistono al passare degli anni,&amp;nbsp;cos&amp;igrave; come differente potrebbe essere l&amp;rsquo;origine etimologica della locuzione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Per alcuni pare che tutto derivi dalla necessit&amp;agrave; di far transitare oltre Po un cannone (chiamato appunto &lt;strong&gt;la Merla&lt;/strong&gt;), che venne condotto da una riva all&amp;rsquo;altra proprio approfittando della gelata del fiume dovuta al rigore invernale di fine mese. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Altri gli attribuiscono invece la denominazione in virt&amp;ugrave; di una &lt;strong&gt;nobile signora&lt;/strong&gt; di Caravaggio, tale &amp;ldquo;de Merli&amp;rdquo;, che dovendo attraversare il Po in cerca di marito, pot&amp;eacute; compiere l&amp;rsquo;operazione soltanto nei giorni di fine gennaio in cui, appunto, il fiume era gelato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Ma se non si vuole restare per terra e si preferisce alzare lo sguardo, altrettanto valida potrebbe essere la&lt;strong&gt; leggenda &lt;/strong&gt;secondo cui una merla ed i suoi&amp;nbsp; pulcini, neri come la pece, si rifugiarono dentro un comignolo per ripararsi dal freddo, riemergendone solo il primo febbraio, completamente grigi per via della fuliggine. Da quel giorno tutte le femmine ed i piccoli della specie assunsero quella tonalit&amp;agrave;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/2-8 Ghiaccio al Lago del Moncenisio - Cristian della Lucia.jpg" border="0" alt="Ghiaccio" data-entity-type="file" data-entity-uuid="203bf26a-a89f-4a86-84d9-4f5bf55d76d8" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;Ghiaccio al Lago del Moncenisio - Cristian Della Lucia&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Medesimo punto di partenza, ma maggiore ricchezza di particolari, per la leggenda della merla costretta a fare i conti con il mese di gennaio, talmente perfido da gettare sulla terra &lt;strong&gt;freddo e gelo&lt;/strong&gt; mentre lei era in cerca di cibo. Stanca dei maltrattamenti subiti, una volta rifornitasi a sufficienza e con anticipo di provviste, la merla si chiuse nel nido, al riparo, per tutto il mese di gennaio, all&amp;rsquo;epoca di soli 28 giorni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Leggi anche:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/scienza-e-ambiente/la-galaverna-quando-lumidita-e-il-freddo-danno-spettacolo"&gt;La galaverna, quando l&amp;rsquo;umidit&amp;agrave; e il freddo danno spettacolo&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p data-entity-type="file" data-entity-uuid="058ae135-3d17-455b-9018-f3f711e06734"&gt;&lt;span&gt;&lt;span title="Fare clic e trascinare per ridimensionare"&gt;​&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Ne riemerse l&amp;rsquo;ultimo del mese, cantando per sbeffeggiare il suo nemico, pensando di averlo ingannato. Ma gennaio si offese talmente tanto da chiedere in prestito a febbraio tre giorni, nei quali scaten&amp;ograve; &lt;strong&gt;bufere&lt;/strong&gt; di vento, neve, gelo e pioggia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-entity-type="file" data-entity-uuid="058ae135-3d17-455b-9018-f3f711e06734"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;La merla si and&amp;ograve; a nascondere in un camino per ripararsi e vi rimase fino alla fine del maltempo. Quando usc&amp;igrave; le sue piume si erano ingrigite e cos&amp;igrave; rimasero per sempre. Alcuni addirittura dicono che in origine i merli fossero bianchi e che la fuliggine cambi&amp;ograve; il loro piumaggio. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-entity-type="file" data-entity-uuid="058ae135-3d17-455b-9018-f3f711e06734"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/blackbird-3204367_960_720.jpg" border="0" alt="Merla" data-entity-type="file" data-entity-uuid="ab0e7033-7bee-4070-8b5c-31b282cba636" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;la merla si distingue dal maschio per il suo piumaggio grigio, associabile al colore della fuliggine&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Le femmine di merlo in realt&amp;agrave; hanno un piumaggio bruno/grigio e il becco &amp;egrave; dello stesso colore, mentre il merlo maschio si distingue per il manto nero brillante e per il becco giallo-arancione. Il merlo inoltre &amp;egrave; un uccello che tende a &lt;strong&gt;non migrare &lt;/strong&gt;e a rimanere in Italia tutto l&amp;rsquo;anno anche per trascorrere l&amp;rsquo;inverno.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Come detto, le versioni sono numerose e discordi, cos&amp;igrave; come &amp;egrave; difficile prevedere il tempo sulla base di una credenza popolare: la leggenda dice infatti che se i giorni della merla saranno freddi ci si dovr&amp;agrave; aspettare una bella primavera. Viceversa, se saranno caldi, per vedere giungere la bella stagione sar&amp;agrave; necessario attendere maggiormente. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;E se gennaio si conclude con i giorni della merla, poco dopo &amp;egrave; tempo di &lt;strong&gt;Candelora&lt;/strong&gt;, che si celebra il &lt;strong&gt;2 febbraio&lt;/strong&gt;. Si tratta di una ricorrenza religiosa che consiste nella festa della presentazione al tempio di Ges&amp;ugrave;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Nella celebrazione liturgica si benedicono appunto le candele, simbolo di Cristo, luce per illuminare le genti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;In questo caso, si dice che &lt;strong&gt;&lt;em&gt;alla Candelora dell&amp;rsquo;inverno siamo fora&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, ossia che il peggio &amp;egrave; passato. &lt;em&gt;Ma&lt;/em&gt; &lt;em&gt;se piove o tira vento, dell&amp;rsquo;inverno siamo dentro&lt;/em&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 28 Jan 2025 10:11:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/i-giorni-della-merla-sono-davvero-i-piu-freddi-dellanno</guid></item><item><title>Guidare d'inverno. 5 regole d'oro per affrontare le strade in sicurezza</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/valle-di-susa/guidare-dinverno-5-regole-doro-affrontare-le-strade-sicurezza</link><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Freddo, neve, ghiaccio, pioggia&lt;/strong&gt;, sono condizioni meteo avverse che possono creare seri problemi a chi si mette alla guida. Eppure si tratta di fenomeni da sempre esistenti in natura, che con un po' di &lt;strong&gt;accortezza&lt;/strong&gt; possono essere fronteggiati senza grossi problemi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Pneumatici sempre sotto controllo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Innanzitutto bisogna considerare che, d'inverno, il livello di &lt;strong&gt;aderenza degli pneumatici &lt;/strong&gt;al fondo stradale &amp;egrave; inferiore che nelle altre stagioni.&amp;nbsp; A tal proposito i veicoli, come previsto dal codice della strada, devono montare &lt;strong&gt;pneumatici invernali&lt;/strong&gt; idonei alla marcia su neve o ghiaccio.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Si tratta di dispositivi dotati di un disegno del &lt;strong&gt;battistrada scolpito&lt;/strong&gt; con particolari lamellature, in grado di fornire un'aderenza ottimale al terreno.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Le gomme invernali sono realizzate con una &lt;strong&gt;mescola&lt;/strong&gt; che, a differenza delle gomme estive, che forniscono le migliori prestazioni a temperature elevate, garantisce standard qualitativi ottimali&amp;nbsp; e spazi di frenata contenuti anche nelle condizioni pi&amp;ugrave; estreme. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;La &lt;strong&gt;Direttiva Ministeriale&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;2013&lt;/strong&gt; prevede l'utilizzo di questi pneumatici, a prescindere dalle condizioni climatiche e dalla presenza di neve o meno, &lt;strong&gt;tra il 15 novembre ed il 15 aprile&lt;/strong&gt; di ciascun anno. In mancanza di montaggio delle gomme invernali, per non incappare in spiacevoli sanzioni, sar&amp;agrave; sufficiente dimostrare di essere muniti, nel bagagliaio, di appositi sistemi antisdrucciolo (catene ed altri sistemi omologati) da utilizzare all'occorrenza. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;La raccomandazione &amp;egrave; di avere un'&lt;strong&gt;omogeneit&amp;agrave; di montaggio&lt;/strong&gt;, ovvero tutti e 4 gli pneumatici invernali, in modo da garantire lo stesso comportamento&amp;nbsp; sugli assi, tale da permettere stabilit&amp;agrave; in curva e frenata. Indispensabile, inoltre,&amp;nbsp; far controllare dal proprio &lt;strong&gt;gommista &lt;/strong&gt;di fiducia che la pressione di gonfiaggio sia corretta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/pixabay 1.jpg" border="0" alt="Guidare d'inverno. 5 regole d'oro per affrontare le strade in sicurezza" data-entity-type="file" data-entity-uuid="4bbf5010-f648-4702-876a-3bf5e94321eb" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Guardate la strada&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Sembra quasi superfluo dirlo, ma uno dei requisiti fondamentali per non mettere a repentaglio la propria vita e quella altrui &amp;egrave; quello di non ammettere &lt;strong&gt;distrazioni alla guida&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Banditi pertanto il telefonino, la messaggistica privata, le riprese video dei fiocchi che cadono o del panorama innevato, cos&amp;igrave; come la stazione radio va scelta prima della partenza e non ci si perde in sintonizzazioni in fase di guida. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Gli occhi devono essere puntati sul tracciato, per evitare di accorgersi all'ultimo momento di una frenata improvvisa, di uno strato di ghiaccio dopo una curva, di un mezzo in panne od improvvisamente messo di traverso sulla carreggiata.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Prestate attenzione anche ai &lt;strong&gt;display delle autostrade &lt;/strong&gt;che segnalano la presenza di interruzioni, incidenti, mezzi spargisale in azione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Sono informazioni utili per evitare congestionamenti del traffico, consigliare percorsi di guida alternativi, avvisare di pericoli a breve distanza. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Riducete la velocit&amp;agrave;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Se l'aderenza al manto stradale &amp;egrave; bassa, accade un fenomeno inversamente proporzionale: gli &lt;strong&gt;spazi di frenata &lt;/strong&gt;si allungano, la &lt;strong&gt;trazione&lt;/strong&gt; ed il &lt;strong&gt;controllo&lt;/strong&gt; diminuiscono. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Ad una velocit&amp;agrave; elevata, riuscire a gestire un'emergenza quale una frenata improvvisa, uno strato di ghiaccio, una semplice strada dissestata, risulta difficile: meglio dunque evitare comportamenti da fenomeno e tenere un'andatura costante e moderata, che consenta di giocare d'anticipo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Indispensabile poi, ma quello andrebbe fatto in ogni stagione e condizione meteo, rispettare la &lt;strong&gt;distanza di sicurezza. &lt;/strong&gt;La percezione visiva e lo spazio di frenata sono differenti, la prima &amp;egrave; pi&amp;ugrave; ampia del secondo ed inganna. Ci sembra di avere tanto spazio dinnanzi a noi, ma &amp;egrave; una brutta sorpresa scoprire che dopo aver pigiato sul freno la &lt;strong&gt;vettura sbanda o si avvicina pericolosamente al retro del mezzo che ci precede. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Non sentitevi invincibili&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Anche la &lt;strong&gt;prontezza di riflessi&lt;/strong&gt; e la reattivit&amp;agrave; del singolo conducente sono incognite da tenere in considerazione. In ogni caso non sentitevi invincibili: i&lt;span&gt;l fatto di guidare un Suv od un &lt;strong&gt;fuoristrada&lt;/strong&gt; non vi garantisce alcuna &lt;/span&gt;immunit&amp;agrave;. &lt;span&gt;Certo, in caso di un eventuale scontro potrebbe minimizzare i danni fisici, ma sappiate che la massa del veicolo, che provoca inerzia, unita ad un'aderenza ridotta, allunga lo spazio di frenata. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;La trazione integrale non vi garantir&amp;agrave; l'esenzione dall'urto. Non fate i gradassi perch&amp;egrave; vi sentite "in alto". Lungo pendii e discese scalate le marce, &lt;strong&gt;usate il freno motore&lt;/strong&gt; invece di continuare a pigiare sul pedale del freno e scenderete in sicurezza, evitando le scivolate a valle che sono piacevoli solo su sci, bob e slittino, non certo nell'abitacolo di una vettura. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Se qualcuno vi ha preceduto e vedete le tracce lasciate dal mezzo nella neve, non pensate che ripercorrerle sia sinonimo di sicurezza. Sulla neve fresca ed abbondante, infatti, entrare nella &lt;/span&gt;scia &lt;span&gt;di un'altra vettura pu&amp;ograve; essere limitante, in quanto la "pista" diventa una sorta di binario che impedisce all'auto di muoversi in caso di necessit&amp;agrave; e riduce la possibilit&amp;agrave; di manovra. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/claviere giulia_0.jpg" border="0" alt="Guidare d'inverno. 5 regole d'oro per affrontare le strade in sicurezza" data-entity-type="file" data-entity-uuid="febd8ee6-e38e-4395-99a7-a27ba256368b" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Guidate con dolcezza&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;La neve ovatta, rende silenzioso e candido il panorama, se osservato dalla finestra di casa, magari confortati dal caminetto acceso. Ma ci&amp;ograve; che dietro ai vetri vi sembra cos&amp;igrave; dolce, pu&amp;ograve; trasformarsi una volta seduti al volante.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Non irrigiditevi,&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;siate dolci&lt;/strong&gt; &lt;span&gt;anche voi. Guidate con &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;delicatezza&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, compiere brusche sterzate non vi sarebbe d'aiuto. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Al contrario, se cercherete di imporre agli pneumatici un cambio di direzione improvviso e violento,&amp;nbsp; otterrete per tutta risposta il &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;sottosterzo&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, quello spiacevole fenomeno che fa s&amp;igrave; che il vostro comando di svolta sia disatteso ed il mezzo prosegua la sua corsa dritta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Insomma, in caso di condizioni meteo avverse, non &amp;egrave; necessario essere piloti professionisti per uscire su strada. Ma sar&amp;agrave; indispensabile avere quel minimo di &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;prudenza&lt;/strong&gt;&lt;span&gt; ed &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;accortezza&lt;/strong&gt;&lt;span&gt; che &amp;egrave; consigliabile osservare in qualsiasi stagione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 12 Dec 2022 11:38:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/valle-di-susa/guidare-dinverno-5-regole-doro-affrontare-le-strade-sicurezza</guid></item><item><title>Massima pericolosità incendi: vietato accendere fuochi</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/valle-di-susa/massima-pericolosita-incendi-boschivi-piemonte-vietato-accendere-fuochi</link><description>&lt;p&gt;Da gioved&amp;igrave;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;21 luglio 2022&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;sar&amp;agrave; in vigore in tutto il Piemonte lo stato di&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;massima pericolosit&amp;agrave; per gli incendi boschivi&lt;/strong&gt;, dichiarato dalla Regione&lt;strong&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;in quanto la situazione meteorologica evidenziata dal Centro funzionale di Arpa presenta condizioni di alto rischio a causa del caldo torrido e della mancanza di precipitazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La situazione &amp;egrave; aggravata dalla pesante siccit&amp;agrave;: in queste condizioni, l&amp;rsquo;innesco e la propagazione di incendi comporterebbero un ingente e non quantificabile prelievo di acqua per lo spegnimento da parte delle forze operative preposte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Stiamo affrontando una situazione molto particolare&lt;/em&gt; - sottolinea l&amp;rsquo;assessore regionale alla Protezione civile&lt;strong&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Marco Gabusi&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;- &lt;em&gt;in cui convergono pi&amp;ugrave; fattori che purtroppo favoriscono gli incendi in misura maggiore rispetto alle estati passate. Per questo motivo, gi&amp;agrave; da alcuni giorni, la Protezione civile ha ulteriormente potenziato il proprio dispositivo operativo per la lotta agli incendi, costituito da Vigili del fuoco e Volontari del Corpo AIB Piemonte. &amp;Egrave; stato inoltre incrementato il servizio elicotteristico con l&amp;rsquo;attivazione di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;una seconda base operativa&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;a Costigliole d&amp;rsquo;Asti, oltre a quella di Busano nel Canavese, per una maggiore copertura del territorio in pronta reperibilit&amp;agrave;. Ricordo che ognuno di noi pu&amp;ograve; fare qualcosa nella prevenzione degli incendi segnalandone tempestivamente i focolai al 112&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-entity-type="file" data-entity-uuid="78aa336f-0792-4c4a-8090-48c6b8d7cdb0"&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/falò castagneto di pian del conte.jpg" border="0" alt="Vietati anche i fal&amp;ograve; di pulizia dei castagneti" data-entity-type="file" data-entity-uuid="9644aba2-127e-40aa-9a3e-f8540fcc53db" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-entity-type="file" data-entity-uuid="78aa336f-0792-4c4a-8090-48c6b8d7cdb0"&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;span title="Fare clic e trascinare per ridimensionare"&gt;Vietati anche i fal&amp;ograve; di pulizia dei castagneti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-entity-type="file" data-entity-uuid="78aa336f-0792-4c4a-8090-48c6b8d7cdb0"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel periodo di massima pericolosit&amp;agrave; la&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;combustione di residui vegetali agricoli e forestali &amp;egrave; sempre vietata&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;per disposizione nazionale (D. lgs. n. 152/2006, art. 182 comma 6 bis). A questa si aggiungono le misure a carattere regionale, che vietano fuochi entro una distanza di 100 metri dai terreni boscati, arbustivi e pascolivi, e le azioni determinanti anche solo potenzialmente l'innesco di incendio (accendere fuochi e fuochi pirotecnici, far brillare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare apparati o apparecchiature che producano faville o brace, fumare, disperdere mozziconi o fiammiferi accesi, lasciare veicoli a motore incustoditi a contatto con materiale vegetale combustibile, compiere ogni altra operazione che possa creare comunque pericolo mediato o immediato di incendio). &amp;Egrave; inoltre&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;vietata qualunque generazione di fiamma libera&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;non controllabile nel tempo e nello spazio, tra cui le lanterne volanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La durata varia in funzione della discesa della temperatura e dell&amp;rsquo;arrivo delle precipitazioni, che potranno evidenziare un rischio minore e consentire di rientrare nei livelli &amp;lsquo;normali&amp;rsquo; di pericolo.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="/blog/valle-di-susa/alla-scoperta-dei-gruppi-aib-500-volontari-al-servizio-del-territorio-valsusino" hreflang="it"&gt;Alla scoperta dei gruppi AIB, 500 volontari al servizio del territorio valsusino&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><pubDate>Wed, 20 Jul 2022 12:39:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/valle-di-susa/massima-pericolosita-incendi-boschivi-piemonte-vietato-accendere-fuochi</guid></item><item><title>I lavori nell’orto ad aprile: tempo di semine e trapianti</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/i-lavori-nellorto-ad-aprile-tempo-di-semine-e-trapianti</link><description>&lt;p&gt;Aprile dolce dormire, recita il detto. Non nell&amp;rsquo;orto. Nell&amp;rsquo;orto aprile &amp;egrave; un turbinio di attivit&amp;agrave;. La primavera finalmente &amp;egrave; arrivata davvero e ci sono un sacco di cose da fare!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Innanzi tutto possiamo ancora &lt;strong&gt;raccogliere &lt;/strong&gt;qualcosa di ci&amp;ograve; che avevamo seminato l&amp;rsquo;anno scorso: bietole da costa, cavoli, spinaci, porri. Per non parlare degli &lt;strong&gt;asparagi&lt;/strong&gt; che, ora che le giornate cominciano a scaldarsi, emergono dal terreno. Vanno raccolti ogni due o tre giorni, recidendoli in profondit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche le erbe aromatiche cominciano a vegetare. Una &lt;b&gt;frittata con la menta&lt;/b&gt; appena raccolta per me &amp;egrave; il gusto della primavera.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="/blog/ricette/caccia-di-erbe-spontanee-la-frittata-con-il-luvertin-o-con-le-ortiche"&gt;A caccia di erbe spontanee: la frittata con il "luvertin" o con le ortiche&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Per quanto riguarda le &lt;strong&gt;semine&lt;/strong&gt;, verso fine mese, al riparo da possibili colpi di coda dell&amp;rsquo;inverno, si seminano direttamente a dimora fagioli, fagiolini, zucchini, cardi, ravanelli, cicorie, zucche e meloni. E non dimentichiamoci delle &lt;strong&gt;patate&lt;/strong&gt;. Soprattutto in montagna, aprile &amp;egrave; il loro mese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In &lt;strong&gt;semenzaio&lt;/strong&gt;, invece, cetriolo, anguria, indivia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Trapianti.jpeg" border="0" alt="Lavori dell'orto" data-entity-type="file" data-entity-uuid="b89262a8-254a-4d2e-8166-23fc3b6feaef" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; anche il momento di &lt;strong&gt;trapiantare &lt;/strong&gt;alcuni degli ortaggi che avevamo seminato in semenzaio in precedenza: cavoli precoci, sedani, lattughe, cipolle da seme, cicorie a palla, porri e, dalla seconda met&amp;agrave; del mese, le solanacee quali pomodori, peperoni e melanzane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E fuori dall&amp;rsquo;orto? Anche il &lt;strong&gt;prato &lt;/strong&gt;d&amp;agrave; da mangiare ad aprile. Molte sono le &amp;ldquo;erbacce&amp;rdquo; che trovano il loro posto in cucina. Le foglie e i fiori del &lt;b&gt;tarassaco&lt;/b&gt;, i giovani getti del &lt;b&gt;luppolo&lt;/b&gt;, le ortiche, i fiori di viole e pratoline sono solo alcuni esempi per insaporire e colorare i nostri piatti.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="/blog/fiori-e-piante/il-tarassaco-girasole-dei-prati-dalle-insalate-primaverili-ai-soffioni-estivi" hreflang="it"&gt;Il tarassaco (girasole dei prati), dalle insalate primaverili ai &amp;ldquo;soffioni&amp;rdquo; estivi&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Quelle riportate solo indicazioni di massima. L&amp;rsquo;estrema differenza climatica tra nord e sud Italia, i microclimi presenti nelle varie regioni e, non ultimo, il cambiamento climatico in corso impediscono di stilare un elenco di lavori definitivo e valido per tutti. La regola numero uno &amp;egrave; sempre osservare ci&amp;ograve; che abbiamo attorno.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Su questo argomento Simone Siviero ha scritto il libro &lt;a href="https://www.delfinoenrileeditori.com/prodotto/orto-da-zero/"&gt;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;orto da zero, Introduzione all&amp;rsquo;orticoltura naturale per principianti di buona volont&amp;agrave;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, Pentagora 2021.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Altre informazioni sul sito &lt;a href="https://www.storieinspalla.it/blog/"&gt;"Storie in Spalla"&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><pubDate>Tue, 05 Apr 2022 16:13:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/i-lavori-nellorto-ad-aprile-tempo-di-semine-e-trapianti</guid></item><item><title>Dal Des Ambrois di Oulx un invito a tutelare l'ambiente: "Il futuro sei tu, fai la scelta giusta"</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/dal-des-ambrois-di-oulx-un-invito-tutelare-lambiente-il-futuro-sei-tu-fai</link><description>&lt;p&gt;La vita sulla terra, nell&amp;rsquo;acqua e nei cieli dipende molto dal nostro comportamento: il rispetto per l&amp;rsquo;ambiente ed uno sviluppo sostenibile, che possa soddisfare le esigenze di oggi e quelle delle generazioni future, sono temi ed obiettivi centrali della scuola.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Proprio per questo l&amp;rsquo;&lt;strong&gt;Istituto Superiore Des Ambrois di Oulx&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ha realizzato&amp;nbsp;&lt;strong&gt;una campagna pubblicitaria&amp;nbsp;per la Sostenibilit&amp;agrave; Ambientale &lt;/strong&gt;(nella foto sopra al titolo, realizzata dall'alto da&amp;nbsp;&lt;em&gt;Federico Milesi,&lt;/em&gt; possiamo riconoscere la caratteristica architettura del complesso scolastico).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per&amp;nbsp;sensibilizzare gli studenti, i docenti e tutta la comunit&amp;agrave; i&amp;nbsp;promotori del progetto,&amp;nbsp;la classe 4AM con la collaborazione della 4AD e 4AC, hanno ideat&amp;nbsp;una campagna multimediale&amp;nbsp;che da&amp;nbsp;una parte illustrer&amp;agrave; le diverse problematiche ambientali e dall'altra indicher&amp;agrave; le possibili soluzioni, all&amp;rsquo;insegna dello slogan generale &lt;strong&gt;&amp;lsquo;Il futuro sei tu, fai la scelta giusta&amp;rsquo; &lt;/strong&gt;e dell&amp;rsquo;hashtag social &lt;strong&gt;#desambiente&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;La campagna pubblicitaria&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Si svilupper&amp;agrave; peri 5 settimane &lt;strong&gt;a partire dal 26 Aprile&lt;/strong&gt;, con un pre-lancio &lt;strong&gt;dal 30 Marzo sui social media &lt;/strong&gt;ufficiali dell'Istituto, &lt;a href="https://www.facebook.com/desambrois.official"&gt;&lt;strong&gt;Facebook&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; e &lt;a href="https://www.instagram.com/desambrois.official/"&gt;&lt;strong&gt;Instagram&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;; ogni settimana avr&amp;agrave; come protagonista una specifica tematica ambientale: &lt;b&gt;la raccolta differenziata, lo spreco alimentare, la plastica &lt;/b&gt;e, infine, dei &lt;b&gt;consigli utili &lt;/b&gt;per affrontare in modo sostenibile la quotidianit&amp;agrave;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Des-Ambrois-Oulx-Scuole-Superiori.jpg" border="0" alt="Des Ambrois Oulx" data-entity-type="file" data-entity-uuid="a30fb34a-feb9-4388-9b0e-a311262fe9d0" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;"Come parte innovativa della campagna &lt;/em&gt;- ci dicono i promotori -&lt;em&gt;&amp;nbsp;abbiamo realizzato&amp;nbsp;&lt;strong&gt;la mascotte E.R.A.&lt;/strong&gt; (Esaminatrice di Rischio Ambientale), che ci guider&amp;agrave; lungo tutto il percorso, e &lt;strong&gt;5 gadget&lt;/strong&gt;, funzionali ad uno spreco minore e ad una vita pi&amp;ugrave; consapevole e meno inquinante sul nostro pianeta. Alcuni di questi saranno acquistabili con un piccolo contributo ed il ricavato della vendita verr&amp;agrave; utilizzato&lt;strong&gt; per l&amp;rsquo;acquisto di piante ed essenze&lt;/strong&gt; per il giardino della nostra scuola.&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;"La campagna&lt;/em&gt; - affermano - s&lt;em&gt;i svilupper&amp;agrave; in modo coordinato e multidisciplinare attraverso &lt;strong&gt;una serie di canali&lt;/strong&gt;: volantini, poster, post sui canali social ufficiali dell'istituto, pieghevoli distribuiti in ogni classe ed uno spot TV.&amp;nbsp;Inoltre, verranno organizzati una serie di convegni su diverse tematiche ambientali e attivit&amp;agrave; e workshop anche sul territorio.&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Speriamo che il nostro lavoro possa aiutare a far riflettere al meglio su queste problematiche, gravi ed impattanti, ed a prendere consapevolezza del fatto che i veri artefici del cambiamento possiamo essere solo noi".&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 29 Mar 2022 17:36:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/dal-des-ambrois-di-oulx-un-invito-tutelare-lambiente-il-futuro-sei-tu-fai</guid></item><item><title>Nuvole in quota e tramonti spettacolari: quando e perchè si formano le “nubi lenticolari”</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/nuvole-quota-e-tramonti-spettacolari-quando-e-perche-si-formano-le-nubi</link><description>&lt;p&gt;A volte nel cielo della Valle di Susa possiamo scorgere&amp;nbsp;formazioni nuvolose piuttosto inconsuete, &lt;strong&gt;dalla forma simile a quella di un disco volante&lt;/strong&gt;. Che cosa sono? A cosa &amp;egrave; dovuto questo spettacolare fenomeno naturale?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tratta di &lt;b&gt;nubi lenticolari&lt;/b&gt;, un fenomeno che si crea in presenza di correnti umide che incontrano una catena montuosa e sono costrette a sollevarsi per poi precipitare superata la linea di cresta. La massa d&amp;rsquo;aria, precipitata per la forza di gravit&amp;agrave;, risale poi ripetendo questo movimento con salti successivi sempre pi&amp;ugrave; piccoli: si crea in questo modo un'&lt;b&gt;onda orografica &lt;/b&gt;&lt;i&gt;(mountain wave)&lt;/i&gt;, fenomeno che, per le turbolenze che crea, pu&amp;ograve; risultare molto pericoloso per il volo, soprattutto nel caso di velivoli leggeri come deltaplani o parapendii.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Nubi lenticolari - Giuseppe Catalano.jpeg" border="0" alt="Nubi lenticolari (Giuseppe Catalano)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="38c805b8-ba7d-41c1-adb6-d402eee214aa" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Nubi lenticolari in Valle di Susa (Giuseppe Catalano).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le &lt;b&gt;nubi lenticolari&lt;/b&gt;, formazioni nuvolose dalla spiccata forma &amp;ldquo;a lente&amp;rdquo;, non sono altro che la parte &amp;ldquo;visibile&amp;rdquo; di questa turbolenza. Classificate come &amp;ldquo;&lt;em&gt;Altocumulus Lenticularis&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;em&gt;sono piuttosto rare e si formano&lt;/em&gt; solo in presenza caratteristiche molto particolari: una forte stabilit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;aria e un vento sostenuto la cui intensit&amp;agrave; cresce con la quota.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Queste particolari formazioni nuvolose si formano nelle zone ove sono presenti i moti ascendenti dell&amp;rsquo;aria se vi &amp;egrave; una sufficiente quantit&amp;agrave; di vapore acqueo. A causa della piccola lunghezza d&amp;rsquo;onda e della variazione di fase con la quota, tali zone sono nettamente delimitate: questo fa si che l&amp;rsquo;estensione verticale della nube sia in genere modesta e che si presenti con contorni ben definiti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se questo fenomeno si verifica nelle ore serali pu&amp;ograve; dare vita a &lt;strong&gt;tramonti veramente spettacolari&lt;/strong&gt;, come quello del 29 gennaio 2022.&amp;nbsp;Abbiamo raccolto gli scatti pi&amp;ugrave; belli che i nostri amici fotografi hanno condiviso nel gruppo &lt;a href="https://www.facebook.com/groups/151388968573595"&gt;&lt;b&gt;&amp;ldquo;MyValsusa: paesaggi, natura, arte e storia&amp;rdquo;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, che ben documentano la meraviglia di una serata trascorsa con la bocca aperta ed il naso all&amp;rsquo;ins&amp;ugrave;, ad ammirare colori prima dorati poi rossi ed infine rosati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;29 gennaio 2022: le foto pi&amp;ugrave; belle di un tramonto spettacolare&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Quando il cielo ha deciso di stupirti - Sandro Busi_0.jpeg" border="0" alt="Quando il cielo ha deciso di stupirti - Sandro Busi" data-entity-type="file" data-entity-uuid="2d46071b-80de-4618-b3e4-921057f79d55" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Quando il cielo ha deciso di stupirti (Sandro Busi)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Cristina Davì.jpeg" border="0" alt="Cristina Dav&amp;igrave;" data-entity-type="file" data-entity-uuid="c285cb96-f010-4d83-a534-c64fc6e1bb48" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Cristina Dav&amp;igrave;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Tramonto - Mimmi Mi.jpeg" border="0" alt="Tramonto sulla Scra (Mimmi Mi)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="27096772-9eae-42a1-9a7b-661cf92a4cca" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Tramonto sulla Sacra (Mimmi Mi)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Dante Alpe.jpeg" border="0" alt="Dante Alpe" data-entity-type="file" data-entity-uuid="9caa194a-c7c3-46bb-b918-8f91ce9ff509" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Dante Alpe&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Giorgia Adaglio.jpg" border="0" alt="Giorgia Adaglio" data-entity-type="file" data-entity-uuid="8e2c5993-8c5e-4f13-9f7e-625aedde17f9" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Giorgia Adaglio&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Il tramonto di questa sera... Chiesa abbandonata di Chianocco... - Federico Milesi.jpeg" border="0" alt="Tramonto sulla Chiesa diroccata di Chianocco... - Federico Milesi" data-entity-type="file" data-entity-uuid="9d7cebfd-7abf-43ae-a356-cc8aed3d84c3" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Tramonto sulla Chiesa diroccata di Chianocco (Federico Milesi)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Nubi a Borgone - Silvana Tosatto.jpeg" border="0" alt="Silvana Tosatto" data-entity-type="file" data-entity-uuid="898862be-0ceb-46a9-a707-63960985f771" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Silvana Tosatto&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Nubi lenticolari al tramonto - Giuseppe Pinin Becchio.jpeg" border="0" alt="Giuseppe Pinin Becchio" data-entity-type="file" data-entity-uuid="4287e688-bbac-4b1b-acf7-bfc64b585bf9" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Giuseppe Pinin Becchio&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Sergio Enrietta.jpeg" border="0" alt="Da Borgone (Sergio Enrietta)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="aaeac365-9b56-4b13-bbfd-17192672ba8f" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Da Borgone (Sergio Enrietta)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Tramonto a Cesana - Fulvio Giorgi.jpeg" border="0" alt="Tramonto a Cesana - Fulvio Giorgi" data-entity-type="file" data-entity-uuid="1b1aaec5-8925-4c4a-b463-e52834aa672a" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Tramonto a Cesana (Fulvio Giorgi)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Vincenzo Bonaudo.jpeg" border="0" alt="Tramonto da Condove (Vincenzo Bonaudo)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="2864030c-598f-4a6d-b243-54fc27fed11d" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Tramonto da Condove (Vincenzo Bonaudo)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/B_B Oneroom Jouvenceaux.jpg" border="0" alt="B&amp;amp;B OneRoom Jouvenceaux" data-entity-type="file" data-entity-uuid="33c9ff6d-ab0c-4466-b7a6-b057f9b0abc9" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;B&amp;amp;B OneRoom Jouvenceaux&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Franco Tabbia.jpeg" border="0" alt="Franco Tabbia" data-entity-type="file" data-entity-uuid="13964e59-9314-451a-865e-6bac3dc33716" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Franco Trabbia&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Giampiero Alotto.jpeg" border="0" alt="Giampiero Alotto" data-entity-type="file" data-entity-uuid="236c7e6e-12f1-4693-ab09-c1e2a3c85aaf" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Giampiero Alotto&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Loretta Grosa.jpeg" border="0" alt="Borgone (Loretta Grosa)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="5d1e16db-96c8-441a-b112-0544fc95ecec" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Borgone (Loretta Grosa)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Jessica Varetto.jpeg" border="0" alt="Jessica Varetto" data-entity-type="file" data-entity-uuid="e04c759f-ef21-49da-b3a1-cfa0deed8968" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Jessica Varetto&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Paola Tomassone.jpeg" border="0" alt="Paola Tomassone" data-entity-type="file" data-entity-uuid="17f93a4a-cf17-4d8d-bee2-8567ce01f0d0" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Paola Tomassone&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Martina Suppo.jpeg" border="0" alt="Martina Suppo" data-entity-type="file" data-entity-uuid="7db9b3b2-3ef6-4008-a82e-0196211dc908" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Martina Suppo&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Storie in Spalla - Simone Siviero.jpeg" border="0" alt="Simone Siviero" data-entity-type="file" data-entity-uuid="71c9ea62-15ff-4fc4-a77d-8d7e662e1bd0" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Simone Siviero&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 31 Jan 2022 17:10:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/nuvole-quota-e-tramonti-spettacolari-quando-e-perche-si-formano-le-nubi</guid></item><item><title>Il 30 e 31 luglio sessione di Terapia Forestale al Rifugio Levi-Molinari. Cercasi volontari</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/il-30-e-31-luglio-sessione-di-terapia-forestale-al-rifugio-levi-molinari</link><description>&lt;p&gt;Il Rifugio Levi-Molinari di Exilles &amp;egrave; stato selezionato per diventare una &lt;strong&gt;Stazione di Terapia Forestale, &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;u&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;n progetto che nasce dalla collaborazione fra il CAI e il C.N.R. ideato per sviluppare la disciplina &lt;em&gt;Shinrin&amp;ndash;yoku &lt;/em&gt;&lt;em&gt;(&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;bagno nella foresta&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;),&lt;/em&gt; medicina complementare nata in Giappone e basata sui benefici del bosco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La ricerca &amp;egrave; finalizzata a definire gli effetti della cosiddetta &amp;ldquo;terapia forestale&amp;rdquo; &amp;ndash; immersioni in ambienti forestali guidate da professionisti quali psicologi, psicoterapeuti e altri specialisti &amp;ndash; sulla sfera psicologica delle persone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;&lt;em&gt;La ricerca contribuir&amp;agrave; a migliorare &lt;/em&gt;&amp;ndash; ci dicono i gestori del rifugio, Tiziana Di Martino e Marco Pozzi -&lt;em&gt; il quadro delle conoscenze sulla Terapia Forestale rispetto a parametri rappresentativi della salute delle persone, in particolare della &lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;salute psicologica&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;, nonch&amp;eacute; a qualificare sentieri e rifugi, prevalentemente del CAI, quali Stazioni di Terapia Forestale. La ricerca durer&amp;agrave; in tutto 3 anni e parteciperanno a questa ricerca circa 1000 soggetti&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Venerd&amp;igrave; 30 e sabato 31 luglio &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;verr&amp;agrave; effettuata una sessione che vedr&amp;agrave; impegnati diversi volontari che usciranno in passeggiata nella conca del Galambra accompagnati da una psicologa, un medico e il gruppo di ricercatori CNR e CAI. &lt;/span&gt;Ci sar&amp;agrave; la possibilit&amp;agrave; di partecipare alle singole sessioni oppure ad una doppia sessione sperimentale con eventuale pernottamento al rifugio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/levi molinari.jpeg" border="0" alt="Rifugio Levi-Molinari" data-entity-type="file" data-entity-uuid="98eaaefa-22c7-4bed-9720-707f8b3173db" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Informazioni ed iscrizioni &lt;a href="https://www.rifugiolevimolinari.it/"&gt;&lt;strong&gt;sul sito del Rifugio Levi Molinari&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, tel. &lt;span&gt;0122/58241, mail &lt;a href="mailto:info@rifugiolevimolinari.it"&gt;info@rifugiolevimolinari.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;&lt;em&gt;Invitiamo tutti a non lasci&lt;/em&gt;&lt;em&gt;a&lt;/em&gt;&lt;em&gt;rsi impressionare dai termini e&lt;/em&gt;&lt;em&gt;sperimento, volontari, terapia&amp;hellip;&lt;/em&gt; - concludono Tiziana e Marco. &lt;em&gt;- &lt;/em&gt;&lt;em&gt;Dett&lt;/em&gt;&lt;em&gt;a&lt;/em&gt;&lt;em&gt; cos&amp;igrave; sembrerebbe un&amp;rsquo;esperienza impegnativa: in realt&amp;agrave; cammineremo lungo un itinerario che non presenta nessuna difficolt&amp;agrave; tecnica &lt;/em&gt;&lt;em&gt;e&lt;/em&gt;&lt;em&gt; ci regaleremo il tempo di imparare a respirare con il ritmo del bosco&lt;/em&gt;&lt;em&gt;,&lt;/em&gt;&lt;em&gt; calibra&lt;/em&gt;&lt;em&gt;ndo&lt;/em&gt;&lt;em&gt; i nostri passi nel rispetto della natura. &lt;/em&gt;&lt;em&gt;Saranno giornate in cui ci metteremo in gioco, per sentirc&lt;/em&gt;&lt;em&gt;i parte dell&amp;rsquo;ambiente naturale e non sol&lt;/em&gt;&lt;em&gt;tant&lt;/em&gt;&lt;em&gt;o ospiti&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 26 Jul 2021 10:26:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/il-30-e-31-luglio-sessione-di-terapia-forestale-al-rifugio-levi-molinari</guid></item><item><title>Una casa 100% solare? Si può fare, e sulla montagna borgonese funziona a meraviglia</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/una-casa-100-solare-si-puo-fare-e-sulla-montagna-borgonese-funziona</link><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;Il sole &amp;egrave; fonte di vita e, per qualcuno, anche di &lt;strong&gt;totale indipendenza energetica&lt;/strong&gt;. Ce lo racconta &lt;strong&gt;Sergio Enrietta&lt;/strong&gt;, originario di Venaus e da tempo residente sulla Roceja di Borgone, che da oltre un anno ha detto completamente addio alle bollette elettriche.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;"&lt;em&gt;L'energia accumulata dai pannelli fotovoltaici collocati sul tetto mi ha permesso di percorrere ad oggi oltre &lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;11 mila km con l'auto elettrica&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt; e di riscaldare la mia abitazione con &lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;pompa di calore&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;. Il sole fornisce un'energia gratuita ed ecologica che, in un periodo in cui si incentiva l'ecosostenibilit&amp;agrave;, a mio avviso andrebbe sfruttata maggiormente: &lt;/em&gt;&lt;em&gt;il&lt;/em&gt;&lt;em&gt; versante &lt;/em&gt;&lt;em&gt;nord&lt;/em&gt;&lt;em&gt; della valle di Susa, &lt;/em&gt;&lt;em&gt;ben esposto,&lt;/em&gt;&lt;em&gt; &amp;egrave; lo scenario ideale per progetti di questo tipo&lt;/em&gt;".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Le due stringhe da 12 &lt;strong&gt;pannelli fotovoltaici&lt;/strong&gt; che Sergio ha posizionato sul tetto di casa lavorano incessantemente convogliando l'energia nei due inverter del garage (uno di riserva) da 5 kw cadauno. Poco pi&amp;ugrave; in alto sono collocate quattro batterie a &amp;ldquo;super condensatori&amp;rdquo; &lt;em&gt;(&amp;ldquo;la cui vita &lt;/em&gt;&lt;span&gt;&amp;ndash; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;ci dice - &lt;/span&gt;&lt;em&gt;superer&amp;agrave; di gran lunga la mia...&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;), &lt;/em&gt;&lt;span&gt;mentre l&lt;/span&gt;a Volkswagen E-up sale e scende i tornanti della borgata borgonese senza chiedere nulla in cambio se non, ogni tanto, &lt;strong&gt;un collegamento alla presa di corrente&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/1 Si fa il pieno.jpg" border="0" alt="L'auto elettrica fa il pieno" data-entity-type="file" data-entity-uuid="6217ddba-b464-4e38-bb9c-ab95f22ddc85" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;L'auto elettrica fa il pieno.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;"La mia auto ha una bella potenza &amp;ndash; spiega Sergio. &amp;ndash; Pu&amp;ograve; raggiungere i 130 kmh e, se viaggio senza superare i 110 km orari, mi garantisce circa 300 km di autonomia. E io lo faccio volentieri: dobbiamo smetterla con questa smania, &lt;strong&gt;questa fretta che ci avvelena&lt;/strong&gt;. Scegliere di far andare il mondo intero poco oltre i 100 km all'ora riequilibrerebbe tutto, risparmieremmo e ci sarebbero anche meno incidenti".&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;span&gt;L'energia, una passione fin dalla tenera et&amp;agrave;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Su Sergio l'energia elettrica ha sempre esercitato un grande fascino. "&lt;em&gt;Prima ancora di frequentare le elementari, partendo dal faro di una bicicletta avevo costruito, in totale autonomia, un&lt;/em&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;em&gt;aggeggio&lt;/em&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;em&gt;per farmi luce nell&amp;rsquo;esplorazio&lt;/em&gt;&lt;em&gt;ne&lt;/em&gt;&lt;em&gt; dei luoghi bui. &lt;/em&gt;&lt;em&gt;E gi&amp;agrave; allora r&lt;/em&gt;&lt;em&gt;iflettevo sul perch&amp;eacute; si lasciavano &lt;/em&gt;&lt;em&gt; accese le luci pubbliche la notte, quando la gente dormiva...&lt;/em&gt;&lt;em&gt;"&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Concluse &lt;/span&gt;&lt;span&gt;le scuole lavor&amp;ograve;&lt;/span&gt;&lt;span&gt; per un anno come manovale edile, &lt;/span&gt;&lt;span&gt;in un&amp;rsquo;epoca in cui &lt;/span&gt;gran parte del materiale veniva portato a mano. &lt;em&gt;&amp;ldquo;Mi dicevano: S&lt;/em&gt;&lt;em&gt;ergio adesso porti su una bella scorta di mattoni, poi, mentre ti riposi, prepari una betoniera di calce, la porti su e torni a riposare mentre porti su altri mattoni. Dopo 6 giorni con questi ritmi la tregua domenicale volava via in un lampo. &lt;/em&gt;&lt;em&gt;Era un lavoro faticoso ma, in osservanza del detto &lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&amp;ldquo;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;i&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;mpara l'arte e mettila da parte&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt; ho memorizzato il processo di costruzione di una casa, &lt;/em&gt;&lt;em&gt;cosa &lt;/em&gt;&lt;em&gt;che in seguito mi &amp;egrave; tornat&lt;/em&gt;&lt;em&gt;a&lt;/em&gt;&lt;em&gt; molto utile&lt;/em&gt;&amp;rdquo;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/2 Sergio Enrietta.jpg" border="0" alt="Sergio Enrietta" data-entity-type="file" data-entity-uuid="f4bb19d9-a6f4-4ace-bd85-ab4e0cc8c4c9" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Sergio Enrietta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Raggiunta la maggiore et&amp;agrave;, Sergio fu assunto come &lt;strong&gt;elettricista all&amp;rsquo;Assa di Susa&lt;/strong&gt;, all'epoca in grande espansione. Destreggiandosi tra lavoro giornaliero e studi serali, nel giro di un anno gli fu affidata la responsabilit&amp;agrave; della parte elettrica del reparto forni e fonderia automatica. Poi venne il tempo del servizio di leva e la successiva &lt;strong&gt;assunzione in F&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;errovia&lt;/strong&gt;, inizialmente come elettricista e poi per 35 anni alla guida dei treni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&amp;ldquo;&lt;em&gt;In quegli anni i&lt;/em&gt;&lt;em&gt;l petrolio costava poco, e per di pi&amp;ugrave; c&lt;/em&gt;&lt;em&gt;i prospettavano un futuro radioso all'insegna dell'energia nucleare pulita, sicura e con spesa irrisoria. Ma con la stessa energia si producevano bombe"&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Fu a Calais, guardando la distesa di camini di scarico delle navi in sosta, che emettevano fumo e polveri in quantit&amp;agrave;, che Sergio prese la sua decisione. &lt;em&gt;&amp;ldquo;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;Realizzai che, se non avessimo fatto nulla, saremmo stati perduti. B&lt;/em&gt;&lt;em&gt;isognava passare all'azione, per non &lt;/em&gt;&lt;em&gt;essere&lt;/em&gt;&lt;em&gt; responsabili di un sistema che produceva un &lt;/em&gt;&lt;em&gt;simile inquinamento&amp;rdquo;&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;span&gt;Come funziona la casa solare&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;La cucina ad induzione, la pompa di calore per il riscaldamento e raffrescamento, il frantoio delle olive del suo uliveto, l'auto. Tutto, a casa Enrietta, &amp;egrave; alimentato dal sole. "&lt;em&gt;Godo di tutti i comfort necessari, ho scelto di costruire la casa in cui vivo seguendo determinati criteri e lo garantisco: la casa solare &amp;egrave; possibile&lt;/em&gt;".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Oltre alla regola basilare venausina dei 3 &lt;em&gt;bar&amp;ugrave;n&lt;/em&gt; (mucchi), "&lt;em&gt;uno di sabbia, uno di pietre e uno di legn&lt;/em&gt;&lt;em&gt;a&lt;/em&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;em&gt;(tutti e tre &amp;ldquo;grandi come una casa&amp;rdquo;)&lt;/em&gt;&lt;em&gt;"&lt;/em&gt;, nel costruire un&amp;rsquo;abitazione &amp;egrave; fondamentale &lt;strong&gt;scegliere una buona esposizione&lt;/strong&gt;. &lt;em&gt;"Osservando la valle dal&lt;/em&gt;&lt;em&gt;l&amp;rsquo;alto&lt;/em&gt;&lt;em&gt; si nota&lt;/em&gt;&lt;em&gt;, &lt;/em&gt;&lt;em&gt;oltre alla quantit&amp;agrave; di &lt;/em&gt;&lt;em&gt;terreno agricolo &lt;/em&gt;&lt;em&gt;andato perduto, che le costruzioni pi&amp;ugrave; recenti non hanno tenuto in alcun conto &lt;/em&gt;&lt;em&gt;l'&lt;/em&gt;&lt;em&gt;orientamento&lt;/em&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;em&gt;delle falde &lt;/em&gt;&lt;em&gt;dei tetti, &lt;/em&gt;&lt;em&gt;scelta che rende in molti casi difficile lo sviluppo dell&amp;rsquo;energia solare&amp;rdquo;&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Solare termico.jpg" border="0" alt="I pannelli per il solare termico" data-entity-type="file" data-entity-uuid="672d16fe-0bfe-44b0-a2d4-1898101f0a7c" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;I pannelli per il solare termico&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Quando Sergio ha costruito la sua casa, a partire dal 2011, ha scelto &lt;strong&gt;un luogo soleggiato ed un orientamento a sud,&lt;/strong&gt; e si &amp;egrave; inoltre impegnato a realizzare il massimo possibile di risparmio energetico: i muri hanno coefficente di trasmittanza 0,16 e le vetrate, triple, coefficiente 0,6, per avere un isolamento quasi totale: &lt;em&gt;&amp;ldquo;Anche con -10 gradi esterni &lt;/em&gt;&lt;em&gt;si sta &amp;ldquo;spalle al&lt;/em&gt;&lt;em&gt; vetro&amp;rdquo; &lt;/em&gt;&lt;em&gt;senza avvertire il freddo&amp;rdquo;&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Ci&amp;ograve; non vuol dire che la casa non respiri: il &lt;strong&gt;ricambio d'aria&lt;/strong&gt; &amp;egrave; perennemente garantito da un tubo del diametro di 20 centimetri, che conduce il flusso d&amp;rsquo;aria proveniente dall&amp;rsquo;esterno alle bocchette dislocate in ogni stanza, fino al camino sul tetto. La circolazione avviene per via naturale, grazie alle differenze di temperatura, ma una ventola in bagno ed una in cucina incrementano la velocit&amp;agrave; di ricircolo quando &amp;egrave; necessario. Il tubo &amp;egrave; inoltre &lt;strong&gt;interrato per una quarantina di metri&lt;/strong&gt;, per recuperare qualche grado in inverno e rinfrescare gli ambienti in estate.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;L'acqua sanitaria e il riscaldamento a pavimento&lt;/strong&gt; provengono da 6 mq di collettori solari sotto vuoto, posti ai piedi dell'edificio. "&lt;em&gt;Il posizionamento della mia abitazione, su un terreno terrazzato, facilita questo scambio energetico: &lt;/em&gt;&lt;em&gt;a&lt;/em&gt;&lt;em&gt;vendo collocato i collettori in basso l'acqua calda sale e la fredda scende. &lt;/em&gt;&lt;em&gt;Quando&lt;/em&gt;&lt;em&gt; il tempo &amp;egrave; nuvoloso, &lt;/em&gt;&lt;em&gt;se &amp;egrave; necessario &lt;/em&gt;&lt;em&gt;posso ricorrere alla stufa a legna &lt;/em&gt;&lt;em&gt;che ho posto al centro dell&amp;rsquo;abitazione, per &lt;/em&gt;&lt;em&gt;garanti&lt;/em&gt;&lt;em&gt;re&lt;/em&gt;&lt;em&gt; confort in tutta la casa.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;Oppure posso scaldare l&amp;rsquo;acqua utilizzando l&amp;rsquo;energia elettrica immagazzinata ed attivare&lt;/em&gt;&lt;em&gt; il climatizzatore con pompa di calore: &lt;/em&gt;&lt;em&gt;svanisce&lt;/em&gt;&lt;em&gt; il fascino della fiamma ma &lt;/em&gt;&lt;em&gt;cos&amp;igrave; facendo riduco ulteriormente sia le emissioni che&lt;/em&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;em&gt;i &lt;/em&gt;&lt;em&gt;consumi di legna &lt;/em&gt;&lt;em&gt;(&lt;/em&gt;&lt;em&gt;molto bassi, &lt;/em&gt;&lt;em&gt;non pi&amp;ugrave; di 10 quintali all&amp;rsquo;anno, che ricavo dalla gestione del territorio circostante)&amp;rdquo;&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Casa enrietta.jpg" border="0" alt="La casa solare" data-entity-type="file" data-entity-uuid="1ee68737-3b01-4adf-8c6a-dd571287b25a" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Una casa cento per cento solare.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Il sogno di autosufficenza energetica si &amp;egrave; &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;cos&amp;igrave; &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;avverato, &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;e nel frattempo Sergio ha anche trovato il tempo di &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;mettere a dimora sul terreno circostante&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;circa 600&lt;/span&gt; ulivi di 60 variet&amp;agrave; diverse, dando vita all'&lt;strong&gt;Oliveto&amp;nbsp;sperimentale alpino Roceja Attiva.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;LEGGI ANCHE: &lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/scienza-e-ambiente/un-oliveto-sperimentale-sulla-roceja-di-borgone-il-paradiso-degli-ulivi-di"&gt;Un "Oliveto Sperimentale" sulla Roceja di Borgone: il paradiso degli ulivi di Sergio Enrietta&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Certo, se il tempo rimane nuvoloso pi&amp;ugrave; del previsto possono esserci dei problemi di scarsit&amp;agrave; di energia, che tra il 2020 e l'inizio del nuovo anno sono stati &lt;strong&gt;limitati ad alcuni giorni tra il 15 dicembre e il 15 gennaio&lt;/strong&gt;. "&lt;em&gt;In questi casi si pu&amp;ograve; attingere dalla rete. Oppure nel mio caso,&amp;nbsp;che dalla rete sono scollegato, occorre&amp;nbsp;fare un po' di astinenza. Ma non si pensi ad eccessive privazioni, tutto &amp;egrave; facilmente gestibile, basta ridurre gli sprechi e dare il giusto valore alla propria vita&lt;/em&gt;".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Lavare i piatti a mano o rimandare il bucato in lavatrice non &amp;egrave; certo un dramma di fronte ai numerosi vantaggi ottenuti, &lt;strong&gt;sia economici che di rispetto ambientale&lt;/strong&gt;. &lt;em&gt;&amp;ldquo;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;In fondo&lt;/em&gt; &amp;ndash; conclude Sergio &amp;ndash; &lt;em&gt;da bam&lt;/em&gt;&lt;em&gt;b&lt;/em&gt;&lt;em&gt;ino passavo 3-4 mesi in montagna con le mucche ed una sola lucerna, e mai ho sentito la mancanza dell&amp;rsquo;energia. Anzi, sono i miei ricordi pi&amp;ugrave; belli&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Agli scettici garantiamo comunque che a casa di Sergio il cellulare, il pc e gli elettrodomestici sono carichi e funzionanti. Grazie esclusivamente al sole, che ogni giorno offre alla sua abitazione un pieno di energia. Un gran regalo, che troppo spesso in molti sottovalutiamo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 09 Jun 2021 18:32:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/una-casa-100-solare-si-puo-fare-e-sulla-montagna-borgonese-funziona</guid></item><item><title>Cani da protezione: 7 regole per gli escursionisti</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/cani-da-protezione-delle-greggi-7-regole-gli-escursionisti</link><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;Le esperienze che viviamo quando trascorriamo una giornata sui nostri sentieri ci regalano bellissime emozioni, ma capita anche di dover &lt;strong&gt;affrontare situazioni di stress&lt;/strong&gt;, che dipendono sia dal nostro grado di emotivit&amp;agrave; che dalla presenza di un reale pericolo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Un tema di cui si parla spesso tra gli amanti del trekking &amp;egrave; l&amp;rsquo;incontro lungo la strada con animali di vario genere, da quelli selvatici ai &lt;strong&gt;cani da pastore: &lt;/strong&gt;da quando il lupo ha fatto nuovamente capolino sui nostri pascoli, infatti, la probabilit&amp;agrave; di incrociare un cane da protezione delle greggi &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; alta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="/blog/animali/uomini-e-lupi-ci-attende-un-futuro-di-convivenza-sempre-piu-stretta"&gt;Uomini e lupi: ci attende un futuro di convivenza sempre pi&amp;ugrave; stretta&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Insomma, si tratta di una diatriba aperta ormai da qualche anno tra allevatori ed escursionisti. Ai primi viene richiesto un grande impegno, anche economico, &lt;strong&gt;per la protezione delle greggi&lt;/strong&gt;, ai secondi invece &lt;strong&gt;il rispetto delle attivit&amp;agrave; di pastorizia&lt;/strong&gt; in montagna, con la messa in atto di comportamenti adeguati e prudenziali, in particolar modo quando si attraversano alpeggi monticati da greggi e mandrie.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Per fare il punto su questo annoso dibattito &lt;strong&gt;&amp;egrave; intervenuto anche il CAI&lt;/strong&gt;, che ha sviluppato progetti informativi per i frequentatori della montagna. L&amp;rsquo;intento &amp;egrave; quello di proporre una serie di &amp;ldquo;regole&amp;rdquo; per invitare gli escursionisti a tenere il comportamento corretto quando si trovano a dover transitare nei pressi di alpeggi presidiati da cani da guardiania.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Da una parte &amp;egrave; importante mostrare il proprio &lt;strong&gt;sostegno a tutti quegli allevatori&lt;/strong&gt; che si confrontano ogni giorno con la convivenza ed il ritorno dei grandi predatori, impegnandosi nella messa in atto delle buone pratiche di prevenzione. Dall&amp;rsquo;altra parte, per&amp;ograve;, &amp;egrave; anche importante &lt;strong&gt;garantire agli escursionisti una libera e serena fruizione del territorio&lt;/strong&gt;, permettendo a tutti di godere del patrimonio naturale delle nostre valli in serenit&amp;agrave;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Ci deve quindi essere &lt;strong&gt;un lavoro di supporto e di rispetto&lt;/strong&gt;, che miri ad educare i frequentatori della montagna all&amp;rsquo;accettazione dei pascoli, e gli allevatori alla cultura del turismo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/caniPastore (1).jpg" border="0" alt="Cani da pastore" data-entity-type="file" data-entity-uuid="35cc3c6e-4b1f-4309-a816-ef01ec880bd4" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Ma &lt;strong&gt;come possiamo divenire escursionisti responsabili?&lt;/strong&gt; Se sul nostro percorso incontriamo pascoli dove sono presenti cani da guardiania o da protezione, sar&amp;agrave; sufficiente adottare un comportamento prudente. In seguito potete trovare 7 norme di comportamento stilate dal CAI, che potranno senza dubbio essere d&amp;rsquo;aiuto qualora doveste imbattervi in un gregge al pascolo sorvegliato da cani da lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Non attraversate le greggi&lt;/strong&gt;; in questo modo si spaventano gli animali e si possono allertare i Cani da protezione i quali, individuandovi come un pericolo, reagiranno abbaiando e venendovi incontro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Non gridate e &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;non &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;fate movimenti bruschi&lt;/strong&gt; con bastoni, ne lanciate sassi verso il bestiame o verso il Cane.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Se il Cane si avvicina &amp;egrave; &lt;strong&gt;meglio stare fermi.&lt;/strong&gt; Non guardatelo fisso negli occhi: questo comportamento potrebbe essere interpretato come una sfida.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Indietreggiate lentamente&lt;/strong&gt;, senza mai voltarvi, fino al momento in cui il Cane cesser&amp;agrave; di abbaiare (non vi riterr&amp;agrave; pi&amp;ugrave; un pericolo). Dopo di che riprendete a camminare tranquillamente aggirando il gregge.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Se siete &lt;strong&gt;in bicicletta&lt;/strong&gt; NON attraversate mai un gregge o un pascolo; scendete e lentamente &lt;strong&gt;a piedi aggirate il gregge&lt;/strong&gt; o il pascolo presidiato, potrete poi risalire tranquillamente in bicicletta e proseguire la vostra escursione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;E&amp;rsquo; sconsigliato portare con s&amp;eacute; Cani da compagnia se l&amp;rsquo;escursione programmata pu&amp;ograve; interessare territori ove siano presenti greggi al pascolo presidiati da Cani da guardiania; nel caso in cui vi trovaste comunque in questa situazione &lt;strong&gt;tenete il vostro Cane al guinzaglio&lt;/strong&gt; e non prendetelo in braccio. Allontanatevi dal gregge e dal pascolo compiendo un largo giro attorno ad esso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Ignora&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;t&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;e i cani che &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;vi dovessero seguire&lt;/strong&gt;: l&amp;rsquo;animale torner&amp;agrave; spontaneamente al proprio gregge.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;</description><pubDate>Tue, 18 May 2021 12:35:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/cani-da-protezione-delle-greggi-7-regole-gli-escursionisti</guid></item><item><title>Fuoco e ghiaccio per salvare le coltivazioni dalle gelate primaverili</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/fuoco-e-ghiaccio-salvare-le-coltivazioni-dalle-gelate-primaverili</link><description>&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Le&lt;/span&gt;&lt;span&gt; immagini di vigneti e coltivazioni ammantati di &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;ghiaccio&lt;/strong&gt;&lt;span&gt; o &lt;/span&gt;&lt;span&gt;circondati &lt;/span&gt;&lt;span&gt;d&lt;/span&gt;&lt;span&gt;a migliaia di&lt;/span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;piccoli fuochi&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;che vediamo sul web in questi giorni sono bellissime, ma in realt&amp;agrave; documentano le&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;misure d'emergenza &lt;/strong&gt;&lt;span&gt;adottate da &lt;/span&gt;&lt;span&gt;viticoltori e &lt;/span&gt;&lt;span&gt;contadini per fronteggiare le &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;gelate tardive, &lt;/strong&gt;che rischiano di compromettere l'intero raccolto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Ce ne siamo accorti nei giorni scorsi: credevamo di poter riporre i piumini nell'armadio ed ecco invece che il colpo di coda dell'inverno ha fatto la sua comparsa, &lt;/span&gt;&lt;span&gt;interrompendo il piacevole &lt;/span&gt;&lt;span&gt;assaggio di primavera e &lt;/span&gt;&lt;span&gt;facendo al contempo &lt;/span&gt;&lt;span&gt;rabbrividire chi aveva gi&amp;agrave; indossato abiti pi&amp;ugrave; leggeri. &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Ma se all'uomo per fronteggiare il disagio &lt;/span&gt;&lt;span&gt;dell'abbassamento di temperatura &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&amp;egrave; sufficiente coprirsi, &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;i &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;danni che il freddo e il maltempo possono arrecare alle coltivazioni sono &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;notevoli, &lt;/strong&gt;specie quando i primi giorni di caldo&amp;nbsp;hanno&amp;nbsp;gi&amp;agrave; fatto iniziare la fioritura&lt;span&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2 lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;La soluzione? Fiamme e ghiaccio "&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;indotto"&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Quando le temperature scendono &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;di molto &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;sotto lo zero, per salvare i &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;frutteti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; si utilizza &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;l'irrigazione antibrina&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;: p&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;er evitare che l'abbassamento del termometro &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;durante la notte &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;faccia gelare l'interno delle foglie e dei germogli si&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;cospargono&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;le piantagioni &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; di acqua&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;I&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;n&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; questo mod&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;o le p&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;iante, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;i fiori &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;ed i germogli vengono ricoperte da un sottile strato di ghiaccio, che mantiene la loro temperatura &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;intorno allo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;zero&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Una sorta di coperta, che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;permette di limitare&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; i danni alle coltivazioni, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;che&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; si manifestano &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;principalmente &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;quando la temperatura scende &lt;strong&gt;al di sotto dei 4 gradi&lt;/strong&gt; sottozero. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;Si tratta di una tecnica da utilizzare con molta cura:&amp;nbsp;lo strato di ghiaccio non deve essere eccessivo, per non determinare la rottura dei rami.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/foto-frutteto-ghiaccio_1100 Austria.jpeg" border="0" alt="Frutteto &amp;quot;congelato&amp;quot; in Austria" data-entity-type="file" data-entity-uuid="4ccfbfa5-545b-4580-be79-b0a23c3aac79" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Frutteto "congelato" in Austria.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Dove non pu&amp;ograve; il ghiaccio, si tenta di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;sopperire con il fuoco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; posizionando a debita distanza dalle piante delle &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;"candele antigelo", &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;che altro non sono che piccoli bidoni riempiti di cera paraffinica. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Questo metodo &amp;egrave; usato in particolare nelle vigne, specie&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;in Francia&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, dove &amp;egrave; molto diffuso nella Loira e in Borgogna (la regione dello Chablis). In Italia &amp;egrave; utilizzato&amp;nbsp;nella zona di Montalcino per i vigneti del Brunello, ma anche &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;in Piemonte&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;per salvare i vigneti delle Langhe, le coltivazioni di&amp;nbsp;p&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;esche, albicocche e kiwi del cuneese e gli asparagi nella zona tra Santena e Poirino.&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Gli anziani raccontano che era un metodo che veniva saltuariamente utilizzato &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;a&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;nche nelle nostre valli&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, dove per&amp;ograve; ormai da decenni non si pratica pi&amp;ugrave;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Titouan Rimbault3.jpeg" border="0" alt="Fuochi nelle vigne di Chablis (Titouan Rimbault)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="e6077360-ef0d-4422-966b-23288dcc3f8f" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;Fuochi nelle vigne di Chablis (Titouan Rimbault).&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Ovviamente questo tipo di intervento necessita di un numero considerevole di elementi riscaldanti, il che rende obbligatoria una valutazione sul rapporto costi/benefici. I vigneron francesi utilizzano circa 500 candele per ettaro, che costano circa 8 euro ciascuna: l'investimento &amp;egrave; quindi di &lt;strong&gt;circa &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;4000 euro per ettaro&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, ogni notte. Solo per limitare i danni, che per&amp;ograve;,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;secondo gli esperti e le associazioni di produttori, saranno &lt;strong&gt;i pi&amp;ugrave; gravi degli ultimi decenni.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Talvolta, anzich&amp;egrave; queste candele, si utilizzano piccoli braceri nei quali vengono bruciati paglia,&lt;/span&gt; tralci secchi o legna. Ma &amp;egrave; facile immaginare l'ulteriore carico di lavoro derivante dal posizionamento e dall'accensione, nonch&amp;egrave; l'esigenza del continuo monitoraggio per evitare il rischio di roghi improvvisi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella pericolosit&amp;agrave; delle gelate primaverili gioca probabilmente un ruolo importante anche &lt;strong&gt;il cambiamento climatico&lt;/strong&gt;. Ora il caldo spesso inizia prima, le piante fioriscono e per questo sono pi&amp;ugrave; vulnerabili alle gelate tardive, quelle che avvengono all&amp;rsquo;inizio della primavera.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Restano, accanto alla paura degli agricoltori di &lt;strong&gt;veder compromesso il lavoro di un intero anno&lt;/strong&gt;, la poesia e la bellezza di queste immagini: ve ne regaliamo alcune raccolte sul web.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Ghiaccio1.jpg" border="0" alt="Irrigazione frutteti" data-entity-type="file" data-entity-uuid="4e789505-5b57-48cc-85db-4a0ab0c37abd" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/ghiaccio3.jpg" border="0" alt="vigne chiaccio" data-entity-type="file" data-entity-uuid="5dffb568-9da4-4caf-a8f4-680f56c1bc20" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/ghiaccio6.jpg" border="0" alt="Germoglio ghiacciato" data-entity-type="file" data-entity-uuid="8e7e35cf-2668-4cf0-88fb-d664dc9a43bb" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Irrigazione antibrina in Borgogna (Aureli&amp;egrave;n Ibanez).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/gelo Scarnafigi.jpeg" border="0" alt="Ghiaccio sui frutteti a Scarnafigi" data-entity-type="file" data-entity-uuid="c57d750e-dc30-4b1c-b66e-4fa68dea5b7b" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;em&gt;Ghiaccio sui frutteti a Scarnafigi.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Titouan Rimbault2.jpeg" border="0" alt="Fuochi in Borgogna" data-entity-type="file" data-entity-uuid="861762ae-acbe-42e1-b5fe-bc9223778f11" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Titouan Rimbault3_0.jpeg" border="0" alt="Fuochi in Borgogna" data-entity-type="file" data-entity-uuid="f5733725-a8d0-4751-a527-12263e8e2c30" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Titouan Rimbault4.jpeg" border="0" alt="Fuochi in Borgogna" data-entity-type="file" data-entity-uuid="9c0111ea-f748-452a-a675-94f664d26317" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;Fuochi nelle vigne di Chablis (Titouan Rimbault).&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/fuoco5.jpg" border="0" alt="Si accendono i fuochi" data-entity-type="file" data-entity-uuid="6bb23312-d05c-4696-bf63-01786ec77a8e" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/fuoco2.jpg" border="0" alt="Fuochi in Borgogna" data-entity-type="file" data-entity-uuid="e425cf3f-3703-4754-a6c0-36ba5f1ab5fb" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/fuoco6.jpg" border="0" alt="Fuochi in Borgogna" data-entity-type="file" data-entity-uuid="8a49e00a-bdbf-471d-b48d-ef0b0736cada" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/fuoco7.jpg" border="0" alt="Fuochi in Borgogna" data-entity-type="file" data-entity-uuid="44d3895e-adc6-4d56-8bca-e6439d032112" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;Fuochi nelle vigne in Borgogna (Aureli&amp;egrave;n Ibanez).&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Fri, 09 Apr 2021 10:00:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/fuoco-e-ghiaccio-salvare-le-coltivazioni-dalle-gelate-primaverili</guid></item><item><title>Forse per l'ultima volta domenica 25 ottobre ritorna l'ora solare</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/forse-lultima-volta-domenica-25-ottobre-ritorna-lora-solare</link><description>&lt;p&gt;Teniamoci pronti:&amp;nbsp;nella notte&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tra sabato 24 e domenica 25 ottobre &lt;/strong&gt;occorrer&amp;agrave;&amp;nbsp;riportare le lancette dei nostri orologi &lt;strong&gt;indietro&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di 60 minuti. Per cellulari e pc questa procedura sar&amp;agrave;&amp;nbsp;automatica, mentre per tutti gli altri dispositivi sar&amp;agrave; necessario procedere manualmente (l'orario esatto del passaggio &amp;egrave; alle 3 del mattino).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Si avr&amp;agrave; pi&amp;ugrave; luce la mattina ma far&amp;agrave; buio prima la sera,&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e questo ci immerger&amp;agrave; di colpo, almeno&amp;nbsp;psicologicamente, nella stagione invernale.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/scienza-e-ambiente/solstizio-dinverno-il-giorno-cui-valle-di-susa-le-ombre-raggiungono-la"&gt;Solstizio d'inverno: il giorno dove le ombre in Valle di Susa raggiungono la massima estensione&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;L'ora solare rimarr&amp;agrave; in vigore &lt;strong&gt;fino al&amp;nbsp;27 marzo 2021 &lt;/strong&gt;quando, nella notte tra sabato e domenica, si compir&amp;agrave; il procedimento inverso, riportando avanti le lancette degli orologi per tornare all'&lt;strong&gt;ora legale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Ora solare.jpg" border="0" alt="Ora solare" data-entity-type="file" data-entity-uuid="b9fb829c-4098-4ad1-8409-a724215b771c" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Potrebbe essere l'ultima volta: il parlamento Europeo, dopo una consultazione pubblica avvenuta tra luglio e agosto 2018 e l'84% dei voti a favore, ha infatti &lt;strong&gt;abolito l'obbligo&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;dell'alternanza tra i due sistemi, che per regolamento avveniva l'ultima domenica di marzo e l'ultima di ottobre.&amp;nbsp;Ogni Stato sar&amp;agrave; quindi chiamato a decidere&amp;nbsp;&lt;strong&gt;entro aprile 2021&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;se adottare per sempre l'ora legale o quella solare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il primo paese a farlo &amp;egrave; stata la Francia, che che ha gi&amp;agrave; deliberato per dire addio definitivamente al cambio dell'ora, scegliendo di tenere &lt;strong&gt;per sempre l'ora legale, &lt;/strong&gt;che &amp;egrave; il sistema pi&amp;ugrave; favorevole per i paesi pi&amp;ugrave; a Sud dell'Unione Europea. Gli altri stati per ora non hanno deciso, ma i paese nel nord Europa, che in estate hanno gi&amp;agrave; giornate molto lunghe, sembrerebbero avvantaggiarsi dal mantenimento dell'ora legale: il pericolo di un mosaico di orari tra i vari paesi europei &amp;egrave; dunque reale.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 19 Oct 2020 09:24:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/forse-lultima-volta-domenica-25-ottobre-ritorna-lora-solare</guid></item><item><title>Un "Oliveto Sperimentale" sulla Roceja di Borgone</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/un-oliveto-sperimentale-sulla-roceja-di-borgone-il-paradiso-degli-ulivi-di</link><description>&lt;p lang="zxx"&gt;Quasi 2 mila metri di impianto irriguo e circa 550 ulivi di 60 variet&amp;agrave; diverse, messi a dimora ad un'altitudine compresa tra i 680 e i 710 metri, su un terreno che si estende su 15 mila mq. Sono questi i numeri dell'&lt;strong&gt;O&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;liveto &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;s&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;perimentale alpino Roceja Attiva&lt;/strong&gt; di Gandoglio, borgata di Borgone. Un impegno non da poco per &lt;strong&gt;Sergio Enrietta&lt;/strong&gt;, dinamico 68enne originario di Venaus, che da tempo ha deciso di avviare questa coltivazione.&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;"&lt;em&gt;Tutto risale a quando avevo 3 o 4 anni. Mio pap&amp;agrave; mi aveva mostrato un ulivo in mezzo ai rovi: quella pianta mi incurios&amp;igrave;, &lt;/em&gt;&lt;em&gt;ed i&lt;/em&gt;&lt;em&gt;l ricordo mi &lt;/em&gt;&lt;em&gt;si &amp;egrave; &lt;/em&gt;&lt;em&gt;impresso nella mente&lt;/em&gt;&lt;em&gt;. P&lt;/em&gt;&lt;em&gt;oi, una volta cresciuto&lt;/em&gt;&lt;em&gt;,&lt;/em&gt;&lt;em&gt; avevo deciso di tentare un'impresa un po' folle, andare a coltivare ulivi in un'isola delle Eolie, dove non esiste nessuna sorgente&lt;/em&gt;&lt;em&gt;. Ma &amp;egrave; rimasta un'idea, naufragata strada facendo&lt;/em&gt;".&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;Durante il servizio militare svolto nel bellunese, Enrietta si rese conto che partecipando a dei concorsi pubblici si ottenevano delle licenze: fu cos&amp;igrave; che si candid&amp;ograve; a molti di essi, vincendone una buona parte. "&lt;em&gt;&lt;span&gt;A&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt; que&lt;/em&gt;&lt;em&gt;i&lt;/em&gt;&lt;em&gt; tempi lavoravo all'Assa&lt;/em&gt;&lt;em&gt; di Susa&lt;/em&gt;&lt;em&gt;, ma era chiaro che le cose non anda&lt;/em&gt;&lt;em&gt;vano&lt;/em&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;em&gt;troppo &lt;/em&gt;&lt;em&gt;bene. Mi licenziai prima del fallimento, entrando nelle Ferrovie dapprima come elettricista e poi come macchinista&lt;/em&gt;".&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/1000 SergioEnrietta.jpg" border="0" alt="Sergio Enrietta" data-entity-type="file" data-entity-uuid="75fcd9b6-99f8-4a06-bf7a-ec5f48890d9e" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;em&gt;Sergio Enrietta.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;La curiosit&amp;agrave;, la voglia di sperimentare, sono sempre stati l'elemento cardine della sua esistenza. &lt;em&gt;"Sono fatto cos&amp;igrave;, mi documento, studio, sono un autodidatta cui piace portare a termine una cosa, fatta bene, per poi passare ad un'altra"&lt;/em&gt;. E cos&amp;igrave;, dopo essersi occupato di ridurre i costi per alcune aziende (&lt;em&gt;"mi chiamavano il tagliatore di teste, che brutta definizione"&lt;/em&gt;&lt;em&gt;),&lt;/em&gt; aver frequentato un corso per imparare l'inglese &lt;em&gt;"senza il quale non si va da nessuna parte"&lt;/em&gt;, aver vissuto in Francia, analizzato studi economici ed essersi documentato sulla presenza degli ulivi in valle di Susa, Sergio &amp;egrave; &lt;strong&gt;approdato in borgata Gandoglio&lt;/strong&gt;, portandosi sempre dietro la sua voglia di coltivare ulivi.&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;Cambiando scenario al suo progetto, e passando dal mare alla montagna, nel 1999 ha comprato una serie di terreni e dopo qualche anno vi ha messo a dimora le prime piante, oltre a collocarvi &lt;strong&gt;alcune arnie&lt;/strong&gt;, per non lasciare nel cassetto l'esperienza conseguita al corso di apicoltura frequentato a Bologna nel 1976. &lt;em&gt;"Ho visto che &lt;/em&gt;&lt;em&gt;gli ulivi &lt;/em&gt;&lt;em&gt;crescevano bene e producevano subito, cos&amp;igrave; mi sono lasciato prendere la mano. Nel 2012 ho comprato anche un frantoio, cos&amp;igrave;cch&amp;egrave; ora posso gustare un olio interamente autoprodotto. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/1000 frantoio - olive Sant'Agostino.jpg" border="0" alt="Il frantoio e le olive (in questo caso variet&amp;agrave; Sant'Agostino)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="0442c490-6f0a-4d2c-9a27-8c5203df23ff" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;em&gt;Il frantoio e le olive (in questo caso variet&amp;agrave; Sant'Agostino).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;em&gt;Non ho fatto nessun&lt;/em&gt;&lt;em&gt;a&lt;/em&gt;&lt;em&gt; scoperta, &lt;/em&gt;&lt;em&gt;bens&amp;igrave; una &lt;/em&gt;&lt;em&gt;cosa ragionata. &lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Gli ulivi qui ci sono sempre stati&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;, erano solo dimenticati. &lt;/em&gt;&lt;em&gt;Quelli rimasti hanno&lt;/em&gt;&lt;em&gt; superato la piccola glaciazione del &lt;/em&gt;&lt;em&gt;1&lt;/em&gt;&lt;em&gt;700: una trentina dei miei derivano da vecchie ceppaie, son proprio que&lt;/em&gt;&lt;em&gt;l&lt;/em&gt;&lt;em&gt;li autoctoni, solo che le persone non se lo ricordano. &lt;/em&gt;&lt;em&gt;Ma se parlate con gli anziani&lt;/em&gt;&lt;em&gt; cdi Mompantero ed Urbiano, loro lo sanno: &lt;/em&gt;&lt;em&gt;l&lt;/em&gt;&lt;em&gt;'&lt;/em&gt;&lt;em&gt;u&lt;/em&gt;&lt;em&gt;livo i&lt;/em&gt;&lt;em&gt;n&lt;/em&gt;&lt;em&gt; valle di Susa esiste da sempre. E lo sapevano anche i vecchi &lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;V&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;ignolant della Roceja&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;che scendevano qui da Frassinere e Mocchie per coltivare la vite&lt;/em&gt;".&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="/blog/enogastronomia/olivi-valle-di-susa-ma-certo-e-dal-tempo-dei-romani" hreflang="it"&gt;Olivi in Valle di Susa? Ma certo, e dal tempo dei romani!&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;Ora, a scendere lungo i terrazzamenti sono cinghiali, cervi e caprioli, che attentano alla crescita delle piante. &lt;em&gt;"&lt;/em&gt;&lt;em&gt;Sono i &lt;/em&gt;&lt;em&gt;cervi &lt;/em&gt;&lt;em&gt;a fare i&lt;/em&gt;&lt;em&gt; danni &lt;/em&gt;&lt;em&gt;pi&amp;ugrave; &lt;/em&gt;&lt;em&gt;importanti&lt;/em&gt;&lt;em&gt;: &lt;/em&gt;&lt;em&gt;sono maestosi, arrivano in alto,&lt;/em&gt;&lt;em&gt; e&lt;/em&gt;&lt;em&gt; dove passano loro rimane ben poco. Ma devo fare attenzione anche alla "&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;mosca bactrocera"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;, &lt;/em&gt;&lt;em&gt;o &lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;mosca olearia&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;, che depone le uova nelle olive&lt;/em&gt;&lt;em&gt;. D&lt;/em&gt;&lt;em&gt;opo la schiusa la larva si nutre di esse&lt;/em&gt;&lt;em&gt;,&lt;/em&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;em&gt;e se sono tante buona parte del raccolto viene compromessa&lt;/em&gt;&lt;em&gt;. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/1000 metodoEnrietta - mosca.jpg" border="0" alt="Il &amp;quot;metodo Enrietta&amp;quot; contro la mosca olearia" data-entity-type="file" data-entity-uuid="e654b7cd-382d-4128-9120-3e4ad8ee4701" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;em&gt;Il "metodo Enrietta" contro la mosca olearia (nel cerchio gli occhi verdi di questo insetto spuntano da un'oliva).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;em&gt;Io qui non uso alcun prodotto chimico: ho mele, uva, zucche, zucchine, finocchi, insalata, pomodori che coltivo senza trattamenti. Per gli ulivi avevo trovato un prodotto naturale, che avrei dovuto spargere sulle chiome, ma si sarebbe depositato anche sulle olive e non volevo. Cos&amp;igrave; ho ideato &lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;il &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;"&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;metodo Enrietta&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;"&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;, che &lt;/em&gt;&lt;em&gt;anche &lt;/em&gt;&lt;em&gt;altri coltivatori hanno utilizzato. &lt;/em&gt;&lt;em&gt;Recupero&lt;/em&gt;&lt;em&gt; i vasi in plastica che conten&lt;/em&gt;&lt;em&gt;evano&lt;/em&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;em&gt;le piantine degli&lt;/em&gt;&lt;em&gt; ulivi e li spruzzo con quel prodotto, poi li appendo a testa in gi&amp;ugrave; alla pianta, cos&amp;igrave; anche se piove la sostanza non viene lavata via. Un po' serve, per tenere lontane le mosche, ma solo &lt;/em&gt;&lt;em&gt;quando non ce ne sono tante, com&lt;/em&gt;&lt;em&gt;e quest'anno. Altrimenti, se sono diffuse, non &amp;egrave; sufficiente&lt;/em&gt;".&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;Nonostante ungulati e mosche, comunque, sulla Roceja, gli ulivi hanno trovato l'habitat ideale. E ogni variet&amp;agrave; convive senza problemi con le altre: Sant'Agostino, Frantoio, Nociara, Coratina, Santa Caterina, Aglandaou, Arbosana, sono solo alcune delle tante che appartengono alla grande famiglia Enrietta. "&lt;em&gt;Non so a cosa sia dovuto questo sviluppo promettente. Forse il terreno argilloso, l'irrigazione di questo terreno xerofilo&lt;/em&gt;&lt;em&gt; o la buona esposizione. &lt;/em&gt;&lt;em&gt;Pensate&lt;/em&gt;&lt;em&gt; che, nel giorno pi&amp;ugrave; corto, &lt;/em&gt;&lt;em&gt;qui &lt;/em&gt;&lt;em&gt;le ore di sole sono comunque 6,54&lt;/em&gt;".&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/1000 Alcune varietà - da sin Frantoio_ Coratina_ Pendolino.jpg" border="0" alt="Alcune varietà - da sin Frantoio, Coratina, Pendolino" data-entity-type="file" data-entity-uuid="757c70d8-b5ec-45f5-bd07-b5111ea2e199" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;em&gt;Alcune varietà di olive coltivate alla Roceja: da sinistra Frantoio, Coratina e Pendolino.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;Difficile dire se alle Eolie Enrietta avrebbe avuto lo stesso successo, perch&amp;egrave; il sogno &amp;egrave; rimasto tale. Ma se la sua aspettativa era di mettere a dimora gli ulivi su un'isola circondata dal mare, in buona parte &amp;egrave; stata soddisfatta. La dimora di Enrietta in Borgata Gandoglio &amp;egrave; davvero un'isola felice, immersa nel silenzio, circondata da un mare di tranquillit&amp;agrave; (e di nubi nel giorno in cui gli abbiamo fatto visita), dove gli ulivi crescono armoniosi.&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;Incuriosendo sia &lt;strong&gt;l'Universit&amp;agrave; di Cosenza&lt;/strong&gt;, che ha avviato uno studio su questa inusuale olivocoltura alpina, che la &lt;strong&gt;Fondazione Fojanini&lt;/strong&gt; di Sondrio, con cui Enrietta collabora per la diffusione dell'olivicoltura in Valtellina.&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;Enrietta ha creato &lt;strong&gt;una pagina Facebook&lt;/strong&gt; chiamata &lt;a href="https://www.facebook.com/groups/118235385553891"&gt;&lt;strong&gt;O&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;liveto Sperimentale Alpino "R&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;o&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;ceja Attiva"&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; che, senza alcuna pubblicit&amp;agrave;, ha gi&amp;agrave; superato i 700 iscritti, non solo valsusini: dimostrazione evidente che l'ulivo &amp;egrave; un tema che interessa da nord a sud. E chi pensa che l'olio buono sia solo quello che arriva dalla Toscana, dalla Puglia o dal meridione, non ha mai assaggiato quello che Enrietta produce in montagna, esclusivamente per uso personale o, al massimo, per regalarlo agli amici.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Fri, 09 Oct 2020 09:32:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/un-oliveto-sperimentale-sulla-roceja-di-borgone-il-paradiso-degli-ulivi-di</guid></item><item><title>Le foto spettacolari di un evento unico: la cometa Neowise in Valle di Susa</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/valle-di-susa/le-foto-spettacolari-di-un-evento-unico-la-cometa-neowise-valle-di-susa</link><description>&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;cometa C/2020 F3 (Neowise)&lt;/strong&gt;, scoperta il 27 marzo scorso dal telescopio spaziale da cui ha preso il nome,&amp;nbsp;proviene dalla periferia del sistema solare, la nube di Oort. La sua scoperta &amp;egrave; stata una sorpresa, ed in questi giorni la cometa &amp;egrave; visibile anche ad occhio nudo su tutto&amp;nbsp;nord Italia.&amp;nbsp;Con un buon&amp;nbsp;binocolo o un piccolo telescopio, anche amatoriali,&amp;nbsp;si pu&amp;ograve; apprezzare anche la sua lunga coda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tratta di un evento unico:&amp;nbsp;Neowise &amp;egrave; &lt;strong&gt;la cometa pi&amp;ugrave; luminosa&lt;/strong&gt; osservata nei nostri cieli dopo Hale Bopp (1997) e non &amp;egrave; una cometa periodica: secondo gli ultimi calcoli torner&amp;agrave; dalle nostre parti solo tra 6.683 anni. L'orario migliore per la sua osservazione &amp;egrave;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;dopo il tramonto &lt;/strong&gt;(21:30-23:00)&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;in una zona preferibilmente&amp;nbsp;sopraelevata&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;e lontana dalle luci. Per localizzarla occorre&amp;nbsp;guardare verso Nord-Ovest e cercare &lt;strong&gt;la costellazione del Gran Carro&lt;/strong&gt;:&amp;nbsp;Neowise &amp;egrave;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;visibile&amp;nbsp;immediatamente al di sotto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/900 Stellarium (Sky _ Telescope).jpg" border="0" alt="Il percorso di Neowise (Sky &amp;amp; Telescope)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="c712ac7c-a90e-4e4e-bbbd-34ebe8623698" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Come localizzare la cometa Neowise (Sky &amp;amp; Telescope)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Affrettatevi per&amp;ograve;: la sua luce va pian piano affievolendosi. &lt;strong&gt;Tra il 22 e il 23 luglio&lt;/strong&gt; sar&amp;agrave; nel punto pi&amp;ugrave; vicino alla Terra (circa 100 milioni di chilometri) ma ogni giorno&amp;nbsp;&lt;strong&gt;aumenta la sua distanza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;dal Sole&lt;/strong&gt;: la superficie esposta ai raggi solari diminuisce e con essa l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; che genera i gas della chioma e della coda. Notte dopo notte diminuisce la sua luminosit&amp;agrave;&amp;nbsp;e contemporaneamente la luna crescente schiarisce sempre pi&amp;ugrave; il cielo, per cui tra pochi giorni la cometa non sar&amp;agrave;&amp;nbsp;pi&amp;ugrave; visibile a occhio nudo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In tutto il mondo Neowise &amp;egrave; stata la protagonista indiscussa dei&amp;nbsp;cieli&amp;nbsp;di questi giorni d&amp;rsquo;estate, ed&lt;strong&gt;&amp;nbsp;anche in Valle di Susa&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;questo evento &amp;egrave; stato l'occasione per una serie di bellissimi scatti fotografici, che l'hanno immortalata in compagnia della&amp;nbsp;Sacra di San Michele (negli ultimi giorni illuminata con i colori della Regione Piemonte) o delle nostre montagne. Ve ne presentiamo una splendida galleria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Neowise in Valle di Susa&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/900 il cielo sulla Sacra ieri si è aperto mostrando la cometa Neowise che solcava il cielo all'imbr.jpg" border="0" alt="il cielo sulla Sacra ieri si è aperto mostrando la cometa Neowise che solcava il cielo all'imbrunire - Valerio Minato" data-entity-type="file" data-entity-uuid="41a1e87f-752c-49f0-95cf-781daff03ace" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Il cielo sulla Sacra si è aperto mostrando la cometa Neowise che solcava il cielo all'imbrunire (Foto di Valerio Minato)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/900 Presepe in valsusa (con cometa) - Isabella Atzori.jpg" border="0" alt="Presepe in valsusa (con cometa) - Isabella Atzori" data-entity-type="file" data-entity-uuid="4359ad4f-6583-48bd-aa2d-debaa737366b" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Presepe in Valsusa, con cometa (Foto di Isabella Atzori)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/900 La Sacra illuminata dalla bandiera del Piemonte_ e la cometa Neowise a farle compagnia ☄️- Enric.jpg" border="0" alt="La Sacra illuminata dalla bandiera del Piemonte, e la cometa Neowise a farle compagnia (Enrico Pollone)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="3315fba8-8b28-4a6c-b5fa-a4fb38602251" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;La Sacra illuminata dalla bandiera del Piemonte, e la cometa Neowise a farle compagnia (Foto di Enrico Pollone)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/900 Cometa Neowise con i Seru '... - Marco Cicchelli.jpg" border="0" alt="La cometa Neowise con i Ser&amp;ugrave;... (Matteo Cicchelli)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="e10f3386-dce7-4aed-b9b6-2c1897827b5d" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;La cometa Neowise con i Ser&amp;ugrave;... (Foto di Matteo Cicchelli)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/900 Encounters - Incontri  La Sacra di San Michele e la cometa C_2020 F3 (NEOWISE) in un incontro ma.jpg" border="0" alt="Encounters - Incontri  La Sacra di San Michele e la cometa C/2020 F3 (NEOWISE) in un incontro magico - Duilio Fiorille" data-entity-type="file" data-entity-uuid="63bc2b46-9b78-4aba-8e6e-ec050eca1686" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Encounters - Incontri. La Sacra di San Michele e la cometa C/2020 F3 (Neowise) in un incontro magico (Foto di Duilio Fiorille).&amp;nbsp;&lt;/em&gt;Dopo aver atteso per giorni il cielo propizio, ho voluto immortalare la mia versione dell'allineamento, impreziosito dall'illuminazione della Sacra, dedicata al 50&amp;deg; della Regione Piemonte. Sono ben visibili le code a ioni della cometa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/900 La Sacra di S.Michele e la cometa Neowise ancora insieme.. ma da un'altra prospettiva.jpg" border="0" alt="La Sacra di S.Michele e la cometa Neowise ancora insieme.. ma da un'altra prospettiva (Enrico Pollone)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="d7a698e0-0174-44e0-ae81-f54f0d3d8f9b" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;La Sacra di S.Michele e la cometa Neowise ancora insieme... ma da un'altra prospettiva (Foto di Enrico Pollone)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Cometa sulla Valsusa - Fulvio Giorgi_0.jpg" border="0" alt="Cometa sulla Valle di Susa (Fulvio Giorgi)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="5d29bfe1-0c67-48f1-8f6f-e498c281d236" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Cometa sulla Valle di Susa (Foto di Fulvio Giorgi)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/900 Come un presepe... Nelle sue ultime apparizioni_ prima di perdersi nelle profondità galattiche_.jpg" border="0" alt="Come un presepe... Nelle sue ultime apparizioni, prima di perdersi nelle profondit&amp;agrave; galattiche, la cometa Neowise si congiunge alla Sacra di San Michele" data-entity-type="file" data-entity-uuid="67b5c508-7e92-45fe-a2e8-fdb6d66818bf" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Come un presepe... &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nelle sue ultime apparizioni, prima di perdersi nelle profondit&amp;agrave; galattiche, la cometa Neowise si congiunge alla Sacra di San Michele, dando vita ad una scena mistica... Rimarchevole la doppia coda della cometa: quella di polveri e quella di particelle ionizzate &lt;em&gt;(Foto di Stefano Zanarello).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Sat, 25 Jul 2020 11:08:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/valle-di-susa/le-foto-spettacolari-di-un-evento-unico-la-cometa-neowise-valle-di-susa</guid></item><item><title>20 luglio 1969: l'uomo arriva sulla Luna</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/20-luglio-1969-il-mondo-si-ferma-seguire-lo-sbarco-sulla-luna</link><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Spesso la&lt;strong&gt;&amp;nbsp;luna&lt;/strong&gt; &amp;egrave; protagonista indiscussa di magnifici scatti fotografici: rossa durante l&amp;rsquo;eclissi del 2019 o semplicemente grande e luminosa, magari fotografata&amp;nbsp;accanto alla Sacra di San Michele. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Ma un altro evento oggi la coinvolge, l&amp;rsquo;anniversario di un giorno che fece la storia del &amp;lsquo;900: &lt;strong&gt;era il 20 luglio 1969 quando l&amp;rsquo;uomo sbarc&amp;ograve; sulla luna&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Total eclipse 2 - Valerio Minato_0.jpg" border="0" alt="Eclissi del 21 gennaio 2019 - Valerio Minato" data-entity-type="file" data-entity-uuid="8c8919ef-a515-4262-8e60-2de2d9e33940" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;La Luna e la Sacra di San Michele, eclissi del 21 gennaio 2019 (Valerio Minato)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;la "corsa allo spazio"&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;In un secolo segnato dai conflitti mondiali e dalla Guerra Fredda, in cui la rivalit&amp;agrave; politica tra Stati Uniti e Unione Sovietica aveva innescato una &amp;ldquo;&lt;strong&gt;corsa allo spazio&lt;/strong&gt;&amp;rdquo; per affermare la propria supremazia militare, economica e tecnologica, la &lt;strong&gt;missione spaziale Apollo 11 &lt;/strong&gt;tenne incollati davanti al televisore&amp;nbsp;&lt;strong&gt;900 milioni di persone&lt;/strong&gt;. Negli uffici, nelle scuole, nei bar, nei negozi,&amp;nbsp;quel giorno non si parlava d'altro, e si seguiva ogni secondo dell&amp;rsquo;incredibile impresa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In Italia, la notte dell&amp;rsquo;allunaggio fu la prima senza furti n&amp;eacute; rapine da 10 anni a quella parte. La &lt;strong&gt;diretta della Rai di 27 ore&lt;/strong&gt;, condotta da Piero Forcella, Tito Stagno e Andrea Barbato, una delle pi&amp;ugrave; lunghe e accurate d&amp;rsquo;Europa, con 150 ospiti in studio e &lt;strong&gt;20 milioni di telespettatori, &lt;/strong&gt;pass&amp;ograve; alla storia perch&amp;egrave; Tito Stagno&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.ilpost.it/2019/07/14/allunaggio-rai-tito-stagno/"&gt;&lt;strong&gt;annunci&amp;ograve; con quasi un minuto di anticipo&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; il momento dell'allunaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/studio-tv-rai-luna-1969.jpg" border="0" alt="La diretta Rai dello sbarco sulla luna" data-entity-type="file" data-entity-uuid="ea190e34-410e-439e-80c0-b2394933e451" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Gli studi RAI durante la diretta.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La navicella spaziale del programma Apollo 11 si componeva di tre sezioni: un Modulo di Comando &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Columbia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; che ospitava gli astronauti, un Modulo di Servizio che forniva il modulo di comando di energia elettrica, ossigeno, acqua e il Modulo Lunare &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Eagle&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. A rappresentarla era un&amp;rsquo;&lt;strong&gt;aquila calva con un ramo d&amp;rsquo;ulivo tra gli artigli&lt;/strong&gt; che atterrava su un paesaggio lunare: un simbolo che presupponeva un &amp;ldquo;allunaggio pacifico degli Stati Uniti&amp;rdquo;. Gli astronauti scelti per la missione furono &lt;strong&gt;Neil&amp;nbsp;Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La navicella spaziale venne lanciata da un razzo &lt;strong&gt;Saturn V&lt;/strong&gt; dal Kennedy Space Center il &lt;strong&gt;16 luglio 1969 alle 13.32 UTC&lt;/strong&gt;. Entr&amp;ograve; in orbita terrestre circa 12 minuti pi&amp;ugrave; tardi, per poi impiegare tre giorni a raggiungere l&amp;rsquo;orbita lunare. Alle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;20.17 UTC di domenica 20 luglio 1969&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;em&gt;Eagle&lt;/em&gt; si pos&amp;ograve; sulla superficie lunare. Il portellone si apr&amp;igrave; alle 02.39 UTC&amp;nbsp;ed Armstrong scese per primo, seguito poi da Aldrin.&amp;nbsp;Collins&amp;nbsp;rimase in orbita sul&amp;nbsp;Modulo &lt;em&gt;Columbia&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poco prima di terminare la scala e di imprimere la prima orma dell&amp;rsquo;uomo su un altro corpo celeste, Armstrong pronunci&amp;ograve; una frase che &amp;egrave; ancora oggi parte dell&amp;rsquo;immaginario collettivo: &amp;ldquo;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Questo &amp;egrave; un piccolo passo per un uomo, un passo da gigante per l&amp;rsquo;umanit&amp;agrave;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Apollo_11_Equipaggio.jpg" border="0" alt="Cinquantesimo anniversario dello Sbarco sulla Luna" data-entity-type="file" data-entity-uuid="93745560-a1fe-45aa-8b9e-27ca312033e8" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;L'equipaggio della missione Apollo 11:&amp;nbsp;Neil&amp;nbsp;Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Armstrong ed Aldrin si fermarono sulla luna circa&amp;nbsp;&lt;strong&gt;due ore e mezza&lt;/strong&gt;, scattando fotografie e raccogliendo pi&amp;ugrave; di 22 kg di materiale lunare da analizzare. Lasciarono sul suolo lunare la bandiera americana ed&amp;nbsp;una &lt;strong&gt;targa di acciaio&lt;/strong&gt; inossidabile&amp;nbsp;per commemorare lo sbarco:&lt;em&gt; &amp;ldquo;Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 d.C. Siamo venuti in pace, a nome di tutta l'umanit&amp;agrave;.&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="/blog/valle-di-susa/linda-raimondo-la-ragazza-spaziale-che-da-almese-va-tv-e-sogna-la-luna"&gt;Linda Raimondo, la ragazza "spaziale" che da Almese va in Tv e sogna la luna&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Alle ore ore 21.35 del 21 luglio &lt;em&gt;Eagle&lt;/em&gt; si agganci&amp;ograve; nuovamente a &lt;em&gt;Columbia&lt;/em&gt;, per poi prepararsi a raggiungere l&amp;rsquo;orbita terrestre ed atterrare tre giorni dopo nell&amp;rsquo;Oceano Pacifico.&lt;br /&gt;Quella dell&amp;rsquo;Apollo 11 fu un&amp;rsquo;impresa senza precedenti, tanto importante scientificamente quanto umanamente.&amp;nbsp;&lt;em&gt;"Il viaggio di Cristoforo Colombo, di cui nessuno sapeva nulla, fu probabilmente pi&amp;ugrave; rischioso di quello dei tre astronauti, che la Nasa seguiva istante per istante. Dal punto di vista della scienza avremmo potuto ottenere risultati analoghi con un robot. Ma senz&amp;rsquo;altro la missione dimostr&amp;ograve; ci&amp;ograve; di cui l&amp;rsquo;uomo &amp;egrave; capace"&lt;/em&gt;, comment&amp;ograve; &lt;strong&gt;Margherita Hack&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span title="Fare clic e trascinare per ridimensionare"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/800px-Aldrin_Looks_Back_at_Tranquility_Base_-_GPN-2000-001102_0.jpg" border="0" alt="Aldrin sulla luna" data-entity-type="file" data-entity-uuid="72602710-d047-41e7-9197-ea6197d18b3e" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Aldrin sulla superficie lunare con Eagle sullo sfondo&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-entity-type="file" data-entity-uuid="8e5a0e30-726b-4782-a836-955fb84093fb"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;missione Apollo&lt;/strong&gt; fu il terzo programma spaziale condotto dalla Nasa; fu preceduta da &lt;strong&gt;Mercury&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;(il primo programma statunitense a prevedere missioni spaziali con equipaggio) e &lt;strong&gt;Gemini&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 1961 il programma sub&amp;igrave; una lunga&amp;nbsp;sospensione dopo che un incendio sulla rampa di lancio di &lt;strong&gt;Apollo 1&lt;/strong&gt; caus&amp;ograve; la morte dei due astronauti, e riprese solo nel 1967 con alcune missioni senza equipaggio: Apollo 4, 5 e 6 (ufficialmente non esistono le missioni 2 e 3).&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 9px;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;L'11 ottobre 1968, con la missione &lt;b&gt;Apollo 7&lt;/b&gt;, ripresero i lanci con astronauti, che rimasero per pi&amp;ugrave; di undici giorni in orbita testando i moduli di comando e di servizio. Il 21 dicembre 1968 fu lanciata la missione &lt;b&gt;Apollo 8&lt;/b&gt;, che per la prima volta raggiunse l'orbita lunare, e il 3 marzo 1969 &lt;b&gt;Apollo 9&lt;/b&gt; per la prima volta trasport&amp;ograve; il modulo lunare e lo&lt;span style="font-variant: normal;"&gt;&lt;span style="color: #222222;"&gt;&lt;span style="font-family: sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;&lt;span style="font-size: 7pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;test&amp;ograve; nell'orbita terrestre. I test furono ripetuti dalla missione &lt;b&gt;Apollo 10&lt;/b&gt; (lanciata il 18 maggio1969), ma questa volta in orbita lunare, arrivando fino a 15,6 km dalla superficie del nostro satellite.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 9px;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;b&gt;Apollo 12&lt;/b&gt;, lanciata il 14 novembre 1969, fu la seconda missione del programma ad allunare. Lo fece con altissima precisione, vicino alla sonda Surveyor 3 che gli astronauti riuscirono a raggiungere. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/La luna la sera del 20 gennaio - Alberto Blisa.jpg" border="0" alt="La luna. Foto di Alberto Blisa" data-entity-type="file" data-entity-uuid="8e27d03b-a4bb-42f6-aac7-3d14d0b5b1cf" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Foto di Alberto Blisa&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 9px;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;La missione &lt;b&gt;Apollo 13 &lt;/b&gt;invece, decollata l'11 aprile 1970, dopo 55 ore di volo ebbe un problema, che il comandante Jim Lovell comunic&amp;ograve; con la famosa frase &lt;i&gt;"Houston, we've had a problem". &lt;/i&gt;Uno dei quattro serbatoi di ossigeno era esploso: gli astronauti dovettero rinunciare alla missione ed iniziare un difficile rientro, che tenne con il mondo con il fiato sospeso ma che fortunatamente si concluse positivamente. A seguito di questa missione ci fu una lunga indagine sulle cause dell'incidente che port&amp;ograve; a una revisione completa della navicella Apollo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 9px;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;Fu l&amp;rsquo;&lt;b&gt;Apollo 14&lt;/b&gt; a riprendere il programma di esplorazione lunare. Per la prima volta fu portato sulla Luna un veicolo, il &lt;i&gt;Modular Equipment Trasporter,&lt;/i&gt; che per&amp;ograve; si dimostr&amp;ograve; un fallimento in quanto sprofondava nella polvere lunare. Questi problemi furono risolti con &lt;b&gt;Apollo 15&lt;/b&gt; (26 luglio 1971) grazie ad un nuovo &lt;b&gt;rover lunare, &lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;che arriv&amp;ograve; fino a 5 km di distanza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 9px;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;A questa seguirono ancora &lt;b&gt;Apollo 16&lt;/b&gt;, che atterr&amp;ograve; sugli altipiani lunari, e &lt;b&gt;Apollo 17&lt;/b&gt;, lanciato il 17 dicembre 1972, con cui si chiuse il programma.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 20 Jul 2020 09:26:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/20-luglio-1969-il-mondo-si-ferma-seguire-lo-sbarco-sulla-luna</guid></item><item><title>Le strade romane disegnate come una rete metropolitana. Dimenticando Susa...</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/questa-mappa-le-strade-romane-disegnate-come-una-rete-metropolitana</link><description>&lt;p&gt;Da Torino &lt;em&gt;(Augusta Taurinorum) &lt;/em&gt;non ci sono&amp;nbsp;linee dirette per Milano (per&lt;em&gt; Mediolanum &lt;/em&gt;bisogna cambiare a&lt;em&gt; Piacentia)&lt;/em&gt; o Roma&amp;nbsp;(qui i cambi sono anche a &lt;em&gt;Bononia&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;Florentia&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nessuna fermata in Valle di Susa: qui passa la linea arancione della Via Domizia, che effettivamente &amp;egrave; quella che congiungeva l'Italia con la valle del Rodano attraverso &lt;em&gt;Vapincum&lt;/em&gt; (Gap) e &lt;em&gt;Arelate&lt;/em&gt; (Arles), ma c'&amp;egrave; una grave dimenticanza: la strada allora partiva da &lt;em&gt;Segusium&lt;/em&gt; (Susa), che invece in questa mappa non &amp;egrave; proprio considerata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quello di immaginare&amp;nbsp;la grande ed intricata rete stradale costruita dai romani come una rete metropolitana &amp;egrave; solo un gioco, immaginato dal giovane cartografo russo &amp;nbsp;&lt;a href="https://sashat.me/"&gt;&lt;strong&gt;Alexandr &amp;ldquo;Sasha&amp;rdquo; Trubetskoy&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;. Come riferimento Trubetskoy ha tenuto le principali vie esistenti nel secondo secolo dopo Cristo, prendendosi la libert&amp;agrave; di non metterle davvero tutte (sarebbero state troppe) e di unirne alcune. Ma, al di l&amp;agrave; delle inevitabili semplificazioni, &amp;egrave; evidente la complessit&amp;agrave; e l'efficienza del sistema di comunicazioni dell'epoca romana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/1100 strade_romane.jpg" border="0" alt="La rete stradale completa" data-entity-type="file" data-entity-uuid="05ca4216-0296-4335-aa29-864d33475563" /&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 20 Apr 2020 15:30:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/questa-mappa-le-strade-romane-disegnate-come-una-rete-metropolitana</guid></item><item><title>Inverno 2019/2020: il più caldo del Nord Italia</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/inverno-20192020-il-piu-caldo-del-nord-italia-neve-abbondante-ma-solo-ad</link><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Sicuramente, nell&amp;rsquo;inverno appena concluso, avrete usato poco guanti, sciarpe e cappelli.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Anche senza necessit&amp;agrave; di statistiche, infatti, ognuno di noi ha percepito le &lt;strong&gt;anomalie termiche che hanno interessato non soltanto l&amp;rsquo;intera penisola italiana&lt;/strong&gt;, ma anche zone abitualmente pi&amp;ugrave; gelide quali Russia e Scandinavia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Nimbus, &lt;/strong&gt;il sito ufficiale della &lt;strong&gt;Societ&amp;agrave; Meteorologica Italiana&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, ci dice che&amp;nbsp;si &amp;egrave; trattato, per quanto riguarda &lt;strong&gt;il nord Italia&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;del&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;l&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&amp;rsquo;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;i&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;nverno pi&amp;ugrave; caldo &lt;/strong&gt;mai registrato nell&amp;rsquo;arco del periodo di osservazione iniziato tra Settecento ed Ottocento, con una media delle anomalie compresa tra i +2&amp;deg; C ed i + 6&amp;deg; C.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Se si prende in esame l&amp;rsquo;intera penisola, invece, l&amp;rsquo;inverno italiano pi&amp;ugrave; caldo dal 1800 &amp;egrave; stato registrato nel 2006/2007. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="/blog/scienza-e-ambiente/il-2018-e-stato-lanno-piu-caldo-dall800-ad-oggi-nella-pianura-torinese"&gt;Il 2018 &amp;egrave; stato l'anno pi&amp;ugrave; caldo dall'800 ad oggi: nella pianura torinese +1.5&amp;deg;C&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;La causa di questo rialzo termico &amp;egrave; da ricercare nei &lt;strong&gt;persistenti anticicloni contraddistinti da aria calda subtropicale&lt;/strong&gt;, che si sono posizionati sull&amp;rsquo;Europa meridionale, persistendo pi&amp;ugrave; a lungo che in passato tra Spagna ed Italia. Intanto, nella parte settentrionale del continente, profonde depressioni atlantiche originavano &lt;strong&gt;drammatiche tempeste&lt;/strong&gt;, tra cui ricorderete Ciara (o Sabine per l&amp;rsquo;istituto di Meteorologia dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Berlino), che ha segnato, dal 9 all&amp;rsquo;11 febbraio 2020, molte nazioni dal Regno Unito alla Slovenia, lasciando sul campo danni consistenti ed anche alcuni morti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Tornando al nord Italia, &lt;/span&gt;&lt;span&gt;per qu&lt;/span&gt;&lt;span&gt;anto concer&lt;/span&gt;&lt;span&gt;n&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e le precipitazioni si evidenzia &lt;strong&gt;una marcata siccit&amp;agrave; concentrata su gennaio e febbraio 2020&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span&gt;meno evidente se si esamina il trimestre da dicembre a fe&lt;/span&gt;&lt;span&gt;b&lt;/span&gt;&lt;span&gt;braio, &lt;/span&gt;&lt;span&gt;falsato dalle p&lt;/span&gt;&lt;span&gt;ersiste&lt;/span&gt;&lt;span&gt;n&lt;/span&gt;&lt;span&gt;ti pi&lt;/span&gt;&lt;span&gt;o&lt;/span&gt;&lt;span&gt;gge dicembrine. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Il record di inverno pi&amp;ugrave; tiepido, che era appannaggio del 2006/2007, &amp;egrave; stato pressoch&amp;eacute; battuto quasi ovunque, e sono molto alti gli aumenti rispetto alla media del periodo 1981-2020. Ad&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Aosta&lt;/strong&gt; la temperatura media di questo inverno &amp;egrave; stata di 4,1&amp;deg;C, con uno scarto di +2,9 &amp;deg;C sulla media degli ultimi 40 anni, cos&amp;igrave; come&amp;nbsp;a &lt;strong&gt;Torino&lt;/strong&gt; (7,2&amp;deg;C, scarto di +2,7 &amp;deg;C)&amp;nbsp;e &lt;strong&gt;Moncalieri&lt;/strong&gt; (6,3 &amp;deg;C, scarto di +2,8 C)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/20200305 TorinoTINV.jpg" border="0" alt="Temperature medie invernali Torino" data-entity-type="file" data-entity-uuid="8f762441-7440-4d93-91dd-048221b01d67" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;La serie delle temperature medie invernali a&amp;nbsp;Torino conferma il primato di caldo, con media stagionale di 7,2 &amp;deg;C che supera il precedente del 2006-07 (7,0 &amp;deg;C). La linea grigia rappresenta la media mobile calcolata su un periodo di 9 anni (Grafico da &lt;a href="http://www.nimbus.it/clima/2020/200305InvernoNordItalia.htm"&gt;&lt;strong&gt;Nimbus&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Gli inverni italiani quindi proseguono sulla rotta gi&amp;agrave; intrapresa da tempo e stanno diventando sempre pi&amp;ugrave; tiepidi: le temperatura minime assolute registrate nel nord Italia non scendono mai oltre i -5&amp;deg;. Nella nostra valle, poi, i frequenti episodi di foehn caldissimo hanno contributo ad accentuare la gi&amp;agrave; preoccupante anomalia termica. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All'eccezionalit&amp;agrave; dell'inverno 2019-20 hanno contribuito le&amp;nbsp;&lt;strong&gt;temperature nettamente sopra la media di&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;febbraio&lt;/strong&gt;, quando l'anomalia termica &amp;egrave; stata ulteriormente accentuata da frequenti episodi di foehn caldissimo. Storico&amp;nbsp;&lt;strong&gt;l'evento del 3 febbraio 2020 in Piemonte&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;(27 &amp;deg;C nel Torinese!), ma punte di tepore esagerato si sono avute anche il 10-11 e 24 febbraio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Purtroppo il trend, esaminando i grafici, &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&amp;egrave; in crescita. &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Una vera manna per chi trema all&amp;rsquo;idea di affrontare la stagione invernale, ma non altrettanto per la salute e le colture. Le fioriture precoci che &lt;/span&gt;&lt;span&gt;tutti &lt;/span&gt;&lt;span&gt;abbiamo modo di notare sono la testimonianza di una preoccupante situazione &lt;/span&gt;&lt;span&gt;che si ripercuote su pi&amp;ugrave; fronti&lt;/span&gt;&lt;span&gt;. &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Il deficit pluviometrico di inizio anno&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span&gt;cos&amp;igrave; come anche le precipitazioni nevose, quasi assenti in p&lt;/span&gt;&lt;span&gt;ianura&lt;/span&gt;&lt;span&gt;, non sono un buon segnale. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Fortunatamente, sul&lt;/span&gt;&lt;span&gt;le&lt;/span&gt;&lt;span&gt; Alpi oltre i 1500 metri, nel tardo autunno si &amp;egrave; depositata &lt;strong&gt;un&amp;rsquo;abbondante coltre nevosa&lt;/strong&gt;, che ha resis&lt;/span&gt;&lt;span&gt;tit&lt;/span&gt;&lt;span&gt;o al tepore invernale. &lt;/span&gt;&lt;span&gt;M&lt;/span&gt;&lt;span&gt;ostrando una s&lt;/span&gt;&lt;span&gt;i&lt;/span&gt;&lt;span&gt;tuazione ben differe&lt;/span&gt;&lt;span&gt;n&lt;/span&gt;&lt;span&gt;te da quella dell&amp;rsquo;inverno 2006-2007 d&lt;/span&gt;&lt;span&gt;ove l&amp;rsquo;arco alpino, &lt;/span&gt;&lt;span&gt;anche a 2 mila o 2 mila 500 &lt;/span&gt;&lt;span&gt;metri, &lt;/span&gt;&lt;span&gt; era tota&lt;/span&gt;&lt;span&gt;l&lt;/span&gt;&lt;span&gt;me&lt;/span&gt;&lt;span&gt;n&lt;/span&gt;&lt;span&gt;te privo di &lt;/span&gt;&lt;span&gt;innevamento&lt;/span&gt;&lt;span&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Magia della neve (Bardonecchia) - Consorzio Turismo Bardonecchia.jpg" border="0" alt="La conca di Bardonecchia dopo l'abbondante nevicata di inizio dicembre 2019" data-entity-type="file" data-entity-uuid="4a68f3f7-fa16-4022-89ea-f9f2c6c41c3e" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;La conca di Bardonecchia dopo l'abbondante nevicata di inizio dicembre 2019 (Foto Consorzio Turismo Bardonecchia)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Gli appassionati di meteorologia e di statistiche possono trovare &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;l'intero approfondimento su &lt;strong&gt;Nimbus, il sito ufficiale della Societ&amp;agrave; Meteorologica Italiana: &lt;a href="http://www.nimbus.it/clima/2020/200305InvernoNordItalia.htm"&gt;Inverno 2019-2020, tra i pi&amp;ugrave; caldi al Nord Italia&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 07 Apr 2020 14:44:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/scienza-e-ambiente/inverno-20192020-il-piu-caldo-del-nord-italia-neve-abbondante-ma-solo-ad</guid></item></channel></rss>