Laboratorio Alte Valli - Cuore innovativo
Quello che fino all'inizio del secolo scorso era il principale cimitero di Avigliana, continua a essere oggi un luogo suggestivo, ricco di Storia e di storie da raccontare.
A ricordare il passato dell'antico cimitero di San Pietro per valorizzarne il futuro è l'associazione Amici di Avigliana con il volume "Conoscere per ricordare l'antico cimitero di San Pietro. Pagine della nostra Storia", un viaggio in uno dei punti di interesse di Avigliana più carichi di memoria. Nell'ambito della Giornata educante per la comunità, venerdì 30 gennaio 2026 alle 17,30 alla biblioteca civica Primo Levi, sarà presentato il volume al pubblico nello Spazio autori.
Diviso in tre capitoli, il libro racconta la Storia del cimitero dai primi secoli al Regno d'Italia, per affrontare poi la preziosa attività che gli Amici di Avigliana hanno svolto nell'ultimo mezzo secolo per preservare la magia di questo luogo. E la parte più affascinante del volume è indubbiamente la seconda, dedicata alle vicende delle persone comuni e degli illustri protagonisti della comunità aviglianese sepolti nell'antico cimitero: industriali, imprenditori, commercianti, coltivatori e artigiani, amministratori pubblici, parroci, patrioti e soldati.
Una Spoon River nostrana che traccia l'evoluzione culturale e gli sviluppi economici che hanno caratterizzato la città, consentendo di ricostruire il percorso delle famiglie più in vista nell'ultimo periodo di attività del cimitero, la città di Avigliana di fine '800. Le tombe di Adriano Galinié e Modesto Abelli testimoniano così l'importanza del Dinamitificio Nobel all'interno della comunità locale: è presente anche una commemorazione dell'incidente che ha causato diverse perdite nel 1890. Le lapidi di bambine e bambini permettono invece di ripercorrere alcune delle grosse epidemie che hanno attraversato i secoli. Infine la tomba di Erminia Stainl Wolfe testimonia un'interessante e poco conosciuta storia di emancipazione femminile.
Nel corso dell'incontro interverranno, insieme al professor Pierangelo Gentile dell'Università di Torino, gli autori del volume Silvio Amprino, presidente dell'associazione Amici di Avigliana, Ester De Fort e Pierangelo Campagna, vicepresidente. L'associazione darà in omaggio una copia della stampa di Avigliana medioevale a colori tratta dal Theatrum Sabaudiae del 1682 a chi acquisterà una copia del libro in vendita al prezzo di copertina di 10 euro.
«È con grande orgoglio e profonda gratitudine – dichiara Andrea Archinà, sindaco di Avigliana – che l'Amministrazione comunale accoglie la pubblicazione di questo volume dedicato all'antico cimitero di San Pietro, un luogo che custodisce le memorie della nostra comunità e che rappresenta un patrimonio storico, artistico e culturale di inestimabile valore. L'associazione Amici di Avigliana, con l'impegno che da sempre la contraddistingue, ha svolto un lavoro prezioso nel riportare alla luce le vicende, le storie e le persone che hanno popolato questo spazio della memoria.
Attraverso una ricerca attenta e appassionata, il libro ci guida in un viaggio tra epoche e vite, restituendo dignità e voce a coloro che hanno contribuito a costruire l'identità della nostra città. Avigliana è infatti un luogo ricco di Storia, e il recupero del cimitero di San Pietro rappresenta non solo un'azione di tutela e valorizzazione del passato, ma anche un'opportunità per la cittadinanza di riscoprire le proprie radici e consolidare quel legame con il territorio che rende più forte e coesa la nostra comunità. Ringrazio di cuore tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo volume, dagli autori ai ricercatori, dai volontari agli esperti che hanno lavorato con passione per offrirci un'opera che è strumento di conoscenza e di ispirazione, un modo per apprezzare il valore della Storia locale e per tramandare alle generazioni future il rispetto e l'amore per Avigliana e i suoi luoghi simbolici».
«In prossimità della chiesa romanica di San Pietro – spiega Silvio Amprino, presidente degli Amici di Avigliana – esiste l'omonimo cimitero, capolavoro del XI secolo, la cui esistenza è attestata fin dal XV secolo, che fu utilizzato fino all'inizio del '900. Vi si trovano sepolti gli imprenditori del Dinamitificio di Avigliana, che richiamavano personale da varie parti non solo dell'Italia, i sindaci di fine '800 che cercavano di far uscire la popolazione dall'età contadina alle prime industrializzazioni, i parroci. E tanta gente comune, dai molti bambini morti prematuramente per malattie infettive ormai scomparse, alle donne morte di parto o per infortunio domestico, e a quelle anche straniere che hanno scelto il Piemonte per il clima di libertà risorgimentale. Senza dimenticare gli uomini che materialmente hanno contribuito all'Unità d'Italia, partecipando alla guerra in Crimea. È la nostra memoria, che con l'aiuto del Comune vogliamo mantenere, far riscoprire e migliorare. L'iscrizione dell'antico cimitero nell'Atlante dei cimiteri italiani e all'Associazione europea dei cimiteri monumentali ci stimola ulteriormente su questo cammino».