Laboratorio Alte Valli - Cuore innovativo
Prali si trova all’estremità della Val Germanasca, una valle laterale della Val Chisone caratterizzata da paesaggi alpini e da una forte identità culturale, a circa 72 km da Torino e ad un’altitudine di 1.454 metri sul livello del mare.
Nonostante la sua popolazione conti solo poche centinaia di abitanti (circa 262 persone secondo i dati più recenti), la sua storia e le sue peculiarità meritano una riflessione approfondita che va ben oltre i numeri.
Il nome stesso del paese riflette la sua natura geografica: fino al 1937 il comune si chiamava “Praly”, parola derivata dal termine pral, che significa prati, in riferimento alla presenza di ampie superfici prative nel territorio.
Le origini e la storia
Le origini di Prali sono antiche: testimonianze di insediamenti umani nell’area risalgono all’XI secolo, anche se il primo documento ufficiale che ne attesta l’esistenza risale alla metà del XV secolo, precisamente al 1462.
Una delle caratteristiche storiche più profonde della zona è la presenza della Chiesa Valdese, una comunità protestante con radici nel Medioevo che ha avuto un impatto duraturo su tutta la vallata. Già nel 1533 si tiene un Sinodo a Pra Daval (una località non lontana dall’abitato di Prali) in cui vengono riesaminate le questioni già affrontate nel Sinodo di Chanforan ad Angrogna l’anno precedente, confermando l’adesione alla Riforma protestante.

La presenza valdese nel territorio è documentata anche dalla costruzione, nel 1556, di un tempio nella frazione di Ghigo. Questo edificio, distrutto e ricostruito a causa delle vicende storiche, è oggi sede del Museo storico, che conserva importanti testimonianze della storia locale e della fede valdese.
Nel corso del XVII secolo, gli abitanti di Prali e delle valli circostanti furono colpiti dalla peste, dagli scontri tra eserciti e dalle tensioni tra i Savoia e la monarchia francese. Nel 1686 gli abitanti si arresero ai Francesi, che avevano già distrutto Angrogna e Torre Pellice. Il tempio valdese fu trasformato in chiesa cattolica.
I valdesi ritornarono dall'esilio di Ginevra nel 1689 (il cosiddetto Glorioso rimpatrio); il comune fu nuovamente occupato dai francesi e passò poi ai Savoia, che cercarono di riportarvi il cattolicesimo: nel 1767 Carlo Emanuele III fece ricostruire una chiesa cattolica nella frazione Villa.
Dopo l'occupazione di Napoleone nel 1815 il paese passò definitivamente ai Savoia.
Nel 1870 inglobò il comune di Rodoretto, che si trova in un vallone laterale; nel 1882 cedette invece al comune di Salza la frazione Fontane, e nel 1895 la frazione Bessè al comune di Perrero. Nel 1937 il regime fascista italianizzò il suo nome da Praly a Prali.
Il territorio: natura, miniere e paesaggio
Il territorio di Prali è geograficamente straordinario. Situato ai piedi delle vette delle Alpi Cozie, il comune si estende su una superficie di oltre 72 km² e comprende numerose frazioni e borgate storiche come Ghigo, Villa, Arnaud, Balma, Crosetto, Malzat, Toré e molte altre.
Accanto alla pastorizia ed all'agricoltura di montagna una delle risorse naturali più importanti della Val Germanasca sono state le miniere di talco, che per secoli hanno rappresentato una fonte di reddito e di sostentamento per l’economia locale.
Oggi le miniere sono valorizzate dal punto di vista culturale e turistico, grazie all’azione dell’Ecomuseo delle Miniere e della Val Germanasca. Un tratto delle miniere di talco oggi in disuso è stato trasformato in museo e visita guidata, con il progetto "Scopriminiera": è possibile visitare varie gallerie sotterranee, percorrere tratti di gallerie con trenini turistici, osservare attrezzature storiche, comprendere come si lavorava nelle miniere nei secoli passati ed osservare testimonianze geologiche uniche legate alla formazione delle Alpi e allo scontro tra le placche continentali.

Le montagne circostanti raggiungono quote oltre i 3.000 metri e creano un paesaggio di grande impatto visivo che ha favorito attività legate al turismo, un processo iniziato negli anni ’50 e ’60 con le prime infrastrutture sciistiche e di accoglienza.
Prali è oggi conosciuta soprattutto come stazione sciistica dedicata alle famiglie, grazie alla presenza di numerosi impianti di risalita, piste di diversa difficoltà e servizi dedicati all’attività sulla neve. Durante i Giochi Olimpici Invernali di Torino del 2006 le sue piste divennero sede di allenamento per alcune discipline di sci alpino e sci di fondo.
Nelle altre stagioni il territorio offre escursioni, passeggiate e percorsi tematici per ogni età. Uno tra i più importanti è il “Sentiero dei Bambini”, un percorso escursionistico di circa 2,5 km che collega le borgate di Ghigo e Villa. In questo itinerario, creato per essere accessibile a tutti, sono presenti pannelli narrativi, pannelli illustrativi e attività didattiche che raccontano la storia e le leggende locali, pensate in particolare per i più piccoli.
Cultura, tradizione e identità
La presenza della Comunità Valdese ha lasciato un’impronta importante nelle tradizioni religiose e culturali del paese: il tempio monumentale, ricostruito nella seconda metà del XX secolo, è oggi un simbolo di dialogo tra culture e religioni.
Accanto alla chiesa cattolica e al tempio valdese, esiste il Centro Ecumenico Agape, un centro internazionale di studi e di soggiorno per giovani, costruito con il lavoro volontario di centinaia di giovani e il contributo di tutte le chiese evangeliche europee.
A Rodoretto il museo "La Meizoun de notri donn", documenta la vita di una comunità di montagna con la ricostruzione di veri e propri ambienti di vita del passato, arredati in modo che diano l’impressione di essere tuttora abitati.