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Nasce a Sant’Ambrogio il nuovo Museo Mario Giansone: sabato 18 aprile 2026 si inaugura il nuovo spazio di incontro tra arte, memoria e sperimentazione estetica, che custodisce e valorizza l’opera di uno dei protagonisti più originali dell’arte italiana del Novecento.
In un allestimento che unisce rigore critico e fruibilità per tutti, il museo offre un viaggio nel mondo creativo dell’artista torinese, attraverso dipinti, disegni, materiali d’archivio e installazioni site-specific.
Progettato come spazio dinamico di cultura, il Museo Giansone non è solo custode di un patrimonio artistico unico, ma anche centro di ricerca, dialogo e programmazione culturale.
Con circa 170 sculture, 30 quadri, 23 xilografie, 20 disegni, 12 incisioni, 6 litografie, 4 stencil e un arazzo, il Museo si propone come luogo aperto e accessibile, dove riscoprire il valore della sperimentazione visiva e riflettere sulle declinazioni contemporanee del fare arte. Un invito al pubblico a un’esperienza che celebra il genio di Mario Giansone, la sua visione poetica e il suo contributo duraturo alla storia dell’arte italiana. Cornice del museo è l’ex Maglificio Fratelli Bosio.
“Giansone ha disegnato, dipinto, inciso, imprigionato la luce nei fili del retro degli arazzi, dato forma ed espressione alle ombre, dato movimento alle pietre per esprimere concetti o creare sensazioni visive. Il Museo a lui dedicato - spiega Giuseppe Floridia, Presidente della Fondazione Giansone - si propone di testimoniare l’impatto emozionale delle sue opere e di consentire la riscoperta di un importantissimo artista del Novecento”.
Mario Giansone
Mario Giansone (Torino, 1915 – 1997), dopo il diploma all'Istituto d'Arte di Torino nel 1935, è assistente di Alberto Cibrario alla cattedra di anatomia dell'Accademia di Belle Arti di Torino e insegna all'Istituto Statale d'Arte per il Disegno di Moda e Costume di Torino, poi Liceo Artistico "Aldo Passoni".
Le sue opere sono state esposte alle Quadriennali di Torino e Roma con un successo crescente, fino alla commessa per l’Auditorium RAI di Torino e alle opere per la GAM di Torino.
Una sua scultura, “La donna della domenica”, ha ispirato il romanzo omonimo di Fruttero e Lucentini.

Non c’è lavoro di Giansone che non sia permeato da uno dei grandi temi che hanno informato di sé tutta la sua vita e determinato l’unicità e l’eccezionalità della sua opera e della sua persona, cinque grandi temi che possiamo definire vere e proprie ossessioni artistiche:
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La guerra: la brutalità della guerra resa nelle scene di battaglia così come nella rappresentazione di carri armati, fucilazioni e deportazione.
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La tecnologia: l’ammirazione per le meraviglie tecnologiche che hanno caratterizzato il suo secolo, evidente tanto nelle raffigurazioni di una pista automobilistica, di un sorpasso o di un aeroporto di notte quanto nella rappresentazione di elicotteri e aerei, di navi, di strade invase dalle auto, di cantieri navali e di crogioli di fonderia.
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L'intimismo: espressione di un delicato intimismo sono, invece, le opere riconducibili al bisogno di affetti (Leitmotiv della vita dell’artista), quali: il bacio, le grandi madri, le figure di donna, gli amanti e i gatti.
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La musica: i concerti per pianoforte, gli ideogrammi grafici, le ballerine e i plastici del jazz.
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La trascendenza: un intimismo che non di rado cede il passo a un percorso verso la spiritualità e la trascendenza (indotta, quest’ultima, dai colloqui con Witruna, suo spirito guida), che danno origine a straordinarie opere, quali: la sala di anatomia, la fecondazione, l’ombra e l’ascesa dello spirito.

Il principale strumento di espressione della sua arte è stata la materia come il granito, il marmo, il legno, il bronzo e il ferro ma anche fili di rame e di bronzo con lastre di acciaio, alla quale ha saputo trasfondere potenza espressiva.
È però nei disegni, di ballerini o di orchestre o di anatomia, oppure nella raffigurazione appena accennata di figure femminili, che Giansone inconsciamente rivela la poesia e la dolcezza annidate dentro il bozzolo che lo separava dal mondo delle relazioni opportunistiche, proprio quelle che normalmente costituiscono l’humus sul quale nasce e si sviluppa il successo degli artisti.
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Il museo
L’opera di Mario Giansone attraversa materiali, tecniche e linguaggi diversi, dagli arazzi tessuti a mano alle sculture in legno, bronzo e materiali eterogenei, fino ai dipinti, ai disegni e alle grafiche.

Il percorso si sviluppa su 7 sale, attraverso le quali indaga l'armonia nascosta delle opere e dei temi dell'artista: il jazz come espressione del dinamismo del suono e del ballo, la brutalità della guerra, il fascino delle innovazioni tecnologiche del '900, i gatti, colti nell’eleganza delle forme, le donne, espressione di delicato intimismo.
Un intimismo, quello di Giansone, che non di rado cede il passo ad un percorso verso la spiritualità e la trascendenza. Ogni nucleo di opere racconta una fase della sua ricerca, documentando l’evoluzione di un pensiero artistico che si sviluppa dal gesto scultoreo alla dimensione grafica e pittorica, fino alla sintesi estrema dell’Opera Omnia, con cui si conclude il percorso di visita.
MUSEO MARIO GIANSONE: Via Sestriere, 1 – Sant’Ambrogio (TO)
Maggiori informazioni sull'artista e sulle visite al Museo sul sito Web della Fondazione Mario Giansone.
“Il mondo dell'arte tende a storicizzare ogni opera ma le vere opere d'arte restano sempre contemporanee”. Mario Giansone, 1915-1997.